I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



giovedì, marzo 30, 2006
 

Segnalazioni

Con un po' di ritardo, e con molto orgoglio, la scapestrata Daisy Miller (che proprio non sa comportarsi con questi europei) vi segnala la recensione di Islam e occidente scritta dalla sua sorella buona sull'ultimo numero di Ideazione. Daisy, purtroppo, è stata presa in ostaggio da una serie di impegni, anche se preferirebbe prodursi in una raffica di arguzie e di stilettate verso i burocrati dell'Unione, invece di mettersi a produrre carte che non hanno nulla di divertente, di critico, in una parola di vivo. Se anche voi siete giù di morale, vi consiglio questo libro:

 E' la storia di un uomo mediocre, Georges Frangin, che scopre all'improvviso di essere famoso. Non ha nessuna dote particolare, non ha compiuto nessuna impresa straordinaria, ma alla tv annunciano che scriverà presto un libro. Frangin, lo avete già capito, è una creatura stile Grande Fratello: la nullità elevata a nuovo eroismo, un nuovo agnello sacrificale del culto della banalità. Georges si macera, in una scena esilarante chiede ai passanti "scusi, saprebbe dirmi come mi chiamo?", ha incontri fugaci con un fantomatico manager che lo riceve solo in limousine, incrocia altre figure grottesche che ricordano gli avvocaticchi del Processo di Kafka, e delizia con le sue risibili (ma forse non tanto) angosce fino alla fine. Anche perché ridere è una cosa seria.

posted by IloveAmerica | 14:08 | commenti (3)



mercoledì, marzo 22, 2006
 

Daisy Miller e i sette vizi capitali

Ci risiamo. Avete letto il titolo e vi siete fiondati tutti a leggere questo post. Non vi conoscessi...il punto è che sia il titolare de I diavoli neri che Calamity Jane mi hanno messa in mezzo, quindi rifiutare non sta bene.

Cominciamo:

GOLA    ahimè. Vizio in cui si indulge volentieri, con sgradite conseguenze. D'altra parte, però, gli inappetenti mi hanno sempre fatto rabbia.

SUPERBIA ahimè, ancora. Facile essere un pochino superbi con la mia carriera scolastica-universitaria, e con quel coté artistico che ha fatto sempre arrivare fino ai gomiti molti, specialmente le femminucce. A 17 anni ho scritto un pezzo di una sceneggiatura teatrale, e alla stessa età scrivevo già (bene) in inglese e in francese, oltre a cantare musica soul "storica" senza dover riaggiustare le tonalità. E poi se volete vi parlo di quando all'Università non credevano che le tesine i letteratura fossero mie, e dei miei articoli...uff, lo vedete, sono insopportabile.

IRA  sono dolce. C'è anche chi si fida del mio aspetto ottocentesco e me lo dice via commenti dalla Svizzera. Sono dolce, dolcissima, finché vengo trattata con riguardo, però. Altrimenti si fanno i conti con la mia abilità nelle rimostranze. Riesco a far piangere uomini e donne, per cui attenti.

LUSSURIA Daisy Miller si porta la mano alla bocca, scandalizzata. "Lussuria? cos'è?" Scherzi a parte: vengo colpita da micidiali attacchi di narcolessia ogni volta che qualcuno si mette a decantare le proprie gesta sessuali. Quindi ve le risparmio: ci sono peccati migliori, più educativi per l'anima. Infondo, la lussuria, secondo Aristotele, è soltanto un peccato di incontinenza.

INVIDIA  più che esserne schiava (e non è così), ho subito (e subisco ancora) l'invidia altrui. In fondo non mi dispiace.

AVARIZIA Daisy è tanto squattrinata quanto spendacciona: forse perché si sente principessa dentro? Nessuno in realtà è più triste dell'avaro: dà impressione di non godersi la vita e anche di amare poco.

ACCIDIA  ho sognato spesso di essere un caporale, o anche semplicemente uno di quei castorini che riescono a fare i compitini puliti e, soprattutto, tutto quello che devono fare in tempo. Poi mi fermo, e penso quanto ci rimetterebbe la mia immagine di persona varia, e a quale straordinaria fucina di pensieri e di proiezioni nel futuro sia l'ozio. La vita sognata? D'accordo. Ma sognata è quasi vera. Se invece stiamo parlando dell'avversione a fare il bene, è un altro discorso. Nei momenti in cui si ferma quel moto dell'anima, si ferma tutto.

Soddisfatti? Coinvolgo nel giochino i 2 Twins, Semplicemente Liberale, Jim Momo, Freedomland, Il Megafono, Babs.

posted by IloveAmerica | 11:04 | commenti (23)



sabato, marzo 18, 2006
 

Sabba tocquevilliano

Ieri sera, a Roma, Rione Trevi, si è registrata la più alta concentrazione di iniquità politica e sociale da anni. Il sabba tocquevilliano ha infatti infestato con la sua baldoria lasciva la Capitale, e nulla ha potuto l'amministrazione del buon Veltroni.

Per cominciare: rito iniziatico nei sotterranei del locale. Sataniche invocazioni  alla libertà espressiva sul web da parte di Pierluigi Mennitti, Andrea, Mario Sechi, Marco Taradash, Arturo Diaconale, Barbara Mennitti, Calamity Jane (da brava fattucchiera, sfoggia un abito nero come il suo doppio Daisy Miller).  Scorgo tra gli adepti un arguto friulano, un siculo galante, un indovino, un rosapugnante con aria penitente, un americano a Roma. Da un lato, un manipolo di libertarians: un dark, un eretico, un rothbardiano (nostalgico di Battisti, forse?). C'è anche chi attenterebbe volentieri all'identità postcomunista di Monteverde, una spia di Mossad, una donna che non cerca di essere più buona, e incredibile dictu, anche il signore degli anelli. E non vorrei dimenticare un ex assirobabilonese di Ascoli, due falchi torinesi, un navigatore umbro, un uomo mefistofelico, un libertario biblico, un sannita e un calabrese che non rinuncia mai a dire la sua.

In disparte, silenzioso, il nostro templare si limita a sorridere ambiguamente.

(Scherzi a parte: poter sedere a tavola, e poi andare al Caffè Renault con chi non ha vergogna di parlar male della sinistra è impagabile. Grazie a tutti e a presto!)

ADDENDUM: imperdonabile. Ho dimenticato uno dei primi blogger conosciuti di persona, Semplicemente Liberale, che data la sua facondia in tema di diplomazia alle 3 di notte, chiameremo Semplicemente Kissingeriano.

E chissà quanti altri avrò dimenticato...

 

posted by IloveAmerica | 20:11 | commenti (51)



mercoledì, marzo 15, 2006
 

Duello Berlusconi Prodi: vince la noia

Studio bianco gesso, sfidanti ingessati, conduttore ingessato. Questo è il riassunto più breve (e crudele) che si può fare del primo confronto Berlusconi-Prodi, andato in onda ieri su Raiuno( e in contemporanea su La7). Nel tentativo di tagliar via l'italianità chiassosa, ne è risultata una trasmissione rigida, asettica e mortalmente noiosa. Dispiace qui dar ragione a Veneziani e Buttafuco-in studio con Ferrara-ma è sembrato un confronto tra amministratori di condominio, senza idee forti, senza slanci. E passi che Silvio, che riscuote le nostre simpatie pregiudiziali, ha snocciolato dati con dovizia; passi anche che chiami noi italiane "signore" (meglio di quei connotati ideologici sottesi a "donna"): ma farsi scippare la retorica "americana" (oltre al colore della giacca) da Mortadellone no.  (Beninteso che, per chi  di politica mastica un po', era retorica ben annacquata da idee socialdemocratiche in pieno riflusso: e lo Stato che assiste l'immigrato, e la solidarietà, e la giustizia sociale, e la santa IRAP)

Ma c'è qualcosa che molti non hanno notato. In pieno volo pindarico, Prodi "amerikano" ha affermato "e vediamo di organizzarla, questa felicità!"

A Daisy Miller esterrefatta sembrava di essere piombata nel Bar del crepuscolo di Koestler. Ore di felicità organizzata! dalle 15 alle 18 tutti sabati. Orchestra della CGIL esegue musiche popolari e canti partigiani. E non provate a chiedere la Coca Cola, che il berlusconismo è finito. Preferiamo ancora l'infelicità anarchica.

posted by IloveAmerica | 18:26 | commenti (15)



domenica, marzo 12, 2006
 

Fesserie da Nobel

Ah, i premi Nobel. Questi uomini tutti d'un pezzo, fulgidi, super partes. Dimenticate i sogni dell'infanzia e accontentatevi della realtà: i blasonati non sono meglio dell'ultimo dei Casarini. Ecco quanto riferisce Dario Fo a Maria Lombardi sul Messaggero . "Uno scontro cercato, che andava a tutti i costi evitato". Sì, avete capito bene: Fo scusa i vandali di estrema sinistra. C'è, secondo lui, una "scienza-incoscienza" nei fatti di Milano; e quei poveri ragazzi che hanno reagito a colpi di spranghe e atti vandalici simili sono stati provocati dalla perfida destra che non vede l'ora di demonizzarli. Bene, questo è l'ennesimo tentativo di spersonalizzzazione e conseguente deresponsabilizzazione dei soggetti di cui certa sinistra va tanto fiera: viva la massa, perché confonde, e se nessuno pensa, nessuno sarà colpevole, ma dagli ai (presunti) burattinai.

E pensare che si lamentavano del Nobel immeritato di Grazia Deledda.

posted by IloveAmerica | 22:17 | commenti (5)

 

The soldiers coming

Dopo la viscida colata di Mieli, di quella dolcezza pericolosa di cui solo lui è capace, abbiamo avuto la conferma della posizione del Corriere. Come se non lo sapessimo già. E tanto per fare eco a quel formidabile ragazzo che è Freedomland, sì, siamo francesi dentro con un grande amore per le ghigliottine: e se Libero parla di il "manette della sera", io mi chiedo: o what is that sound which so thrills the ear?/Down the valley, drumming, drumming?/Only the scarlet soldiers, dear/ The soldiers coming. Mi perdoni Auden per aver estrapolato una strofa di una sua poesia, in cui non a caso i soldati sono red.

Un manipolo lo abbiamo già visto in azione a Milano, impegnato in una lodevole azione anticapitalista. Il resto forse, ci aspetta nel futuro prossimo. Auguri a voi e a me.

posted by IloveAmerica | 12:15 | commenti (4)



martedì, marzo 07, 2006
 

Salviamo la democrazia (da questo appello)

O World! O Life! O Time! Camillo se la ride e noi, che siamo più cattivi, citiamo Shelley a sproposito per questo tronfio appello per la Democrazia diessina, celebrata con tanta foga del re della semiotica italiana Umberto Eco. Sanguigna indignazione, echi di rapine, sospiri, pianti e alti lai per citare Dante. E quanta noia per noi.

posted by IloveAmerica | 18:49 | commenti (12)



lunedì, marzo 06, 2006
 

Party!

posted by IloveAmerica | 18:25 | commenti (7)



sabato, marzo 04, 2006
 

Questo blog grondante di sangue

...è letto in quattro continenti. Mondiale quasi quanto Camillo. Resta un dubbio, però: chi mi legge in Vietnam? (Chiedo venia per il titolo, ma non ho potuto fare a meno di citare il mio idolo Diliberto).

posted by IloveAmerica | 12:28 | commenti (4)



mercoledì, marzo 01, 2006
 

Berlusconi al Congresso USA

Un presidente filoamericano

"Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver salvato il mio paese dal fascismo e dal nazismo al costo di così tante giovani vite americane". "Io sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver difeso l'Europa dalla minaccia sovietica nei lunghi decenni della guerra fredda" e per questa vittoria "contro il comunismo".

 "Come non mi stanco mai di ripetere, quando vedo la vostra bandiera, non vedo semplicemente la bandiera di un grande paese: io vedo un simbolo, il simbolo universale della democrazia e della libertà".

Un presidente neoconservatore

"Quando i popoli sono esposti al vento della democrazia - ha aggiunto il presidente del Consiglio -, essi inevitabilmente chiedono ai loro governi di rispettare il loro diritto alla libertà".

posted by IloveAmerica | 19:27 | commenti (14)

 

Essere o non essere (Margherita Marzotto)

Essere o non essere. Scrivere o non scrivere? Sarebbe meglio non farlo, se non si è capaci di dire qualcosa di sensato. Eppure,  sul Corriere Economia, è stato pubblicata una lettera della signorina Margherita Marzotto a suo padre, colpevole di finanziare Forza Italia. C'è un gran blaterare di "responsabilità", di compassione verso chi non è privilegiato di nascita (grazie), fino a quella chicca tutta italica che puntualmente qualcuno ci ripropone: la differenza tra liberismo e liberalismo(ma qui la signorina in un impeto di grandeur parla di Libertà con la L maiuscola). Potremmo sgolarci a dire che questa distinzione crociana in realtà ha ben poca validità, e che la tradizione del liberalismo anglosassone ha ben presente l'importanza dei diritti di proprietà, come sottolinea Hayek: potremmo, ripeto, ma la voglia manca. Perché? questo è paternalismo bello e buono di una che non ha mai dovuto alzare un dito in vita sua, e che  si scandalizza della televisone che ai bambini con un cognome qualsiasi propina il bisogno indotto di arricchirsi. Ed eccola svelata, la ragione di tanta filantropia: lasciare le cose come stanno, per i nostri ricchi pigri, è un valore. Cantavano i Pink Floyd, money is a crime: share it fairly but don't take a slice of my pie. Con questa paura ancestrale del mercato, i nostri ricchi possono stare al sicuro. Tra l'altro, è sufficiente un cognome importante per scrivere sul quaotidiano più importante d'Italia.

posted by IloveAmerica | 00:39 | commenti (4)