mercoledì, dicembre 29, 2004
ANNIVERSARIO
Oggi, 29 dicembre 1867, in America Mr. S. Laws inventava il primo telegraph ticker per trasmettere i dati di borsa. Più esattamente il suo nome iniziale fu "Gold Indicator", in quanto Mr. Laws era il Presidente del Gold Exchange a Wall Street. Lo strumento era però diverso da quello che si vede a fianco, frutto invece delle innovazioni di Edison. Qui una storia del sacro strumento.
Paolo
LEGGERE E ASCOLTARE L'INGLESE - update
Recentemente abbiamo pubblicato un post con una lista di trasmissioni audio accompagnate da trascrizione. Uno strumento prezioso per migliorare il proprio inglese. Ho ricevuto diverse mail a riguardo e sono felice che l'iniziativa sia stata tanto apprezzata. Notifico due aggiornamenti importanti. Il primo è l'imperdibile sito di Rush Limbaugh, "Il conduttore radiofonico più odiato dai Liberals", come riferisce The Right Nation, che l'ha proposto. Il secondo è uno strumento per la traduzione in italiano da affiancare a quelli già segnalati (che erano tutti inglese-inglese). Si tratta del classico e ottimo Hazon, proposto da WindRoseHotel. Non mancate di segnalare altri siti, in particolare quelli che offrono audio e trascrizione, i cui links si possono sempre trovare su IloveAmerica nella colonna a destra, in fondo.
Paolo
A DOT BLOG BOOM ?
In America c'è chi pensa che siamo alle soglie di un dot blog boom, e che presto sui listini azionari incominceranno ad apparire società che includono la parola blog nel proprio nome. Lo stesso accadeva pochi anni fa, al tempo del cosiddetto dot com boom, quando un nome legato a internet poteva decidere la fortuna di una compagnia a Wall Street.
L'Articolo apparso su Fortune in questo mese non lascia dubbi: Why there's no escaping the Blog. Freewheeling bloggers can boost your product—or destroy it. Either way, they've become a force business can't afford to ignore. Il Blog dunque come elemento chiave non solo della comunicazione personale e politica (si ricorda la fine di Dan Rather, il cosiddetto Rathergate) ma anche del successo economico di un prodotto, per il marketing. L'articolo, oltre a riportare aneddoti sulle conseguenze della blogmania per alcune azende, parla della Microsoft che scende in campo e ci dice che ogni giorno vengono creati ben 23,000 nuovi blog , uno ogni 3 secondi.
Al di là dei toni entusiastici il fenomeno non è affatto sorprendente. La rete internet dava enormi disponibilità di archiviazione ma il modo di realizzare un sito web non rispondeva alle esigenze di un vasto pubblico e neppure alla comodità di chi sapeva qualcosa di più nel campo. Accedere al computer remoto ed editare la pagina web era scomodo. Incredibilmente scomodo all'inizio quando si scriveva l'html in formato testo, e pure successivamente i programmi come Frontpage o il Netscape Composer rimanevano scomodi da usare per un aggiornamento continuo. La forma del blog è risultata la forma vincente con cui pubblicare e soprattutto aggiornare le informazioni, senza alcun prerequisito tecnico e più velocemente che con qualsiasi precedente software. L'entusiasmo non è altro che un modo per affermare definitivamente l'utilità di uno strumento. Presto uno strumento ordinario, comune e usato senza clamori.
Paolo
martedì, dicembre 28, 2004
MONTENEGRO TANGO Come si fa a essere contrari alle privatizzazioni? In effetti il capitalismo di Stato è uno dei fallimenti più macroscopici visti nella storia. Dunque ben vengano le privatizzazioni. In Montenegro, per esempio, dove la Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP) produce da sola metà del PIL montenegrino. Ma vi sono dei se e dei ma prima di infervorarsi per la denazionalizzazione della KAP... La azienda "è in crisi da anni, piano piano il 65% di proprietà statale è passato nelle mani dei creditori esteri. Chi erano i creditori dai quali dipende il futuro del paese? Si tratta di due società: Vektra (nazionale) e Glencore (Svizzera), e della Standard Bank. Gli enormi debiti accumulati -si parla di 130 milioni di $- spingono gli eventuali acquirenti a chiedere sovvenzioni statali per la fornitura di elettricità, la riduzione delle imposte, agevolazioni con la mano d'opera locale" [Link] [Link]. Si tratta di condizioni gravosissime per un paese già profondamente turbato dallo stato equivoco dei rapporti con Belgrado (di recente il presidente montenegrino Vujanovic ha parlato di "separazione" dalla Serbia). La compagnia russa Sual ha rinunciato all’acquisto della KAP a causa dei costi molto elevati. Quanto alla Glencore, vuole tutto: elettricità, tasse, mano d’opera col minore investimento possibile. Non si parla poi delle condizioni offerte dalla compagnia indiana Vedante. Le autorità montenegrine ignorano quasi tutto di questa compagnia, benché essa sia in espansione. Restano pertanto favorite Glencore e Paribas. La banca parigina sembra una vera e propria associata alla multinazionale svizzera, e inoltre ha gestito flussi di capitale notevoli, come i 20 (o 40) MLD $ di Oil for Food (Irak-ONU-Francia connection). Non a caso BNP Paribas ha erogato a Glencore un credito spaventoso: 3 MLD di dollari... Inoltre proprio in questi giorni BNP-Paribas e Glencore cercano di regolare i problemi finanziari della Rusal (altro potenziale investitore russo del KAP), alla quale la stessa Glencore beneficiaria della fidejussione francese avrebbe accordato un prestito di 150 milioni di dollari, nel dicembre 2002. "È vero che la Rusal è uno dei più grandi produttori d’alluminio del mondo. Il suo annuale volume d’affari ammonta a miliardi di dollari. Ma, secondo diverse fonti, il proprietario della Rusal, Oleg Deripaska, è rimasto senza liquidi dopo aver acquistato il 25% delle azioni del suo socio Roman Abramovic. Deripaska detiene il 75% della compagnia, ma la Rusal ha crescenti debiti nei confronti, tra gli altri, del consigliere del governo montenegrino, che è proprio la BNP-Paribas. La BNP-Paribas e la Glencore hanno accordato insieme crediti alla Rusal. Ora, la BNP-Paribas è divenuta consigliere anche della Rusal per progetti valutati centinaia di milioni di dollari" (ibid.). Insomma, siamo di fronte a ben più di un conflitto di interessi: la Francia, attraverso la sua banca d'affari più politicizzata, "consiglierà" il governo montenegrino su scelte nelle quali la stessa gioca su più tavoli, essendo appunto finanziatrice e compartecipe di Glencore e di Rusal. Intanto, dopo la gara d’appalto per la KAP, la Rusal ha sempre più problemi, ma potrebbe fare il gioco della sua consociata e finanziatrice svizzera Glencore chiedendo al momento delle negoziazioni una riduzione supplementare del prezzo dell’elettricità e altri vantaggi che il governo non potrà accettare. Dopo di che la Glencore potrebbe apparire come un salvatore... In questo caso, Glencore et Vektra non avrebbero che da legalizzare la loro proprietà del KAP, che di fatto già gestiscono e di cui raccolgono tutti i guadagni. KAP produce più che mai, ma, poiché è schiava dei suoi debiti, tutto quello che guadagna va nelle casse della Vektra, della Glencore e della Standard Bank. Queste accumulano profitti, utilizzano l’elettricità poco costosa, la bauxite e la mano d’opera, per rivalersi su debiti la cui origine non è mai stata del tutto chiarita. Sembra che la BNP e il governo montenegrino facciano di tutto perché sia così anche in futuro.
Simile discorso per la privatizzazione della Telekom montenegrina. Si parla della ungherese Matav, che ha già comprato la Telekom macedone. Ma c'è da notare che il proprietario della compagnia ungherese Matav è la multinazionale tedesca Deutsche Telekom, la quale possiede già le aziende di telecomunicazioni della Croazia e della Slovacchia. Oltre a questo la Deutsche Telekom possiede anche il 25% della compagnia russa Sisteme. Francesi e tedeschi potrebbero dunque essere i partner strategici del Montenegro. Il quadro uscito dalla liquidazione della Yugoslavia è chiuso: tedeschi i primi passi per la "secessione" della Croazia, e francesi le mosse in "difesa" dei serbi, dai tempi di Sebrenica fino ai bombardamenti dalemiano-clintoniani...
Infine un utile quadro riassuntivo dell'economia serbo-montenegrina: [link]. Se si leggono i dati del Trade finance c'è da rimanere sconfortati: l'Italia è soltanto il terzo paese esportatore in Serbia-Montenegro, col 10,3% (dopo Russia e Germania, ma ci sarebbe da aggiungere anche la Francia che -come si è visto col caso Glencore- agisce di nascosto). In compenso siamo il primo importatore di prodotti serbo-montenegrini. Quanto alla nostra penetrazione nelle ex aziende nazionali, non abbiamo una imprenditoria competitiva o interessata, e non siamo certo in grado di sostituire le vecchie economie nazionalizzate locali con il nuovo modello di penetrazione economico-coloniale applicato da Francia, Russia e Germania, che potremmo definire Multinazionalismo. Su Le guerre civili una aggiunta sul nuovo modello economico "multinazionalista" [link]
sabato, dicembre 25, 2004
Buon Natale
Mi è sembrato appropriato, da parte di una persona solidamente neocona, linkare questo articolo di James Q.Wilson sul rapporto Stato-religione negli Stati Uniti.
(E visto che noi neoconi siamo anche un po' sentimentali, ho guardato il solito cartone natalizio della Disney, lo stesso che mandano in onda da tanti anni, col Valzer dei Fiori, Alice, Peter Pan e Cenerentola tutti insieme)
Buon Natale. E speriamo in un po' più di tolleranza da parte nostra e da parte dei liberals.
Daisymiller
venerdì, dicembre 24, 2004
ITALY CITY BLOGS
Sta prendendo avvio una iniziativa per ora unica in Italia (ma negli USA, naturlmente, il fenomeno ha già preso piede): Italy City Blogs , il primo network italiano di blog cittadini.
Riporto la descrizione: E' ai box di partenza il primo (a quanto ci risulta) circuito di blog cittadini: It-Cb - acronimo di Italy City Blog - un progetto ideato e gestito da Giovanni, curatore del sito Random bits. Gli iscritti avranno un intero weblog, in condivisione con altri web-concittadini, per parlare della propria città: eventi, manifestazioni, luoghi, segreti, misteri, insomma tutto ciò che vorranno far conoscere delle loro città a chi non c'è mai stato, o a chi, pur abitandole, è troppo distratto per accorgersene. Ognuno dei blogger avrà così l'occasione di mostrare ai lettori la sua percezione del posto in cui vive.
Ovviamente questa iniziativa non ha alcuna connotazione politica, ed è dunque aperta sia a blog che non parlano affatto di politica, sia a quelli schierati da qualsiasi parte. Direi che arrivare primi a creare un blog nella propria città contribuirà notevolmente a farsi un grande numero di visitatori. Per cui non lasciatevi scappare l'occasione data dal fatto che si è all'inizio... affrettatevi....
Paolo
lunedì, dicembre 20, 2004
NEXT STOP: DESERT Di grande interesse e attualità uno studio dell'Institute for analysis of Global security, dedicato ai possibili principali obiettivi del terrore globale: i giacimenti petroliferi in Arabia, superpetroliere, pipelines. [link]

venerdì, dicembre 17, 2004
Un passato che imbriglia il presente.
Duncan Currie sul Daily Standard argomenta sull'inquietante ritornbo di fantasmi totalitari in Russia. Leggete quali discutibili personaggi Putin ha avuto il coraggio di onorare. Non sarà una nuova Guerra Fredda, ma probabilmente solo un rigurgito: ciò non toglie che dobbiamo prestare a questi fenomeni tutta la nostra attenzione.
Daisymiller
mercoledì, dicembre 15, 2004
AVIAZIONE CIVILE IN GUERRA I cieli pullulano di ministri in caccia di affari. In questa frenesia di businness i russi non sono secondi a nessuno. La settimana scorsa il ministro Mikhail Fradkov si è recato in visita in Francia. Si è incontrato col presidente Jacques Chirac, col Primo Ministro Jean-Pierre Raffarin, e coi rappresentanti dell'imprenditoria francese. Uno degli argomenti all'ordine del giorno era il Regional Jet Project (RRJ), che prevede la realizzazione di un jet civile destinato ai voli nazionali. Il progetto vede come capofila la russa Sukhoi in partnership con altre aziende soprattutto francesi. Si prevedono jet da 60, 75 e 95 passeggeri. L'avionica è della francese Thales. Motori e carlinga sono della Snecma (Francia) e della Saturn (Russia). La tedesca Liebherr Aerospace di Monaco, società coivolta nella Voskhod, provvede al sistema di controllo remoto. La Liebherr's Toulouse gestirà gli impianti di pressurizzazione e condizionamento. Vi sono anche aziende americane: America's Hamilton Sundstrend per le parti elettriche, America's B\E Aerospace, per la cabina dei piloti, Honeywell e la russa Salyut per i motori ausiliari. La inglese Ipeco sviluppa la zona equipaggio. Inutile dire che la maggior parte dei componenti sarà francese. Il fatto è che questo jet sembra strategico per la conquista del mercato globale dell'aviazione, anche perchè la Sukhoi fabbrica i migliori bombardieri di medio livello, e a Parigi se ne sono accorti. Nel frattempo la guerra euro-americana sul fronte Boeing-Airbus è giunta a un ricorso al WTO. Indipendentemente dagli esiti dello scontro sui megajet, il segmento di mercato del RRJ non ha molti competitori di livello, il che assicura alti guadagni possibili. Gli altri competitors internazionali sono infatti il russo Tu-334, il russo-ucraino An-148, il brasiliano Embraer, il canadese Bombardier e il cinese ERJ... Infine, mentre la Boeing ha sospeso la produzione del B-757, Airbus annuncia la vendita di quaranta A320 ad Air Asia, un businness da 5,2 MLD$. Si spera dunque che l'agenda di lavoro tra Berlusconi e Bush abbia una larga componente di market. Sembra che le aziende italiane siano in ribasso anche nella "patria" europea, come si vede dall'affaire Sukhoi e dall'elemosina toccata all'Italia nel businness Airbus. Quasi comico il tentativo di un LCDM in pessima forma: vendere una Fiat in calo a un acquirente che non ne ha la minima intenzione. Ricordi di tempi lontani, della Olivetti di De Benedetti. Ma in questo caso non c'è nessun De Mita pronto a buttar via centinaia di miliardi, c'è la General Motors. In alternativa, la vittoria elettorale di Prodi. (Paolo di Lautreamont)
B-757
Urgente: Hajiyeh Esmaelvand, di Jolfa (città vicina a Isfahan) è stata giudicata colpevole di aver avuto relazioni sessuali prematrimoniali. E' stata condannata a morte, sentenza da eseguirsi tramite lapidazione entro le prossime due settimane. Amnesty international (Belgio) ha messo in linea una petizione per Leyla M.. Si può sottoscrivere aggiungendo nel testo il nome di Hajiyeh [link]. Dopo la firma arriverà una mail; è necessario confermare.
Si può inoltre scrivere al Presidente della Repubblica islamica dell'Iran, Mohammad Khatami: khatami@president.ir Fax: 0098 21 649 5880 Appello di KAVEH MOHSENI Porte Parole de la Section Française du Daneshjoo.org : Comité de Coordination du Mouvement Estudiantin pour la Démocratie en Iran.
martedì, dicembre 14, 2004
LEGGERE E ASCOLTARE L'INGLESE
Per una volta un post che nulla ha a che vedere con la politica e l'antiamericanismo. So che molti che visitano IloveAmerica non conoscono bene l'inglese e penso vi sia parecchia gente che lo sta studiando o che avrebbe piacere di migliorarlo. Ascoltare la radio in inglese è un ottimo modo per farlo. Tuttavia chi è agli inizi rischia di capire ben poco e di rinunciare. Un ottimo strumento per migliorare la propria comprensione (ma anche la pronuncia) quando ancora facciamo fatica a capire, sono quei programmi audio in Inglese che offrono contemporaneamente la trascrizione. E' cioè possibile leggere il testo mentre lo stiamo ascoltando attraverso la rete.
Si tratta di strumenti magnifici per migliorare, e il bello è che esiste già una notevole varietà di fonti che vanno dalle notizie fino ai talk show. Un esempio è UncommonKnowledge, un programma televisivo della Hoover Institution, presso la Stanford University. Massimi esperti dibattono temi di attualità e il tutto è accompagnato dalla trascrizione parola per parola da leggere mentre si ascolta. L'archivio è interessantissimo.
Per chi poi è proprio agli inizi vi sono dei programmi semplificati, sempre con transcrizione, in cui l'audio è rallentato, come questi:
>VOANews (simplified) >BBC Learning (simplified) [British English] >Listening Lounge (simplified) >English Listening (simplified) >Specialized English (simplified)
Fra le versioni simplified vanno anche inclusi i brevi audio e testi di Pulse Planet , del National Geographic.
Landon Lectures e Commonwealthclub, come lo splendido UncommonKnowledge già citato, offrono altre discussioni di attualità e conferenze politiche, sempre con audio e trascrizione. AmericanRadioWorks (t) offre documentari sempre di attualità (anche se la trascrizione qualche volta è carente)
Ancora i seguenti sono dedicati esclusivamente alle news:
>NPR >PBS (t) >VOANews (t) >NHK Japan (t) [not really American English] >On the media (t) >ABC Australia (t) [Australian]
Per il diletto dei Teoconi non manca neppure l'audio della Bibbia, i cui testi sono facilmente reperibili in rete (o magari usando una versione software come e-Sword). >Listening to the Bible (t)
Per le parole che non si conoscono c'è Babylon, che oltre a essere uno splendido programma è pure Israeliano. I pochi dollari che costa saranno ampiamente ripagati. Per chi proprio non vuole spendere ci sono questi strumenti gratuiti da aggiungere al browser (però prima provate Babylon, che è molto più comodo).
Infine non dovete neppure stare a salvarvi i links. Basta tornare su IloveAmerica e andare alla colonna di destra, in fondo, e trovare la lista che sarà sempre aggiornata con nuovi siti utili a questo scopo.
Paolo
lunedì, dicembre 13, 2004
sabato, dicembre 11, 2004
Razzismi autorizzati
Qui il commento di James Taranto sull'ultima prova di un razzismo tutto liberal, e spesso passato sotto silenzio.
Daisymiller
venerdì, dicembre 10, 2004
RISIKO ENERGETICO TRA RUSSIA, EUROPA E CINA. Ieri Il Foglio riportava in prima pagina la notizia dei businness di Putin con la Turchia, segnalati su questo blog in data 3 dicembre... Sempre a proposito di Russia, Il Foglio segnala la "nazionalizzazione della Yukos coi soldi delle banche europee". La cosa sembra alquanto bizantina, in perfetto stile con la filosofia economica in auge a Mosca come a Bruxelles, secondo la quale lo Stato è parte del capitalismo invece di esserne rigidamente separato o di esserne, al limite, il controllore. In sintesi, BNP Paribas (la banca di Oil for Food) e altre banche europee capeggiate da Deutsche bank, "finanzieranno la compagnia statale Gazprom con 10 MLD di euro, allo scopo di acquistare la società di produzione e trasporto gas Yuganskneftegaz [dal Gruppo Yukos]". Qui si fermava Il Foglio. In questo modo Yukos viene espropriata dal settore gas: il finanziamento di aziende russe è pur sempre un rischio. Vediamo però di approfondire con l'ausilio di una fonte bene informata: Kommersant. La faccenda si rivelerà più complicata e più interessante.
Che l'operazione delle banche europee sia rischiosa lo dice uno studio della IAE (International Energy Agency), secondo la quale "Gazprom è un serio pericolo finanziario per l'Europa". Secondo l'economista della IAE Fatih Birol, nel 2005 Gazprom sarà il primo fornitore di gas dell'Europa, ma la sua società collegata trasporterà verso di noi anche il 10% del totale dell'import UE di petrolio. E a questa voce dell'appalto in ballo è interessato un consorzio di aziende indiane ben agganciate al carro di Putin. Birol ha detto alla Reuters che, dopo l'acquisizione di una parte di Yukos per mano della Gazprom l'intera produzione di petrolio russo sarà concentrata in pochissime mani. Per quanto riguarda l'Europa, si tratta di più di 90 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Gazprom trasporterà da noi anche dal 20 al 38% del metano consumato in UE. Si tratta di 250 milioni di tonnellate di gas su un totale annuo di 750 milioni. Il trasporto di gas e di petrolio sarà gestito da un'unica società, la Yuganskneftegaz, passata dal controllo totale di Yukos a Gazprom. In ogni caso il governo russo a questo punto sarà arbitro del prezzo del petrolio, con ciò giocando a sua volontà sulla restituzione dei finanziamenti da parte europea. L'India è coinvolta nell'operazione in quanto sta già gestendo con la Russia i giacimenti petroliferi nella zona delle Sakhalin. Putin -che ormai viaggia più del papa pre-malattia-, è stato di recente in India proprio per perfezionare accordi commerciali legati al trasporto via pipeline delle immense fonti energetiche russe. Ma le sorprese non sono finite. Infatti l'altra notizia è che anche la Cina bussa alla porta di Putin. I cinesi intendono a loro volta acquisire una parte di Yukos, almeno quella relativa alle pipeline di Yuganskneftegaz, come riferisce RIA Novosti. La partita (che, come già visto, coinvolge anche l'India e l'Europa), si giocherà il prossimo 19 dicembre tramite una gara internazionale (e forse la posta in gioco è così alta che bisognerà aumentare i controlli antiterrorismo).
Se Putin riuscirà a terminare a suo favore questa gigantesca partita di Risiko, la Cina, l'Europa e la Lega Araba risulteranno imbavagliate e la Russia potrà pretendere dagli Stati Uniti il ritorno a un bipolarismo più serio di quello proposto da Chirac. C'è infatti da giurare che Putin troverà una eco sicura dalle parti di Washington: oggi comanda solo chi gestisce -direttamente o indirettamente- le fonti di petrolio e gas, and rest 's silence.
foto: Pavel Kassin, Kommersant
giovedì, dicembre 09, 2004
ANTIEBRAISMO Triste vicenda di un professore della università canadese di Waterloo (una débacle già nel nome), che ha dichiarato essere legittimo attaccare e uccidere ogni cittadino israeliano al di sopra dei 18 anni. Il Canada è terra libera: si può firmare una petizione per evitare il ripetersi di simili oscenità. [link]
Restando in tema, ecco come la stampa propone e diffonde le notizie sui fatti in M.O.: "Ancora Un Palestinese Ucciso Da Israeliani A Gaza (AGI) - Gaza, 8 dic. - Sangue nella Striscia di Gaza per il secondo giorno consecutivo: un altro palestinese e' infatti stato ucciso da truppe israeliane alla periferia orientale del capoluogo dell'enclave. Lo hanno denunciato fonti mediche locali. Ieri, per la prima volta da alcune settimane, almeno quattro palestinesi erano rimasti uccisi negli attacchi di ritorsione sferrati dalle forze ebraiche contro Gaza citta' e dintorni dopo l'uccisione di un loro militare per lo scoppio di una trappola esplosiva, che anche aveva provocato il ferimento di altri quattro soldati. Feriti nelle ore successive anche una decina di palestinesi, tra cui quattro scolari; quanto ai morti, due appartenevano a Hamas e gli altri alla Jihad Islamica".
Si noti che: - La parola "enclave" connota l'evento scorrettamente; un "altro" palestinese ucciso induce a pensare a una azione gratuita e omicida; "forze ebraiche" è puro insulto o perifrasi atta a non indicare che esiste un legittimo Stato di Israele dotato di un esercito; "loro militare" pone il lettore da una parte precisa e altra da quella di Israele; infine solo all'ultimo, dopo aver riferito del ferimento di 4 scolari (dato per tentativo di omicidio volontario, in questo contesto), si dà la notizia, che cioé tutti i morti palestinesi erano militanti armati e combattenti di organizzazioni terroriste. Ma a quel punto il giudizio anti "ebraico" è già stato pronunciato dal "giornalista" e recepito dal lettore distratto indipendentemente dalla notizia in sé.
martedì, dicembre 07, 2004
[AMERICAN MUSIC] GLI MP3 DI BRENT
Ogni tanto Brent ci regala splendidi e Americanissimi MP3. Scaricateli da The Ville.
Paolo
EUROPE, THY NAME IS COWARDICE
[Original German article di von Mathias Döpfner, su Welt.de]
A few days ago Henryk M. Broder wrote in Welt am Sonntag, "Europe - your family name is appeasement." It's a phrase you can't get out of your head because it's so terribly true.
Appeasement cost millions of Jews and non-Jews their lives as England and France, allies at the time, negotiated and hesitated too long before they noticed that Hitler had to be fought, not bound to agreements. Appeasement stabilized communism in the Soviet Union and East Germany in that part of Europe where inhuman, suppressive governments were glorified as the ideologically correct alternative to all other possibilities. Appeasement crippled Europe when genocide ran rampant in Kosovo and we Europeans debated and debated until the Americans came in and did our work for us. Rather than protecting democracy in the Middle East, European appeasement, camouflaged behind the fuzzy word "equidistance," now countenances suicide bombings in Israel by fundamentalist Palestinians. Appeasement generates a mentality that allows Europe to ignore 300,000 victims of Saddam's torture and murder machinery and, motivated by the self-righteousness of the peace-movement, to issue bad grades to George Bush. A particularly grotesque form of appeasement is reacting to the escalating violence by Islamic fundamentalists in Holland and elsewhere by suggesting that we should really have a Muslim holiday in Germany.
What else has to happen before the European public and its political leadership get it? There is a sort of crusade underway, an especially perfidious crusade consisting of systematic attacks by fanatic Muslims, focused on civilians and directed against our free, open Western societies. It is a conflict that will most likely last longer than the great military conflicts of the last century-a conflict conducted by an enemy that cannot be tamed by tolerance and accommodation but only spurred on by such gestures, which will be mistaken for signs of weakness.
Two recent American presidents had the courage needed for anti-appeasement: Reagan and Bush. Reagan ended the Cold War and Bush, supported only by the social democrat Blair acting on moral conviction, recognized the danger in the Islamic fight against democracy. His place in history will have to be evaluated after a number of years have passed.
In the meantime, Europe sits back with charismatic self-confidence in the multicultural corner instead of defending liberal society's values and being an attractive center of power on the same playing field as the true great powers, America and China. On the contrary-we Europeans present ourselves, in contrast to the intolerant, as world champions in tolerance, which even (Germany's Interior Minister) Otto Schily justifiably criticizes. Why? Because we're so moral? I fear it's more because we're so materialistic.
For his policies, Bush risks the fall of the dollar, huge amounts of additional national debt and a massive and persistent burden on the American economy-because everything is at stake.
While the alleged capitalistic robber barons in American know their priorities, we timidly defend our social welfare systems. Stay out of it! It could get expensive. We'd rather discuss the 35-hour workweek or our dental health plan coverage. Or listen to TV pastors preach about "reaching out to murderers." These days, Europe reminds me of an elderly aunt who hides her last pieces of jewelry with shaking hands when she notices a robber has broken into a neighbor's house. Europe, thy name is cowardice.
Paolo
lunedì, dicembre 06, 2004
ISLAM E DHIMMI (Popoli soggetti) Su Le guerre civili un post rinforza quanto qui espresso a proposito dello sceicco moderato Abdalqadir. [link]
BRAVATA
The country’s mass media are conducting a tough information campaign against the United States (proprio come da noi)
Il Griso si fermerebbe qui. Io invece sono inutilmente prolisso e quindi commento ulteriormente l'incredibile faccia tosta di uno dei peggiori regimi dittatoriali e criminali del mondo nel cercare di far passare come spontaneo sentimento il risultato delle proprie campagne di ottundimento del popolo. Rivelativo è però il fatto che sia convinto di poterla dare a bere sulle news internazionali. Evidentemente fanno affidamento sul fatto che in fondo è quello che stanno facendo anche fior di democrazie europee.
Paolo
ISLAM MODERATO
Lo sceicco Abdalqadir è un moderato. Ad esempio condanna il terrorismo suicida ed è un Sufi. E' invitato qui e là nel mondo a predicare e persino citato da alcuni articoli economici per il fatto di voler introdurre una moneta islamica basata sull'oro. Proprio da questi articoli vengo a sapere di lui e quindi vado sul suo sito.
Merita una lettura il suo giudizio sulla democrazia, che alla fine termina in questo modo:
For the atheist post-christian and post-jew, the door swings open onto the light of Islam. As for Europe, it is already ours. Not only the future but the present of the Continent lie in our hands. [Abdalqadir sulla democrazia]
Paolo
domenica, dicembre 05, 2004
... ALLE STELLE
Dalle stalle di questo blog, dove ha debuttato (come blogger, perchè l'esperienza da giornalista c'era già), alle stelle di Ideazione. E' proprio vero, lo vedo ora. Nella colonna a destra fra i blog di Ideazione c'è lui, il nostro PdL, Paolo di Lautreamont, con Le Guerre Civili. I complimenti miei e di tutti i contributors. Siamo felici. Un abbraccio.
Paolo
BLOGBURST PRO-ISRAEL
Per i blog amici di Israele segnalo il blogburst di Israpundit. A gennaio ad esempio verrà commemorata la liberazione di Auschwitz e verrà preparato un messaggio (in Inglese) da pubblicare in contemporanea su centinaia di blog. Per chi vuole aderire leggere questo messaggio e seguire istruzioni
Paolo
venerdì, dicembre 03, 2004
TURCHIA-RUSSIA-VENEZUELA: BUSINNESS POCO NOTI Hugo Chavez, presidente del Venezuela, la scorsa settimana era a Mosca per parlare di pace. E' un leftist, la notizia è verosimile. Il Venezuela è gravemente impoverito e ha bisogno di aiuti economici, di forniture di grano e carne a prezzi agevolati. Di cosa si occupa un buon politico leftist, da che mondo è mondo? Il fatto è che Chavez non si è recato in Russia per occuparsi di grano o di carne, e nemmeno di pace: ha deciso però di sostituire gli F16 americani con i Mig-29. L'affare non sembra dei migliori sotto il profilo tecnologico (ne abbiamo già discusso), ma in compenso il Venezuela può garantirsi alleanze internazionali (cosa di reciproco interesse, viste le recenti défaillances russe in Ucraina). Ma la Russia deve affrontare anche altri problemi, per esempio i 50.000 morti caduti per mano del crimine organizzato in soli 11 mesi: 4 volte i morti della guerra in Irak. In compenso Putin vende molto bene armi ai leader vogliosi di tuffarsi nel great jungle boogie internazionale. E non solo: il ministro della Difesa Serghei Ivanov è in visita ufficiale in India e Turchia, due stati che non sono dei pellicani come Hugo Chavez, ma rappresentano "strategic partners in the military and technological area" per la Russia. Scopo del viaggio è migliorare la cooperazione militare e lo sviluppo di tecnologie con questi paesi. In particolare Ivanov dovrebbe siglare in Turchia un contratto per la fornitura di 145 elicotteri da combattimento Ka-50-2 basati sui famosi Black Sharks di Kamov. In alternativa la vendita potrebbe riguardare dei Mi-28N progettati da Mil e Rosvertol, specializzati in operazioni notturne. Tra un break e una firma Ivanov e il suo collega turco discuteranno anche delle restrizioni imposte al transito di petroliere attraverso il Bosforo e lo stretto dei Dardanelli, le quali costano alla Russia 400 milioni di dollari all'anno. Di conseguenza la Transneft offrirebbe alla Turchia la costruzione di una pipeline di 193 chilometri, un impegno di $900 milioni per collegare la cittadina di Kyyikey, sul Mar Nero, a Ibrikkhaba sul mare Egeo. La visita di Ivanov sarà seguita dalla visita di Vladimir Putin, prevista fra due giorni. Il secondo incontro prevede discussioni col presidente turco Ahmet Necdet Sezer e col Primo ministro Recep Tayyip Erdogan. Attualmente più di 50 nazioni del mondo utilizzano armamenti russi.
Alla luce di questi dati vale la pena di aggiungere: forse la Nato ha giocato una buona carta in Ucraina. Tuttavia stiamo attenti a non sottovalutare ciò che succede altrove. Sembra che in Turchia la partita si stia rimettendo su un piano di parità. (Le guerre civili)
foto e dati: Kommersant.
giovedì, dicembre 02, 2004
Tasse, prendiamo Berlusconi sul serio o non lo batteremo di FRANCO DEBENEDETTI
Con la riduzione delle tasse, Berlusconi ha calato sul tavolo una carta su cui gli altri giocatori sono costretti a «ballare» per i prossimi giri. Se il centrosinistra ridicolizza i tagli come una «mancetta», gli consente di dire che lui per primo avrebbe voluto un taglio assai più significativo. Se ne contesta la scarsa incisività, sia per sostenere i consumi sia per ridare competitività alle imprese, ingigantisce l'immagine di un Berlusconi disposto a rischiare il rapporto con gli alleati pur di dar prova di coerenza. Se dice che i tagli sono finti, non può gridare alla macelleria sociale. Se solleva dubbi sulla copertura, non si può lamentare che siano stati trascurati investimenti, per esempio in ricerca, per importi di due o tre volte maggiori. Il taglio delle tasse ha un significato politico: enuncia una nuova visione del rapporto tra Stato e cittadini, diversa da quella corrente. Nella visione a cui siamo abituati da 50 anni, chi governa si considera depositario della conoscenza di quali sono le necessità dei cittadini, di come vanno soddisfatte, e quindi autorizzato a prelevare quanto giudica adeguato allo scopo: sono le varie articolazioni della pubblica amministrazione a scrivere esse stesse i propri obiettivi, gonfiando le richieste già sapendo di quanto saranno tagliate. Così si compattano le corporazioni, e si instaura il metodo «piagnone» che istituzionalizza la carestia. Nelle intenzioni di Berlusconi, invece, il punto di partenza diventano le risorse che restano, dopo che si è ampliato il potere di scelta dei cittadini: si innesca una competizione sul modo migliore di spenderle, si può sperare di rompere i blocchi corporativi. Quando il centrosinistra al taglio delle tasse contrappone la promessa di servizi migliori, si muove nella vecchia logica. «Migliori» erano anche le intenzioni che ci hanno dato la scuola con il rapporto insegnanti allievi tra i più alti d'Europa, le università che non selezionano né professori né allievi, gli incentivi alla ricerca che incentivano più la produzione di carte che di brevetti, i soldi per il Mezzogiorno (50 miliardi in 7 anni) che non hanno ridotto il divario con il Nord, un welfare costoso unito a uno dei più alti tassi di disoccupazione di lungo termine. Una presunzione che ha prodotto un oceano di mediocrità in cui anche i propositi di «buona amministrazione» si riducono a «un'immagine grigia quando non confusa, incapace di suscitare emozioni», come scrive Nicola Rossi. Questo taglio delle tasse significa dover fare conto con le risorse disponibili. L'efficienza diventa l'obiettivo e la meritocrazia lo strumento. Noi possiamo fare molto meglio di Berlusconi: perché non abbiamo interessi monopolistici alle spalle, perché i nostri bacini di consenso sono più diversificati. Soprattutto perché il premio al merito è, dovrebbe essere, un valore della sinistra: non è forse quello il motore dell'ascensore sociale? Io credo che il centrosinistra dovrebbe seriamente pensare se stare o no al gioco. Può credere che col suo andare avanti e indietro Berlusconi sia già compromesso, che la sua posizione nei sondaggi sia destinata a peggiorare. Può essere una scelta, ma che elude il punto di fondo: efficienza e meritocrazia sono i soli modi per non arretrare. Sarebbe un errore non prendere sul serio i problemi che Berlusconi vorrebbe risolvere, le aspettative a cui dà voce, e anche le derive di lungo periodo di cui è forse inconsapevole interprete. Se il centrosinistra prenderà Berlusconi sul serio, non solo riuscirà a batterlo, ma troverà la propria identità e le ragioni per governare a lungo questo Paese. Anzi: per trasformarlo. (Corriere della Sera, 2 dic.)
Come si fa a non essere completamente d'accordo?
(Le Guerre Civili)
mercoledì, dicembre 01, 2004
ISLAM MODERATO ?
Il 61 % dei musulmani inglesi vuole poter applicare la sharia per i casi di divorzio, custodia dei figli ed eredità.
The Muslim community in Britain wants time off at places of work for prayers and to resolve their social problems as divorce, child custody and inheritance in accordance with Shari`ah (Muslim law), but are equally committed to greater participation in British life, according to a poll released Tuesday, November 30 [http://w w w .islamonline.org/English/News/2004-11/30/article03.shtml]
Da seguire sempre anche le ultime notizie di Dhimmi watch e Jihad watch
Paolo
LA CABILIA AREA DI TENSIONE TRA ALGERIA E MAROCCO? Pochi giorni fa avevo riferito di una possibile crisi tra Algeria e Marocco [link]. Adesso l'Algeria lamenta l'arrivo di dollari destinati alle missioni protestanti in Cabilia tramite il Marocco, il che indica nella Cabilia uno dei teatri del contenzioso tra i due stati maghrebini.
Il contesto. La Cabilia è la terra dei Berberi, popolazione di antichissime origini, repressa e sconfitta dai romani, successivamente dagli arabi, infine dai francesi al tempo della colonizzazione dell'Algeria e degli stati confinanti. E' una regione montagnosa, ricca d'acqua, di rovine romane, di una bellezza sconvolgente. I berberi sono circa 7 milioni. In Cabilia stanno avendo successo (in controtendenza rispetto ad altre zone dell'Africa, anche per ragioni storiche) le missioni evangeliche finanziate dall'America. Naturalmente anche in Cabilia agiscono i terroristi islamici del FIS, inseguiti dall'esercito algerino. Naturalmente sia il FIS sia l'esercito effettuano pesanti azioni di repressione e assassinio nei confronti della popolazione berbera che infatti ha partecipato con percentuali del 2% alle elezioni politiche e regionali. Il movimento per l'autonomia berbera è sottoposto a gravissime repressioni: carcere, torture, vendette sui familiari. Ma la società berbera reagisce e trova nuove forme di contropotere, che vengono definite "orizzontali":
"... Massinissa Guermah, questo era il nome del diciottenne ucciso, è un morto di troppo. Dapprima gli amici, poi sempre più persone lo proclamano martire. Trasformano il suo funerale in manifestazione per coinvolgere tutta la Cabilia e buona parte dell’Algeria. I gendarmi sparano sulla folla. I giovani gridano che sono già morti e quindi che la morte non fa loro paura e affrontano le pallottole a torso nudo, armati solo di rabbia e determinazione, decisi a non accettare più "la hogra", termine che raggruppa in sé: disprezzo, umiliazione, prevaricazione e prepotenza. ...Nel pieno della crisi, quando i morti si contavano già a decine e tutta la società civile e politica sembrava paralizzata di fronte a questo fenomeno, dal profondo dei villaggi e dei quartieri si alza la voce del "Tajmaat" (il consiglio), una struttura quasi dimenticata. Il Tajamaat fino all’arrivo dei Francesi aveva gestito la vita dei villaggi della Cabilia sul modo della democrazia consensuale; aveva risentito dell’imposizione del modello di gestione comunale importato dai francesi, poi continuato dall’amministrazione algerina post-indipendenza. Il suo sistema di rappresentazione è semplice: tutti gli uomini adulti partecipano alla "Tajmaat" che elegge un portavoce "Lamine" e un esecutivo generalmente costituito da un rappresentante per ogni famiglia, così come ogni villaggio manda rappresentanti all’Aarch, assemblea della tribù. L’ultimo consiglio degli Aarch della Cabilia fu nel 1872(!), quando i Kabyli decisero di ribellarsi contro la presenza francese e entrarono nell’ultima battaglia, quella che portò al quasi-sterminio di tutti gli uomini validi della Kabylia e alla capitolazione definitiva di questa ultima roccaforte della resistenza davanti all’occupazione francese. Come è avvenuta questa resurrezione? "Siccome la rivolta abbracciava tutta la Cabilia e il problema riguardava tutti noi, dice Belaid Abrika, trentenne, docente di economia all’università di Tizi Ouzou, uno degli animatori più in vista nel movimento, ci siamo detti che dobbiamo consultarci e trovare una via d’uscita comune a questa situazione, (…) che se dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo cercare di capire le rivendicazioni dei giovani per portarle avanti e provare a dare un’organizzazione a questa protesta di strada, rimettendola in un quadro organizzato e pacifico". Chiediamo: Una struttura arcaica può essere il contenitore per la lotta per la democrazia? "Il nome ‘Aarch’ è solo una denominazione. Ci siamo anche ispirati ad alcuni valori quali il consenso, l’unità e la solidarietà, tutti concetti che questa parola legata alla tradizione racchiude. Però l’abbiamo associata alla modernità e alle questioni moderne e alle rivendicazioni e aspirazioni dei giovani di oggi". La lotta in Cabilia viene così condotta "con mezzi pacifici" e con la riproposta dell'antico sistema dell'Aarch che, per quanto di tradizione contadina e tribale, sembra essere funzionale, anche grazie al fatto che la tradizione berbera non mischia legge con religione. Pertanto oggi anche le donne partecipano al movimento, il che naturalmente provoca le reazioni dei fondamentalisti islamici, i quali giudicano "diabolico" un movimento che fa riferimento ai valori pre-islamici dell'Algeria e che contrasta con successo la penetrazione continentale della Sha'riah. [link]
Sciopero in Cabilia (New press) Inoltre: Movimento per l'autonomia della Cabilia. Algeria watch. (PdL)
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