I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



giovedì, ottobre 20, 2005
 
Il processo a Saddam e il falò dei pregiudizi


Già mi aspetto gli alti lai di chi non saprà accettare il fatto che le proprie premesse (ideologiche) erano tutte sbagliate. Di chi diceva che le guerre portano soltanto altra violenza, che sono sempre di più, di chi, più subdolo, tira fuori a ogni piè sospinto il decostruttivismo postmoderno e postcoloniale. Tiriamo un sospiro di sollievo: il processo a Saddam Hussein potrebbe liberare molti sia dalle chiacchiere da bar che dai cascami ideologici novecenteschi.
Grazie all'immancabile Camillo, scopriamo che negli ultimi anni, grazie alla dottrina Reagan e a quella Bush poi, ci sono state meno guerre. E se andate a vedere il sito dello Human Security Report, vedrete anche come sia calato il numero di crisi internazionali e di morti provocate dai conflitti. Il processo intentato al suo ex dittatore da un Iraq veramente sovrano, con quel tocco di giustizia poetica del giudice curdo, è stato possibile solo grazie a una guerra definita da tanti "coloniale" (grazie a 1972, il link a un sito giuridico), all'intervento armato di nazioni "imperialiste"; black skin, white masks, tanto per citare Fanon? Mimic men? Per essere imitatori, iracheni che affermano "We’re drawing the outlines of a change not only for Iraq but also for the entire region and I can feel that today we have presented a unique model of justice" (Mohammed di Iraq The Model) mi sembrano fin troppo consapevoli. I colti si arrendano, perché la libertà è universale, e non c'è decostruttivismo linguistico che possa sradicare questa verità. Gioiamo, e da bravi parmenidei, possiamo ricordargli che l'essere è e il non essere non è.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 20:08 | commenti