lunedì, febbraio 28, 2005
Democracy money can buy L'Europa miope e senza slanci di generosità, la sua scommessa sulla carta di credito dell'America, l'incapacità di investire sul futuro della sua sicurezza: Ottolenghi sul National review, qui. Daisymiller
880 SCHIAVI LIBERATI IN SUDAN In questi ultimi anni, 200.000 sudanesi sono stati rapiti e ridotti in schiavitù. Si trattava di cristiani o animisti, adulti e bambini. A oggi Christian Solidarity International (CSI) ha liberato 60.000 schiavi. Si veda la storia di questa opera benedetta sul sito di CSI . Disponibile anche in francese sul sito France-Echos. La fonte del genocidio e dello schiavismo in Sudan è lo schiavismo. Avete letto bene, questo non è un manuale di storia sul 1600. CSI ha richiesto più volte l'attenzione di quei girailcapodall'altraparte del Segretario generale ONU, dell'Alto commissariato sui diritti dell'Uomo, con relativa commissione e sottocommissione (anche questo è tutto vero) - sul democidio e su altri crimini contro l'umanità commessi da agenti del governo sudanese, asservito agli ordini del Fronte Nazionale Islamico (FNI). I crimini sono conseguenza della proclamazione della jihad, diretta contro un nemico "interno", che sarebbe poi il 90% della popolazione del Sudan -cristiani, musulmani, animisti- tutti ugualmente vittime di una ideologia totalitaria. E allora cosa dobbiamo fare? Bombardare il Sudan? Dirà qualche Ponzio Pilato con la saponetta in mano. No, certo è scandaloso che non si riesca nemmeno a sanzionare e a condannare le indegnità del governo sudanese. Questo per ricordare che cosa è oggi l'ONU -tra 40 MLD $ rubati ai bambini iracheni e l'asservimento alle ideologie dittatoriali-. Persino quando le strutture dell'ONU denunciano l'orrore, il tutto rimane solo nella forma burocratica, alle buone parole non corrispondono atti concreti, il che aggrava il mio già grave giudizio su una organizzazione altrimenti meritoria: LINK. Tra il 23 di gennaio 2005 e il 2 febbraio sono stati liberati 880 schiavi, ora dislocati a Bahr el-Ghazal, nel sud Sudan. Di questi 607 provenivano sa campi di raccolta provvisori, altri 273 sono stati direttamente liberati dai comitati per la pace sostenuti da CSI, formati da arabi e Dinkas (neri). Erano proprietà di arabi Baggara. I rapporti CSI hanno documentato abusi da parte dei padroni: percosse, minacce di uccisione, lavoro non remunerato (riduzione in schiavitù), islamizzazione e arabizzazione forzate, insulti razzisti e religiosi. La maggior parte delle donne e delle adolescenti è stata violentata, anche in gruppo, nel periodo di schiavitù. Alcune di esse hanno subito mutilazioni sessuali (escissione). Se la situazione nel sud Sudan è migliorata, nel Darfur non è cambiato nulla: decine di migliaia di donne e bambini neri nel Darfur e nel Kordofan sono ancora in schiavitù, nonostante gli accordi di pace siglati lo scorso 9 gennaio tra il regime sudanese e le milizie nere ribelli SPLA. (PdL)
domenica, febbraio 27, 2005
IL TERMINATOR ITALIANO ? 
Bud Spencer sulle orme di Schwarzenegger ? Buona fortuna Bud. Bud è e sarà sempre un filoamericano inossidabile. (e grazie a Niko per la segnalazione). La notizia è vecchia (io non posso aggiornare con frequenza in questo periodo) ma doveva essere data su Iloveamerica. Paolo
sabato, febbraio 26, 2005
UCCISA GIORNALISTA IRACHENA RAPITA Sabato 26, h 23. A Mosul e' stato ritrovato il corpo di una donna uccisa con un colpo di pistola alla testa: Salim Saad-Allah ha confermato che si tratta del cadavere di sua moglie, la giornalista Raiedah Mohammed Wageh Wazan rapita la settimana scorsa con la figlioletta di 10 anni da un commando di uomini armati. La donna lavorava per una televisione statale locale. La settimana scorsa la sede della Tv era stata attaccata con fuoco di mortaio dopo aver trasmesso alcune interviste a presunti membri della guerriglia in prigione, riferisce il sito Internet del "New York Times". (AGI). Voi conoscevate questa notizia? Io no. Non l'ho vista sul sito dell'ANSA né su Reuters. Su quello de L'Unità la notizia c'è ma è ben nascosta. Sul Corsera è inesistente. Sul sito di Le Monde, che dovrebbe essere interessato tanto quanto gli italiani ai destini delle donne giornaliste in Irak, la notizia non c'è. Idem su Times on line. Nemmeno su Fox News. La stampa tradizionale fa così schifo? Bene, saremo pochi blogger a piangere la morte di questa donna, allora. Ma non per questo essa è meno terribile; non per questo questo vile assassinio non getta un'ombra nelle anime dei suoi esecutori, che l'hanno rapita con sua figlia di dieci anni. Raiedah è stata uccisa due volte, la seconda dal mondo dell'informazione. Strana fine per una giornalista. Da ora non più giornalista, né donna, né madre, ma solo martire. (PdL)
venerdì, febbraio 25, 2005
Questione di punti di pista vista C'è un simpatico blogger che è finito nel futuro, probabilmente perchè il passato lo ha visto sconfitto ed il futuro non lo soddisfa, che lamenta il fatto che - diamine ! - nessuno di coloro che scrivono su I love America sia andato in Iraq, anche se di Iraq si scrive spesso su questo multiblog. Detto che su questo multiblog ci sono molti link a gente che blogga dall'Iraq, è vero che - a quanto mi risulta - nessuno di noi qui è mai andato in Iraq. Chissà se il suddetto blogger antropologicamente superiore, invece, c'è stato mai: non è che lui di Iraq non abbia mai scritto. Ah, a proposito: il magnifico di cui sopra, che scrive dall'Emilia Romagna, esprime la sua lamentela per la nostra colpa da mancata trasferta in un post che inizia dicendo che non è potuto andare a Roma per colpa della sua vita incasinata. Vuoi mettere la semplicità di andarsene a Baghdad per noi cattivissimi neoconi rispetto al casino che si deve superare per un viaggio Carpi-Roma ? posted by Mixumb
martedì, febbraio 22, 2005
SU EMPORION Il nuovo numero della rivista on line dell'ENEL è dedicato al tema "Economia e democrazia". Una larga parte degli articoli è dedicata all'Indice delle Libertà economiche 2005, presentato recentemente a Milano dal curatore Marc Miles. L'economista della Heritage Foundation è intervistato da Paolo della Sala. Titolo dell'intervista: Un'equazione contro la povertà: LINK.
Nello stesso sito, un articolo di Andrea Mancia sulla espansione dei blog negli USA: LINK
venerdì, febbraio 18, 2005
TRE NOTIZIE SUL MEDIO ORIENTE Poco gandhiana una delle prime mosse di Abu Mazen: ha ordinato la condanna a morte di tre arabi accusati di aiutare Israele. "Gaza governor Sakher Bseso announced earlier this week that Abu Mazen had transferred several cases of people sentenced to death under Yassir Arafat’s regime to the Mufti (arbiter of Islamic law) of Jerusalem, Sheikh Ikrima Sabri. Abu Mazen then signed the decisions, authorizing PA executioners to carry out the death sentences". Link. - Forse la sinistra confusionale che incespica in Irak non ha capito che la strage in Libano è una ennesima prova che il terrorismo non agisce in risposta a un attacco: in Libano non ci fu una invasione barbarica di Israele o USA, anzi. Li lasciamo fare, e la chiamiamo "pace"? N.B. Pochi giorni prima della strage, il CdS dell'ONU aveva approvato una risoluzione di condanna all'operato della Siria. - Steven Spielberg, dopo aver terminato La guerra dei mondi con Tom Cruise, pensa al prossimo film. Argomento: la strage degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco 1974.
EURABIA Venerdi 18 esce sul quotidiano Il Riformista un articolo su Eurabia, il nuovo libro di Bat Ye'or pubblicato negli Stati Uniti. A maggio -su Ideazione- vi sarà un approfondito studio (con interviste a politici) sul Dialogo Euro-arabo iniziato a partire dalla crisi petrolifera del 1973, che ha segnato -anche se invisibilmente- la politica estera europea, lo scambio commerciale euro-arabo e le modalità dell'emigrazione verso l'Europa. Da non perdere.
mercoledì, febbraio 16, 2005
JUMBLATT, IL ROMPIGHIACCIO Sul Foglio di oggi, che è quasi ieri, una breve carrellata su quattro tipi tosti del Medio Oriente: si tratta di Omar Suleiman, capo dell'intelligence egiziana, Salaam Fayad, ministro del tesoro dell'ANP, Javad Zarif, ambasciatore iraniano presso l'ONU, e Walid Jumblatt, del Progressive Socialist Party libanese, attualmente all'opposizione. Quest'ultimo pare abbia detto: "Preferisco essere uno spazzino a New York che un leader arabo". Nel frattempo, potrebbe essere una via di mezzo, e fare il blogger qui in Italia. F.R.
domenica, febbraio 13, 2005
STORIA DEGLI USA Su Wind Rose Hotel la recensione del libro in edicola oggi col Corriere della Sera, dedicato alla storia degli USA.
sabato, febbraio 12, 2005
MANIFESTO MUSULMANO DELLA LIBERTA' Straordinaria iniziativa in Francia. Su iniziativa della omonima Associazione un folto gruppo di intellettuali, giornalisti, cittadini musulmani ha deciso di siglare il Manifesto delle libertà. Il Manifesto mira a salvare l'islam dalla cattiva letteratura, e dal suicidio provocato dal pensiero integralista. Il Manifesto mira a diffondere nella cultura islamica gli ideali di pace, di tolleranza (verso le donne, verso gli omosessuali, verso i laici). E' la strada da percorrere ovunque, in tutta Europa. Se gli islamici sollevano il capo, è un bene per l'Islam e per tutti. Per sottoscrivere, questo LINK. Manifeste des libertés Femmes, hommes, de culture musulmane, croyants, agnostiques ou athées... Retrouver la force d'une laïcité vivante Il Manifesto si può leggere anche nella traduzione in italiano. Tra i firmatari non musulmani (Amis du Manifeste), molte personalità, come il filosofo Jacques Derrida. (La notizia arriva per il tramite di Gianni de Martino, del quale segnalo - tra gli altri- questo articolo) (posted by: Le Guerre Civili)
venerdì, febbraio 11, 2005
SEGNALAZIONE Lo Spino è tornato nella blogosfera. Mi (ci) mancava. F.R. (a dopo gli esami..!)
DI COSA HANNO DISCUSSO LA RICE E CHIRAC? Quale credete siano stati gli argomenti sul tavolo degli incontri tra Condi Rice e gli europei? Sicuramente quello riportato nella cartina era uno dei principali, se non l'unico.
Invece di seguire le indicazioni della stampa, avezza a parlare di accordi o disaccordi politici, bisognerebbe pensare che i meeting internazionali hanno lo scopo di concordare (o meno) gli interventi concreti in agenda. Siccome le agenzie hanno dato una lettura generalmente positiva dei colloqui, decrittando il tutto si potrà dire che Bruxelles ha dato il via libera a un bombardamento mirato dei siti nucleari iraniani individuati. Questa notizia potrebbe essere buona, mirando al risultato di incrinare la dittatura iraniana senza ricorrere alla guerra, e dando una mano all'opposizione interna. Manca un tassello -però- per avviare le operazioni. Questo tassello si chiama Putin (con la Cina alle spalle). C'è da scommettere che molti dei prossimi colloqui avranno come protagonisti gli USA e la Russia. Non è detto che gli incontri siano necessariamente "ufficiali", probabilmente saranno "riservati". Intanto, per dare il la all'orchestra, Putin ha fatto una mossa. Anche di questa non si trovano grandi evidenze sulla stampa. Il petrolio estratto dalla Russia non potrà più essere gestito da compagnie straniere, Esso o Total che siano. Si tratta di una nazionalizzazione a tutti gli effetti, foriera di effetti sugli utili netti delle Sette sorelle (francese inclusa). L'Italia, che con Eni fa parte del club, ha la maggior parte delle sue fonti nel Kazakistan, esente dalla sfera putiniana. (La cartina proviene da qui). (fonte: Le Guerre Civili)
mercoledì, febbraio 09, 2005
EDUCAZIONE DEI FANCIULLI Due ferocissimi post contro i delinquenti che schiavizzano la Corea del Nord, e contro un nobiluomo consulente del Romano Prodi di Prodania. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: odio e idiozia. Corea Prodania
martedì, febbraio 08, 2005
Contagio democratico? Quel che è certo è che la giovane democrazia irachena comincia a contagiare l'area mediorientale. Oggi Magdi Allam scrive dell'improvvisa glasnost che ha colpito l'Arabia Saudita: informazioni top secret sbandierate ai quattro venti, la prima presa di coscienza dei cancri del mondo arabo. E ahimè anche della nostra vergognosa ambiguità. Daisymiller
domenica, febbraio 06, 2005
IL LATTE? COLPA DEGLI AMERICANI Da un po' di tempo su molti siti di Quack Medicine gira un brano scritto da un francese (!) che imputa al latte la rovina della salute e del carattere degli uomini. Responsabili dell'introduzione del latte come nefasto alimento di massa niente meno che i soliti Amerikani. Per difendersi dai ciarlatani della fantamedicina segnalo l'ottimo sito Quack Watch. Di seguito il brano diffuso sui siti italiani.
"Il latte animale è la sostanza di base da cui derivano tutti i latticini. Non si sa con precisione da quanto tempo venga usato come cibo dagli uomini ma una cosa è abbastanza chiara: il latte di capra e di altri animali venne usato da popoli nomadi molto tempo prima di quello delle mucche domestiche. Gli europei introdussero il latte di mucca negli Stati Uniti intorno al 1625 e poco dopo fu formata la prima mandria per la produzione di latte. L'attrattiva che il latte esercitò fu forte, soprattutto grazie alla strenue propaganda di un gruppo entusiasta di uomini d'affari - che furono i fondatori di una delle più grosse ed influenti industrie alimentari degli Stati Uniti - e al supporto che diede loro il Governo stesso nel promuovere il latte come un cibo importante per l'alimentazione dell'uomo. .... Con l'avvento della pastorizzazione, dell'omogeneizzazione e dei mezzi di trasporto refrigerati la disponibilità di latte crebbe e alla fine della Seconda guerra mondiale il latte era diventato il simbolo del modo di mangiare ben congegnato e dieteticamente superiore tipico di quell'"american way of life" che negli anni successivi andrà con esso a imporsi in tutto il mondo. Definito cibo "puro e perfetto" a causa del suo alto contenuto di calcio, di proteine e di profitto, il latte sta venendo rapidamente smascherato come qualcosa che non è affatto perfetto come siamo stati indotti a credere. Infatti, molti nutrizionisti e molti degli stessi consumatori hanno iniziato a ricredersi circa la sua importanza e persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti i giorni. Purtroppo, l'uso eccessivo che si è fatto del latte e dei suoi derivati ha già provocato l'indebolimento del sistema immunitario dell'uomo, della sua costituzione fisica e del suo carattere e ci vorrà molto tempo per cancellare le cicatrici che questi alimenti hanno lasciato su almeno tre generazioni." (Steve Gagné, Energetics of food, Spiral Sciences) Paolo
OFF TOPIC Su indicazione di Camillo sono andato a vedere l'ultima schifezza di Bocca pubblicata da l'Espresso. Su Bocca ho già detto abbastanza (vedi anche su Le Guerre Civili). Ne scrivo invece perché sull'Espresso c'era l'ultima vignetta di Altan. Magnifica. Paolo 
giovedì, febbraio 03, 2005
I grandi leader viaggiano. I grandissimi leader viaggiano e traggono profitto dai loro viaggi. I cattivi leader parlano con lingua biforcuta. Queste definizioni restano indefinite, se non le si modula (ognuno come vuole) in occasione della visita del Presidente francese Jacques Chirac in Africa. Come continuiamo a scrivere da mesi su questo blog, gli interessi francesi in Africa occidentale sono di portata strategica per il futuro dello stato transalpino. La penetrazione francese nei governi e nei tessuti economici africani è totale e soffocante, arrivando all'organizzazione di golpe (Ciad, Burkina Faso...), a democidi indiretti (Congo, Uganda, Camerun), a stragi e tentativi di golpe diretti (Costa d'Avorio, novembre 2004). Secondo gli africani ciò che succede ha un solo nome: colonialismo. Riveduto, mascherato, politicamente corretto, ma sempre di quello si tratta. Con queste premesse, è consolante sentire dalla viva voce di J. Chirac queste parole: "Non abbiamo l'intenzione di restare in Costa d'Avorio senza il consenso del governo". Sembra di sentire G.W. Bush... solo che in Irak Bush ha il sostegno del governo, mentre in CdA Chirac è considerato come un nuovo Mussolini. La dichiarazione è stata fatta oggi, nel corso del primo giorno di visita in Senegal. A Dakar Chirac ha ringraziato il presidente Abdoulaye Wade e la popolazione senegalese per aver accolto i francesi che sono dovuti fuggire dalla CdA. Il presidente francese ha anche assicurato che la Francia "non conduce una guerra di conquista. Non stiamo conquistando la Côte d`Ivoire". L'essenziale è allora "ritrovare la stabilità politica con le elezioni". Sembra Bush, no? A sua volta Wade ha rimarcato di "non augurarsi una ritirata delle truppe francesi dalla Costa d'Avorio. Il loro arrivo nel paese ha impedito dei massacri", ha detto. Parole sante, peccato che le truppe francesi siano intervenute per impedire la sconfitta di un esercito ribelle armato da loro stesse nel Burkina Faso. Intervenute per massacrare i civili disarmati ivoriani. Sono argomenti già denunciati su questo blog. Aggiungiamo nuove informazioni. Nei colloqui si è parlato anche dell'apertura del Consiglio di Sicurezza Onu ai paesi africani, un cavallo di battaglia francese, anche perchè i governi della maggior parte dei paesi sono "fidati amici del "popolo" francese" (come si è visto in occasione dell'intervento in Irak, quando de Villepin andò paese per paese per di non fare votare la soluzione americana (e riuscì nell'opera).
   Venerdi (domani) Chirac parteciperà a "Dakar Agricole", un forum tra i capi di stato africani, i rappresentanti della FAO e della World Bank, manager delle industrie agroalimentari, per un incontro sui temi dell'agricoltura e dello sviluppo. Bene, ma cosa ci sta a fare Chirac? A quale titolo? . (Le guerre civili)
L'eternità cerca un orologio da polso... Link.
martedì, febbraio 01, 2005
POLEMICHE. QUANTO CI COSTÒ IL REFERENDUM SUL NUCLEARE - DI GIANFRANCO BORGHINI (IL RIFORMISTA) La cattiva coscienza energetica dell'Italia
Caro direttore, nella vicenda del nucleare italiano c'è una cosa che non viene detta da parte di chi oggi mostra qualche (tardivo) segno di ripensamento e cioè che il referendum, il cui esito era peraltro largamente scontato, non obbligava affatto a chiudere l'unica centrale operativa esistente in Italia, Caorso, né a smantellare quella ormai ultimata di Montalto né, tanto meno, a liquidare i centri di ricerca ad esse collegati. Comportava invece, più semplicemente, una moratoria, o se si preferisce, la rinuncia al nucleare per il futuro. L'interpretazione estensiva del referendum, con conseguente smantellamento delle centrali esistenti e degli istituti di ricerca collegati, fu fatta dal governo in carica con l'entusiastico sostegno di tutti i partiti, ivi compreso ovviamente il Pci. Per la cronaca quella scelta è costata al contribuente italiano, fra la chiusura di Caorso la riconversione di Montalto e gli indennizzi alle imprese costruttrici qualche cosa come 20.000 miliardi di vecchie lire, 10 miliardi di euro: il più grande disinvestimento della nostra storia recente. Una autentica follia. Di cui, più che la Lega ambiente o il movimento ecologista, furono responsabili i grandi partiti politici (Pci-Psi-Dc), il governo e i ministri dell'industria, in una parola le classi dirigenti del paese. La conseguenza in assoluto più grave del referendum fu però lo sganciamento dell'energia dall'economia. L'energia da allora è diventata una sorta di variabile indipendente per la quale i parametri dell'economicità, del rapporto costi- benefici , della congruità tecnico scientifica non valevano più. Dell'energia si parlava, per dirla come Totò, «a prescindere». Se la struttura energetica italiana è oggi così fortemente squilibrata, se il suo costo è così paurosamente fuori mercato, se non si riesce più a costruire neppure un termovalorizzatore, se si è costretti a spedire all'estero non soltanto le scorie nucleari ma persino la spazzatura lo si deve, in larga misura, a questa eredità negativa e alla cattiva cultura che il referendum ha reso inopinatamente egemone nel nostro paese. Ripensare al nucleare forse è difficile (anche se sembrerebbe utile) ma liquidare questa eredità culturale negativa, in particolare da parte della sinistra, è possibile e comunque è necessario. (Segnalato da Carlo Stagnaro, direttore della sezione Ecologia di Mercato dell'IBL)
MODESTA PROPOSTA Asteniamoci dal discutere sulle staminali e prendiamo la decisione migliore: i radicali con la CDL e la Mussolini con Diliberto. (Le guerre civili)
|