|
venerdì, settembre 30, 2005 Roberts è il nuovo capo della Corte Suprema "A man with an astute mind and kind heart" (George W.Bush). Interessante: i senatori Clinton, Kerry, Kennedy e Obama hanno votato "nay." Daisy Miller giovedì, settembre 29, 2005 Happy birthday, Mr.President George? No, Silvio, baluardo contro il birignao noglobbal pacifondaio statososciale. Cento di questi giorni. Daisy Miller lunedì, settembre 26, 2005 Contro l'antisemitismo di sinistra Segnalo un bel sito britannico. Grazie a Unite Against Terror. Daisy Miller domenica, settembre 25, 2005 Se non ci fosse Caretto Bisognerebbe inventarlo. Grazie a Camillo, scopriamo che il corrispondente del Corriere della Sera ha definito la manifestazione di ieri a Washington "la prima, grande manifestazione di protesta contro la guerra in Iraq". Lo stesso corrispondente, sull'ultimo numero di Io Donna, ha scritto anche che "L'ONU[...]ha bisogno di un ferreo compasso morale e di un'amministrazione trasparente. Il guaio è che le grandi potenze, l'America per prima, non rinunciano ai tentativi di strumentalizzarlo politicamente." Come dire, niente inefficienza, niente oil for food: il problema è sempre l'America. Daisy Miller Tu vuò fà l'americana Se l'amico Otimaster scrive che Tocque Ville è "tutto uno sventolare di bandiere a stelle e strisce, ma vedere un tricolore è assai raro[...]sarà il caso di fare attenzione con quest’eccessivo e ostentato guardare all’America, perché si rischia di mirare a Reagan e di fare la figura di un personaggio di Alberto Sordi", è ovvio che mi senta chiamata in causa. E sì, mi rendo perfettamente conto che rischio di sembrare una seconda Nando Mericoni, con "le negre che cantano le antiche canzoni del cotone", e forse anche la "mostada", tanto per citare il film a cui si fa riferimento. Effettivamente sono un tipo strano: sono anche uscita da un celebre romanzo americano. Il punto, Master, che alcuni legami affettivi con l'Italia non ce li toglierà mai nessuno, la lingua, i panorami, le mille chiese. Ma è altrettanto vero che non sta scritto da nessuna parte che si debba restare attaccati alle radici perché siamo nati qui. E poi, che cosa sono le radici? possono contare davvero di più rispetto al desiderio ineliminabile di cambiare, e di proiettarsi nel futuro, e diventare quello che si vuole? Mi sono accorta prestissimo che l'inglese mi piaceva parecchio: lunga storia d'amore che mi ha portata alla laurea. Una certa facilità imitativa mi ha fatto studiare, con buone risultati, anche altre lingue: ma solo con l'inglese io felicemente cambio. E mi nutro di pensieri, musica e letteratura che sono davvero miei. Sarà forse un po' sentimentale dirlo, ma non sapevo che li stessi cercando finché non li ho trovati. Finché non ho letto Shakespeare, che è l'autore più vario che sia mai esistito, finché non ho capito che esisteva un'altra idea di società e di stato. E guarda caso, sono le antiche canzoni del cotone quelle che mi vengono meglio. In barba al mio apparato fonatorio bianco. Si può privare una persona delle prospettive? Devo per forza dire di amare un paese allo sbaraglio dove si regalano i dottorati a gente mediocre, con un Ministero degli Esteri pieno di gente che non conosce nessuna lingua straniera? lo devo amare, quando leggo cose come queste? Io posso amare le fontane, il cielo sempre limpido, le opere d'arte della mia città, che è la capitale, ma non il sonno che la rende un reliquiario. Il presente esiste. Il futuro non aspetta. E noi ancora ci gloriamo del Cinquecento, ben sapendo che sono passati, appunto,cinquecento anni: tutti con la testa rivolta all'indietro. Daisy Miller giovedì, settembre 22, 2005 Uragano Rita in arrivo: un aiutino per il Manifesto Enzo, Enzo. Ma non sai che miracoli farebbe un "presidente che unisce" per il Texas. Sole, temperature sui 24 gradi e forse anche manna dal cielo. Ma qualora il Texas fosse davvero graziato da George Pluvio, voi sareste sereni? No, perché comincerei a pensare che è stato risparmiato solo perché è la patria dei ricchi petrolieri bianchi. Daisy Miller mercoledì, settembre 21, 2005 Chi l'ha visto/2 Scusate tutti, ma dopo l'eccezionale risultato del prestigioso e assai multilaterale nonchè onusianamente superiorissimo negoziato con la Corea del Nord per le quisquilie nucleari, qualcuno ha notizia del cucuzzaro che voleva usare lo stesso sistema per fare BU! a Saddam Hussein? Massì, quelli che l'intervento americano unilaterale (dopo 16 risoluzioni votate dal Consiglio di Sicurezza) non andava fatto perchè con Saddam bisognava negoziare e tutto si sarebbe risolto senza sparare un colpo ... perchè siamo tutti uniti nell'ammore cosmico per cui nessuno al mondo è tanto cattivo da rifiutare un bel negoziato multilaterale avvolto nella bandiera azzurrina delle nazioni unite accompagnata dall'arcobaleno che tanto ce piace ... Spariti tutti, eh? Mixumb Chi l'ha visto ? Scusate tutti, dopo il brillante esito del sistema elettorale della governabilissima Germania, quella culturalmente superiore poichè europea (anzi, mitteleuropea), qualcuno ha notizie di tutto il cucuzzaro che si era sperticato nel prevedere la fine della (già traballante) democrazia americana a seguito delle presidenziali del 2000? Spariti tutti, eh? Mixumb lunedì, settembre 19, 2005 Le ceneri di Angela? Ovvio che la Merkel mi piacesse. Scommettevo sul piglio un po' thatcheriano, e sul fatto che non corrispondesse allo stereotipo del cittadino dell'ex Germania Est che tanti insistono a venderci: ovvero il noioso nostalgico dello stato balia, spaventato dalla libertà, che per sua stessa definizione non offre garanzie. La Germania su queste garanzie si è afflosciata:e il vero vincitore delle elezioni di ieri è stato il sonno venuto dall'Est. Mi dispiace notare come tanti preferiscano la zuppa di pollo dello stato assistenziale di reaganiana memoria alla possibilità di una prosperità futura. Niente è più triste dell'individuo pauroso e pusillanime che si accontenta dello stato di dipendenza. Su questo blog abbiamo spesso scritto che la libertà è un anelito universale da Washington a Kabul, da Baghdad fino a Khartoum.Non me ne pento, e credo che lo stesso valga anche per gli altri di ILA. Mi sforzo di comprendere, ma è inutile nascondere che la nostalgia del gregge, e questa serenità nel porgere il collo al guinzaglio, non lasciano sperare un granché. Soprattutto se l'avversario ancora forte sfodera questi manifesti (grazie a Walkingclass) Daisy Miller mercoledì, settembre 14, 2005 Bush parla alla 60esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite "Le Nazioni Unite stanno muovendo i primi passi verso la riforma. E' un processo che continuerà questo autunno con l'Assemblea Generale, a cui gli Stati Uniti parteciperanno attivamente. Il processo di riforma comincia col prendersi seriamente le proprie responsabilità. Quando gli stati membri di questa grande istituzione eleggono alla Commissione per i Diritti Umani rappresentanti di stati che notoriamente li violano, essi gettano discredito sul nobile sforzo dell'istituzione, minandone la credibilità. Se gli stati membri vogliono che la Nazioni Unite siano rispettate-rispettate ed efficienti- devono cominciare a renderle degne di rispetto." The United Nations has taken the first steps toward reform. The process will continue in the General Assembly this fall, and the United States will join with others to lead the effort. And the process of reform begins with members taking our responsibilities seriously. When this great institution's member states choose notorious abusers of human rights to sit on the U.N. Human Rights Commission, they discredit a noble effort, and undermine the credibility of the whole organization. If member countries want the United Nations to be respected -- respected and effective, they should begin by making sure it is worthy of respect. Questo sì che è parlare chiaro. E intanto, forza Bolton. Daisy Miller domenica, settembre 11, 2005 11 settembre, quattro anni dopo Ti dicono che un aereo si è schiantato contro una delle Torri Gemelle, che un'altro è sul cielo di Washington, e che Bush è sull'aereo presidenziale. Non ci credi. Stavi studiando filologia germanica, ma capisci che è bene lasciar stare i dittonghi e le vocali brevi per un po'. Di là qualcuno accende la televisione: vedi quello che non dimenticherai mai più, le Twin Towers in fiamme, e quell'uomo che si butta giù da non sai quale piano. Non esagero se dico di essere cambiata in un momento. Ero filoamericana da sempre, e in quel momento ho perso la pazienza .E ho capito che eravamo, senza alcun dubbio, entrati in una guerra in cui avremmo rischiato-e tuttora rischiamo-di perdere tutto. L'esperienza di questo blog sarebbe venuta soltanto dopo. Oggi ricordo le vittime di quel giorno, e se c'è ancora chi ne oltraggia la memoria, non posso fare a meno di pensare che l'Afghanistan e l'Iraq si stanno rimettendo in moto dopo due dittature sanguinose. Sì, è davvero cambiato tutto: e non è detto che la libertà debba perdere. Daisy Miller venerdì, settembre 09, 2005 To kill an American I only know few bloggers who are half as tough as Nickie Goomba. I might be a latecomer, but I couldn't help linking this wonderful manifesto, written by an Australian dentist, on the question of being American. America is everywhere human accomplisment and progress are. America is the place where people work hard for a better future. America is everywhere we want it to be. Sometimes it could also be on this desk in Rome, Italy. And yes, we love it. Daisy Miller
martedì, settembre 06, 2005 Uccisi dal capitalismo Se non dovesse bastarvi lo spietato resoconto di Camillo sul modo in con cui un giornalismo molto poco professionale ha stravolto le notizie su Katrina, ecco altre chicche irrinunciabili: 1)Stuff happens. And when you combine limited government with incompetent government, lethal stuff happens. (Maureen Dowd, United States of Shame: è colpa dei repubblicani) 2) But the federal government's lethal ineptitude wasn't just a consequence of Mr. Bush's personal inadequacy; it was a consequence of ideological hostility to the very idea of using government to serve the public good. For 25 years the right has been denigrating the public sector, telling us that government is always the problem, not the solution. Why should we be surprised that when we needed a government solution, it wasn't forthcoming?(Paul Krugman, Killed by Contempt : è colpa dei reaganiani) 3)"questo e' il capitalismo nel mondo, in Italia e in Europa, dovunque ci fa un po' paura ... prendiamoci in mano il nostro futuro costruiamo la pace e la difesa dell'ambiente e delle persone" (Fausto Bertinotti, Repubblica : è colpa del capitalismo). Daisy Miller lunedì, settembre 05, 2005 Centro di gravità scricchiolante "E' nell'ordine delle cose sognare Beethoven." Questa la poetica frase del film di Battiato che a Venezia ha ingiustamente provocato tanti fischi , urlano i recensori alzando gli scudi. Sarà. Ma se davvero un attore ha pronunciato quella frase, mi sembra nell'ordine delle cose fischiare Battiato. Così come mi sembra nell'ordine delle cose evitare il suo film. Chissà che non ritrovi il centro di gravità permanente che sembra aver smarrito. Daisy Miller venerdì, settembre 02, 2005 Uragani e tempeste politiche L'effetto di Katrina su New Orleans è stato spaventoso: una città distrutta, migliaia le vittime, e un bisogno assoluto di soccorsi tempestivi. Quello che non si vorrebbe mai vedere, in una situazione così tragica, è lo sfruttamento della catastrofe naturale per fini politici, in una gamma che va dall'insinuazione bonaria, all'anatema biblico, fino ad arrivare allo sciacallaggio puro e semplice. Oggi Riotta, di cui in questo blog si è già discusso, si è distinto nella prima categoria. No, non c'entra nulla il surriscaldamento globale (e qui già quasi si accenna un sorriso, sapendo che invece su questo punto Caretto continua a resistere come i giapponesi a Okinawa): se mai il colpevole, secondo il vicedirettore del decimo giornale migliore del mondo, è il presidente che non unisce. Quasi a suggerire che con Kerry agli Stati Uniti sarebbero stati dispensati sole e temperature miti dall'infinita carità divina. D'altra parte, una cosa del genere ce l'aspettavamo: ma lo stravolgimento assurdo dell'editoriale di David Brooks apparso ieri sul NY Times è veramente troppo. Brooks non ha previsto nessun nadir di Bush, ma esattamente la tempesta politica e mediatica scatenata da certi avvoltoi come il suo collega Paul Krugman, che oggi pubblica un editoriale sulla presunta pigrizia del governo americano. Come dire: se quando piove il governo è ladro, dopo un uragano oltre che ladro diventa anche inefficiente. Daisy Miller
|