I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



domenica, settembre 25, 2005
 

Tu vuò fà l'americana

Se l'amico Otimaster scrive che Tocque Ville è "tutto uno sventolare di bandiere a stelle e strisce, ma vedere un tricolore è assai raro[...]sarà il caso di fare attenzione con quest’eccessivo e ostentato guardare all’America, perché si rischia di mirare a Reagan e di fare la figura di un personaggio di Alberto Sordi", è ovvio che mi senta chiamata in causa. E sì, mi rendo perfettamente conto che rischio di sembrare una seconda Nando Mericoni, con "le negre che cantano le antiche canzoni del cotone", e forse anche la "mostada", tanto per citare il film a cui si fa riferimento. Effettivamente sono un tipo strano: sono anche uscita da un celebre romanzo americano.  Il punto, Master, che alcuni legami affettivi con l'Italia non ce li toglierà mai nessuno, la lingua, i panorami, le mille chiese. Ma è altrettanto vero che non sta scritto da nessuna parte che si debba restare attaccati alle radici perché siamo nati qui. E poi, che cosa sono le radici? possono contare davvero di più rispetto al desiderio ineliminabile di cambiare, e di proiettarsi  nel futuro, e diventare quello che si vuole? Mi sono accorta prestissimo che l'inglese mi piaceva parecchio: lunga storia d'amore che mi ha portata alla laurea. Una certa facilità imitativa mi ha fatto studiare, con buone risultati, anche altre lingue: ma solo con l'inglese io felicemente cambio. E mi nutro di pensieri, musica e letteratura che sono davvero miei. Sarà forse un po' sentimentale dirlo, ma non sapevo che li stessi cercando finché non li ho trovati. Finché non ho letto Shakespeare, che è l'autore più vario che sia mai esistito, finché non ho capito che esisteva un'altra idea di società e di stato. E guarda caso, sono le antiche canzoni del cotone quelle che mi vengono meglio. In barba al mio apparato fonatorio bianco. Si può privare una persona delle prospettive? Devo per forza dire di amare un paese allo sbaraglio dove si regalano i dottorati a gente mediocre, con un Ministero degli Esteri pieno di gente che non conosce nessuna lingua straniera? lo devo amare, quando leggo cose come queste? Io posso amare le fontane, il cielo sempre limpido, le opere d'arte della mia città, che è la capitale, ma non il sonno che la rende un reliquiario. Il presente esiste. Il futuro non aspetta. E noi ancora ci gloriamo del Cinquecento, ben sapendo che sono passati, appunto,cinquecento anni: tutti con la testa rivolta all'indietro.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 13:25 | commenti