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martedì, giugno 21, 2005 La banalità del male E così, Saddam Hussein gioca a ping pong, mangia corn chips, parla di donne, e scrive poesie che legge ai suoi guardiani. Un grande assassino sembra così un ometto indifeso, un signore distinto e sensibile che conserva le briciole di pane per gli uccellini. E uno dei suoi sorveglianti si è mostrato comprensivo quando lo ha visto piangere per i due figli. Nella banalità del male, giudicare è difficile: anche un tiranno ha dei sentimenti, o forse questa è l'ultima subdola trovata. Sexy Saddie, you're making a fool of everyone... Daisy Miller |