I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



giovedì, settembre 30, 2004
 

PASHEMINE STORY

Tutto iniziò con quella giornalista della quale non ricordo il nome, che in studio assumeva una posizione da kamasutra parlando di leggi finanziarie o incidenti stradali, pur kamafottere meglio i telespettatori. Quella che andò in Irak per fare réportages insalubri, recando al collo un cavolfiore, o pashmina. Forse proprio grazie al cavolfiore al collo prese l'andazzo di parlare di "resistenza irachena". I DS pensarono di premiarla mandandola a Bruxelles: là al massimo al collo poteva mettersi dei cavolini. Almeno ce l'hanno tolta d'attorno: grazie, DS.

Purtroppo però la moda è continuata. Sono arrivate le pashimone, digiune di top gun e politica, loro e i loro d'Ulema italo-iracheni, ma quanto alla moda s'è capito subito ch'erano due top model della più bell'acqua.
Ma a Bagdad non esistono vestiti normali? Dovevano proprio mettersi quei due sari rosa da Indira Gandhi? (fretta o scelta voluta, in modo da costruire una icona mediale dal sapore mariano). Le pashimone non vedono Canale 5 o Fashion Tv? Loro non vogliono essere Veline? Vedano almeno Al Jazeera e Al Arabya le cui giornaliste alquanto islamiche indossano normalissimi vestiti, perché non si sentono diverse, né vogliono esserlo, dalle donne che si vedono in giro in tutto il mondo.
Il Movimento delle pashemine invece è fulminato dal neoesotismo, manco vivesse negli anni '20, tra cineserie e fumi d'Oriente, come delle Matte Hari.
Dov'é finita la moda del bikini? Al macero. E i jeans, capelli lunghi, piercing, tutti quei segni usati dai giovani per sottolineare la loro diversità? Macché: Veline siete avvisate, avanza il Moralismo Infinito: dal "siamo tutte puttane" delle femministe, si sta passando al "siete tutte puttane" delle pashemine.
Queste ultime sono per il rispetto del maschio in nome della tradizione altrui, e magari non sanno un ette dei casini sostenuti dalla propria nonna per tenere a bada il nonno. Queste fanno le volontarie per chi sbarca in Sicilia o altrove -come anche io faccio-, ma diffondono una cultura strana, che predica l'amore esclusivo per i baraccati altrui. E ai baraccati di Sicilia chi ci pensa? Ce ne sono un pochino tanti, che emigrano: stanno non lontano da casa mia, dormono in auto e dicono "minchia", non dicono mica tutti "ialla".
Con chi ce l'hanno le pashmine innanzitutto? Coi leghisti. Ce l'hanno coi leghisti? Ma anche il loro è leghismo: duro, puro e di sinistra. Un celodurismo predicato da suore laiche.
E la loro è una secessione totale e definitiva dall'Italia e dall'Occidente, altro che Borghezio. Prendono e se ne vanno non importa dove, magari sotto casa, l'importante è essere altrove...
Loro appendono bandiere alle finestre, ma mica stendono le mutande dei fratelli o dei mariti o la tovaglia della mamma. Loro devotamente accendono torce e candele, ogni sera pregano rivolte a Cossutta, e chi se ne frega se non sanno come si fa ad accendere il forno in cucina.
Di una cosa siamo sicuri: che Armani e Dolce e Gabbana (con quel nome!) raccoglieranno la sfida e lanceranno sulle loro passerelle abiti scuri e sobri, con sottili venature esotiche, connotazioni garantite da sfumature, da un tessuto, da un ciondolo.
E così se le due Simone andate a tessere un Ponte per Bagdad non sono spie del Sismi, come sembrò ai loro rapitori cortesi e gentiluomini (12.000 morti iracheni dovuti non solo ai terroristi macellai, ma anche ai baathisti così amati dalle pashemine), esse tuttavia sono il migliore Cavallo di troia della moda Green Orient. Prima viene la moda, non ricordate? Prima venne la minigonna, poi il '68.
Ora, nessuno vuole accusare un Cavallo di essere consenziente col proprio contenuto inconscio e nascosto: i Cavalli di Troia sono, per definizione, acefali.
Ma noi no, allora non dimentichiamo mai di guardare dentro le cose e sveliamo sempre i veli, fossero pure sette.
(Paolo di Lautréamont)













posted by IloveAmerica | 23:41 | commenti

 

CHE DIRE
Una madre uccisa coi suoi figli in casa sua, e poi un bambino ebreo ucciso pochi mesi fa, all'interno di un asilo infantile, da un razzo Kassam.
Centinaia di bambini uccisi nella scuola di Beslan.
Due bambini uccisi ieri da un altro razzo dei "resistenti" palestinesi.
Decine di bambini uccisi oggi dalla "resistenza" irachena.

E non veniteci a dire niente, se in ciò vi sia o meno il segno del crepuscolo degli idoli di una cultura "altra", ma "degna".
E non parlateci di risposte ai bombardamenti, per favore. Come se i nostri aviatori o quelli americani e inglesi siano avezzi a massacrare così, per scelta deliberata, prendendo la mira e urlando "Dio è grande". Ma nemmeno i russi o i soldati di Gheddafi, credo. Solo i soldati nazisti. Solo i nazisti.
(Le guerre civili)







posted by IloveAmerica | 19:53 | commenti (1)

 

GLI IRANIANI NON FANNO NOTIZIA

Se fosse un palestinese sarebbe finito sulle prime pagine dei giornali per dimostrare la disperazione di un popolo e condannare l'Israele e gli USA ma è iraniano e il regime teonazista è contro gli USA e Israele, quindi non fa notizia. Notizia e immagini qui.
Visitate anche il sito Iranian e il sito dell'Apia.

Paolo


posted by IloveAmerica | 10:01 | commenti



lunedì, settembre 27, 2004
 

SUCCEDEVA NEL 1957
1 ottobre 1957.
Visita di Germaine Tillon, che prima di partire per l'Algeria viene a confidarmi ciò che ha fatto, un mese fa, ad Algeri. Contattata da uomini dell'FNL (...) A questo punto uno dei due che sembra il capo: "Lei ci prende per degli assassini". Allora G. T. "Ma siete degli assassini" (c'è stato, poco tempo prima, l'attentato al Casinò della Corniche). L'altro ha una reazione terribile: ha le lacrime agli occhi. poi: "Quelle bombe vorrei vederle in fondo al mare". "Dipende solo da te", dice G.T. (...) L'altro, riferendosi alle inchiodature, dice: "E' la Francia" "Va' a raccontarlo a tua nonna, dice G.T. "...Io c'ero. E' stato l'FNL e tu lo sai". (...)
Mi mostra anche i compiti di 30 scolari arabi tra gli 11 e i 12 anni, ai quali il maestro arabo ha dato come tema: "Cosa fareste se foste invisibili?". Tutti [hanno scelto di prendere] le armi e uccidere sia i francesi [civili], sia i parà, sia i capi di governo.
Io dispero dell'avvenire.
Camus, Taccuini, 1957.






posted by IloveAmerica | 17:28 | commenti

 

A YEAR IN IRAQ

Quello che si è fatto e si sta facendo, e che la nostra stampa non ci dirà mai. Qui, anche qui, e qui.
Grazie a The Ville

Paolo


posted by IloveAmerica | 15:28 | commenti

 

NO, NON LO SAPEVAMO

E sarebbe bene saperlo

Paolo

posted by IloveAmerica | 10:11 | commenti



venerdì, settembre 24, 2004
 

PROGRAMMI PER BAMBINI: JIHAD FOR KIDS

Da guardare e leggere attentamente. La fabbrica dei terroristi assassini ad opera dei media palestinesi, grazie anche alle sovvenzioni europee. L'educazione e i media creano i terroristi, e responsabili del terrorismo sono i regimi che li controllano o hanno il potere di controllarli. [grazie a it.politica.internazionale.israele]

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:36 | commenti



giovedì, settembre 23, 2004
 

PROTESTANTI E CATTOLICI MAI COSI' VICINI

BERLIN, Set 21 (AFP) - Una reproducción de la placa recordatoria del Holocausto y del atentado contra la mutual judía AMIA de Buenos Aires será instalada el próximo domingo 26 de setiembre en una Iglesia de Berlín, anunció este martes la Iglesia Evangélica Luterana de Alemania.
El original se encuentra en la catedral de Buenos Aires y recuerda a las víctimas del Holocausto, asesinadas por el régimen nazi de Adolf Hitler (1933-1945), y de los atentados contra la embajada de Israel en la capital argentina (1992) y contra la mutual judía AMIA (1994).
La pieza, cuya copia será colocada en la Iglesia del Padre Nuestro, del distrito berlinés de Wilmersdorf, es uno de los símbolos más significativos de la reconciliación entre judíos y cristianos, y fue desvelada en 1997 en Buenos Aires por el cardenal argentino Antonio Quarracino.
En la placa conmemorativa figuran documentos de la religión y de la cultura judías que fueron salvados de diversos lugares de su destrucción.
Entre estos testimonios figuran un devocionario, con comentarios, del gueto de Vilna (Lituania), y un extracto del Kaddish (plegaria fúnebre), hallado en las ruinas de la sinagoga del gueto de Varsovia.

Sapevate che America e Vaticano NON avevano rapporti diplomatici fino agli anni '60?
Conoscete la storia?
Provo a raccontarla.
Dopo la Riforma, il movimento protestante ha affrontato un durissimo scontro intereligioso contro il cattolicesimo europeo. Probabilmente è stata la peggiore guerra di religione mai combattuta, dopo di che si sono formati degli stati a maggioranza protestante e degli stati a maggioranza cattolica. In Italia non si sa, per un malinteso senso di ricostruzione storica, cosa i protestanti contestavano al cattolicesimo. In sostanza, alcune cose che ore la stessa chiesa cattolica comincia a rivedere -o a considerare diversamente-. Per esempio, il culto dei santi. Secondo i protestanti, il Culto va reso soltanto a Dio. Non si adorano gli uomini, per quanto santi, e non si chiede ad essi né grazia né "intercessione". I protestanti contestano anche il culto mariano. Il culto per Maria Vergine, sostengono, è di derivazione orientale e pagana. Nei vangeli non ve n'è evidenza alcuna, mentre le parole "Regina del cielo" etc. sono da ricondursi al culto per Astarte e Iside. Inoltre (sto riassumendo) i protestanti contestano il principio del "papa re", non solo per quanto concerne il potere temporale, ma anche per quanto concerne la "infallibilità" e il fatto di essere il "vicario di Cristo in terra". Infine ricordo il concetto (conseguente alla critica al papismo) di "sacerdozio universale": ogni credente è responsabile di se stesso e delle sue azioni di fronte a Dio. Solo Dio assolve. Lo stesso "pastore" non è che una persona come le altre, tant'è che può sposarsi. Di fatto, le guerre di religione sono proseguite: in Francia con la strage degli Ugonotti. Nell'Italia fascista con la persecuzione del 1938 (circolare Buffarini-Guidi). Dal canto suo, il protestantesimo accusava il papato di essere a capo di una eresia pagana. Il culto per le immagini e gli altri aspetti citati in precedenza portavano i protestanti a considerare Roma come la Nuova Babilonia. Niente da dire: da una parte e dall'altra lo scontro è sempre stato acceso. Ma torniamo ai rapporti diplomatici non esistenti tra Vaticano e Washington: anche la Svezia, o la Gran Bretagna sono nazioni protestanti, ma hanno sempre avuto rapporti diplomatici con la santa Sede...
Per capirci qualcosa bisogna tornare al periodo successivo alla Rivoluzione Americana. I tedeschi e gli inglesi che colonizzavano la Pennsylvania erano credenti che pensavano davvero che l'america era una nuova Israele, una terra promessa. Se rileggete Thoreau o Emerson (cosa che consiglio sempre di fare), questo spirito appare chiarissimo. La Dichiarazione di Indipendenza, la lotta contro lo schiavismo, Lincoln... Roma contrastò lo "spirito massone" della Rivoluzione americana", forse confondendolo con quello giacobino. Poi arrivò l'attentato a Lincoln. Secondo molti, venne organizzato da un gruppo di cattolici. Comunque sia, pare confermato che uno degli attentatori riparò a Roma, e diventò una delle guardie scelte del Papa. Scovato dagli agenti americani, l'attentatore fuggì in Egitto dove (cito a memoria) fece perdere le proprie tracce. Poi tornò a Roma. Da tutto ciò la rottura diplomatica e un astio particolarmente acceso, terminato al tempo di Kennedy.
Tutto questo per dire che la situazione attuale è fortemente cambiata. Nonostante i tentativi della Umma verde e di quella rossa (ricordo una trasmissione di Report sul "fondamentalismo evangelico pro-Bush" veramente disgustosa), o forse proprio per la guerra anticristiana in atto, le posizioni tra cattolici e protestanti si sono avvicinate notevolmente. Nonostante santi e santini, immagini sacre cattoliche e fondamentalisti protestanti (che ci sono, ma non nel senso di Report), le posizioni tra le due confessioni non sono mai state così vicine. Merito di Sodano e Caffarra? Non solo. Che almeno i cristiani dimostrino unità (anche se non minestroni multicultural e socialcomunisti) è importante. L'alleanza tra Roma e Washington, nonostante ciò che ne pensano i chicco-boys dell'intellighentzia tardo-socialista, è profonda, non è a caso, e trascende la politica e gli stessi Bush e Berlusconi. Questo gli islamofascisti lo sanno bene (Roma è uno dei loro obiettivi primari), i chicco-boys no.
(PdL)













posted by IloveAmerica | 19:59 | commenti

 

The Iranian Candidate?

Sembra che il flip-flopping di John Kerry non piaccia neppure agli studenti iraniani. A ragione, pare. Tutto diligentemente passato sotto silenzio, però, come questa sfilata (grazie a 1972).

Daisymiller

posted by IloveAmerica | 13:01 | commenti



mercoledì, settembre 22, 2004
 

QUANDO E' STATA ?

Quando è stata l'ultima volta che avete visto una dimostrazione di protesta contro l'occupazione siriana del Libano ? Non l'avete mai vista ? Come mai ?
Ne parla Alan Dershowitz

Come mai poi grazie alla nostra stampa tutti sanno (male, attraverso una storia falsificata) cosa fosse Sabra e Chatila e invece nessuno sa cosa fosse stato il precedente Darmour ?

thanks to Stefania La Penna



posted by IloveAmerica | 11:42 | commenti



martedì, settembre 21, 2004
 

KOFI ANNAN, L'UNILATERALISTA

di New Blog New Blog

posted by IloveAmerica | 11:02 | commenti

 

[French-bashing] IDLE MONKEYS

I francesi non sono solo cheese eating surrender monkeys, sono anche shirkers, fannulloni. Lo prova l'ultimo successo editoriale francese: Bonjour Paresse (Buongiorno pigrizia), scritto da Corinne Maier, una dipendente dell'azienda elettrica statale francese. Il sottotitolo è eloquente: L'arte (e l'importanza) di fare il meno possibile sul posto di lavoro. Definito la Nuova Bibbia dei fannulloni, il testo spiega tutte le tecniche e i trucchi dell'arte di vivere da parassiti con uno stipendio. Ovviamente l'autrice è incorsa in una reazione dell'azienda pubblica, i cui provvedimenti sono stati resi vani dall'appoggio sindacale e degli intellettuali di sinistra. Sicuramente il libro è divertente, e vengono in mente alcune barzellette più e meno famose. Quelle che spopolavano nella galassia sovietica (un direttore di una azienda agricola statale si vanta dei propri raccolti di mais : "le mie pannocchie sono come pali del telegrafo" - "così grosse ?" - Ribattono i colleghi. "No, così rade"). Oppure quelle eterne sulle poste italiane (i soliti bambini di tante nazioni. L'inglese: "Mio padre finisce il lavoro all'una e prendendo la metropolitana alle una e venti è già a casa". Il tedesco: "Mio padre  finisce il lavoro all'una e con la sua BMW all'una e un quarto è già a casa". L'Italiano: "Mio padre lavora alle poste. Finisce il lavoro all'una e a mezzogiorno è già a casa").
Gli Americani possono stare tranquilli. La nuova Europa socialista e statalista non genererà alcuna concorrenza produttiva.
Qui l'articolo di Jo Jonson sul nuovo best-seller dei lavoratori francesi.

Paolo



posted by IloveAmerica | 00:29 | commenti



lunedì, settembre 20, 2004
 

ERRORI STORICI DI BATTISTA E MIELI. 
Altra Storia
si occupa di divulgazione storica. Si può divulgare persino la teoria della Relatività generale, a patto di non dire che l'ha scritta Platone.
Premetto che Pierluigi Battista e Paolo Mieli sono per me due signori molto simpatici. Formassero un partito, voterei per loro, a patto che in politica estera ed economica seguano il liberalismo.
Ma gli è che la prima puntata di Altra Storia (La7, sabato 18, h 23.) non è andata molto bene, per dirla in modo soft.
L'argomento trattato era dei più dibattuti: le origini del terrorismo.
La trasmissione è decollata con un documentario, nel quale si individuava il punto nodale dal quale è iniziato il terrorismo moderno, ciòé l'attentato all'Hotel di Gerusalemme King David, del luglio 1946. Una orrenda strage che costò la vita di 90 persone.
Ora, possiamo far partire il terrorismo da dove si vuole, anche dalle persecuzioni di Diocleziano, a patto di non prendersela sempre coi soliti. Precisiamo: l'attentato del King David, è stato causato da una organizzazione estremistica come l'Irgun, e in un contesto molto particolare. E' da puffi trasformarlo in un evento-tipo. Tralasciamone i dettagli sui quali magari interverrà qualche "sionista". Ma certo è grave confondere l'IRA con gli irlandesi e l'ETA coi baschi. Se i giornalisti di Report usano il termine "Sionista" (cfr. infra) al posto di "israeliano", forse è per un vezzo antico, forse è per fare una giusta distinzione. Ma di fatto, Battista e Paolo Mieli, "aiutante" del conduttore, hanno abboccato in pieno alla retorica antiisraeliana dei giornalisti alla Report.
Sì perché se rovesciassimo le posizioni, se pensassimo che oggi i palestinesi siano all'indomani di una shoah compiuta dalle "SS di Bush" ed abbiano avuto sei milioni di vittime nei lager di Washington, e se ci fosse un attentato palestinese per ottenere -chessò- la Cisgiordania dagli alleati di Bush, forse ci sarebbe un atteggiamento diverso da parte degli storici e dei giornalisti, magari con dei distinguo. Eppure la questione del king David va inscritta in un contesto come quello appena descritto -serve ripeterlo?-, e comunque sia va ascritta a un gruppo e non a un popolo intero. E poi, c'è un terrorismo precedente, che magari non colpisce le masse, ma ne provoca la morte collaterale, come avveniva nella Russia di fine '800. C'è poi il Terrore, parola chiave dalla quale deriva "terrorismo". Suonerebbe però impudico attribuire l'origine del terrorismo alla Rivoluzione degli Intoccabili promotori dei diritti umani?

Documentazione:
Su web, digitando via Google "King David Gerusalemme attentato", si trovano link molto interessanti. I primi due su Disinformazione.it (un titolo autoreferenziale?). Si veda 
Qui e soprattutto qui.
In questo secondo caso trattasi di giornalista di Report, la trasmissione di RAI3 ricca di oscillazioni antiisraeliane. Sottolineo alcuni passaggi del testo: ...Lo dimostra lo stesso linguaggio mediatico internazionale: da anni in tv o sulle prime pagine dei giornali gli attacchi palestinesi contro i civili israeliani sono sempre definiti (a ragione) "terroristici", ma quelli altrettanto terrorizzanti delle Forze di Difesa Israeliane contro i civili palestinesi sono sovente chiamati "di autodifesa"; le azioni dei kamikaze di Hamas sono "massacri", mentre le centinaia di omicidi extragiudiziali commessi dai Servizi Segreti israeliani vengono definiti "esecuzioni capitali mirate", e così all'infinito (Chomsky-Fisk-Said et al.).

Tutto ciò ci ha lentamente resi incapaci di riconoscere l'esistenza del Terrorismo di matrice israeliana, assieme alle atrocità che causa e che ha causato.
E' imperativo rettificare questo pregiudizio...
Si noti l'uso del termine sionista al posto di israeliani, tipico del lessico nazista (ma certo il nostro Barnard si giustificherà sostenendo che lui voleva parlare proprio del movimento "sionista"...
Si noti inoltre quest'altro passaggio: "Il danno prodotto dall'aver riversato una popolazione aliena (i sionisti immigrati in Palestina) su una terra araba... Le parole tra parentesi non sono del tempo, ma del giornalista di Report: gli "ebrei" che fuggono dalla Shoah a Gerusalemme (città sempre a maggioranza ebrea, dalla caduta del Tempio a oggi) diventano puri e semplici "sionisti"! Capito in che mani siamo?
La stessa Liberazione dà un orizzonte storico più
decente al "terrorismo".
Caro Battista, hai sballato una puntata. O almeno il suo inizio.
















posted by IloveAmerica | 19:43 | commenti

 

VINCERE LA "GUERA"

di un favoloso Dimitri Buffa

posted by IloveAmerica | 12:27 | commenti



domenica, settembre 19, 2004
 

DITTATORI UNITI

Non è uno scherzo. C'è chi vuole che a succedere a Kofi Annan sia Mohammad Kathami, l'iraniano. Ormai terroristi e teofascisti l'Onu la sentono cosa loro. Maggiori informazioni da Stefania Lapenna.

posted by IloveAmerica | 21:33 | commenti



sabato, settembre 18, 2004
 

LETTERA AL TARDO-SOCIALISMO
Tra chi dice che è per colpa nostra che i terroristi massacrano e chi dice che la responsabilità è di coloro che scelgono il macello c'è un abisso. Per il socialista tuttora credente nella dea "Ragione", è difficile pensare il Male come il risultato di una catastrofe individuale, che attiene alla sfera dell'individuo e della sua morale (traduco: della sua anima), e non a quella della società (traduco: del corpo collettivo-sociale).
Ripeto:
se una persona o un gruppo sceglie di uccidere un altro gruppo, o etnia, o persona, è soltanto (in primo luogo) sua la responsabilità del male che commette. Per i tardo-socialisti invece è soltanto (in primo luogo) colpa della società.
Da ciò discende l'assioma che hamas è il prodotto di Israele, e non un prodotto dei Fratelli musulmani gruppo nazista nell'Egitto inglese, che i ceceni e wahabiti di Beslan sono un prodotto di Putin, che l'11 settembre è un prodotto yankee. Da ciò il continuo affannarsi a comprendere più le ragioni di hamas di quelle dei corpi lacerati da hamas, le ragioni dei mostri di Beslan più di quelle dei bambini di beslan e così via.
Da questa ambivalenza non si esce. Eppure siamo di fronte a una delle ragioni per cui non ci si capisce.
Ripeto:
La cultura liberale, come quella cristiana non alterolatrica, crede nella responsabilità individuale. La cultura totalitaria -e quella di derivazione giacobina- sostituisce il rapporto io-Dio, o quello io-io dei liberali laici, con un noi nel quale la responsabilità individuale viene sciolta da una assoluzione continua, a patto che i vari io del corpo sociale affidino se stessi ai propri dirigenti e ai loro gruppi di pensiero, ai loro partiti.
E c'è una liturgia precisa nel culto autoassolutorio del noi collettivo diviso in Dirigenza e popolo tardo-socialista: il corteo, questa processione laica; il Culto per la Legge (che cioé il Bene possa essere esclusivamente imposto per Legge), come sostituto della legge del culto; i girotondi, le bandiere, i santini del Che, le candele-ceri alle finestre, le prediche continue.
Il tardo-socialismo è una religione, anche se atea.
L'Iran è una teocrazia. La Francia è una ateocrazia. Sono due facce di una medaglia alquanto simile.
Mentre il cattocomunismo alla Margherita è un non-sense della Storia.


Postilla.
Cosa dice Marx? Prendiamo uno dei suoi libri più importanti, L'ideologia tedesca, Editori Riuniti 1958. Innanzitutto va detto che L'ideologia tedesca è un libro letterariamente bellissimo, e anche dal punto di vista filosofico non è da poco. Il testo critica proprio il "clericalismo" degli ideologi socialisti in quello che Marx chiama il "Concilio di Lipsia". Marx dedica un capitolo del saggio a Bruno Bauer intitolandolo "San Bruno", e uno a Max Stirner chiamandolo "San Max", ribattendo il carattere eminentemente "pratico" del comunismo. A distanza di più di 150 anni, le cose sono cambiate: il tardo socialismo sembra essere un perfetto matrimonio di interesse tra il clericalismo socialista (anche nelle forme prodiane) e il funesto "pragmatismo" leninista.

Prendiamo un altro testo di Marx: La questione ebraica. Un titolo alquanto lugubre, riletto oggi. Alcuni estratti:
1. ...gli ebrei pretendono la parificazione con i sudditi cristiani? Ma così essi riconoscono come legittimo lo Stato cristiano, così riconoscono il regime dell'asservimento generale. Perché dispiace loro il proprio giogo particolare, se accettano il giogo generale? Perché il tedesco dovrebbe interessarsi alla liberazione dell'ebreo, se l'ebreo non si interessa alla liberazione del tedesco?
Lo Stato cristiano conosce soltanto privilegi. In esso, l'ebreo possiede il privilegio di essere ebreo. Come ebreo egli ha dei diritti. che i cristiani non hanno. Perché chiede dei diritti che egli non ha e di cui i cristiani godono?
Volendo essere emancipato dallo Stato cristiano l'ebreo pretende che lo Stato cristiano abbandoni il suo pregiudizio religioso. Ma egli, l'ebreo, abbandona il proprio pregiudizio religioso? Ha dunque egli diritto di esigere da un altro questa rinunzia alla religione?
Lo Stato cristiano non può, per sua essenza, emancipare l'ebreo, ma, aggiunge Bauer, l'ebreo per sua essenza non può venir emancipato. Fino a che lo Stato rimane cristiano e l'ebreo ebreo, ambedue saranno egualmente incapaci tanto di concedere che di ricevere l'emancipazione.

2. In Francia, Stato costituzionale, la questione ebraica è la questione del costituzionalismo, la questione della incompletezza della emancipazione politica. Poiché qui è conservata l'apparenza di una religione di Stato, sebbene in una formula vuota e in sè contraddittoria, la formula di una religione della maggioranza, il rapporto dell'ebreo con lo Stato conserva l'apparenza di un contrasto religioso, teologico.
Solo nei liberi Stati dell'America del Nord -almeno in una parte di essi- la questione ebraica perde il suo significato teologico per diventare una questione realmente mondana. Solo là dove lo Stato politico esiste nella sua formazione compiuta, il rapporto dell'ebreo e in generale dell'uomo religioso, con lo Stato politico, vale a dire il rapporto della religione con lo Stato, può presentarsi nella sua peculiarità, nella sua purezza. La critica di questo rapporto cessa di essere teologica non appena lo Stato cessi di comportarsi in modo teologico nei riguardi della religione, non appena esso si comporti verso la religione da Stato, cioè
politicamente.

4. L'emancipazione politica dell'ebreo, del cristiano, dell'uomo religioso in generale, è l'emancipazione dello Stato dal giudaismo, dal cristianesimo, dalla religione in generale. Nella sua forma, nel modo proprio alla sua essenza, in quanto Stato, lo Stato si emancipa dalla religione emancipandosi dalla religione di Stato, cioè quando lo Stato come Stato non professa religione alcuna, quando lo Stato riconosce piuttosto se stesso come Stato.

5. Noi cerchiamo di rompere la formulazione teologica della questione. La questione della capacità dell'ebreo ad emanciparsi si trasforma per noi nella questione di quale particolare elemento sociale sia da superare per sopprimere il giudaismo. Infatti la capacità ad emanciparsi dell'ebreo d'oggi è il rapporto del giudaismo verso l'emancipazione del mondo di oggi. Tale rapporto risulta necessariamente dalla posizione particolare del giudaismo nell'asservito mondo odierno.
Consideriamo l'ebreo reale mondano, non l'ebreo del Sabbath, come fa Bauer, ma l'ebreo di tutti i giorni.
Cerchiamo il segreto dell'ebreo non nella sua religione, bensì cerchiamo il segreto della religione nell'ebreo reale.
Qual è il fondamento mondano del giudaismo? Il bisogno pratico, l'egoismo.
Qual è il culto mondano dell'ebreo? Il traffico. Qual è il suo Dio mondano? Il denaro.
Ebbene. L'emancipazione dal traffico e dal denaro, dunque dal giudaismo pratico, reale, sarebbe l'autoemancipazione del nostro tempo.
Un'organizzazione della società che eliminasse i presupposti del traffico, dunque la possibilità del traffico, renderebbe impossibile l'ebreo.

5. Noi cerchiamo di rompere la formulazione teologica della questione. La questione della capacità dell'ebreo ad emanciparsi si trasforma per noi nella questione di quale particolare elemento sociale sia da superare per sopprimere il giudaismo. Infatti la capacità ad emanciparsi dell'ebreo d'oggi è il rapporto del giudaismo verso l'emancipazione del mondo di oggi. Tale rapporto risulta necessariamente dalla posizione particolare del giudaismo nell'asservito mondo odierno.
Consideriamo l'ebreo reale mondano, non l'ebreo del Sabbath, come fa Bauer, ma l'ebreo di tutti i giorni.
Cerchiamo il segreto dell'ebreo non nella sua religione, bensì cerchiamo il segreto della religione nell'ebreo reale.
Qual è il fondamento mondano del giudaismo? Il bisogno pratico, l'egoismo.
Qual è il culto mondano dell'ebreo? Il traffico. Qual è il suo Dio mondano? Il denaro.
Ebbene. L'emancipazione dal traffico e dal denaro, dunque dal giudaismo pratico, reale, sarebbe l'autoemancipazione del nostro tempo.
Un'organizzazione della società che eliminasse i presupposti del traffico, dunque la possibilità del traffico, renderebbe impossibile l'ebreo.

E' giusto nascondere questi scritti all'attenzione degli studiosi e degli studenti?
Qui trasluce davvero l'essenza de l'ideologia tedesca.











































posted by IloveAmerica | 01:31 | commenti



giovedì, settembre 16, 2004
 

L'UE AGGIUNGE 250 MLN DI EURO AL PORTAFOGLI DI ARAFAT

Ignorando deliberatamente la corruzione che imperversa sempre in seno alla direzione palestinese, l'Unione Europea si ostina a versare delle somme considerevoli all'Autorità Palestinese nel quadro dell'assistenza che le accorda.
E' così che la somma di 26 milioni di euro è stata trasferita giovedì [29 luglio] nelle casse dell'Autorità Palestinese. Il quotidiano israeliano Maariv, che riporta questa informazione, sottolinea che si tratta di un primo versamento di una somma totale di 250 milioni di euro che l'Unione Europea si è impegnata ad accordare nel corso dell'anno 2004. Una somma equivalente è stata versata l'anno scorso. Ufficialmente il denaro è destinato a un fondo per un programma di riforme economiche creato dalla Banca mondiale.
Nel comunicato pubblicato giovedì dall'Unione Europea è specificato che "la popolazione palestinese di Giudea-Samaria e della striscia di Gaza soffre sempre di una seria recessione economica e che il livello di vita si è nettamente abbassato".

Secondo l'annuncio pubblicato dall'Unione Europea, 65 milioni di euro dovrebbero servire all'applicazione di riforme economiche, 22 milioni per i servizi sociali, 7,5 milioni per il "piano di pace" e 5 milioni per l'assistenza tecnica in vista della messa in atto delle riforme.
Inoltre, 60 milioni saranno versati all'UNWRA, tra i quali 29 milioni per gli aiuti umanitari, 10 milioni per l'acquisto di derrate alimentari, e il resto sarà ripartito tra diversi progetti.
Ma è difficile sapere se il denaro sarà realmente utilizzato per fini umanitari o sarà recuperato dai funzionari palestinesi, che fino ad oggi non hanno esitato ad attingere abbondantemente dalle casse, usando per i loro bisogni personali le somme che dovevano servire a migliorare la vita quotidiana della popolazione palestinese.

I dirigenti palestinesi, accusati di corruzione, naturalmente hanno rigettato tutte queste accuse, affermando che tutto è stato realizzato in modo regolamentare. L'Europa tiene a giocare un ruolo importante nel processo diplomatico in corso in Medio Oriente.
L'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Javier Solana, ricevuto la settimana scorsa dal Primo Ministro israeliano, non aveva apprezzato le critiche mosse dal suo ospite. E aveva aggiunto: "Noi saremo coinvolti nel processo, che lo vogliate o no!"
(Arouts 7, 02.08.2004 - trad. http://www.ilvangelo.org )
Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana
http://www.amislam.com. Riportato dal Gruppo Yahoo Destra per Israele.
Grazie ai link di sopra si noterà che c'è un multiculturalismo che funziona!
(P. dLautr.)















posted by IloveAmerica | 19:02 | commenti

 

I PROTOCOLLI DI KYOTO RAFFREDDANO QUASI TUTTI
Invece di preoccuparsi di cose serie, i clintoniani d'antàn si preoccupavano di “farsi” delle stagiste o di farsi l'Africa occidentale (Chirac-Total). Così ci siamo ritrovati immersi nella Peste verde, con variabili tipo l'incupimento a regime della Russia (vedi Gluksmann sul Corriere di oggi), tipo l'incupimento razzista delle Gabanelli di Rai3, tipo l'atomica in mano a pazzi come i norcoreani o gli ayatollah iraniani. E chi se ne frega se la stessa Onu comincia a trovare dei missili di Saddam in Giordania, oppure se la Siria sembra sperimentare armi chimiche in Sudan. Mica c'è da prendersela con Israele e USA...
Su un paio di questioncelle fondamentali però si erano impuntati: volevano "salvare il mondo". I Protocolli di Kyoto... non ricordate più quanto di imbestialirono per il rifiuto Usa di sottoscrivere quel contratto-capestro? Era peggio di un contratto assicurativo, pieno di pieghe, segreti, codicilli, trucchi. Un pacco di dimensioni mondiali.
Qualcuno riferì una stranezza: l'Europa non avrebbe mai rispettato Kyoto, l'America probabilmente sarebbe arrivata a quelli standard, magari grazie al nucleare o ai miliardi di dollari investiti su nuove tecnologie alternative al petrolio (eppure anche la Francia ha il nucleare).
Oggi arriva la mazzata: anche la Russia rinuncerà a Kyoto. Come al solito sono rimasti in tre, o giù di lì. Quelli del recente summit in Spagna.
Qui trovate un completo aggiornamento su Kyoto, grazie a Istituto Bruno Leoni.

P.S. Ho sempre diffidato dai "protocolli", fin dal liceo, e quelli di Kyoto ricordano quelli dei Sette savi di Sion...





posted by IloveAmerica | 18:33 | commenti



mercoledì, settembre 15, 2004
 

IL MERCATO E' REPUBBLICANO

Giovanni Zibordi spiega come il mercato finanziario si muova a seconda dei sondaggi.

posted by IloveAmerica | 17:24 | commenti



martedì, settembre 14, 2004
 

ONU: LE ARMI PROIBITE DI SADDAM FATTE USCIRE DALL'IRAK

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu è stato aggiornato ieri pomeriggio sul lavoro degli ispettori del “Unmovic”, l’ente del Palazzo di Vetro per il monitoraggio, le ispezioni e le verifiche dei Paesi sospetti, impegnati negli ultimi mesi per identificare la connessione tra Iraq e alcune armi rinvenute in Giordania e Olanda. L’Unmovic ha comunicato che componenti di missili “Al Samoud 2”, messo al bando dalle risoluzioni dell’Onu e già precedentemente ritrovate ed etichettate, sono state individuate in depositi e magazzini fuori dall’Iraq, sollevando dubbi sulle effettive capacità della comunità internazionale di tenere sotto controllo i traffici di contrabbando delle armi di Baghdad. La notizia è potenzialmente esplosiva, perché lascia intendere che persino il Palazzo di Vetro, uno dei principali oppositori della guerra a Saddam Hussein, è in dubbio sul fatto che Baghdad non avesse le armi di distruzione di massa. [Continua su Analisi Difesa]

posted by IloveAmerica | 19:56 | commenti



lunedì, settembre 13, 2004
 

IL LEONE DEL PANSHIR

Otimaster oggi ricorda il comandante Massud

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:30 | commenti



domenica, settembre 12, 2004
 

IRAN

L'Iran è uno dei paesi dove si pratica quanto avete visto nel video del messaggio precedente. Mi scrive un amico Iiraniano per segnalarmi questo articolo. Non mancate di visitare e segnalareil suo sito.

Update sull'assassinio di una 16enne ad opera del teofascismo iraniano per atti contrari alla castità, già denunciato da Amnesty nel totale silenzio della stampa europea.

Paolo

posted by IloveAmerica | 14:14 | commenti

 

LASCIAMOLI IN PACE ?

Più in basso troverete un link ad un video che mostra tre donne frustate, poi avvolte in un lenzuolo bianco e semisepolte, vive,  per terra, ed infine lapidate. Pratica dell'Afghanistan talebano, dell'Iran (due settimane fa tale sorte è stata subita da una ragazza di sedici anni per atti contrari alla castità), nonchè di alcuni paesi africani benedetti dalla civilizzazione islamista. Conviene sopportare il lungo discorso in arabo per i primi 3 minuti e vedere il seguito, preferibilmente in dsl. Qui il video ospitato in un sito gestito da ex musulmani, che consiglio di leggere.

Questa cultura che compenetra religione e stato dura da quattordici secoli. Quattordici secoli colmi del dolore comminato lentamente a milioni di individui ingannati da un falso credo e martoriati dalle sue regole. C'è qualcuno qui in occidente che vuole far credere che "volere la pace" significhi  lasciarli continuare. Poi si spaccia per moralmente superiore.

Aggiungo un elenco di siti gestiti da ex-musulmani.

http://www.secularislam.org/

http://www.faithfreedom.org/

http://www.middleastwomen.org/

http://www.apostatesofislam.com/

http://www.mukto-mona.com/

http://www.homa.org/

http://www.ladeeni.net/english.htm

http://taslimanasrin.com/

http://www.muslimsandislamic.faithweb.com/

http://www.geocities.com/freethoughtmecca/

http://exmuslim.com/

http://www.islamreview.org/

http://www.shoebat.com/

http://www.noniedarwish.com/

http://www.murtadd.org/

http://www.webspawner.com/users/hfali1/

http://www.knowislam.info/

http://www.geocities.com/ibn_rushd2

http://www.ampbreia.com/

Paolo








































posted by IloveAmerica | 12:16 | commenti



sabato, settembre 11, 2004
 

Il mondo cambiato dall'11/9
Tre anni fa gli attacchi agli Usa
di ADRIANO SOFRI


 Potete accorgervi di essere ebreo, e chiedervi che cosa significhi, solo dopo che qualcuno vi abbia insultati così: "Ebreo!". Qualcosa del genere - molto più a buon mercato - abbiamo sperimentato, dall'11 settembre in qua, con il nome di Occidente. Era abbastanza fuori corso nella nostra idea di noi stessi. Poi ce lo siamo sentiti dire a muso duro: "Occidentali!" - e ci siamo chiesti di nuovo che cosa significasse.

Non è facile ridefinire i propri segni particolari nello specchio di odiatori e nemici. Si reagisce piuttosto che contare su sè. Ci si sorprende: "Perché ci odiano tanto?". Si prova un senso di colpa, naturalmente: e non si stenta a trovarne una buona quantità, di colpe, antiche e presenti. Siamo spaventosamente più ricchi, sani, longevi; consumiamo una dose spropositata delle risorse della terra.

E anche quando l'odio e la rabbia che ci assaltano sono troppo feroci e ciechi per esaurirsi nelle nostre colpe, e gli assaltatori non siano i poveri del mondo ma dei miliardari cadetti, incliniamo a spiegarli con qualcosa che conosciamo, che abbiamo attraversato. Dopotutto, ci siamo squartati nelle fratricide guerre di religione, e abbiamo inventato il razzismo, i totalitarismi, le guerre mondiali, il genocidio, l'esplosione atomica: appena poco fa. L'orrore dei nostri nemici somiglia tristemente a qualcosa attraverso cui siamo passati. A volte ne è addirittura una filiazione dichiarata.

Una gran parte degli studi e delle riflessioni fiorite dopo l'11 settembre si impegna appunto a documentare l'incrocio di idee e comportamenti fra l'occidente e i suoi nemici. Ian Buruma e Avishai Margalit, autori di una serie tempestiva e penetrante di saggi dopo l'11 settembre, ora rielaborati in volume, hanno scelto il titolo Occidentalismo - calcato sul classico studio di Edward Said, Orientalismo - a significare l'occidente com'è visto dai suoi nemici. Il vero oggetto della loro analisi è l'influenza della critica rivoluzionaria o antiliberale di pensatori e movimenti occidentali sull'intolleranza antioccidentale del mondo terzo e specialmente dell'islamismo contemporaneo.    Ho, non dirò un'obiezione, ma una preoccupazione: che la sottolineatura degli incroci e dei prestiti conduca a sottovalutare la novità e l'autonomia del furore islamista.

Ammettete che la verità essenziale dell'Occidente stia nella libertà delle donne: l'unico progresso che non sia finito in un vicolo cieco. (Parecchie femministe sospettano che la libertà delle donne sia diventata la nuova bandiera strumentale del dominio maschile
occidentale: rischio credibile, ma del tutto secondario rispetto alla condizione reale delle donne nel mondo). La libertà delle donne non riguarda solo il loro destino - la metà mancante alla libertà intera - ma l'universale condizione umana: a partire dal rapporto delle madri con i figli.

Sta qui la differenza essenziale fra società islamiche e occidente. Gli "occidentalisti" se ne accorgono, e lo mostrano con la loro scandalizzata gelosia. Noi occidentali, donne comprese, ce ne accorgiamo di meno. Pensiamo ancora che la questione del velo sia una imbarazzante intrusione esotica nella nostra periferia. Pensiamo che sia affar loro, o tutt'al più che bisogni aiutare le loro donne a scegliere se indossare o no il velo. E' raro che pensiamo all'eventualità che qualcuno voglia metterlo in testa alle donne occidentali, il velo.

L'odio più accanito degli "occidentalisti" si concentra sul proprio occidente intestino, quell'impuro modo di vita che si insinua dentro il loro mondo. La guerra santa islamista contro l'occidente è in primo luogo una guerra di riconquista interna: l'Arabia Saudita dissacrata dalle donne soldato americane... Ma gli islamisti della jihad si vedono anche come maschi valorosi e devoti all'assalto della gran prostituta occidentale. Il loro obiettivo primo è la cattura delle loro donne. Riassicurarle alla loro padronanza, se si sono già prese delle libertà; ribadirne i ceppi, se non si sono ancora allontanate.

Le tappe dell'offensiva islamista, a partire dall'Iran khomeinista, poi nell'Afganistan talebano, in Algeria (e in Nigeria, in Bangladesh, e in altri paesi arabi e musulmani asiatici), hanno avuto questa posta ridurre a nuova servitù donne che godevano di una libertà, o andavano conquistandola. Diventerà questa la posta ultima della stessa guerra irachena, specialmente nella sua ambizione sciita. L'irruzione della questione del velo nei territori di immigrazione è il complemento della guerra per la proprietà delle donne nei paesi islamici.

Da questo punto di vista, il rapporto fra offensiva islamista e critica occidentale all'occidente si mostra in una luce diversa. E' vero che la libertà delle donne è tutt'altro che costitutiva della storia occidentale. Per limitarsi al nesso fra democrazia e condizione
femminile, il voto alle donne è conquista di ieri. La discriminazione è ancora impressionante nei nostri parlamenti e in genere nei posti di comando. Tuttavia la segregazione femminile è ovunque impensabile. Le mutilazioni genitali sono sentite come una violenza raccapricciante. Le bambine studiano, le ragazze frequentano in maggioranza gli studi superiori, e con i risultati più brillanti. Le donne dispongono della propria capigliatura e del proprio abbigliamento. I giovani si scelgono per amore. All'opposto, la condizione della donna (e della sessualità, e dell'educazione dei bambini) nell'islam contemporaneo concede assai poco all'incrocio di culture e non si spiega davvero con la filiazione dalla ginofobia occidentale. E' un connotato eminentemente autoctono. Non è "occidentalista", e tantomeno "orientale". E' islamico e, tristamente, islamista. (Forse l'islamismo è l'islam che ha paura di essere espropriato del proprio dominio, di non essere più padrone in casa propria).

Anche André Glucksmann ha insistito con una forte convinzione -che lo spinse ad approvare l'intervento in Iraq - sulla peste occidentale risuscitata nelle vesti islamiste. I suoi titoli sono eloquenti: Dostoevskij a Manhattan, Occidente contro Occidente... Tuttavia il nichilismo, la cruciale categoria che Glucksmann evoca a nominare il nemico, perde qualcosa della novità. Diventato una nozione generica (la perdita di ogni senso, l'irrilevanza dei valori, l'indifferenza alla morte, la dedizione alla distruzione, la persuasione che tutto sia permesso) il nichilismo si adatta male a quel sovrappiù di senso, quella devozione entusiastica alla morte propria e altrui, quella obbedienza prona a un Dio vivo e furente, quella immolazione ebbra e pignola. Per nominare l'avvento degli uomini e delle donne "kamikaze", vera mutazione della specie, tenterei anzi la parola contraria di nichilismo - una parola che alludesse non al nulla e al vuoto, ma al troppo, al pieno.

Il suicidio-eccidio, che non stanno uno al servizio dell'altro, ma sono ambedue fini a se stessi, sognati, amati e ricercati, non era nel novero delle cattive idee occidentali che hanno passato la frontiera.  Quando oggi ci interroghiamo sull'Occidente - l'occidente come lo vorremmo, come lo sappiamo giusto - possiamo far tesoro dell'immagine rovesciata che ci rimanda lo specchio del fanatismo terrorista. Il mondo delle puttane ebree e cristiane. Il mondo della gente che ama la vita e non la morte. L'occidente cui ci iscriviamo non si dimentica dell'ingiustizia e della prepotenza: al contrario. Non si dimentica nemmeno, per essercisi bruciato, dei disastri che covano nell'intenzione di rifare daccapo il mondo. Abbiamo di fronte una questione pratica: se e in che misura l'occidente riesca a non dissomigliare troppo dall'idea che ha di se stesso. Se e in che misura riesca a far corrispondere i fatti alle sue dichiarazioni universali.

Forse la libertà occidentale non sa esistere senza la povertà e la schiavitù di tanta parte del mondo. E' un sospetto da prendere sul serio. Dopotutto, si concesse un tempo insopportabile all'idea che il comunismo dovesse solo correggere gli errori dei propri esperimenti reali. Forse la libertà occidentale può diventare la libertà di tutti. Era una questione di giustizia. Ora è diventata una questione di vita e di morte.

(11 settembre 2004)

































posted by IloveAmerica | 22:44 | commenti

 
posted by IloveAmerica | 15:48 | commenti

 

Genocidio di vette67stinger e Pulizia Etnica di Libero Pensiero

 

posted by IloveAmerica | 09:58 | commenti



venerdì, settembre 10, 2004
 

Pow Mia 9-11 Tribute (7 mb)

9-11- 2001

9-11-2004

posted by IloveAmerica | 23:15 | commenti

 

LIBRI 

Benmiloud Yassir, ZERO KILL  Mondadori, 7,80 euro, primo volume di una trilogia dedicata all'Algeria, paese d'origine dell'Autore. Yussef Sultane è un militante di un gruppo islamico collegato al Gia, un volenteroso carnefice incendiato dalla jihad contro gli infedeli, i crociati, i mangiamaiali, i cristiani, i nemici personali con cui ha conti in sospeso. Contro il mondo. Muore da martire nella sua ultima missione. Convinto di risvegliarsi nel paradiso promesso circondato da vergini, si ritrova invece di fronte a un severo angelo della morte. E le cose per Yussef si mettono male fin dall'inizio. L'angelo non sembra per niente incline a usare il metro di giudizio dell'imam che ha convinto Yussef a diventare un militante e piano piano viene passata in rassegna la sua vita. Si metterà malissimo. Ogni riga del libro di Y. B. è sopra le righe. Niente viene risparmiato. Ogni regola della sharia, la legge islamica nella sua espressione più rigida, viene sommersa dal sarcasmo, ogni debolezza mascherata da precetto religioso rivelata per quello che è: paura, insicurezza, ipocrisia. E soprattutto, controllo, potere, vampirismo. "Se la religione è l'oppio dei popoli - dice Y. B. - in Algeria è cocaina". (Recensione di Dario Olivero per La Repubblica)

Dello stesso autore, ALLAH SUPERSTAR, Einaudi, 12 euro. Qui la descrizione.

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:15 | commenti



giovedì, settembre 09, 2004
 

L'ACCUSA: L'OCCIDENTE VUOLE CRISTIANIZZARE IL SUDAN

Da molti anni in Sudan è in corso un genocidio contro le masse povere del sud Cristiano e Animista. Ne avevamo parlato più volte sia 1972, sia io recensendo il libro di Giancarlo Giojelli, sia molti amici linkati in questo blog. La questione è una delle più eclatanti nel dimostrare come il non interventismo travestito da pacifismo è in realtà un metodo complice dello sterminio e la sua vantata superiorità morale nasconde invece complicità assassina. Della schiavitù non parliamo.
Il terrorismo islamista è consapevole dell'aiuto avuto nella compiaceza omertosa dei nostri media sulla questione, e quindi ha il coraggio di fare affermazioni di questo tipo:

A prominent Islamic scholar on Friday described Western relief efforts in Darfur as attempts to "Christianise'' people in the conflict-torn western region of Sudan. Sheik Youssef al-Qaradawi, an Egyptian cleric with a large following in the Islamic world, also accused the West of plotting to control Sudan, like it has done in Iraq, Afghanistan and the Palestinian territories ..............
While the United States is advocating a get-tough approach with Sudan, other United Nations Security Council members, including France, are leaning toward giving Sudan more time to comply.
[Leggi l'articolo sul Pakistan Today]

Espansionismo e terrorismo, genocidio in Sudan e persecuzione in Africa, massacri in Algeria. Sharia e leggi disumani, talora comprendenti la schiavitù, in molti paesi, e bisogna dirlo, espansionismo in Cecenia. Per il popolo della pace persino il regime della teocrazia talebanae avrebbe dovuto essere ignorato. Poi è Bush che vuole la guerra.....

Paolo



posted by IloveAmerica | 15:14 | commenti

 
CONTRORDINE COMPAGNI !

Le manovre per trasformare le operazioni in Iraq da un’infamia imperialista in una guerra politicamente corretta e “di sinistra” avevano avuto un’anteprima fin dal dibattito sulla richiesta di una risoluzione dell’ONU che togliesse agli statunitensi il comando militare a Baghdad ma hanno preso ufficialmente il via con la convention del Partito Democratico di Boston.
Fassino e Rutelli, entusiasmati da John F. Kerry, avevano affermato che senza Bush si poteva e si doveva restare in Iraq.
Eh già perché Kerry ha detto che con lui l’America rinsalderà le alleanze con l’Europa, anzi, ha detto che parte dei militari americani in Iraq saranno rimpiazzati da truppe alleate….però ha detto anche che invierà più soldati a Baghdad…..anzi no, ne ritirerebbe una gran parte entro sei mesi….. Insomma, sull’Iraq Kerry è parso in stato confusionale e comunque privo di una strategia. Forse è per questo che ha raccolto la simpatia della sinistra italiana che ha sorvolato sulle affermazioni da “falco” del candidato democratico presentatosi al suo pubblico con il saluto militare vantando un curriculum da eroe smontato pezzo per pezzo dai veri veterani che non gli perdonano le accuse di crimini di guerra rivolte ai suoi commilitoni, formulate sotto giuramento e poi ritrattate.
 
 



posted by IloveAmerica | 13:32 | commenti



mercoledì, settembre 08, 2004
 

IL LORO SUCCESSO PIU' CLAMOROSO

Ieri all'ipermercato sentivo Radio Modena in mezzo a pubblicità e canzonette:

".... e per chi non lo avesso ancora visto, ci sono tre sale che programmano Fahrneit 911 di michael moore, che ha vinto al Festival di Cannes e spiega come l'america sia ora coinvolta nel terrorismo grazie ai legami tra la famiglia Bush e Bin Ladin ......tattarattata..... e non mancate oggi a Soliera alla svendita do OBI di tutto-per-il-bricolage ...".

Leggi che Hamas, l'organizzazione terroristica palestinese che ha inviato in Afganistan i suoi militanti ad addestrarsi da Bin Ladin per anni, che l'11 settembre ha esultato pubblicamente, che di routine usa termini come "distruggere l'america", che rivendica attacchi in casa di famiglie ebree dove si inseguono fino sotto i letti i bambini per ammazzarli, Hamas dicevo, ha comprato i diritti del film di michael moore per proiettarlo in medio oriente. Il primo caso di film americano che un gruppo terrorista cerca di diffondere.

Il film è stato lanciato dall'elite francese che gli ha fatto vincere il Festival di Cannes (prima volta che un documentario politico senza trama e recitazione ha vinto) perchè fino ad allora non era nemmeno sicuro di uscire nelle sale. Cosa vuole dire avere i complessi di Vichy, sei milioni di musulmani in casa e un elite arrogante (quella che solidarizza con Battisti e gli altri terroristi italiani)
All'aeroporto di Francoforte e quello di Monaco vedi pile di libri di Michael Moore e ho letto che la Germania gli ha reso quanto gli Stati Uniti pur essendo un mercato 4 volte più piccolo e lui un autore straniero, è diventato l'autore americano di attualità più letto dai tedeschi. I tedeschi, sconfitti due volte dagli americani e sempre dalla parte errata della storia covano forse qualche inconscio risentimento ?...

In Italia se entri alla Feltrinelli è forse l'autore politico che vedi di più in giro, ha avuto la copertina dell'Espresso, ci sono i festival dell'Unità e rifondazione che lo sponsorizzano in tutte le forme. Alla convenzione repubblicana hanno fatto due discorsi spettacolari Randy Giuliani e John McCain: Giuliani, sindaco italoamericano che ha rimesso in sesto New York e sarà il prossimo candidato alla presidenza post-Bush, McCain ex-candidato repubblicano con Bush uno che è stato sette anni prigioniero dei vietcong perchè ha voluto essere rilasciato per ultimo dopo tutti i suoi soldati. Questa è gente seria da cui dipendono i destini dell'america e del mondo: bene il titolo e lo spazio del Corriere dell Sera era invece su michael Moore perchè mentre parlavano era presente (e fischiato) in sala anche lui .... Conformismo ? Ex-comunisti che si tolgono uno sfizio ?

Negli Stati Uniti i radical-chic nelle università, media e Hollywood, nelle professioni intellettuali, gli attivisti gay e femministe, i no-global e ecologisti radicali non menzionano MAI il terrorismo e Al Qaeda , ma solo Bush, i repubblicani, le multinazionali e le colpe dell'america e hanno adottato MichaelMoore come il loro simbolo perchè in "Faherneit 911" ha scaricato tutte le loro rabbie.
Moore è il caso estremo del radical-chic che acquista fama e soldi per predicare un odio parallelo a quello di Bin Ladin contro l'America e l'Occidente consumista corrotto girando il mondo con cinque guardie del corpo e l'aereo personale pagato dalla Time Warner (un jet personale, oltre a consumare più di 200 SUV, ti evita di preoccuparsi dei dirottamenti come il resto dei comuni mortali e spiega perchè il terrorismo non lo interessi)
Il suo "Fahrreneit 911" sposa in toto la tesi di Bin Ladin che l'America di Bush in combutta con la casa reale Saudita sono il vero nemico del mondo, parla dell'11 settembre senza dedicare un minuto a a cosa fanno i terroristi e falsifica ogni singolo fatto che rappresenta.

Esempio: cita come ragione per la guerra in Afganistan un gasodotto progettato da multinazionali nella zona in cui gente dell'amministrazione bush avrebbe degli interessi. In realtà si tratta un progetto iniziato nel 1995 o 1996 (sotto Clinton), abbandonato intorno al 1999 e mai più ripreso finora!. Ci sono ora libri e siti che mostrano le falsificazioni del film fotogramma per fotogramma (soldati intervistati che hanno avuto le loro parole tagliate e rimontate...), ma ovviamente non ne trovi molte tracce sui giornali italiani.

Moore e la spazzatura come "Faherneit 911" sono il successo più clamoroso di Bin Ladin e dei terroristi, il poter contare su chi propaganda le loro falsificazioni e il loro odio viscerale dell'America dal suo interno.

Giovanni Zibordi di CobraF




posted by IloveAmerica | 20:03 | commenti



martedì, settembre 07, 2004
 

TEMO CHE...
Temo che Aslan Maskadov, leader ceceno antirusso non sia (nonostante la appassionata difesa compiuta da André
Gluksmann, persona che rispetto e ammiro e che ritengo in assoluta buona fede) del tutto sincero quando si dichiara a favore della democrazia e quando condanna quanto successo in Ossezia.
Temo che Aslan Maskadov sia per i ceceni ciò che Yasser Arafat è per i palestinesi: un nemico e un ostacolo ingombrante.
Temo che Maskadov sia un doppiogiochista che da un lato invoca aiuto dagli USA, dall'altro lo ottiene dai binladisti.
Temo che i collaborazionisti europei ripercorreranno con Maskadov gli orrori compiuti con hamas, hezbollah etc.
Temo che Chirac-Pétain dia la linea al fronte della guerra civile in atto in occidente, guerra che ha nei media il suo orizzonte principale.
Temo che il tentativo -perfettamente riuscito- di trasformare la strage degli innocenti in una accusa a Putin sia un tentativo -alquanto riuscito- di attaccare Bush e il suo tentativo di liberazione dell'Irak.
Credo che la regola di comportamento giusta sia questa: quando Putin massacra dei civili ceceni, accusare Putin e difendere i civili; quando invece i maiali islamofascisti fanno stragi deliberate, si dovrebbe accusare loro e basta.
Trovo alquanto lurido il fatto che il terrorista palestinese o ceceno o arabo sia legittimato all'assassinio di massa in virtù di quanto ha subito lui o i suoi familiari, mentre invece il colonnello russo che distrugge un palazzo di coloro che sono per lui nemici, che magari gli hanno ucciso familiari o soldati non trovi mai la stessa legittimazione dai collaborazionisti socialfascisti europei. Strano no?
Trovo inoltre che la lunga e orrenda strage di massa perpetrata in Algeria dimostri, casomai ce ne fosse bisogno, che i maiali colpiscono sempre e comunque per stabilire il loro potere, e che gli Usa, Israele, la guerra e il capitale lì non c'entrano nulla. (PdL)










posted by IloveAmerica | 15:11 | commenti



domenica, settembre 05, 2004
 
NIENTE CANDELE ALLE FINESTRE
Soprattutto, niente candele alle finestre. Già abbiamo assistito a esorcismi di massa, condotti dall'eresia catto-verde-comunista. Già abbiamo assistito in silenzio all'ostensione delle bandiere della "pace". Come se il male potesse restare fuori dalla finestre e, soprattutto, il bene di là da quelle. Mentre così non è: nessuno è innocente e nessuno è buono per natura.
Viviamo già in un paese che ha concesso troppo al paganesimo e al neopaganesimo, pieno di cornetti e di troppi santini appesi ai muri e "buoni" politici blateranti con voce di miele nella palla di vetro Tv.
Niente candele alle finestre.
Sappiamo perfettamente cos'è il male e cosa è il Bene, anche se continuamente cadiamo e ricadiamo nei nostri errori preferiti.
Ai bambini morti in Ossezia penserà Dio, per chi ci crede, o il Ghiaccio eterno, per chi ci crede.
Per favore, niente candele alle finestre. Accendete una luce nel cuore, se ne avete uno. Se lo avete ancora avrete anche orecchie per udire, e capirete ciò che voglio dire.






posted by IloveAmerica | 00:28 | commenti



giovedì, settembre 02, 2004
 

QUANDO BERTINOTTI AIUTO' BUSH

Se fossi Americano e Repubblicano tradurrei e pubblicherei negli USA questa intervista a Bertinotti. Bertinotti, nell'intervista, prima si augura il declino del potere dell'America, e due righe sotto dichiara che lui voterebbe Kerry. Id est. Coloro che vogliono il declino dell'America preferiscono Kerry.

/Dream/ E se davvero lo traducessero e se proprio Bertinotti contribuisse all'affossamento di Kerry ?

Paolo

posted by IloveAmerica | 13:15 | commenti

 

MOSTRO DI VENEZIA: MICHAEL MOORE DICHIARA...

“The Iraqis who have risen up against the occupation are not ‘insurgents’ or ‘terrorists’ or ‘The Enemy.’ They are the REVOLUTION, the Minutemen, and their numbers will grow—and they will win.” - Michael Moore, 4/14/2004

These are SPECIFICALLY the men to whom he refers. Remember that when you support Michael and endorse his statements, THIS is what you are supporting.
Grazie a
Moorewatch.



posted by IloveAmerica | 11:33 | commenti

 

ALZARE LE TASSE E STATALIZZARE L'ECONOMIA
In America Bush e Kerry sono alle prese con problemi globali e cercano di attrezzarsi per il meglio, in Italia abbiamo il local hero: a ciascuno il suo. L'eroe intellettuale di oggi è Rutelli: riceviamo dall'Istituto Bruno Leoni quanto segue:
"Invertire il processo di devolution e restituire allo Stato competenza esclusiva in materia di trasporto, distribuzione nazionale e produzione di energia: tale è la proposta di Francesco Rutelli e della Margherita, accolta favorevolmente da numerosi esponenti della maggioranza. L’Istituto Bruno Leoni condanna questo rigurgito di centralismo e dirigismo.

                     

“Lo Stato – commenta Carlo Stagnaro, direttore IBL per l’Ecologia di mercato – deve spogliarsi di poteri e competenze, non guadagnare quelli persi, del tutto o in parte”. L’energia è oggi materia di legislazione concorrente tra Stato e regioni: per Stagnaro, “questa anomalia va risolta: le politiche energetiche vanno attribuite alle singole regioni”. Questo passo, però, presuppone una radicale riforma del fisco in senso federale: “altrimenti, il momento del prelievo resta separato da quello della spesa, e ciò genera comportamenti inefficienti, irresponsabili e opportunistici da parte delle autonomie locali”.