I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



martedì, gennaio 31, 2006
 

Dieci anni di Elefantino e le mezz'ore di felicità

Mi sono imbattuta nel Foglio per caso. Se dovessi dire come, non me lo ricordo neanche. Di politica mi ero interessata da adolescente, quando facevo disperare professori e compagni al Mamiani per colpa dei miei atteggiamenti politicamente eterodossi. Per qualche anno ho lasciato perdere, dedicandomi soltanto alla musica e alla letteratura. Poi mi sono imbattuta in questo giornale senza titoloni, con colonne fittissime. Ho cominciato a leggerlo e quella passione è ritornata.  L'orfana di Montanelli (quello vero, non il mito sinistro e antiberlusconiano), vi ha trovato opinioni che non aveva mai potuto leggere in molti quotidiani più famosi (non ultimo, il Corriere mielizzato). Quelle opinioni che, molto semplificate, certo, aveva sempre sentito in casa. Non solo Ferrara, solido come pochi, ma anche il geniale Marcenaro (Giordano Bruno Guerri che lo definisce ignorante non sa cosa dice),  Rocca, a cui devo l'interesse per i neoconservatori e George W. Bush. Come se fosse davvero il cioccolatino col caffè, ha cominciato a gustarselo. E poi non ne ha più fatto a meno. Così come il giornalismo vero è una caramella che si consuma in fretta e che forse farà venire voglia di mangiare di più, il Foglio l' ha spinta lontano, regalandole curiosità nuove, in tutte quelle mezz'orette di felicità  dedicate a leggere di eretici divertenti e divertiti, solidi ma leggeri come la grazia vera, mai pedanti e tronfi. Grazie all'Elefantino, che qui si omaggia con lo scolapasta in testa e il mestolo in resta.

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sabato, gennaio 28, 2006
 

Very necessary/2

Happytrails di Carlo Stagnaro.

posted by IloveAmerica | 19:36 | commenti (4)



martedì, gennaio 24, 2006
 

Very necessary

I blog di Enzo sulla Cina e sulla Corea del Nord, e Daniele Bellasio.

posted by IloveAmerica | 10:55 | commenti (3)



venerdì, gennaio 20, 2006
 

Wilson Pickett

Dopo la Stax, fu la Atlantic che fece uscire la musica soul dal ghetto. Uno dei talenti scoperti dal geniale Jerry Wexler fu Wilson Pickett, voce potente, graffiante, selvaggia. Non è stato nè prolifico come Stevie Wonder, nè aveva la stessa tensione di Marvin Gaye, ma ricordo con amore particolare In the Midnight Hour, gioia delle mie corde vocali, e una Hey Jude portentosa, energica come i Beatles non hanno mai saputo fare. Ci lascia wicked Pickett, ed ecco il soul che resta. Meglio non parlarne.

posted by IloveAmerica | 19:21 | commenti (7)



giovedì, gennaio 19, 2006
 

Maneggiatori di durlindane

Il titolo è rubato da un valoroso commentatore di Adinolfi. Bloggare è anche rubare, non fatevi illusioni. Allora bloggare non è di sinistra! Caro Adinolfi, ecco la mia affermazione legittima in risposta alla tua, legittima, oh certo, come se dicessi che il comunismo è un sistema efficace. Peccato però che è un'affermazione sbagliata.

Ma adesso basta, parlo seriamente. L'universo sinistro, per noi poveri tocquevillers insuperabile come il tonno della réclame [rieccolo, il vizio di rubare: stavolta da Giampaolo Pansa sull'Espresso] è fatto di egualitarismo puro. Quell'egualitarismo di chi lascia aperta la porta di casa la notte, e dà spazio a tutti sul blog, anche al povero troll che ci infesta per colpa dei suoi problemi sentimentali. E noi manganellatori, noi cavalieri dalle lucenti durlindane invece siamo alle prese con le piccinerie, le gerarchie. Ecco, turbata e contrita per l'effetto di cotanta saggezza, rileggerò Destra e Sinistra di Norberto Bobbio, il libro che a diciassette anni piantai a tre quarti, considerando offensiva la sua banalità. E poi succederà il miracolo. Diventerò egualitaria, e come prima cosa, spedirò la mia password a Macchianera e a Brodoprimordiale.

posted by IloveAmerica | 22:21 | commenti (17)



domenica, gennaio 15, 2006
 

Pubblicità progresso

Andrea vi ha già detto perché dovete comprare l'ultimo numero di Ideazione. Bene, fatelo e cercatemi. Un po' nell'ombra-ma neanche tanto-ma ci sono. Solo senza il nick jamesiano.

 

posted by IloveAmerica | 16:50 | commenti (11)



venerdì, gennaio 13, 2006
 

Dov'è finita Dublino?

Basta con i complessi da Jimmy Rabbitte. Wilson Pickett è sempre più vicino. Ecco dove si parla di passaggi spazio temporali, pub rinnovati, politica. Bye bye, fair city.

posted by IloveAmerica | 10:09 | commenti (3)



mercoledì, gennaio 11, 2006
 

La catena di San Maniaco

Tirata in ballo da Abr e Windrosehotel, potevo rifiutarmi? Ecco le mie 5 "strane" abitudini.

1) Un amore inspiegabile,  per l’ultimo minuto. Senza il quale non avrei fatto l'80%di quello che ho fatto nella vita.
2) Uso solo calze nere.
3) Parlo piano e canto forte. (“Daisy, tu il microfono a due palmi”). Ma sono contenta perché la cosa ha stupito più di una persona.
4) Mi basta leggere una cosa poche volte per impararla a memoria.

5) Saranno più di dieci anni che non mi abbronzo (lo credo bene, sempre con quell'ombrellino)

Soddisfatti? Ma io comunque sto ancora aspettando il mio cugino friulano.

posted by IloveAmerica | 19:48 | commenti (10)

 
E' bastata una frase

E' vero. Fabrizio Quattrocchi, quel "vi faccio vedere come muore un italiano", l'ha pronunciata davvero. E noi finalmente abbiamo potuto vedere il video della sua esecuzione. Si sono messi le mani nei capelli: ma quale eroe, era un mercenario. Mercenario, replica la direttrice del Manifesto a chi la accusa di ingratitudine, vuol dire una cosa precisa: "difensore di chi fa la guerra."Peccato che in italiano corrente significhi qualcosa di ben peggiore:

Chi presta la propria opera per danaro” (Il nuovo Zingarelli, Zanichelli, Milano 1985)

“Di un’attività in cui gli elementi spirituali o affettivi cedano completa,mente di fronte a quelli economici o anzi venali” (C. Devoto, G. C. Oli, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze 1987)

“Che lavora per ottenere una mercede, un compenso” (DIR – Dizionario italiano ragionato, G. D’Anna, Firenze 1988)

“Che, chi lavora alle dipendenze altrui in cambio di un compenso in denaro” (Tullio De Mauro, Dizionario della lingua italiana, Paravia, on line)

(grazie a Bisqui)

Ma andiamo alla parola più controversa: eroe. Non posso fare a meno di notare che per la direttrice del Manifesto, eroe è piuttosto quel "mercenario" boliviano la cui faccia è stampata su un numero incalcolabile di magliette, un mercenario che a Cuba si è distinto in ammirevoli ersecuzioni sommarie. E noi? Noi miserrimi defraudati di parole e pensieri dal politicamente corretto abbiamo cercato di scacciare questa parola dalla nostra mente, perché eroe ricorda il mondo prima del novecento, una nobiltà e una rettitudine che non siamo più abituati a concedere a nessuno. Ma niente da fare, quel "vi faccio vedere come muore un italiano"ha scosso le fondamenta della nostra cattiva coscienza. Qualcuno ha avuto paura dei propri pensieri. Qualcuno, come Magdi Allam,  no. Ma la morte di un innocente-affrontata con grande dignità-non è cosa che meriti il nostro terzismo morale.
posted by IloveAmerica | 10:59 | commenti (13)



mercoledì, gennaio 04, 2006
 

Il dramma delle vergini diessine

Le intercettazioni pubblicate dal Giornale ci hanno definitivamente dimostrato una certa disinvoltura nei rapporti tra il leader della Quercia e il capo dell'Unipol. La regia, stando a quanto dice Pierluigi Battista, è probabilmente altrove. Non abbiamo qui, nella persona di Antonio Fassino, nessun Marco Antonio che pronuncia un'orazione funebre per Cesare-D'Alema. Ma un coro di vergini diessine scandalizzate-tanto per usare un'espressione di Ferrara-che fanno sorridere, e in modo neanche tanto benevolo. Eppure bisogna ammetterlo, il quadro è perfetto: papisticamente, come ci ricorda il buon Harry, Prodi pontifica. E con che grazia: manca soltanto la definizione di denaro sterco del demonio, che forse da sola sarebbe riuscita a dare un non so che di tragedia all'ennesima commediola italica. Perché solo in Italia una mortadella diventa una tiara. Il coro delle verginelle -chissà a quali pratiche avvezze, ma insinuare non è decente-è sovrastato soltanto dai lugubri anatemi di quei Savonarola di intellettuali. Eccoli, Fo e Grillo; Erri de Luca; riecco il santino Berlinguer, baciatelo. Il brivido della passione civile scorrendogli nelle vene li ha infiammati: dagli a Tabucchi (e dire che qui lo si credeva uno zelante), a Eco, a Loy. (Del resto, la forcaioleria fratricida ricorda i bei tempi in cui i leninisti di tutto il mondo si sentivano autorizzati a far fuori i trotzkisti.) Dalle imposture sostenute, difese a spada tratta alla rivolta contro i protettori, i cosiddetti intellettuali sono sempre pronti a cercare il proprio tornaconto in termini di qualche libbriccino in più venduto, qualche biglietto per lo spettacolino, qualche accesso al blogghino. Insomma: tutto pur di avere un po' di sterco del demonio in più. Va a finire che poi, in confronto a questi intellettuali disembedded per l'occasione, quelle verginelle che dicono  "la Coop non siamo noi", come nella vignetta di Giannelli di oggi, fanno quasi tenerezza.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 20:20 | commenti (22)



lunedì, gennaio 02, 2006
 

Novità per l'anno nuovo

No: per il nuovo anno Daisy non sarà più buona. Soprattutto se  Tocqueville sta per spiccare il volo. Niente male per una signorina per alcuni versi d'altri tempi, ex letterata, ex soulsister, che è diventata ereditiera di questo blog, e che si è trovata catapultata in un'avventura bella e impegnativa. Grazie a Pierluigi e ad Andrea e ai miei compagni blogger.

posted by IloveAmerica | 23:11 | commenti (7)