|
domenica, giugno 22, 2003 Concordo con Francesco Merlo, sulla prima pagina del corsera di oggi. Non è la prima volta, e non sarà l'ultima. Siccome i links del corsera spariscono più velocemente delle manifestazioni pacifiste, ma per entrambi lo si può prevedere facilmente, riporto integralmente quello che scrive oggi, ringraziandolo molto per ieri, per oggi e per domani. MA LA CIA NON ERA IL DIAVOLO? di FRANCESCO MERLO Tutto poteva venir fuori dalla guerra in Iraq, un nuovo Vietnam, il deflagrare della Jihad in Occidente, magari anche una vittoria degli iracheni. Tutto ci aspettavamo dall’attacco anglo-americano a Bagdad, persino un Bin Laden a presiedere l’Onu, ma non certo una Cia da oratorio salesiano, una sorta di confraternita di san Giovanni Bosco, una Cia trasparente e candida che non riesce a piazzare da qualche parte neppure un bottiglione di antrace, una scatoletta di botulino, una secchiata di uranio arricchito. Eppure qualsiasi brigadiere italiano sa infilare l’eroina nella tasca del reo che non confessa, del cantante che non canta, del Tortora da sbattere in prima pagina. Ebbene, non la Cia. Evidentemente quelli della Cia non danno più retta a Cossutta, non leggono gli articoli di Curzi e Vendola su «Liberazione», non guardano Bertinotti a «Porta a Porta», non conoscono se stessi perché si ostinano a non studiare i saggi di Tabucchi, le sapienze di Gino Strada, le expertise di Furio Colombo e le trovate di Nanni Moretti (è meglio sperare che trovino le armi per accusare la Cia di avercele messe? O che non le trovino per sbugiardare la Cia che diceva che c’erano?). Come si vede dalle tempeste e dal cicaleccio politico di questi giorni, gli Stati Uniti preferiscono rischiare la più devastante crisi istituzionale, una crisi che si fonda sull’orribile bugia di guerra, nulla a che fare con la bugia «pubica» di Clinton, una pesante bugia di sostanza, insomma gli Stati Uniti preferiscono la brutta figura e la pernacchia internazionale piuttosto che inventare o truccare le prove giustificative. Eppure dai confini con la Turchia o dal Kuwait o dalla stessa Arabia Saudita chissà quante armi di distruzione di massa la Cia potrebbe introdurre, ora che gli americani dominano il territorio. Ebbene: niente. Un po’ perché gli americani sono davvero sicuri di trovarle, quelle armi di distruzione di massa, e perciò sul serio le cercano, ne chiedono ai passanti, controllano ogni camion e si infilano dentro a tutti i pozzi. E un po’ perché sanno che la vera arma di distruzione di massa, quella per cui valeva comunque la pena, era Saddam Hussein, il dittatore becchino delle fosse comuni, il genocida dei curdi, l’avvelenatore del proprio popolo. posted by Mixumb
posted by IloveAmerica |
09:54 | commenti (1)
|