I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



domenica, dicembre 25, 2005
 

Christmas blogroll update

Colui che si dice americante, il caporedattore della redazione romana di Libero, la casa nuova di Freedomland, il filosofo.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 18:49 | commenti (3)

 

Mi invidierà tutta Tocque Ville

Anche gli zii comunisti contribuiscono al progresso morale della Città dei Liberi. A mezzanotte, infatti, la vostra Daisy ha scartato questo regalo. Un bel western degli anni Cinquanta, con un attore d'eccezione che di lì a trent'anni avrebbe portato la prassi dei western nella vita reale.

Avrei voluto rivedere questo, ma credo che passerò due orette tra paesaggi brulli e rossastri, pistoleri sentimentali, pupe formosette e fuorilegge.

Daisy Miller

 


 

posted by IloveAmerica | 18:35 | commenti (6)



sabato, dicembre 24, 2005
 

Buon Natale (chiamiamo le cose col loro nome)

Leggo da Deroy Murdock sulla National Review che negli USA la sbornia del politically correct raggiunge l'apice proprio per Natale: sì, Na-ta-le, non le generiche "feste". Che ne dite di questo capolavoro?

"Cold in the night, no one in sight/winter winds whirl and bite/How I wish I were happy and warm/safe with my family, out of the storm."

Sì, è lei. Silent Night. Ma slavata con cura, per non offendere nessuno. Esistono davvero individui così fragili da non sopportare le parole "Cristo", "Salvatore"?

Cari Tocquevillers e visitatori occasionali, sapete che qui si ama chiamare le cose col loro nome: quindi, buon Natale.

Buon Natale a chi mi ha fatto dei complimenti inaspettati(non solo per le mie foto), ma anche a chi pensa che sia soltanto l'ennesima teocona a piede libero; a chi crede in me, a chi aspetta soltanto che faccia un passo falso; ai radicali con e senza giudizio (che si ricordino che spesso e volentieri sono con loro); ai papisti puri e duri, e a quelli morbidi; ai protestanti; agli atei, agli agnostici; ai libertari, ai turboliberisti; a chi è lento, a chi è rock (a chi è soul, un augurio speciale); ai destri, ai sinistri, ai centristi; e auguri a me, che voglio, che devo cambiare.

Daisy Miller

 

posted by IloveAmerica | 17:26 | commenti (14)



lunedì, dicembre 19, 2005
 

People lied, people dyed. Their fingers

Mark Steyn firma il miglior editoriale possibile sul voto iracheno. Quello che i giornali italiani non tradurranno mai (o forse devo aspettare il numero di domani del mio quotidiano preferito?)E allora, ecco qualche passo:

Giovedì, ha votato un numero da record di iracheni, lasciando Howard Dean, Nancy Pelosi e il resto dei democratici a cercare spasmodicamente un'altra minoranza irachena insoddisfatta da utilizzare come prova del fatto che la guerra fraudolenta per il petrolio voluta dai neocon è stata un disastro.

Per loro sfortuna, sembra che non ci siano più minoranze deluse. Oh, no, aspetta, c'è Ahmed, al civico 37 di Viale della Spada dell'Uccisore degli Infedeli. Sembra che continui a rifiutare la nuova costituzione. Forse, se siamo fortunati, ha un fratello che è un po' infastidito. Ops, scusate, sono andati a votare anche loro.[...]

Giovedì, navigando in Internet, si trovavano fin troppi "liberals" che guardavano i risultati delle elezioni, facevano spallucce, e ritornavano dritti a Valerie Plame, alle armi di distruzioni di massa, e a Bush-che -ha-mentito.

Bush Lied, people dyed. Their fingers. Ecco cos'è: milioni di curdi, sciiti e sunniti raggianti in uscita dai seggi che tenevano alte le loro dita sporche di viola, durante le elezioni più libere e eque mai tenute nel mondo arabo[...]

 C'è altro da aggiungere? No. Forse, solo il silenzio eloquente di molti media. L'esportazione della democrazia sta funzionando: peccato che gli amanti del fallimento, i democratici, che meglio di losers non riesco a definire, non se ne rendano conto.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 18:17 | commenti (17)



martedì, dicembre 13, 2005
 

La libertà, bella e conveniente

E io che mi credevo di una cattiveria inaudita. Invece no: il mio motto è "palloncini e gelati al limone per tutti". Parola dei Twins. E sì, ammetto il fascino esercitato su di me, la prima dei gonzi poppanti, dall'arte retorica; dichiaro qui solennemente il mio bisogno di pillole indorate, che di stomaco forte non sono. A dire la verità, forse i miei gusti sono strani. Ho cominciato mischiando il Principe di Machiavelli con Costituzione degli Stati Uniti e Emendamenti. Con tutti i frizzi e i lazzi della Dichiarazione d'indipendenza, ovviamente. Deve essere stato lì che ho cominciato a confondere il realismo con l'idealismo.
Ma veniamo alla pietra dello scandalo,l'articolo della Rice. A leggerlo, non mi sembra poi questo profluvio di diritti liberal. A meno che la parola "diritti" non sia diventata tabù, e Locke non sia stato un folle, o un ingenuo, con i diritti naturali di vita, libertà e proprietà. Credo che anche i realisti più rigidi siano disposti a riconoscerne gli indubbi vantaggi, se ogni accenno di moralismo gli fa tremar le vene e i polsi(a questo scopo, vorrei ricordare che anche il perfido Rothbard parlava di immoralità, riferendosi al sistema comunista). Non capisco inoltre il salto logico che fanno i Twins quando affermano che la Rice è niente di più che l'ultima adepta dell'irenismo clintoniano-onusiano. Ricordo invece che un'istituzione corrotta e inutile come l'Onu è stata più volte avversata dall'attuale Amministrazione, che a differenza di quella clintoniana, non ha dormito sugli allori dello status quo. Alla capofila dei gonzi qui scrivente non è mai sfuggito che il famoso statement del PNAC citato dai Twins fosse di un realismo nitido e inequivocabile. Guarda caso, il gruppo è presieduto da Bill Kristol. Guarda caso, tra i firmatari ci sono Paul Wolfowitz, Donald Kagan e Norman Podhoretz. E i due punti finali dello statement sono:

-we need to promote the cause of political and economic freedom abroad;
-we need to accept responsibility for America's unique role in preserving and extending an international order friendly to our security, our prosperity, and our principles.

Gli idealisti non se ne stanno quindi a contemplare le meccaniche celesti. Non dimenticano l'interesse nazionale, e noi gonzi non ci saremmo certo bevuti le loro argomentazioni con tanta ammirazione e stima se l'avessero fatto, se come come Socrate delle Nuvole di Aristofane, avessero pensato che la terra "attira a sé l'umore del pensiero come il crescione". E mi è sembrata una disattenzione quanto meno grossolana , da parte dei Twins, forse eccessivamente analitici,al punto di dimenticarsi di centrare il punto, dimenticare questa frase pronunciata dalla Rice:"Supporting the growth of democratic institutions in all nations is not some moralistic flight or fancy; it is the only realistic response to our present challenges"
La genialità, l'iniezione di vitalità neoconservatrice è tutta qui:la libertà è morale, è bella, è straordinariamente conveniente. Saldatura di idealismo e realismo. Detto questo, le sfide intellettuali non si rifiutano mai, e prometto di leggere gli autori realisti citati dai Twins. Senza dimenticarmi che, se il principe è golpe e lione, "To suppose that any form of government will secure liberty or happiness without any virtue in the people is a chimerical idea." Lo ha scritto James Madison. Un sovrappiù di bellezza che noi richiediamo per consolarci delle nostre miserie quotidiane .

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 12:47 | commenti (18)



venerdì, dicembre 02, 2005
 

Lavoratori delle Nazioni Unite? Dranghete!

Se c'è una cosa che serve a qualcosa all'interno del machiavellico sistema delle Nazioni Unite, quella è l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Fidatevi, conosco bene la cosa: gente in gamba, grandi lavoratori, bravi ragazzi (soprattutto ragazze). Certo, 9 su 10 sono di sinistra, di default, e gli Stati Uniti sono visti come il male pressochè assoluto: ma sanno anche loro che al di là della retorica, c'è poco arrosto dietro al fumo di posizioni prestabilite. Ci ho fatto un uno contro tutti (saranno stati in 7/8), qualche tempo fa, sembravo Sgarbi sul palco di Costanzo. Divertente.

Certo, già oggi pochissimi sono quelli che fumano all'interno dell'OMS, istituzione salutista per definizione. E si può capire perchè, senza criminalizzare ulteriormente i fumatori. E' per questo che, probabilmente, quando si è deciso di porre come condizioni per i nuovi assunti quella di non essere fumatori, dall'Head Quarter di Ginevra si è pensato di non fare granchè di eclatante.

Sbgaliavano.

Si è scatenta la bagarre della staff association, che dopo (aprano le orecchie i detrattori della legge Biagi, perchè il regolamento delle Nazioni Unite vince su qualsiasi diritto del lavoro del luogo dove si trova l'uffficio di riferimento) anni di contratti a tempo determinato, rinnovi assolutamente non taciti, ore di recupero da regalare alla causa per non poterle aggiungere alle ferie, diritti acquisiti vicini allo zero, burocrazia che al confronto i ministeri italiani sono la quintessenza della snellezza e permessi per maternità che a volte (non sempre) si contano in giorni anzichè in mesi ... S'E' INCAZZATA DI BRUTTO.

E sapete che ha fatto? Ha proclamato, udite udite, rullo di tamburi, un'ora di sciopero (e qui, se fossi capace di inserire i file sonori, partirebbe il tuono).

Il risultato dell'ONU, ideale governo mondiale della sinistra italiota? Il comportamento dell'istituzione principe che sforna premi nobel per la pace e si contrappone ai cattivoni americani? La reazione democratica che insegna al mondo occidentalizzato a difendere i diritti di tutti?

Questa.

Manco a dirlo, da oggi mi stanno un po' più simpatici.

P.S. Visto che ora ci sono i commenti, il primo/la prima che commenterà (a messo che ce ne siano) utilizzando le parole "ma tu vuoi" "abolire" "diritto" e "sciopero" vince l'altro file sonoro a disposizione - quando mai capirò come si aggiunge - il pernacchione.

Mixumb

posted by IloveAmerica | 19:47 | commenti (25)



giovedì, dicembre 01, 2005
 

Un test per iracheni immaginari

Avete mai pensato a quale partito votereste se foste iracheni? No? Neanch'io, fino a 20 minuti fa, quando ho visto questo post di Omar su Iraq The Model. Credevo di essere un'americana onoraria, e invece sono curda. Della Patriotic Union of Kurdistan, per la precisione. Seguito a ruota dal Kurdistan Democratic Party. Cosa state aspettando? Andate su Niqash.

Daisy Miller

posted by IloveAmerica | 23:58 | commenti (7)