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venerdì, luglio 21, 2006 Montanelli & me Per molto tempo, il solo motivo che mi spingesse a leggere il Corriere è stato Montanelli. Non ho mai compreso bene il perché della sua profonda sfiducia verso Berlusconi (o meglio, forse era in troppo evidente, solo che da adolescenti non si è disposti ad accettare i capricci dei grandi personaggi), ma le sue stanze mi hanno dato molti momenti di felicità. O forse dovrei parlare di conforto. Mi piaceva che non vi fosse nulla di accessorio, e che fosse tutto così toscano, limpido e arcaico: e mi piaceva che questo stile corrispondesse a un pensiero altrettanto nitido. Sembra strano, ma leggerlo mi tolse la vergogna di non sapere ammantare le mie convinzioni politiche di intellettualismi e fumisterie. Il mondo è quel che è, e i sogni di antagonismo, ma anche gli onanismi da benaltrismo dovremmo lasciarli stare. Questo è quello che ho imparato. Ed è per questo Montanelli non può andare d'accordo col tintinnio di manette, con le ambizioni dei piccoli Robespierre di chi sogni di cambiare il mondo ne fa eccome. Montanelli ammirava la Gran Bretagna, conosceva il valore dell'atlantismo come pochi, sosteneva il bluff necessario di Reagan. Eppure non è da oggi che dall'altra parte vogliono appropriarsene. Il 21 luglio 2001 mi pentii di non avergli mai scritto neanche due righe, nonostante la mia fedeltà di lettrice. Ma oggi, se ogni tanto mi capita di scrivere non solo su questo blog, lo devo al suo esempio. posted by IloveAmerica |
19:36 | commenti (26)
martedì, luglio 18, 2006 Una soluzione al problema taxi ...caduta nel vuoto, a quel che sembra. La sorella buona sbarca sull'Indipendente. Grazie all' IBL. posted by IloveAmerica |
16:23 | commenti (10)
lunedì, luglio 10, 2006 Campioni! Nell'82 c'ero. Mi hanno anche vestita di azzurro per la vittoria, ma ero troppo piccola per ricordarmelo. Così, mentre gli altri ricordavano le partite contro il Brasile di Falcao, la Polonia di Boniek e la Francia di Platini che non arrivò in finale, io ho dovuto aspettare un po'. Ma ce l'ho fatta. Al grido di esclamazioni antifrancesi (storiche, però: di quei "mannaggia a li francesi" che la plebe romana gridava ai tempi di Napoleone, in cui non vi dico liberté égalité e fraternité come sono descritte), il lustro pataccaro del tifo nazional-popolare ha sostenuto la Nazionale fino alla fine, portandola in trionfo. Avranno fatto la loro parte i seguenti riti familiari? 1) la stessa tovaglia usata per la semifinale; 2) la birra Nastro Azzurro; 3) le stesse disposizioni delle sedie; 4) gli stessi vestiti Non saprei, ma tenete presente che un'altra miss Miller ha sostenuto la squadra patria circondata da irlandesi e accanto al marito tedesco. Poi, qualcuno ha visto Daisy aggirarsi in auto vestita di bianco rosso e verde. posted by IloveAmerica |
16:17 | commenti (9)
sabato, luglio 08, 2006 Benvenuti in Eurabia Un resoconto un po' più dettagliato di quanto postato ieri. Su Ideazione. posted by IloveAmerica |
11:07 | commenti (3)
venerdì, luglio 07, 2006 Doughty Daisy Thanks to Denis Boyles for linking to my blog. Another Europress Review is online. Don't miss it! Il caso Mancini e l'intelligence senza intelligence E' inutile. Gli aerei che si sono schiantati contro le Torri Gemelle quel maledetto 11 settembre hanno avuto l'effetto di una (brutta) sveglia per molti. Per molti, sì. Ma non per tutti. Così, tra contraddizioni evidenti-una Rifondazione che accetta di rifinanziare la missione in Afghanistan dopo aver fatto da megafono per oltre cinque anni ad Emergency e ai deliri politici del chirurgo in cerca di notorietà Gino Strada-la sinistra al potere dimentica quanto detto durante gli anni del governo Berlusconi, ovvero: la guerra al terrorismo si fa con l'intelligence. Va benissimo. Ma anche con l'intelligence intesa come QI, aggiungiamo. Senza la quale neppure si riesce a perdere con onore. In presenza dell'una-colpevole, secondo i magistrati milanesi, di aver sequestrato l'imam Abu Omar- l'altra intelligence va a farsi benedire in un istinto garantista che ahimè, sceglie male i destinatari. E così, Mancini oggi sarà interrogato. Gli americani avranno agito in fretta, forse per fiducia verso la nostra giustizia ideologica, che rischia di cambiare le carte in tavola: la guerra ora la si fa all'antiterrorismo. E' anche vero che il mondo non si divide con l'accetta, ma in condizioni di emergenza conclamata, bisogna dichiarare senza indugio da che parte si sta. Altrimenti, come ha detto Cossiga, aspettiamoci pure i ringraziamenti di Osama Bin Laden. Non mi pare il caso. Specialmente oggi, anniversario degli infami attentati di Londra. posted by IloveAmerica |
13:48 | commenti (16)
martedì, luglio 04, 2006 We can be heroes, just for one day E forse anche un po' di più. Ad esempio, anche per 230 anni. Alla faccia di chi disdegna le libertà economiche e la forza dirompente delle rivoluzioni fiscali. Buon 4 luglio, e bentornato a lui. posted by IloveAmerica |
19:56 | commenti (3)
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