I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



martedì, gennaio 22, 2008
 

Dell'insipienza

E per fortuna che il fronte antipapa crede di aver vinto. Dopo la lettera dei 67, avversata da alcuni fisici cum grano salis che purtroppo non sono riusciti  a farsi sentire, la figuraccia di una citazione estrapolata dal contesto, segno di wikipedismo galoppante, l’inaugurazione dell’anno accademico non avrebbe potuto essere più sottotono.  Sapienza blindata, qualche gruppetto di destra che inneggiava alle dimissioni del rettore (però), e un gruppo più nutrito fuori piazzale Aldo Moro, con striscioni sulla liberazione dei saperi (ma chi li ha ingabbiati?) sul precariato (ma che c’entra?) e su papi e preti. C’è anche Caruso, ma visto dalla cancellata pare annoiato. Niente furia repressa da parte delle forze dell’ordine, neanche uno scatto impercettibile di un nervo della mano. Noia anche per loro. Piove e la protesta è riuscita male. Se mi dirigo verso l’edificio vecchio di Fisica, noto uno striscione “nuntio vobis gaudium magnum: non habemus papam!” Blindati fuori e dentro. E si che a leggere l’iscrizione dell’edificio del rettorato, si parla dell’investigazione del vero. Del vero: non “tutto è uguale a tutto”, come scrive ancora chi non si accetta che il Novecento è bell’e finito. Quella sera, solo il vituperato (e mai così in grazia di Dio, se ci è concesso dirlo) Giuliano Ferrara è capace di rispondere per le rime agli intellettualini invitando una serie di laici degni di questo nome a testimoniare. Non lo dimenticherò.
Sarà anche stato uno scherzo da prete, quello di Ratzinger che non si è presentato all’inaugurazione dell’anno accademico, ma la vittoria gli è stata servita sul piatto d’argento. Dei politici, che utilizzano laicismo e cattolicesimo nella gradazione che gli è più comodo per i loro fini, non mi importa molto: piuttosto quello che intristisce, e che purtroppo non riesce più a stupire, è la morte culturale dell’Italia che non sa e neanche ascolta. Senza tanti giri di parole, se tanti strabuzzano gli occhi di fronte al connubio tra ragione e fede, forse qualche nozione storica e filosofica manca. Aiutino: di filosofia medievale. E anche senza scomodare la scolastica, è facile pensare che la ragione è una guida valida sia per il credente che per il non credente. Ovvio che per chi crede non esaurisca da sola le possibilità conoscitive, ma non per questo diventa meno preziosa e dignitosa: è infatti la base comune che permette di dialogare.
Certo, si dirà che ascoltare e dialogare non sono obblighi. Solo che qui la cultura a compartimenti stagni non è mai piaciuta, e si continua a credere che “laico” e “ottuso” si escludano a vicenda.

posted by IloveAmerica | 01:24 | commenti (2)