I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



sabato, agosto 19, 2006
 

Changes

E' agosto, fatemi cantare. Non sarà molto, ma il pezzo è adatto al momento.

Still dont know what I was waiting for
And my time was running wild
A million dead-end streets and
Every time I thought I'd got it made
It seemed the taste was not so sweet
So I turned myself to face me
But I've never caught a glimpse
Of how the others must see the faker
I'm much too fast to take that test

Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Dont want to be a richer man
Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Just gonna have to be a different man
Time may change me
But I can't trace time

I watch the riplets change their size
But never leave the stream
Of warm impermanence
So the days flow through my eyes
But still the days seem the same
And these children that you spit on
As they try to change their worlds
Are immune to your consolations
They're quite aware of what they're going through

Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Don't tell them to grow up and out of it
Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Where's your shame
Youve left us up to our necks in it
Time may change me
But you can't trace time

Strange fascination, fascinating me
Changes are taking the pace I'm going through

Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Oh, look out you rock n rollers
Ch-ch-ch-ch-changes
Ch-ch-changes
Pretty soon now youre gonna get a little older
Time may change me
But I can't trace time
I said that time may change me
But I can't trace time

posted by IloveAmerica | 19:58 | commenti (14)



lunedì, agosto 07, 2006
 

Madonna mia (recensione preventiva di un concerto)

Lo so, parlare male di una donna che ha vent’anni più di te non è carino. A dire la verità, è anche un po’ crudele, specialmente se lo si fa attenendosi a un pregiudizio sfavorevole. E poi fare la morale, quello no, non va più bene in nessuna occasione. Poi sembri antiamericano. Sembri un altro di quelli che sputano sentenze e veleno sugli anni Ottanta. Però insomma, lo voglio dire a gran voce su questo pensatoio virtuale: Madonna mi ha rotto i coglioni. Ieri sera sono stati ancora crocifissi, balletti allusivi, slinguazzate, completi da cavallerizza per una Histoire d’O stagionata. Sono vent’anni, non se ne può più.
Strabuzzo ancora gli occhi quando definiscono la signora Ciccone “artista”. (Ora, chi scrive non è una melomane, né tantomeno una di quelle che “o sinfonica o tappi alle orecchie”. Il rock mi piace, il pop anche, il soul storico lo adoro). Però insomma: se fai i miliardi cantando, si suppone che tu sappia cantare. Alzi la mano chi ha sentito Madonna cantare dal vivo più di due note in sequenza con un’intonazione decente. Eh, ma lo show. Eh, ma il gusto per i dettagli, la precisione! Bè, la precisione è la virtù dei ragionieri. Se Madonna sa dirigere tante persone come desidera, complimenti per le doti manageriali. L’arte a casa mia è ancora un’altra cosa, e cioè un’inspiegabile abilità creativa ed evocativa insieme. La volontà comunicativa non basta, serve l’abilità, che lo studio raffina ma che nessuno eccetto Dio ti può regalare. Si può ancora dire, tutto questo? O si passa per elitari che non sanno apprezzare le doti interpretative? Basta con la retorica della grinta, per favore: la grinta ce l’ha anche un camionista in fila sull’A1, e io non ho voglia di mettermi a scrivere un post contro il mariadefilippismo imperante. Insomma, se c’è una Madonna da rimpiangere, è solo quella che, splendente di onestà, cantava “cos’ we are living in a material world and I am a material girl”. Ah, bei tempi, quando l’edonismo era sufficiente e non bisognava fingere nessuna spiritualità d’accatto.

posted by IloveAmerica | 10:37 | commenti (22)