I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



lunedì, novembre 29, 2004
 

November 29, 1947 - November 29, 2004

This blogburst piece is cross-posted by participating websites, to commemorate a milestone in Israel's history. Participating sites include IsraPundit, and 67 other blogs (see below the list).

November 29, 2004: Anniversary of the UN vote on Resolution 181

Today is the anniversary of the UN vote on resolution 181, which approved the partition of the western part Palestine into a predominately Jewish state and a predominately Arab state. (It is vital to recall that the UN partition plan referred to western Palestine, to underscore that in 1921 the eastern part was ripped off the Jewish National Home by the British Government and handed over to the then Emir Abdullah.)

The partition plan was approved by 33 to 13, with 10 abstentions.

The 33 countries that cast the "Yes" vote were: Australia, Belgium, Bolivia, Brazil, Byelorussia, Canada, Costa Rica, Czechoslovakia, Denmark, Dominican Republic, Ecuador, France, Guatemala, Haiti, Iceland, Liberia, Luxembourg, Netherlands, New Zealand, Nicaragua, Norway, Panama, Paraguay, Peru, Philippines, Poland, Sweden, Ukraine, Union of South Africa, USSR, USA, Uruguay, Venezuela. (Among other countries, the list includes the US, the three British Dominions, all the European countries except for Greece and the UK, but including all the Soviet-block countries.)

The 13 countries that chose the Hall of Shame and voted "No" were: Afghanistan, Cuba, Egypt, Greece, India, Iran, Iraq, Lebanon, Pakistan, Saudi Arabia, Syria, Turkey, Yemen. (Ten of these are Moslem countries; Greece has the special distinction of being the only European country to have joined the Hall of Shame.)

The ten countries that abstained are: Argentina, Chile, China, Colombia, El Salvador, Ethiopia, Honduras, Mexico, United Kingdom, Yugoslavia.

On November 30, 1947, the day following the vote, the Palestinian Arabs murdered six Jews in a bus making its way to Jerusalem, and proceeded to murder another Jew in the Tel-Aviv - Jaffa area. This was a prelude to a war that claimed the lives of 6,000 Jews, or 1% of the total Jewish population in 1948. This toll is the per capita equivalent of today's Canada losing 300,000 lives, or the US losing 3,000,000, Italy losing 600,000. The object of the war, launched by the Arabs in the former Palestine and the armies of Egypt, Tansjordan, Syria and Lebanon (with help from other Arab countries), was to "throw the Jews into the sea". In addition, immediately after the UN vote, Arabs attacked their Jewish neighbours in a number of Arab countries, the murders in Syria's Aleppo being the best known.

Bruised and bleeding, Israel prevailed nonetheless. May our sister-democracy thrive and flourish

Blogburst by Israpundit

List of participating sites, in alphabetical order of site name

Anti Idiotarian Rottweiler
Arkansas Bushwacker
Armies Of Liberation
Bama Pachyderm
Biurchametz
Blimpish
Blithered
Blog Willy
Blue Rev
Canadian Comment

Cao's Blog
Catholic Friends of Israel
Christian Patriot
Christian Action for Israel
Clarity and Resolve
Crusader War College
Cuanas
Danegerus
Daniel Davis
Flig

God Pigeon
Harald Tribune
Hatshepsut
Heretics Almanac
Hidden Nook
History Nerd
IceViking
I Love America
Instant Knowledge News
Israpundit

Israel Commentary
JPundit
Jersusalem Posts
Leaning Right News
LindaSOG
Live Journal
MCNS
Martinipundit
Mererhetoric
Motnews

Mugged By Reality
Mystery Achievement
Mystical Paths
Naebunny
NetWMD
Nice Jewish Boy
Peaktalk
Protect Our Heritage
Reaganesque
Red Tigress

Riteturnonly
Shimshon9
Solomonia
Spitball Defense
Supernatural
Tampa Bay Primer
Techie Vampire
Texasbug
Tex The Pontificator
The Autism Homepage

The Conservative
The Homeland
The Seal Club
Wackingday
Who's Your Rabbi
Voxfelisi
Yoan Hermida
Weblog of a Wondering Jew
































































posted by IloveAmerica | 00:17 | commenti (422)



venerdì, novembre 26, 2004
 

E ora so che noi neoconi abbiamo anche le papille gustative antropologicamente inferiori

Ne fanno di confusione su Leftwing, dall'antiberlusconismo come prerogativa femminile (ops! non sono donna?), strani argomentazioni tipiche della filosofia delle domande oziose, ma quello che mi lascia davvero stupefatta è la rubrica Cucinati. Strani raccontini tra il melenso e il retrò (ah, pestare col mortaio!), che puzzano da lontano un chilometro di presunzione e di amenità di certo fondamentalismo biologico. E' fatta. Ora noi neoconi insieme agli orrendi liberali nostri amici sappiamo che di inferiore abbiamo anche le papille gustative.

 

Daisymiller 

posted by IloveAmerica | 12:21 | commenti



giovedì, novembre 25, 2004
 

TG2 E IL TACCHINO

Tg2 delle 20:30, stasera. Pezzo sul Thanksgiving in America e il tacchino. Il reporter entra in un ristorante italiano a New York e dice che gli viene spiegato come sia difficile cucinare il tacchino. Lunga cottura e importanza del ripieno. Infine intervista a un cuoco del locale.

Intervistatore: Perché gli italiani non mangiano il tacchino ?
Cuoco (sorridendo): Perché non sono stupidi.

Complimenti al ristorante italiano che fa i tacchini per i propri clienti. E complimenti al Tg2. Mi aspetto par condicio con interviste del tipo "Perché i musulmani non bevono vino" e allegre risposte con "perché sono stupidi".

Spero che qualcuno qui conosca bene i locali italiani di New York e abbia individuato il ristorante. Nel caso mi scriva. Intanto questa rimane la prima cosa da fare.

Paolo


posted by IloveAmerica | 23:21 | commenti



domenica, novembre 21, 2004
 
ARAFAT-OLP: 1,5 MLD $ OFF SHORE
Forse si è capito perché i leader arabi hanno un seguito così altolocato in Occidente. Non è solo una questione di petrolio, non è solo questione di oil for foods. E' questione di denaro, né più né meno, e la valuta viaggia.
La penetrazione dell'OLP in America data da molti anni.
Nel 1982 mi trovavo nel Belize. Erano passati pochi mesi dalla proclamazione dell'indipendenza dell'ex Honduras britannico. In uno dei bar vicini al porto della capitale incontrai un algerino molto simpatico e ciarliero: -...Ah sei italiano. Anch'io sono stato in Italia: ho collaborato a Milano con la Rai...-. In Belize era diventato segretario di uno dei nuovi ministri del Belize. Il ministro era un uomo di Arafat. Niente di male, certo, ma il fatto è utile a comprendere il dinamismo politico-finanziario della "povera OLP". Basta leggere la notizia riportata da "Format", settimanale austriaco ben collegato con fonti CIA.
Nell'ultimo numero della rivista si ricostruiscono i percorsi di uno dei filoni del capitale di Arafat. Secondo Format si tratta di 1,5 miliardi di dollari, che non facevano parte dei conti bancari immobilizzati in Francia, ma di partecipazioni a diverse multinazionali. Tutto parte dal Canada (in salsa francese, o meglio québecoise), dove la Palestinian Commercial service corporation (PCSC) aveva investito 9 milioni di $ nel capitale della Bionic Life Science inc., industria di medicinali situata a Belleville. A partire da questa piccola operazione azionaria la CIA ha scoperto una ampia rete di partecipazioni dell'OLP a ricche multinazionali dell'Occidente capitalista: da Chalcedony, Onyx, Evergreen, SilverHaze fino al gruppo Avmax International, con sede ad Aruba, nei Caraibi. (Aruba è nota per essere sede di una Internet company).

L'Austria è coinvolta nel giro di capitali per mezzo della banca Bawag e Telekom. Il gruppo Casino Austria ha finanziato la realizzazione del Casino municipale di Gerico, molto attivo fino al 2000. Bawag ha inoltre contribuito all'acquisto del jet privato di Arafat, un Challenger 604 costato 23 milioni $ e immatricolato in Austria. L'ex capo dell'OLP avrebbe inoltre controllato 800 milioni di dollati registrati su conti in Lussemburgo, Svizzera, Austria e nelle isole Cayman.
In questa indagine la CIA ha computato ad Arafat almeno 1,5 miliardi di dollari.
[Format online] [Link] [Link2]

kimsmap.bmp
Mappa: ironic courtesy by
Grouchy old Cripple
(Le Guerre civili)











posted by IloveAmerica | 18:00 | commenti



venerdì, novembre 19, 2004
 

EURABIAN EDUCATION

L'Islam insegnato a scuola, ovviamente grazie a Zapatero. Su Walking Class

Paolo

posted by IloveAmerica | 16:27 | commenti



giovedì, novembre 18, 2004
 

NON PAGATE IL CANONE 2

Non pagate (qui le istruzioni). 

Appena finito di cenare, proprio nel mentre della digestione, tg2 fa un servizio sui soldati bambini. Seguo, aspettandomi almeno qualche cenno sui bambini educati in divisa e armi in pugno in palestina, e i giovani kamikaze.... Invece, ovviamente niente. MA NON SOLO. Sul più bello citano gli Stati Uniti e l'UK che usano anche 16 enni nelle loro forze armate .... La strategia continua ....

Palestinian children are an integral part of PA Chairman Yasser Arafat's strategy of armed confrontation. Unlike the Intifada ten years ago, however, the children are integrated into the battle plans of armed Palestinian forces. This past summer, 25,000 children were trained in Palestinian Authority summer camps in the use of firearms, the making of Molotov cocktails, the methods of kidnapping, and conducting ambushes [continua su Opsick]

Paolo

posted by IloveAmerica | 21:19 | commenti



mercoledì, novembre 17, 2004
 

LA GRANDE INVENZIONE, IL VENTRE MOLLE E LA VERA STORIA

Restano solo due bastioni contro il terrorismo islamico, Israele e gli Stati Uniti. In Europa l'Islam ha già vinto

Zibordi: La Grande Invenzione e il ventre molle dell'Europa
Sempre di Zibordi : La vera storia dell'Iraq, delle armi di distruzioni di massa e del conflitto fra Bush e la Cia

Paolo


posted by IloveAmerica | 00:48 | commenti



martedì, novembre 16, 2004
 

IRAN: DOPO LA TREDICENNE IL QUATTORDICENNE

Era appena arrivata la notizia della tredicenne uccisa dal regime teofascista iraniano quando Dhimmi Watch ci aggiorna. Un quattordicenne muore sotto 85 scudisciate inflittegli dal tribunale islamico per aver rotto il digiuno durante il Ramadan. Ma si sa... le culture diverse vanno rispettate e gli amanti della pace non devono fare niente. Viva la pace. Altre pratiche umilianti della giustizia teofascista sul sito di Stefania Lapenna.

EURABIAN UPDATE : nel frattempo in Germania si sta pensando bene di indire un giorno di festa nazionale per il ramadan islamico, fagnente se dalle moschee si predica contro la democrazia. Così riporta Davids Medienkritik. A proposito, già che ci siete votatelo per il best of the blogs award

Un ragazzino frustato in Iran per aver tenuto per mano la sua ragazza (foto 2001 grazie a Holy Crime)

Paolo

posted by IloveAmerica | 19:28 | commenti

 

LA SCONFITTA DELL'OCCIDENTE

L'Occidente ha un modo certo per tradire la propria civiltà, quello di rinunciare alla propria essenza. L'essenza della nostra cultura è ed è stata la possibilità di critica radicale. Una possibilità di critica di tutti e su tutto che è stata la dialettica che ha guidato la nostra civiltà in questi ultimi secoli. Non a caso nei nostri ricordi scolastaci la dialettica era quel procedere per tesi-antitesi e finale sintesi che nella nostra vita politica e sociale richiede la piena libertà di parola e di espressione per procedere. E' stata questa libertà che ci ha fatto condannare e combattere i fenomeni politici del fascismo e del nazismo e nella vita quotidiana ci fa difendere il diritto di ognuno di dire anche ciò che ci dà fastidio ed è contrario al nostro sentimento, alle nostre idee o al nostro gusto. Per quanto io possa trovare fastidioso quello che dici, tu puoi dirlo. Questa è la nostra libertà.

Sembra che qualcuno sia già disposto a svendere questo nostro essenziale principio, e sarà ripagato nel peggiore dei modi. Rinnegare questa anima critica, che è fatta anche di condanne aspre, che fanno talvolta di tutta l'erba un fascio, rinnegare questa anima critica per non fomentare la reazione dei fondamentalisti islamisti è in realtà favorire l'islamismo violento. Proprio perchè questo si rende conto che con la minaccia il terrorismo ha il potere di cambiare il modo con cui l'occidente è occidente, ossia la sua capacità di critica radicale di tutto e di tutti, nella completa libertà di pensiero e parola.

Paolo


posted by IloveAmerica | 18:21 | commenti

 

TENSIONI TRA ALGERIA E MAROCCO?


L’esercito algerino ha appena acquistato 130 Mig "29s" dotati armamenti sofisticati, 22 cacciabombardieri Sukhoï, 42 elicotteri MI-8hip.
Altri dati su Defence Aerospace


Caccia Mig-29 Fulcrum (Foto: Global Security.org)

L’Algeria, dopo aver comprato i 50 Mig al costo di 1,8 MLD di dollari (scontati con la restituzione di 30 Mig obsoleti), prevede di comprare nel 2005 altri 80 Mig 29s equipaggiati di radar con largo raggio di azione. La notizia proviene da fonti informate come l'inglese Jane’s e il quotidiano russo Kommersant.
I recenti attentati subiti nel corso della Fiera Internazionale di Algeri e alcuni scandali di regime potrebbero indurre Bouteflikat a sistemare le questioni interne attaccando un nemico esterno, il che fra l'altro potrebbe "riappacificare" il governo col FIS: attaccare il Marocco, paese "alleato" con gli USA, oltre che principale concorrente economico-politico nel maghreb, sarebbe infatti un'azione commendevole sotto il profilo del jihad.
Certo l'avvenire dei lavoratori algerini non tende al rosa, al contrario dei commercianti di armi russi e francesi.

Nei giorni scorsi la DCA algerina avrebbe abbattuto due aerei spia senza pilota che sorvolavano un complesso industriale algerino. Dai primi rilievi compiuti dagli algerini risulterebbe che gli aerei provenivano dal Marocco e recavano scritte in ebreo e inglese.

A differenza della notizia del riarmo algerino, questa notizia appare solo in un forum del francese Le Monde, ma la fonte sembra ben informata, tanto che aggiunge che "Israele aveva minacciato di distruggere le installazioni sospette di ospitare programmi nucleari". La recente visita di Khatami in Algeria (e Sudan), avvenuta nel mese di ottobre, al di là del ristabilimento di relazioni diplomatiche tra i due paesi grazie alla politica riformista di Khatami (!), aveva altri scopi. "Coordinare le azioni dei due stati in vista di una risposta comune [a Israele] tramite il displocamento di missili shihab (missile molto performante, testato da più di 15 anni) che andrebbero piazzati attorno alle installazioni "industriali" suscettibili di essere oggetto di bombardamento da aerei israeliani operanti dalle basi dei paesi alleati di Israele, come il Marocco".
Il Marocco, a sua volta, si trova nell'occhio del ciclone. Non a caso è lo stato islamico col maggior numero di attentati, escludendo Cecenia e Irak. Le due principali organizzazioni islamico-terroriste: Salafyia al-Jihadia e Sirat al-Mustaqim (Sentiero Vero), risultano linkate con la internazionale di Al Qaeda.

(PdL)










posted by IloveAmerica | 00:25 | commenti



lunedì, novembre 15, 2004
 

L'EUROPA SALVA IL NUCLEARE IRANIANO. L'IRAN LAPIDA UNA 13enne

by Paolo di Lautreàmont

posted by IloveAmerica | 17:06 | commenti



sabato, novembre 13, 2004
 

Quello che non è bene dire

Grazie a Camillo, vengo a conoscenza del documentario Voices Of Iraq, già proiettato in America. Come Camillo purtroppo dubito che sarà presentato a Cannes-dove alcuni spudorati copia-incolla vengono spacciati per documentari-e anche che ne avremo notizia qui in Europa, dove  si esige che sogni e aspirazioni siano solo a senso unico.

Daisymiller

 

 

posted by IloveAmerica | 14:36 | commenti



venerdì, novembre 12, 2004
 

COME SAUDITI E IRANIANI HANNO CONQUISTATO L'AFRICA
di Amir Taheri, editorialista, scrittore, autore di The unknown life of the Shah, Hutchinson, 1991.
Tratto da www.african-geopolitics.org. Riduzione di Paolo di Lautréamont.

« L’Africa è il campo di battaglia principale », dice Ali-Muhammad Taskhiri, consigliere della « Guida suprema » sui temi della « Esportazione » della rivoluzione khomeinista. « In Africa l’equilibrio globale delle forze in campo potrà volgersi in favore dell’islam, nella sua guerra contro l’arroganza mondiale » (Nameh Farhang, Teheran, 22 Aprile 2001).

Il mullah basa la sua analisi su diversi dati.

(…) Intanto l’attesa « esplosione » di conversioni all’islam nelle vecchie repubbliche dell’Unione Sovietica non c’è stata. Anzi, se c’è stata un’evoluzione, è andata in senso inverso, con la conversione di un numero crescente di musulmani in Tatarstan, Bachkortostan e Kazakhstan alle diverse chiese cristiano evangeliche predicate da missioni ricche in dollari, provenienti dagli Stati Uniti. [simile quadro in america latina, dove le chiese evangeliche hanno un incremento annuo di fedeli pari a tre volte la crescita del PIL cinese, ndr]

L’Asia è considerata difficile da conquistare, in ragione delle tradizioni e dei valori profondamente radicati nei fedeli induisti, buddisti e shintoisti. Alcuni rapporti islamici dimostrano che il tasso di conversioni all’islam in Asia è declinato costantemente dalla metà degli anni 1990 (rapporto pubblicato dal ministero iraniano della Cultura islamica, dipartimento relazioni internazionali, il 14 gennaio 2001).

Nel sottocontinente indiano e in una vasta parte dell’Asia del sud, specialmente in Indonesia e Filippine [ma anche in Tailandia], la comparsa di gruppi islamici radicali, per lo più terroristi, ha nuociuto al proselitismo dei non musulmani. Tutto ciò contribuisce a rendere l’Africa il campo di battaglia più promettente per gli islamici radicali.

L’interesse dell’Iran per l’Africa nera data da prima della rivoluzione komeinista del 1979. L’offensiva diplomatica aveva preso l’avvio dalla fine degli anni 1960: all’inizio del decennio successivo, l’Iran aveva stabilito relazioni diplomatiche e ambasciate in una trentina di paesi africani. In Africa occidentale, il Senegal era diventato un alleato di riguardo, in ragione del rapporto personale che il presidente Léopold Sedar Senghor aveva sviluppato con lo Sciah. In Africa orientale, il primo riferimento per l’Iran fu il Kenya. A metà anni 1970, l’Iran aveva relazioni « speciali » con molti altri paesi, in particolare l’Africa del Sud, la Somalia e il Sudan. (…) Truppe iraniane aiutavano l’esercito marocchino contro il Polisario nel Sahara occidentale, altre aiutavano a Ogaden i ribelli etiopi anticomunisti. L’interesse comune per il petrolio aveva condotto l’Iran a legarsi con Nigeria e Gabon, due paesi che hanno fatto parte dell’OPEC, grazie anche all’aiuto di Téhéran. A questo si aggiungeva il fatto che lo Sciah aveva individuato nel Gabon la fonte di uranio per la sua industria nucleare nascente.

(...) Lo Sciah era preoccupato di dimostrare una distanza dai regimi islamici, tanto che diventò un sostegno importante nella rivolta del Biafra contro i musulmani nigeriani, il che fu un importante argomento della propaganda condotta contro di lui dai mullah radicali. (…)

I mullah sciiti

Quando i mullah presero il potere a Teheran, nel 1979, ereditarono una rete di relazioni diplomatiche, economiche e militari con numerosi paesi dell’Africa nera. …I mullah cercarono di trasformarla da strumento di interessi nazionali a mezzo per diffondere la loro rivoluzione. Le missioni diplomatiche in Africa passarono da 11 nel 1979 a 32 nel 1989 (nel 1970 l’Iran aveva nell’Africa nera una sola ambasciata permanente: Addis-Abeba). Questa crescita rifletteva largamente l’interesse dell’Iran in favore dei regimi orientati a sinistra, come la Guinea di Sekou-Touré, lo Zimbawe, il Mozambico, l’Angola et l’Etiopia, prima della caduta di Mengistu Haile-Mariam. Nel 1989 la presa di potere in Sudan da parte di militari islamici ha aggiunto questo paese alla lista degli « interessi speciali » dell’Iran in Africa nera. Il Sudan è ben presto diventato il centro dell’interventismo iraniano. Nel 1990, l’Iran beneficiava di « attracco privilegiato » a Port-Sudan, dove la marina iraniana aveva una presenza quasi permanente e conduceva una missione militare di 400 persone, che aveva lo scopo di addestrare l’esercito sudanese nella sua guerra contro i secessionisti del sud. Teheran ha successivamente commutato un prestito di 189 milioni di dollari contratto dal Sudan nel periodo dello sciah, con un programma di aiuti che includeva la fornitura di petrolio a prezzo ridotto e la consegna di armi per 130 milioni di dollari (…Nel 1993 l’Iran ha aiutato il Sudan nell’acquisto di armi cinesi, costruendo nel frattempo aereoporti e ospedali militari per l’esercito sudanese). Per sottolineare la relazione speciale tra I due paesi, il presidente Ali-Akbar Hashemi Rafsanjani fece due visite di Stato a Khartum…

L’incursione dei mullah in Africa nera non ha avuto sempre successo. Nel 1986, Ali Hassani Khameneï, allora presidente e oggi « guida suprema », si recò in visita a Harare, capitale dello Zimbawe. Rifiutò di stringere la mano alla moglie del presidente Robert Mugabe e non partecipò a una colazione di Stato offerta in suo onore perché Mugabe aveva ammesso la presenza di donne. Di conseguenza venne obbligato a rientrare nella sua ambasciata, interruppe la visita e rientrò a Teheran il giorno successivo. (da Holy Terror: Inside the World of Islamic Terrorism, London 1988).

I mullah iraniani scoprirono che potevano utilizzare la potente ed estesa rete sciita presente in Africa. Vi sono infatti molte comunità sciite di origine siriana o libanese, in quasi tutte le capitali dell’Africa nera. Nell’Africa occidentale hanno in mano buona parte del mondo degli affari, da Nouakchott a Luanda passando da Freetown e Brazzaville. Favorendo le comunità sciite i mullah iraniani raccolsero una grande simpatia, anche se le comunità erano ormai secolarizzate da decenni. (…)

Il risveglio dei Sauditi.

(…) Negli anni ‘80, i Sauditi capirono che la loro pretesa di essere i soli rappresentanti del mondo musulmano veniva messa in discussione dai mullah iraniani. Fu l’ayatollah Ruhallah Khomeyni a definire il regime saudita come « colportore dell’islam americano », chiamando alla « liberazione » di La Mecca e Medina dal controllo degli Al-Saud. Di sicuro i Saud avevano più denaro degli iraniani, ma mancavano di uomini per condurre una controoffensiva. Cercarono di rimediare alleandosi col generale Muhammad Zia ul-Haq, capo fondamentalista del Pakistan. L’alleanza aveva il sostegno americano a causa della campagna in corso contro l’occupazione sovietica in Afghanistan.

Negli anni 1980 l’Africa, senza avere i titoli delle prime pagine dei giornali del mondo, diventò un campo di battaglia della guerra ideologica, diplomatica, missionaria e militare condotta dai sauditi. L’Arabia in dieci anni aprì quaranta nuove missioni diplomatiche nel continente. Cominciò anche a finanziare iniziative sociali islamiche : moschee, scuole coraniche e organizzazioni missionarie.

Gran parte delle risorse impiegate dai wahabiti in Africa proviene da ricchi dignitari di corte. Nel 1997, si è valutato che l’entità degli investimenti era di 150 milioni di dollari all’anno (Cfr. Arab News, Jeddah, 12 March 2000). La somma equivale a ciò che L’Iran spende ogni anno per promuovere la sua concezione di Islam in Africa nera. Malgrado la rivalità, l’Iran e l’Arabia sembrano spesso alleati. In Senegal per esempio i due paesi offrono ricompense in denaro alle famiglie che obbligano i propri bambini a ricoprire il proprio ventre e che portano lo « hijab » (o velo islamico) . Prima del 1979, nessuna donna portava lo hijab in Sénégal. Oggi, si stima che circa il 45 %, delle donne abbia « scelto » questa usanza islamica.

A Zanzibar, che fa parte della federazione della Tanzania, l’Iran e l’Arabia finanziano tutti e due i gruppi islamici ribelli che combattono per la secessione.

(…) In molte regioni del continente wahabiti e sciiti sono riusciti a presentare il cristianesimo come la religione delle potenze coloniali e imperialiste, colpevoli della instabilità e della povertà dell’Africa. Dichiarano che i valori islamici hanno molto in comune con la tradizione africana – come il predominio della proprietà « comune », la distinzione tra uomini e donne, la tolleranza verso la poligamia. I missionari islamici affermano che il cristianesimo è la religione dei ricchi, ed è straniera alla maggior parte degli africani… è interessante notare che molti cristiani africani condividono questo punto di vista.

Iraniani e sauditi predicano che la democrazia è un concetto occidentale, tendente a perpetuare l’influsso coloniale. Il fatto che l’esperienza della democrazia è stata quasi sempre devastante… offre il destro a queste asserzioni. L’Islam diventa così un potente mezzo di espressione della collera africana contro il ricco occidente governato dagli Stati Uniti.

Successo in Nigeria.

Documenti ufficiali dichiarano « una serie di successi per l’islam » in molti paesi africani. Un rapporto iraniano stima che circa l’80 % degli Africani neri sarà islamico nel 2020. Un esempio di questo successo è la Nigeria, dove la sharia, introdotta inizialmente nello Zamfara, piccolo Stato del nord, nel 1999, si è poi estesa a dodici stati fino a raggiungere nel 2002, un terzo dell’intera popolazione nigeriana, che conta 120 milioni di abitanti. Ciò è successo mentre la Nigeria usciva da sedici anni di regime militare corrotto, ed subiva la presenza di una classe di ricchi parassiti di governo mentre la popolazione era impoverita. In queste condizioni l’esperienza di Zamfara colmava un vuoto. Pochi mesi dopo l’introduzione della Sharia – grazie all’amputazione degli arti nei confronti dei ladri- il tasso di criminalità era caduto al livello più basso della storia. Terrorizzate dai gruppi islamici militanti, le donne oggi indossano lo « hijab » divenuto obbligatorio mentre le scuole miste vengono chiuse. Chi commette adulterio viene impiccato o lapidato…

A Kano, capitale del nord Nigeria, la islamizzazione è stata sancita dalla più grande manifestazione mai vista nella città. I capi musulmani locali utilizzano la sharia per destabilizzare il governo del presidente Obasanjo, che è cristiano. In termini di violenze, il prezzo è stato alto. Tra il 1999 e il 2002, circa 5 000 nigeriani sono stati uccisi nel corso degli scontri tra islamici radicali contro cristiani e animisti.

« L’islam sta vincendo », dice il reverendo Benjamin Kwashi, vescovo anglicano di Jos, città del centro Nigeria. « …Anzi, ha già vinto ed avanza rapidamente. Per molti africani sembra logico ricusare i valori laici dell’america e dell’Europa, l’egoismo e l’esibizione del corpo femminile, così abbracciano la fede islamica » (Intervista a BBC news, 21 giugno 2000).

(Di recente il vescovo ha subito la morte di 500 persone, uccise nel corso di scontri coi musulmani di Jos, che avevano lanciato una campagna per la chiusura e distruzione delle chiese cristiane locali).

Nell’Africa orientale, in Kenya, Tanzania e Uganda, combattono almeno nove gruppi fondamentalisti. Tutti ottengono aiuti da Sauditi, iraniani e dal Sudan, che offre canali di comunicazione e rifugio. ... Nel Corno d’Africa questi stessi stati incoraggiano e finanziano l’imposizione della Sha’riah in Somalia, dove non c’è più uno Stato. In Sudan e Ciad, la scoperta di giacimenti di petrolio ha aggiunto una nuova carne al fuoco.

Nell’Africa occidentale, gli aiuti iraniani e sauditi sono confluiti soprattutto in Costa d’Avorio. Teheran e Ryad affermano che i musulmani sono già maggioranza nel paese. (…)

Anche nei paesi a maggioranza islamica, come il Niger e il Mali, confluisce l’attenzione dei missionari iraniani e sauditi. In Guinea e Senegal si sono formati dei gruppi islamici, costituiti come piattaforme permanenti di agitazione politica antigovernativa. In Sierra Leone, gli islamici hanno accelerato il ritorno al potere di Ahmad Tijan Kabba, dopo la sua deposizione da parte di ribelli cristiani e animisti (…)

Rivalità e cooperazione.

Nel 1997, il principe ereditario saudita Abdallah Ibn Abdel-Aziz si è recato a Teheran, riprendendo i primi contatti tra i due paesi dopo il 1978. L’Africa ha avuto un posto di riguardo nell’agenda delle discussioni col presidente Muhammad Khatami, un mullah che aveva condotto la « esportazione della rivoluzione » in tutti gli anni 1980. I due uomini si sono accordati nel porre fine alle controversie e riunire gli sforzi contro le chiese cristiane d’Africa, ma anche contro i movimenti sufiti e laici presenti in diversi stati africani.

Nel frattempo la Libia, terzo grande attore islamico nel continente, si è trovata di fronte a una ribellione islamica interna, e ha scelto di evidenziare « valori africani », mai definiti per altro, piuttosto che predicare l’Islam. Facendosi paladino dell’idea degli Stati Uniti d’Africa, Gheddafi si è esposto alle critiche dei panislamisti iraniani e sauditi. L’islam radicale incontra ancora resistenza da parte delle religioni africane tradizionali e molte confraternite sufi considerano l’islamismo radicale, in ogni sua forma, come estraneo alla tradizione islamica e dannoso. Ma questi movimenti non hanno un appoggio da parte di un qualsiasi stato, mentre devono contrastare ideologie rivali foraggiate da due tra i più ricchi stati musulmani.

(…)

« L’Africa è posto del mondo in cui l’islam può dimostrare la sua superiorità sul sistema occidentale corrotto », afferma Ali-Muhammad Taskhiri. « Questo sarà il secolo dello scontro tra le civiltà. E chi vincerà in Africa ha ottime possibilità di vincere nel mondo intero».


Siamo in guerra da vent'anni senza saperlo, oppure questa è solo l'opinione di qualche neo-con?
(Le guerre civili)








posted by IloveAmerica | 20:42 | commenti



mercoledì, novembre 10, 2004
 

QUANDO E' PROIBITO DIRE: "NON UCCIDERE"

"Non uccidere" è scritto sopra. Semplicemente "non uccidere". Questo è il quadro che in Olanda è stato distrutto perché "razzista" e "offensivo" verso i musulmani, un giornalista è stato arrestato per averlo difeso e le riprese video dello stesso cancellate. Lasciamo stare quanti cartelli in cui si insultano gli Stati Uniti e Israele sono normalmente tollerati. Persino se non ci fossero stati questi cartelli la censura e la distruzione di questo quadro sarebbe un gravissimo atto di repressione e di illibertà della nuova EURABIA unita. Leggi il post su Esperimento.

Paolo

posted by IloveAmerica | 18:44 | commenti

 

SUBMISSION

Il film di Van Gogh disponibile on line su WindroseHotel e molti altri imperdibili post sull'Olanda da il Griso

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:47 | commenti

 

OLANDA: PROVE DI GUERRA CIVILE ?

Tre agenti dell'antiterrorismo olandese sono rimasti feriti, due di loro in maniera grave, dal lancio di una granata nel corso del blitz antiterrorismo scattato oggi all'alba all'Aja, mentre erano in corso perquisizioni in un quartiere dove è alta la presenza di immigrati. Contemporaneamente all'operazione dell'antiterrorismo è stato chiuso la spazio aereo sulla città e sono stati allontanati dalle case gli abitanti delle cinque strade che costeggiano l'edificio nel mirino. Il raid è scattato nell'ambito di un'operazione scaturita dall'ufficio della procura.

Ufficialmente la polizia non ha voluto confermare che il blitz sia stato deciso dopo l'omicidio del regista Theo van Gogh, il 2 novembre scorso mentre andava in bicicletta nei pressi della sua casa di Amsterdam, che ha scatenato serie di atti di violenza nel paese. Dell'omicidio è stato accusato un 26enne marocchino con cittadinanza olandese, Mohammed Bouyer, che avrebbe legami con gli estremisti islamici. Nel giorno dei funerali - van Gogh è stato cremato ieri- è stata data alle fiamme una scuola musulmana a Uden, nel sud dell'Olanda; oltre a diversi attacchi a moschee registrati in questa settimana, è stato appiccato fuoco anche ad una chiesa cristiana
. [Rai news]

Interessante anche la notizia che la scuola elementare islamica devastata l'altra notte era intitolata a Tariq ibn Ziyad. Tariq ibn Ziyad era il generale musulmano di origine berbera che aveva guidato la conquista islamica della Spagna nel medioevo.

Ovviamente la dirigenza europea vuole continuare nella politica dell'immigrazione dai paesi musulmani, perchè ne abbiamo bisogno. Le sicure conseguenze che si verrebbero a creare in una futura europa a forte componente islamica durante una grave recessione economica sono ignorate. Se infatti questo succede in una delle più tolleranti e aperte nazioni del mondo come l'Olanda c'è da immaginarsi cosa potrebbe avvenire in altri paesi. Se abbiamo bisogno di immigrati perchè continuare a ignorare, o anzi a impedire l'accesso, a tanti sudamericani che non possono arrivare in europa con i gommoni ? Senza contare che motli sudamericani sono di origine italiana ed europea e il loro reinserimento nel nostro tessuto sociale sarebbe di estrema facilità.

Intanto, sempre in tema di tensioni europee, Paolo di Lautràmont ci dice che in Belgio la magistratura sopprime un partito politico.

Paolo



posted by IloveAmerica | 12:38 | commenti



martedì, novembre 09, 2004
 

REFERENDUM IN MACEDONIA
Affondato il referendum in Macedonia. Burekeaters spiega come e perché:
"...Si parla del colpo di scena a pochissimi giorni dal referendum sull'annosa questione del nome della Macedonia e di come esso abbia influito sull'esito del Referendum (che non ha raggiunto il quorum).
La Macedonia, dalla sua indipendenza, non ha mai potuto utilizzare il nome di "Repubblica di Macedonia" per via delle pesantissime proteste da parte della Grecia che si arroga ogni titolarità rispetto alla storia ed alla tradizione macedone. Per Atene, insomma, Alessandro il Macedone era greco.
Come avevo anche scritto precedentemente, inoltre, la comunità internazionale si è schierata contro il referendum, ma il ruolo giocato da Usa e Eu in questo senso è stato molto diverso. Gli "Europei" hanno fatto una campagna molto minacciosa, senza alcun dialogo e con dure prese di posizione sull'esclusione della Macedonia dall'UE qualora il referendum fosse passato. Il colmo è stato toccato con il ministro della Gran Bretagna in carica presso l’UE per gli affari esteri, Denis MacShane che di fronte al parlamento macedone si sfila l'orologio dal polso e teatralmente ne sposta indietro le lancette per sottolineare il "pericolo" corso dalla Macedonia (in quel momento, si sospettava un'adesione massiccia) se il refendum fosse passato. Le reazioni a queste politiche sono state: http://www.realitymacedonia.org.mk/web/news_page.asp?nid=3836 .
Al contrario, gli U.S.A., il giorno dopo delle elezioni americane, con un atto unilaterale che sostanzialmente risolve una disputa che va avanti da circa dieci anni, decidono che quella che fino ad adesso per tutti era la "Former Yugoslavian Republic of Macedonia, per loro d'ora in poi sarebbe semplicemente stata la Repubblica di Macedonia. In questo modo hanno "placato gli animi" mostrando nei fatti un riconoscimento che da sempre è mancato per quelle popolazioni. La popolazione ha accolto con giubilo "il riconoscimento del nome" ed il referendum "nazionalista" in questo modo non ha più avuto ragion d'essere. Pericolo scampato, insomma!".
Burekeaters precisa qual era l'oggetto del referendum: "Il referendum bocciato tentava di abrogare la legge sul decentramento (a favore degli albanesi) che adesso verrà applicata. Si è insomma raggiunta una mediazione: il riconoscimento del nome (del diritto all'esistenza della macedonia come stato multiculturale), e il passaggio di parte dei poteri alla comunità albanese, consapevole adesso che l'autonomia è possibile (e l'effettivo passaggio dei poteri con essa), ma all'interno dello stato macedone, visto che la secessione non troverebbe alcun appoggio da parte americana.
(PdL)








posted by IloveAmerica | 18:29 | commenti



lunedì, novembre 08, 2004
 
posted by IloveAmerica | 00:41 | commenti



domenica, novembre 07, 2004
 

EURABIAN POLICIES

... the Rotterdam police were destroying a mural by Chris Ripke that he'd created to express his disgust at the murder of Theo van Gogh by Islamist crazies. Ripke's painting showed an angel and the words "Thou Shalt Not Kill". Unfortunately, his workshop is next to a mosque, and the imam complained that the mural was "racist", so the cops arrived, destroyed it, arrested the television journalists filming it and wiped their tape. Maybe that would ring a bell with Oliver James's mum.

Attendo ulteriori notizie. Intanto merita continuare la lettura di Mark Stein segnalato da 1972

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:59 | commenti

 
CRISI IN COSTA D'AVORIO
Abidjan. Un attacco aereo a una postazione ribelle -forse difesa dalle "forze di interposizione" francesi- avrebbe provocato la morte di nove militari inviati da Parigi. La reazione chirakena non si è fatta attendere: senza chiedere il permesso all'Onu (visto che l'Onu è complice di ciò che Parigi fa in CdA), i francesi hanno distrutto aerei avoriani, ma non solo...

"...Costa d'Avorio: attacchi francesi, forse 30 morti civili.
Secca smentita da Parigi. Il presidente del Parlamento ivoriano accusa la Francia di occupare il Paese. «Chirac arma i ribelli».
Si infiamma la situazione in Costa d'Avorio dopo il bombardamento aereo di sabato a Bouaké che ha provocato la morte di nove soldati francesi e di un civile americano e 22 feriti. Il presidente del Parlamento ivoriano, Mamadou Koulibaly, ha affermato alla radio France Inter che almeno una trentina di ivoriani sarebbero stati uccisi e un centinaio feriti durante gli attacchi dei militari francesi a Yamassoukro e Abidjan. L'esercito francese ha seccamente smentito.
Tre manifestanti ivoriani sarebbero stati uccisi da colpi di arma da fuoco all'aeroporto di Abidjan controllato dai francesi, ha affermato la radio ufficiale ivoriana.

«Trenta persone a mani nude hanno pagato il prezzo per il sangue di nove francesi uccisi», ha dichiarato Koulibaly, che ha poi accusato la Francia di «occupare» la Costa d'Avorio e il presidente francese Jacques Chirac di «armare e di essere connivente con i ribelli». (...)

CACCIA AL FRANCESE
- Ma i sostentiori di Gbagbo stanno incitando la popolazione alla «caccia al francese». Su ordine di Chirac le truppe francesi sabato hanno distrutto l’intera flotta aerea ivoriana (due jet Sukhoi di fabbricazione russa e cinque elicotteri da combattimento). Dopo la rappresaglia francese all’attacco aereo a Bouaké, la folla ha scatenato una caccia alle famiglie straniere e ha incendiato almeno due scuole francesi. «Siamo tutti terrorizzati», ha dichiarato un cittadino francese. «L’ambasciata ci ha detto di restare nelle nostre case». Un centinaio di stranieri sono stati radunati in una base francese per proteggerli dalla folla armata di machete ad Abidjan, ha detto un portavoce militare della Francia.
Domenica mattina la folla che assediava l'aeroporto di Abidjan si è dispersa dopo che elicotteri hanno sorvolato i manifestanti e sparato qualche colpo.
Intanto il primo contingente di 150 soldati francesi di rinforzo è arrivato ad Abidjan proveniente dal Gabon"
[ndr: dal Gabon, dove dunque ci sono altri militari francesi, così come in Senegal!].
(fonte: Corriere della Sera).

COMMENTO

Come per mille altri casi, aspettiamo che la setta unilateralista che manifesta contro gli americani, contro gli israeliani, e che ignora le malefatte eurofrancesi, come i Rushdie e i Van Gogh, muova i primi passi dell'indignazione.
Siamo stati tra i primi in Italia a segnalare con decisione la gravità della situazione in CdA. e in tutta l'Africa occidentale, dove da decenni è in corso una penetrazione neocoloniale francese.
Oggi vediamo quanto sia pacifista il Pacifinto Chirak, e vediamo da che parte sta l'Onu (sempre dalla stessa: quella sbagliata). Capiamo a cosa servivano le "forze di interposizione": costringere Gbagbo a trattare coi ribelli armati da Parigi, in modo da sancire "legalmente" (che schifo!) la divisione del paese che a suo tempo aveva osato ribellarsi ai diktat agricoli francesi.
A maggio scrivevo un post dal quale estraggo questa parte:

"...Esemplare il caso della Costa d’Avorio, dove il legittimo governo di M. Gbagbo si è dimostrato troppo attento a tutelare gli interessi nazionali. La Costa d’Avorio, primo produttore mondiale di cacao e terzo produttore di caffè, si è trovata, senza sapere il perché, alle prese con rivoltosi che attingevano a armamenti “ammassati in un paese vicino, poco prima dell’inizio della ribellione” (dal quotidiano senegalese Wal Fadziri). Inizia un conflitto civile, i ribelli vengono “garantiti” dall’invio di un corpo di spedizione francese (operazione “licorno”). Chirac si erige a mediatore, certo però non può spingere alla repressione di una rivolta da lui stesso provocata. La comunità internazionale tace. Ma le manifestazioni in Costa d’Avorio innalzano cartelli inequivocabili: Fuori la Francia dall’Africa."
(Aggiornamenti sulla situazione in Costa d'Avorio su Le Guerre civili )


















posted by IloveAmerica | 14:47 | commenti

 

AN OFFER THEY CANNOT REFUSE

Un tempo (?) dei signori offrivano una assicurazione e protezione al negozio, offerta che non si potevai rifiutare. Oggi i disobbedienti ottengono riduzioni volontarie (?) e donazioni gratuite (?). Ovviamente le spese per le riduzioni, donazioni e danneggiamenti saranno a carico della povera gente che farà la spesa dopo. I gestori probabilmente non denunceranno neppure, potrebbero avere ulteriori e peggiori danni.

UPDATE: Anche il Griso ne parla (bravata di oggi) e porta pure le prove.

Paolo

posted by IloveAmerica | 14:45 | commenti

 
DEMOCRATICI: LE RAGIONI DELLA SCONFITTA
 
Incominciano a capire.
Congressman and White House Chief of Staff (nominato da Clinton) Leon Panetta :
The election of 2004 may be remembered as the year the party of Roosevelt became the "party of Michael Moore and 'Fahrenheit 9/11,' '' a movie that "really does look like it's making fun of people who have legitimate feelings and beliefs,''
 
Paolo
posted by IloveAmerica | 13:04 | commenti



sabato, novembre 06, 2004
 

MACEDONIA AL BIVIO: REFERENDUM SU "ZONE ETNICHE"
Forse (speriamo di no) siamo alla vigilia di nuove pulizie etniche e guerriglia in Macedonia. Ce lo spiega
Burekeaters, con un post intermittente (si può ancora essere comunisti e serbi? Oppure europei e serbi?). Il comunismo serbo si sente -sembra- come Israele, cioé messo da parte, rigettato e ghettizzato dall'Europa socialista, patria dei diritti, pacifista, e quindi multilateralista, ma che invece sceglie gli uni (albanesi, croati etc.) contro gli altri (i "cattivi" serbi).
Il che spinge a pensare che in Europa alle parole non corrispondano fatti ma, nella migliore delle ipotesi, ipocrisia. Nella peggiore delle ipotesi, invece, ti bombardano ma dicono che "non è come in Irak".
(PdL)





posted by IloveAmerica | 17:06 | commenti

 
ONU: TRACCE  DI PLUTONIO IN EGITTO
VIENNA, Austria - The U.N atomic watchdog has discovered plutonium particles near an Egyptian nuclear facility and is trying to determine if they are evidence of a secret weapons program or simply the byproduct of peaceful research, diplomats said Friday. The diplomats, speaking on condition of anonymity, warned against assuming that Egypt might have contravened the Nonproliferation Treaty by trying to separate plutonium, a substance used in nuclear weapons. The traces could be from a cracked research reactor fuel element or have other origins that have nothing to do with weapons research, they said. (...)
By GEORGE JAHN, Associated Press.
La agenzia arriva via
France échos, sito che lamenta il fatto che la notizia in Francia non è stata data. Non si preoccupino: neanche in Italia. Del resto, il plutonio a me fa venire in mente proprio la Francia di Chirac, chissà perché. Sembra che anche la atomica della Corea del Nord sia basata sul plutonio. E quella dell'Iran...?
La Francia ha una lunga tradizione occulta nel settore nucleare. Se gli USA esportano democrazia con le armi, gli alfieri della Senna hanno esportato armi tout court. Comunque sia , la force de frappe non è il prodotto della scienza europea, ma è stata fornita dagli Stati Uniti in base a un trattato segreto del 1952, in funzione anti URSS, tanto che fino al 1975 Framatome era al 45% di Westinghouse... dopo di che l'autonomia da Washington ha portato a un unilateralismo affaristico alquanto marcato.
Dalla Francia, secondo Dominique Lorentz (2001), la tecnologia nucleare si è irradiata (con o contro il placet USA) verso Cina, Iran, Irak, Pakistan, India... La stessa Germania, pur subendo ancora il veto USA sugli armamenti nucleari, ricicla le sue scorie in Francia (Dal ritrattamento delle scorie del combustibile nucleare delle centrali pulite, si ottiene del plutonio). Così la Germania compartecipa con la Francia alla nuclearizzazione di Iran e Irak, e gestisce in proprio quella dell'Argentina
.
(PdL)





posted by IloveAmerica | 15:51 | commenti



venerdì, novembre 05, 2004
 

IDEE PER L'EUROPA
Un'idea per l'Europa: perché non esportare la democrazia a Bruxelles?

Variante possibile: perché non importare la democrazia da Washington?
(PdL)






posted by IloveAmerica | 00:16 | commenti



giovedì, novembre 04, 2004
 

THE INFAMOUS MOORE

Rai 3 userà i soldi di chi subisce la vessazione del canone per mandare in onda, la prossima settimana, Bowling for Columbine. Con il pretesto di parlare di armi porta avanti la solita propaganda antiamericana. Il film infatti prende il pretesto dell'evento di cronaca accaduto alla Columbus High School, in cui due alunni compirono una strage, per fare il solito falso e ingiurioso attacco all'America.

Per prima cosa invito a protestare via email tg3@rai.it , raitre@rai.it , news@rai.it (immettere nel campo To i tre indirizzi separati da virgola), nonchè, per chi ancora paga il canone, di attivare la procedura per risparmiare su questo assurdo balzello. Spesso non viene neppure nessuno a suggellare un televisore. Ovviamente non dico di preparatavi un vecchio scassone o un televisorino da supermercato, che sarebbe ripagato dall'immediato risparmio. La tv non la guardiamo più :-)

Tornando al film di quell'asshole di michael moore: la migliore risposta a questo film è del padre di uno dei bambini uccisi in quella strage e che è un accorato appello per la libertà contro le strumentalizzazioni. Indipendentemente dal condividere la fede religiosa che lo ispira.

Il film, come tutte le produzioni di moore, non è un documentario, ma il solito taglia e incolla basato su falsità teso a ingannare e propagandare una diffamatoria immagine degli Stati Uniti.

Paolo

posted by IloveAmerica | 23:25 | commenti

 

BRAVO

But in an American election, there are no losers, because whether or not our candidates are successful, the next morning we all wake up as Americans. And that -- that is the greatest privilege and the most remarkable good fortune that can come to us on earth.

John Kerry

grazie a Christian Rocca

Paolo


posted by IloveAmerica | 11:43 | commenti



mercoledì, novembre 03, 2004
 

APPELLO DELL'ISTITUTO BRUNO LEONI

Dilifa Friedrich Papa segnala l'appello dell'Istituto Bruno Leoni. L'Istituto potrà creare una sezione apposita per l'adesione dei bloggers

UPDATE: Umberto Veronesi firma l'appello e si rivolge agli italiani: quella agli OGM una opposizione pericolosa per l'Italia. Altri articoli qui.

Paolo

posted by IloveAmerica | 16:09 | commenti

 

VIVA LA RE-ELECTION

Qui la maggioranza tifava per Bush (non tutti però). Sarei stato contento comunque e per molti aspetti avrei gradito Kerry. Però sono più contento per la conferma di Bush. Il tentativo dei media italiani sarà ora di sminuire la sua vittoria. Non è cosa facile. Leggo da Repubblica : VOTI: Bush 57,5 milioni (51%), Kerry 53,9 milioni (48%). Gli Americani sono andati in massa a votare, e la maggioranza sta con Bush. Riporto una parte del commento di Zibordi:

In parole ancora più semplici per una serie di ragioni storiche attualmente ti raccontano un mucchio di balle e te ne accorgi perchè ogni volta che viene eletto un Reagan o un Bush nessuno lo capisce

Esempio: sentivo alla radio e in TV un tono di dubbio e sospetto su questa elezione.

Bene. Era dal 1988 che un presidente non veniva eletto con la maggioranza assoluta dei voti, ad esempio Clinton è stato eletto con il 43% dei voti nel 1992 e con il 49% dei voti nel 1996 (e Bush ha vinto come tutti sanno con il 48% nel 2000)

In termini di delegati e di stati Carter nel 1976 ha vinto contro Ford per due soli stati di differenza nei quali aveva un vantaggio sui 10 mila voti e nessuno ha chiamato gli avvocati o avanzato dubbi (Kennedy molto peggio)

Oggi Bush vince con il 51,3% e lo stato in cui ci sono più "dubbi" è l'Ohio in cui ha 140 mila voti di vantaggio.

Paragonata alle elezioni presidenziali americane del passato è una vittoria netta, 51% dei voti, 4 milioni di voti di differenza su un affluenza record, lo stato più "contestato" in cui hai 140 mila voti di vantaggio.

Paolo

posted by IloveAmerica | 13:02 |