I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



mercoledì, giugno 30, 2004
 

TURCHIA ED EUROPA

Al vertice della NATO ad Istanbul tutti hanno “salvato la faccia”, almeno al livello formale; ma per quello politico, almeno sul lato europeo,…. par di sognare. Chirac e Schroeder hanno accettato di cooperare all’istruzione del nuovo esercito iracheno, come chiesto alla NATO dal prossimo premier iracheno Yiad Allawi. Ma Allawi non era un fantoccio USA, installato dopo un intervento militare deplorevole, unilaterale, preventivo, non benedetto dall’ONU, in breve…sconveniente e politicamente non corretto? Giorno dopo giorno la valanga di catastrofi scaricata sull’opinione pubblica per alimentare l’antiamericanismo si rivela per quello che è: un’ininterrotta serie di distorsioni indispensabile per mantenere la “linea”, visto che la quotidiana trasformazione in crolli definitivi delle obbiettive e normalissime difficoltà di una transizione difficile come quelle irachena non paga e alla lunga finisce col ridicolizzare chi pensa di saperla lunga. Come è successo di recente con la storia del tragicomico ritiro ....

[continua su Nuova Agenzia Radicale]

posted by IloveAmerica | 10:39 | commenti

 

Avviso- In questi giorni per vari problemi personali non ho potuto aggiornare il blog e probabilmente per un po' di tempo rallenterò la frequenza di aggiornamento

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:30 | commenti

 

BUSH HA TORTO

Va bene amar l'America, ma l'amore non dev'esser cieco. Il vero amore non ignora i difetti del suo oggetto, ma glieli presenta d'innanzi: con delicatezza, se possibile; con durezza, se necessario; con franchezza, sempre. Amore è poter dire: mi dispiace, ti sbagli.
Prendete uno dei più recenti discorsi di Bush, per esempio. Non ci siamo Mr President, non ci siamo proprio. Va bene prendersela con i profeti di sventura in servizio permanente effettivo, giusto far notare che spesso - e per fortuna - la storia s'incarica di smentirli, suggestivo citare un articolo del NYTimes vecchio di qualche decennio ma che sembra scritto ieri:

"Germany is a land in an acute stage of economic, political and moral crisis. The basic elements of recovery and peace are lacking. European capitals are frightened by the prospect of a German collapse. In every military headquarters, one meets alarmed officials doing their best to deal with the consequences of the occupation policy they admit has failed."

Però via, non scherziamo: il paragone tra la Germania del 1946 e l'Iraq del 2004 non regge. Prima di Hitler, la Germania era il cuore d'Europa. Prima di Saddam, l'Iraq era stato per un po' un protettorato britannico e per secoli un'oscura provincia di un impero in decomposizione. Contrapporlo a quello che prima di cadere in mano a una banda di maniaci era - e infatti è tornato ad essere - uno dei Paesi più civili del mondo è francamente improponibile. Quella era pur sempre la terra di Goethe, di Kant, di Beethoven: qualcuno sa citarmi qualche iracheno di successo, dopo Alì Babà?
O vogliamo mettere il Bauhaus con il Baath?

Ma soprattutto, in Germania dopo la guerra non c'erano bande di terroristi nazisti in piena attività.
In Iraq, sì.

Il Griso








posted by IloveAmerica | 00:22 | commenti



giovedì, giugno 24, 2004
 

STATE BUONI E ANDRA' TUTTO BENE

di Robert Spencer, tradotto da Continentaldrift

Paolo

posted by IloveAmerica | 18:33 | commenti

 

Eroi, una grisata vi seppellirà

Paolo

posted by IloveAmerica | 15:16 | commenti

 

PANTA REI

Non ci si bagna due volte nella stessa acqua di un fiume, ma ogni volta che ci si bagna l'effetto è molto simile. Mi capita fra le mani un numero del settimanale "Il nostro tempo", del 18 novembre 1973. Sono trascorsi più di 30 anni da quella cronaca, eppure ..... Si tratta del resoconto della III assemblea internazionale dei cristiani solidali con il Viet Nam, il Laos e la Cambogia, che aveva avuto luogo ai primi di novembre. L'assemblea era stata indetta da mons. Bettazzi, vescovo d'Ivrea e presidente di Pax Christi congiuntamente con il Comitato Internazionale permanente dei cristiani per il Vietnam di Parigi. Nell'articolo si presenta lo svolgimento dei gruppi di studio dell'assemblea. Il linguaggio durante tutti i lavori fu quasi integralmente marxista: i termini più ricorrenti erano "comunismo", "capitalismo", "classismo", "plusvalore", "rivoluzione"; "Solo chi si trova ... in seno a una classe espropriata può avere accesso alla verità dell'uomo" era l'emblematica sentenza di uno dei personaggi presenti. Frequenti le attribuzioni di colpa alla chiesa, che "sotto il pretesto della neutralità ... è sempre stata alleata diretta sia del colonialismo sia del neocolonialismo, sia dell'imperialismo".

Fu presto chiaro l'obiettivo reale dell'assemblea: arrivare ad agire nel modo più massiccio possibile sulla Chiesa del Sud Vietnam [quella libera filoamericana], e in particolare sui suoi vescovi, per metterli contro il governo di Thieu, così da danneggiare quel governo e se possibile farlo dimettere, togliendo via l'ultimo impedimento alla caduta del Sud nelle mani dei comunisti"

Interessante era pure la composizione del gruppo vietnamita presente:

...era costituito da alcuni preti cattolici provenienti dal Nord Comunista, da altri provenienti  sotto controllo Vietcong, e da intellettuali profughi in occidente; non c'era fra loro un solo rappresentante della Chiesa e del popolo del Sud Vietnam che pure -  dopo le fughe in massa dei cattolici dal Nord nel 1954 - comprende i tre quarti dei cattolici vietnamiti.

La storia poi la conosciamo.non appena il Vietnam cadde sotto la feroce dittatura comunista, si fermarono le mobilitazioni di protesta e le assemblee. La dittatura comunista continuò imperterrita nella repressione, nella eleminazione dei dissidenti, nel sottoporre il popolo a condizioni disastrose privandolo della libertà e calpestando i diritti umani.  In quella assemblea era stato detto che "Solo chi si trova ... in seno a una classe espropriata può avere accesso alla verità dell'uomo", eppure non appena la dittatura fu al potere quel riconoscimento non fu più udito, e la classe espropriata della libertà zittita. Ancora oggi Emma Bonino lamenta denuncia la persecuzione dei Montagnards e le sanguinose repressioni nel silenzio generale. Solitaria nella sua denuncia ne paga le conseguenze.

I sepolcri imbiancati riappaiono periodicamente. L'antiamericanismo riproposto dopo la strage e la dichiarazione di guerra del 9-11 è una riedizione  dei tempi passati, una manifestazione periodica del peggio della nostra società, quello ipocrita del travestimento morale e della commedia dei sentimenti. La storia va avanti e anche i contestatori di oggi verranno dimenticati.

Paolo

posted by IloveAmerica | 14:58 | commenti



martedì, giugno 22, 2004
 

L'ORGOGLIO DI ESSERE ODIATI

di Dennis Prager

Paolo

posted by IloveAmerica | 08:10 | commenti

 

OCCIDENTE CONTRO OCCIDENTE

Del libro di Glucksmann si è già parlato, prima ancora che uscisse. Ricordo questa splendida presentazione di Teodori. Quindi nulla di nuovo in questo post, dovuto al solo fatto che ora l'ho letto. Bellissimo. Peccato che l'editoria tradizionale ormai sia sempre in ritardo e il libro sia stato scritto prima delle recenti difficoltà in Irak (o meglio prima dell'acuirsi delle campagne elettorali occidentali che hanno utilizzato e stanno utilizzando il difficile e sanguinoso periodo di transizione irakeno verso la libertà). Ne parlo perché non meno del libro mi ha colpito favorevolmente la prefazione, scritta dal Senatore DS Franco Debenedetti. Io non appartengo all'area politica di Debenedetti, ma sento comunque il dovere di esprimere ammirazione e stima per quanto ha scritto. Raccomando la lettura dell'intera Prefazione sul suo sito [----> PDF ~700 kb]

Io, con questa sinistra che è ben presente nel cosiddetto "popolo della pace", che in Italia strattona l'Ulivo e lo minaccia di ceffoni nelle piazze se non vota no alla presenza italiana in Iraq - oggi che è necessaria per assicurare un'ordinata transizione verso le elezioni, non ieri in guerra- , con questa sinistra antioccidentale che simpatizza per la dissoluzione dell'Occidente perché si sente "altra e diversa" rispetto al suo meccanismo di governo - con questa sinistra non ho e non voglio avere a che fare. La voglio sconfiggere, da posizion di sinistra riformista e occidentale come la mia.

Non mi illudo che la sinistra antagonista possa da un giorno all'altro divenire residuale, vista la sua forza in Italia più ancora che in Europa. Ma credo perciò sia giusto e sacrosanto che anche da noi si leggano libri come questo di Glucksman. Di una sinistra delle idee, della morale e della ragione che non svapora nella nostalgia del "summum bonum" per definizione rinviato all'altra vita di impensabili rivoluzioni. Che definisce il terrorismo come una minaccia e accetta anche l'idea estrema di combatterlo con guerre, se necessario. E che non per questo si identifica col muscolarismo dei repubblicani americani. Una sinistra che ha gridato di rabbia nel vedere quanta acrimonia sia stata impiegata in Europa per indebolire il suo maggior leader di governo, Tony Blair, colui che ha piegato per davvero due volte Washington a ricercare i voti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu mentre l'Europa del fronte del no si baloccava nelle piazze e con le scomuniche. Una sinistra non rassicurata e felice, ma preoccupata e perplessa, di fronte all'impennata di sfiducia verso gli americani che i sondaggi di tutti i Paesi europei testimoniano da un anno a questa parte. Una sinistra che non si trastulla nello slogan: "L'Europa funziona" dell'ultimo libro di Will Hutton, per il semplice fatto che purtroppo l'Europa non funziona, non cresce ed è divisa, oltre a essere un nano nella politica estera e di difesa per effetto dei suoi no e delle sue spaccature. Una sinistra che si candida non ad ampliare irresponsabilmente, ma a sanare, andando al governo con programmi credibili e non con libri dei sogni, la frattura di cui Glucksmann ci parla da par suo in questo libro. "La civiltà è una scommessa. Doppia. Contro ciò che la nega e la minaccia di annichilimento. Contro se stessa, troppo spesso complice passiva o avventata della sua scomparsa. Il passato si alontana a Banggkok come a Roma, il futuro esita a Parigi come a New York, il nostro pianeta errante diventa un tutto unico. [...] Noi siamo lì".
Occidente contro Occidente.

Paolo


posted by IloveAmerica | 00:35 | commenti



lunedì, giugno 21, 2004
 
ARSON ATTACKS AT SYNAGOGUES
 
21 June 2004 - The charred remains of priceless prayer books scattered on the floor are all that remain after arson attacks left two north London synagogues wrecked. ... Although police are not linking the attacks they admit it is "unusual" for two synagogues to be targeted in such a short space of time. More than 100 British synagogues have been desecrated since September 2000. - By Elizabeth Hopkirk, Evening Standard
 
posted by IloveAmerica | 10:52 | commenti

 

WE THE PEOPLE OF EUROPE

L'oblio dell'essere europei

[leggi il post]

Paolo

posted by IloveAmerica | 02:35 | commenti



sabato, giugno 19, 2004
 

LO SPIRITO DI MONACO ALEGGIA SULL'EUROPA

Lo "spirito di Monaco" passerà alla storia come il simbolo dell'ignavia dei governanti europei di fronte alle minacce delle dittature. Nel 1938, la conferenza di Monaco portò gli Stati europei - Francia, Gran Bretagna e Italia - ad aprire ad Hitler le porte per l'invasione della Cecoslovacchia. Per preservare la "pace" non si esitò a sacrificare l'indipendenza dei cittadini cechi e slovacchi, ritardando solo di un anno il confronto con la minaccia nazista, con una politica detta dell'appeasement. Quello spirito però, ancora "aleggia e soffia sull'Europa". Ne è fermamente convinto il presidente del Senato, Marcello Pera, intervenuto al convegno "ll Nuovo Spirito di Monaco in Europa", organizzato dalla Fondazione Magna Charta in collaborazione con il quotidiano il Riformista.

Un encomio alla vera sinistra che si rende conto della situazione:

E' il senatore Ds Franco Debenedetti ad introdurre un altro paragone. L'antiamericanismo durante la guerra fredda non è molto diverso dall'antiamericanismo all'epoca di Al Qaeda: "Che differenza c'è - si è chiesto - tra le marce contro gli euromissili e quelle contro la presenza in Iraq, tra Pietro Nenni che ritirava il premio Stalin per la pace e un Gino Strada o un Luca Casarini di oggi, tra la demonizzazione di Reagan e quella di Bush?".

[Leggi l'articolo di Federico Punzi su Radio Radicale]

Paolo

posted by IloveAmerica | 18:01 | commenti



venerdì, giugno 18, 2004
 

LE FOTO, I VIDEO

Sono d'accordo con Rolli. Le foto, su internet, volendo non è difficile scovarle. Però i media che intortano i milioni di italiani hanno la sensibilità col filtro e per diverse settimane abbiamo pranzato e cenato con le fotografie di Abu Ghraib, e ieri sera anche col cervello che usciva dal cranio spaccato dei terroristi uccisi in Arabia Saudita.
Voglio intanto richiamare (nuovamente, l'ho già postato in passato) l'attenzione su un video, da ricordare quando si sente sostenere che Saddam non aveva contatti con il terrorismo islamista. Dalla TV di stato saddamita, ante guerra, questo sermone in moschea, da guardare soprattutto nel finale, con volume alzato, particolarmente istruttivo riguardo la decapitazione. Guardatelo fino in fondo.
Ma tanto si sa, Saddam non deve aver avuto legami col terrorismo islamista e col terrorismo. Se si faceva fotografare fumando il sigaro sullo sfondo delle Torri Gemelle era per fare lo spaccone. I terroristi vengono difesi persino quando confessano.

Allarga Immagine

Paolo



posted by IloveAmerica | 22:41 | commenti

 

I RUSSI COMUNICARONO AGLI USA IL PERICOLO DI PIANI TERRORISTICI DI SADDAM

Putin ha dichiarato che i servizi del proprio paese avevano allertato gli Stati Uniti sul pericolo che Saddam stesse preparando attacchi terroristici in territorio americano. "Dopo l'undici settembre e prima dell'inizio delle operazioni militari in Irak, i servizi segreti russi ripetutamente ebbero informazioni di questo tipo, e le comunicarono ai loro colleghi statunitensi"

La notizia è battuta sui principali media internazionali da pochissimo (vedi Reuters). In lingua italiana per ora solo su Swissinfo.

Paolo

posted by IloveAmerica | 15:17 | commenti

 

GHOSTS

... lo spirito di Monaco è sempre più presente: i vari zapateri si devono essere affidati a qualche esperto di sedute spiritiche a capo della commissione europea, per evocarlo e così bene interpretarlo

Fantasmi si aggirarno per l'Europa. Che siano gli stessi che comunicarono a Prodi dove era prigioniero Moro? Non so, ma sono tanti, e testimoniano in coro che il peggio dell'Europa è ancora vivo.

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:09 | commenti

 
posted by IloveAmerica | 11:48 | commenti

 

GLUCKSMANN: "BRUXELLES FRENA L'EUROPA"

Michele Calcaterra intervista André Glucksmann:

Il filosofo francese André Glucksmann è un fiume in piena, contro la Commissione europea, contro i governanti che fanno una politica di retroguardia, che fanno "comunella" con un Paese autarchico come la Russia e che non si occupano dei veri problemi dell'Europa. Un male che Glucksmann, dopo le elezioni europee, giudica per il momento non estirpabile, a meno che l'attuale classe politica non si ritiri, o non si cambi radicalmente di registro. E non è certo con il varo della Costituzione, "tanti pezzi di spago messi insieme", dichiara il filosofo, che si potranno fare dei passi in avanti ....

[Leggi l'intervista]

Paolo

posted by IloveAmerica | 11:47 | commenti



giovedì, giugno 17, 2004
 

MONTEZEMOLO: NO AL MADE IN EUROPE

Montezemolo dice si all'Unione Europea, ma frena davanti a ciò che può annebbiare le identità nazionali. No al marchio "made in Europe":

noi italiani non possiamo accettarlo perche' in contraddizione con quello che questo paese ha saputo produrre in questi anni

[Yahoo Notizie]

Paolo







posted by IloveAmerica | 15:03 | commenti

 

LA LEGISLAZIONE CHE TI TUTELA

Sull'ultimo notiziario ADUC (un sito magnifico che consiglio di seguire) l'ennesimo investitore in bond argentini chiede cosa può fare. L'unica speranza è quella di avvalersi della legislazione americana. Scrive l'Aduc:

Dalle nostre valutazioni, e' quindi emersa la possibilita' anche per i cittadini italiani, possessori di bonds idonei (indicati nella tabella che segue) di ricorrere alla giustizia americana per far valere le proprie ragioni ed ottenere una sentenza di condanna, con un costo inferiore perfino a quello che sarebbe quello della sola registrazione di una sentenza in Italia.

Leggere questo articolo che riposrta una interessantissima tabella finale in cui si confrontano i vantaggi della legislazione USA rispetto a quella italiana.

A coloro che sono ancora vittime della propaganda mediatica antiamericana che vuole far credere ai vantaggi dell'assistenzialismo statalista europeo, consiglio vivamente la rilettura di questo articolo riguardo gli incidenti sul lavoro.

Paolo

posted by IloveAmerica | 01:08 | commenti

 

SENZA VERGOGNA

Titolo dell'Unità: Strada conferma ai PM: un riscatto per gli ostaggi.

"confermare" significa mantenere saldo ciò che è già detto, fatto. E l'Unità stessa, il giorno prima delle elezioni, titolava virgolettando : "Ho le prove, nessun blitz. I terroristi rapitori sono stati pagati".

Torniamo ora all'ultimo articolo dell'Unità in cui si parla della testimonianza di Strada data ai PM (quello titoloato "Strada conferma ai PM: un riscatto per gli ostaggi").
Ecco in cosa consiste la conferma: Strada conferma di aver sentito degli irakeni parlare della possibilità che sia stato pagato un riscatto. Leggere bene. I suoi contatti iracheni non gli hanno neppure detto: "è stato pagato un riscatto". No. Hanno detto che è possibile che sia stato pagato un riscatto. L'articolo riporta le parole di Strada:

Furono i miei interlocutori iracheni a parlarmi della possibilità che fosse stato pagato un riscatto di nove milioni e mezzo di euro per la liberazione dei tre ostaggi italiani

Belle prove. Chiariamo meglio la tartuferia che sottende il tutto. Io, prima delle elezioni, per esempio, dico che ho le prove che Prodi è un bugiardo. Di seguito confermo dicendo che sì, qualcuno mi ha detto che è possibile che Prodi sia un bugiardo. E poi, per completare, denuncio chi si è indignato davanti alle mie dichiarazioni. Infatti Strada ha dichiarato di voler denunciare Maurizio Scelli che aveva reagito con meritoria passione.

Paolo


posted by IloveAmerica | 00:10 | commenti



mercoledì, giugno 16, 2004
 

SEMBRA PROPRIO IN GAMBA

il Presidente del Consiglio del governo irakeno. Invito a leggere tutta l'analisi del MEMRI. Pensare che se fosse per molti "amanti della pace" ora ci sarebbe Saddam al suo posto. Grazie a Capperi.

Paolo

posted by IloveAmerica | 21:50 | commenti

 

EUROPEAN QUAGMIRE

Non era mai accaduto che la ripresa economica soffiasse in America e in Asia lasciando al palo l’Europa. Eppure da qualche tempo è così: a fronte della crescita delle aree più competitive, l’Unione rallenta, si ferma e stenta a ripartire. Tolte le aree periferiche (Gran Bretagna, Spagna, i nuovi membri dell’Est), il Continente ha un cuore malato fatto di rigidità dei mercati del lavoro, di onerosità delle politiche di welfare, di marginalità nei settori dell’innovazione. La creatività è altrove e l’Europa, nel mese delle elezioni, si ritrova stanca e alla ricerca del ruolo perduto. E’ un declino inevitabile?

Su Emporion un numero dedicato alla stagnazione europea. Galli della Loggia ripete i suoi dubbi. Massimo Teodori lamenta la mancanza di identità politica e denuncia il falso principio democratico di una costituzione che non prevede una istituzione europea con effettivi poteri politici e che sia investita dal diretto voto popolare. Angela Punzi guarda ad una economia che è incapace di approfittare della ripresa internazionale. Pascal Bruckner ci racconta di una Francia in declino avviata a divenire un terzo mondo di lusso. Traballa anche il miracolo Finlandese della telefonia, ci riferisce Maurizio Stefanini. Infine Pierluigi Mennitti riporta la debacle economica e geopolitica tedesca. Tutti gli articoli su Emporion.

Concludo riportando un vecchio post di ILA, più che mai attuale, sulle prospettive economiche e demografiche che minacciano l'Europa.

Paolo

posted by IloveAmerica | 13:33 | commenti



martedì, giugno 15, 2004
 

LA VENTITREESIMA ORA

Alla cupa previsione di Milton Friedman del precedente post devo aggiungere l'articolo di Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere:

Cosa altro deve succedere, mi chiedo, perché qualcuno cominci a sospettare che forse per l’idea di Europa sta ormai suonando la ventitreesima ora?
I tanti che si consolano pensando che comunque, una volta varato l’euro, tornare indietro è inimmaginabile, ricordino la lezione che la storia ci ha impartito: chi immaginava ancora sei mesi prima dei fatti che l’Urss e il suo impero si sarebbero disgregati? Che Leningrado sarebbe tornata a chiamarsi San Pietroburgo? Eppure è successo
[Leggi l'articolo].

Paolo


posted by IloveAmerica | 14:33 | commenti



lunedì, giugno 14, 2004
 

MILTON FRIEDMAN: UNA STRONG POSSIBILITY CHE L'EUROPA SCHIATTI

Dicevo nel precedente post che il problema fondamentale emerso dalle elezioni europee consiste nell'emersione dell'euroscetticismo. Un euroscetticismo espressosi sia con un astensionismo dal voto senza precedenti, sia con il rafforzarsi di alcuni partiti antieuropei o tendenzialmente tali. Prodi aveva aperto la sua presidenza europea dando un criterio preciso con cui giudicare la sua attività: "Prendiamo un parametro molto semplice: la partecipazione al voto delle prossime elezioni europee. Se sarà più elevata di quella precedente, vuol dire che avremo vinto la nostra sfida".
Questo però è poco importante. L'importante credo sia che il problema dell'antiamericanismo è destinato a spegnersi. O almeno ad essere ampiamente soppiantato da quello dell'antieuropeismo, del nazionalismo e dell'ostilità ai mutamenti demografici dell'Europa. Per inciso. Ci siamo accorti tutti che la stampa ha calato un totale silenzio su Oriana Fallaci? Il problema dell'Europa e i problemi delineati in quel libro sono lo scottante futuro che incombe. Il silenzio stampa è forte quanto la paura.

A proposito di silenzio, e del titolo di questo post: Leggo oggi un articolo del premio nobel Milton Friedman, uno degli economisti più influenti e importanti, uscito il mese scorso (e che nessuno ovviamente ha tradotto).

"there is a strong possibility that the euro zone could collapse in the next few years because differences are accumulating between countries ... I'm not saying it is a certainty, just that it is a strong possibility".

Ah ! il più celebre economista vivente dice che (con grossa probabilità) l'Europa sta per schiattare, e noi non lo sappiamo ? Per lo meno in google news non risulta la minima citazione italiana.

EU's economic goals are "a nice dream"
Professor Friedman, who played a pivotal role in shaping the US economy in the latter half of the 20th century, is not optimistic about the EU's chances of fulfilling its self-imposed economic goals known as the Lisbon Agenda.
He said, "No I do not think that the EU can catch up with the US by 2010. It is a nice dream, a good hope and I wish them well, the world would benefit".
"But I think the chances of achieving it are very slim. The rest of the world is not going to stand still. India is not going to stand still, China is not going to stand still and the US is not going to stand still".
Furthermore, he believes that the EU - and even the US - will eventually be caught up by the rapidly growing economy of China.
"It is almost certain that, at the current rate of growth, China will overtake both the EU and the US. But this is quite a long time down the road".

E quando il Prof. Friedman si accinge a indicarci la cura che ci può salvare, vengono i brividi:

"Abolish your rules and regulations. Abolish your [high level of] spending. The European economy is too burdened with rules and regulations".
"There is nothing wrong with the basic strength of the individual countries. But they have burdened themselves with a range of rules that strangle their economies".

Voi ci credete che l'europa abbandonerà rules and regulations ?

[L'articolo di Richard Carter sull'Euobserver]

Paolo

P.S. La cura è quella di Ronald Reagan. Vale la pena rileggersi almeno la versione umoristica








posted by IloveAmerica | 22:42 | commenti

 

EUROPEE DAL MIO PUNTO DI VISTA

L'antiamericanismo non ha pagato in Europa, dove i partiti contro la liberazione dell'Irak tedeschi e francesi hanno perso. Non ha pagato in Italia, dove i partiti dell'Ulivo, con quello che Giuliano Amato aveva definito "sbandamento" verso le posizioni antiamericane, oltre a non trarne alcun vantaggio si sono ritrovati indeboliti di fronte alla sinistra estrema.

La condanna complessiva dei partiti di governo europei è manifestamente legata all'insoddisfazione verso l'economia che rimane al palo. Anche la flessione di Forza Italia è con evidenza legata al miracolo economico proclamato e non avverato, mentre nel complesso il centro destra tiene. Resiste in modo clamoroso facendo il confronto con la punizione subita dagli altri parititi di governo europei, di qualsiasi colore. In germania la peggiore disfatta dei socialisti pacifondai che si ricordi. Di contro guadagnano vistosamente anche in germania i partiti che hanno un richiamo al cristianesimo nel nome, e questo è forse l'unica pesante conseguenza della guerra, insieme al rafforzamento degli euroscettici e dei movimenti anti-immigrazione.

L'insuccesso economico dell'Europa dipende molto di più dalla complessiva situazione europea che dalle singole responsabilità dei governi. Anche di questo gli elettori si sono accorti. Infatti, particolarmente importante è invece l'esplodere dell'euroscetticismo. In Inghilterra il successo degli indipendentisti è stato epocale. Immediato withdrawal dall'Europa, non dall'Irak. Si veda anche qui.
L'Irlanda aveva già confermato con un referendum altrettanto significativo (e ignorato dalla nostra stampa). Una maggioranza bulgara dell'ottanta per cento di Irlandesi aveva rifiutato facilitazioni all'acquisto della cittadinanza da parte degli stranieri. Il voto irlandese alle europee ha poi punito ugualmente i maggiori partiti sia della maggioranza che dell'opposizione.

Ancora più significativo il comportamento della New Europe dei paesi dell'Est. La passione per l'Europa si è raffreddata, fra astensionismo e voto esplicito. In Ungheria l'astensionismo ha battuto tutte le più pessimistiche previsioni. Per tacere della Polonia, che non ha più del venti per cento dei votanti ! Hanno vinto loro.

Infine particolarmente indicativo il confronto dell'andamento della lista Di Pietro Occhetto e dei Radicali. Perché li cito insieme ? Perché Di Pietro e Occhetto apparivano in continuazione ai telegiornali. Emma Bonino e gli amici Radicali non li ho visti praticamente mai. Emma fu votata ed ebbe successo quando poté accedere ai media. Di Pietro e Occhetto sono passati in continuazione sugli schermi ultimamente per vedere diminuire i loro voti. Di contro i Radicali resistono e anzi lievemente guadagnano rispetto alle ultime politiche.

Paolo


posted by IloveAmerica | 14:27 | commenti



sabato, giugno 12, 2004
 

---------> SALVATE O'CONNOR

posted by IloveAmerica | 23:37 | commenti

 

STATOLATRIA

"Come mai le sinistre che nei secoli passati hanno combattuto per l'ideale rivoluzionario di cambiare la società, sono oggi diventate le più retrive sostenitrici della conservazione?"

[Leggi qui Paolo di Lautreamont]

posted by IloveAmerica | 19:48 | commenti

 
LE NAZIONI UNITE: SADDAM HA PORTATO WMD FUORI DALL'IRAK
 
Dal World Tribune, june 11(qui e sui grandi media silenzio stampa?).

Le Nazioni Unite hanno stabilito che Saddam Hussein ha inviato componenti di armi di distruzione di massa e missili balistici a medio raggio, prima, durante e successivamente alla guerra guidata dagli Stati Uniti l'anno scorso.
La Monitoring, Verification and Inspection Commission delle Nazioni Unite ha riportato al Consiglio di Sicurezza nuovi dati che potebbero aiutare a stabilire la locazione degli armamenti di Saddam.

 
Dall'Herald Sun del 9 giugno (qui e sui grandi media silenzio stampa?):
 
UN EXPERTS FIND EVIDENCE OF WMD

Esperti delle Nazioni Unite hanno trovato 20 motori dei missili proibiti irakeni Al Samoud2 in un deposito di scarti metallici, insieme ad altro equipaggiamento che può essere impegao per produrre armi di distruzione di massa. .....

 
Tutto ciò dopo il ritrovamento di sarin e iprite [vedi qui e qui]. Ma sono certo che per molti le Nazioni Unite sono credibili solo quando non trovano armi (e sono sotto paga di Saddam, nell'ambito del più grosso scandalo scomparso dai giornali nella storia). Quando invece le trovano non sono più credibili (o non fa notizia). Chi ha in mano l'informazione ?
 
Paolo
 

posted by IloveAmerica | 18:26 | commenti

 
THE WORLD ACCORDING TO REAGAN
 
Judicious Asininity ci regala un po' di humor di Ronald Reagan. Alcune:

"Recessione è quando il vostro vicino perde il lavoro. Depressione è quando lo perdete voi. Ripresa quando lo perde Jimmy Carter"

"Le più terrificanti parole in lingua inglese: Sono del governo e sono qui per aiutarti"

"La visione governativa dell'economia può compendiarsi in pochi brevi principi: Se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolalo. Se smette di muoversi, sussidialo"

"Il governo è come un bambino: Un canale digestivo con un grande appetito da una estremità e nessun senso di responsabilità dall'altra"

"Come definire un comunista? Beh, è uno che legge Marx e Lenin. E come definire un anticomunista? Uno che capisce Marx e Lenin"

"Si pensa che la politica sia il secondo lavoro più antico del mondo. Io sono arrivato alla conclusione che abbia in sé qualcosa di molto somigliante al primo"

Nota mia: il terzo credo sia il giornalismo.
 
Paolo
 
posted by IloveAmerica | 16:04 | commenti

 

TROPPO QUALIFICATO ? NO

Batto sul tempo Klamm. La Smith & Wesson, la celebre fabbrica di armi Americane, ha recentemente nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione James Joseph Minder. Segue uno scandalo. Si scopre infatti che James Josef Minder ha un curriculum di tutto rispetto, non come manager, bensì come rapinatore di negozi e di banche. Ovviamente rapine a mano armata. Credete che Minder sia stato licenziato per eccesso di qualifiche ed esperienze in materia di utilizzo di armi? Neanche per sogno. Il consiglio di amministrazione ha rifiutato le dimissioni con la seguente motivazione:
"The board believes he should and can continue to provide invaluable input to Smith & Wesson within both strategic planning and the ongoing drive toward operational excellence" [thanks to The Patriot Blog]

Paolo


posted by IloveAmerica | 15:12 | commenti



venerdì, giugno 11, 2004
 

CIAO RAY

mp3 scaricabili di Ray Charles da Brent, The Ville.

Paolo

posted by IloveAmerica | 11:26 | commenti

 

GLI STUDENTI IRANIANI CONDANNANO L'EUROPA

Stefania Lapenna mi segnala l'articolo del Riformista riportato dallo Student Movement Coordination Commitess for Democracy in Iran.

Una volta, parlando con una studentessa iraniana le sentii pronunciare una frase che mi lasciò allibito: "Quando saremo liberi non dimenticheremo il silenzio dell'Europa" [Leggi l'articolo]

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:36 | commenti



mercoledì, giugno 09, 2004
 

OH FREEDOM! Diario di una settimana interessante

Il common sense non è morto. Qualche instancabile Mme Verdurin del web risponderà che è cosa ovvia: noi "neoconi" siamo come l'erba cattiva, non moriamo mai. Nè muoiono le nostre chiacchiere da bar dello sport.

Ma i bar a volte si rivelano dei think tank in nuce-come quell'Utopia Coffee Shop dove Irving Kristol fondò il Weekly Standard. Senza contare che, con le chiacchiere da bar, dalla realtà non si sfugge. Noi infatti preferiamo volare basso, alla ricerca di quel senso comune che ci dia la chiave di interpretazione della realtà, quel senso comune così diverso dal viscido "buon senso" dileggiato da Pasolini in una risposta a un lettore di Vie Nuove. Il buon senso è quello che, fino a ieri, ha fatto chiedere alle sinistre prima l'ONU e poi il ritiro delle truppe dall'Iraq. Il "buon senso", purtroppo, è un pannicello caldo, l'invocazione "pace" da leggersi come "lasciateci in pace".

Noi siamo volgari. Noi siamo comuni. Prendetene atto. Noi non sappiamo scrivere post interi sul raddoppiamento sintattico-anche se gli studi della sottoscritta lo consentirebbero-quando la realtà morde. E' alla ricerca di questa realtà da affrontare, da sfidare, che sono andata gli ultimi sette giorni.

1 giugno. Presentazione di Euroghost: un fantasma si aggira per l'Europa: l'Europa di Daniele Capezzone.

C'è qualcuno che però le svenevoli Mme Verdurin del web odiano più di noi. Sono i radicali. Questo il prezzo da pagare-se uno svenimento di tali gentili dame è da chiamarsi "prezzo"-per non essersi dondolati sull'amaca delle magnifiche sorti progressive, della liberazione delle masse, delle belle intenzioni marxiste rococò. Ultima pietra dello scandalo, i frequenti incontri del giovane segretario radicale con Michael Ledeen, guru dell'AEI e Belzebù per i maestrini del buon senso nostrano.

Sono in piedi in un angolo del salotto radicale e prendo nota diligentemente. ho immenso piacere nel sentir parlare Magdi Allam, colui che è stato definito dall'apparatcik coi baffi più ascoltato d'Italia- Giulietto Chiesa- "una vergogna nazionale". Questa "vergogna" mi regala uno dei più bei momenti della giornata. Ci vuole un certo coraggio a nominare una "civiltà universale dell'uomo" da opporre al terrore fondamentalista, in questi tempi di melmoso relativismo.

L'imprevedibile Cossiga mi rincuora professando la sua predilezione per la rivoluzione inglese e per quella americana, nella fattispecie per la chiarezza cristallina della sua Costituzione. Che gioia, e che promessa di solitudine è stato per me averne capita l'importanza e la superiorità rispetto alla rivoluzione francese a 17 anni...e mentre rimugino sulla solitudine dei liberali-perché siamo pochi, troppo pochi- Capezzone afferra per un attimo lo spettro Europa che aleggia attorno a noi. L'Europa è in quella pseudo cultura polverosa degli oracoli moralistici di Scalfari e della Spinelli, della "banda di Le Monde e Der Spiegel".

Ma forse, c'è un'altra Europa che può emergere dalla "resa dei conti con gli intellettuali perbene". Visto che noi non fingiamo la pace, l'espressione "resa dei conti" mi soddisfa. Non mi sembra immorale ingaggiare una lotta contro chi ci fiacca l'anima.

2 giugno. Visita al Sicily-Rome Cemetery di Nettuno.

Mio padre nel 1944 c'era già. E anche mia madre. Dirlo sembra molto sentimentale, ma credo che i figli dei salvati dall'arrivo degli Alleati sentano più fortemente il debito nei loro confronti rispetto ai figli dei nati nel dopoguerra. Così ho deciso di visitare il cimitero militare americano di Nettuno con mio padre.

Al nostro arrivo, una cappa grigia lascia penetrare il sole che a tratti illumina la solenne distesa delle croci bianche. Anche se è improbabile che riesca a conoscere alcunché sulle vite dei soldati morti, leggo i loro nomi. Francis A.Long, dello stato del New York, è il primo. La sua età non è riportata: solo la data della sua morte, avvenuta il 12 maggio 1944. Sopravvissuto allo sbarco, ma morto prima di vedere Roma.

Giunti al monumento Brothers in Arms, assistiamo a una breve cerimonia per un veterano, all'apparenza novantenne. L'orchestra esegue l'inno di Mameli dandogli la precedenza sull'inno americano. Amazing Grace, inno spirituale e allo stesso tempo nazionale, non sembra scontato neppure stavolta. Il decoro e la profonda dignità del veterano e il suo desiderio di ricordare i caduti è straordinariamente rivelatore dell'indole amichevole e marziale degli americani. Ma lo spettacolo più commovente in assoluto è la cappella, laicissima e insieme religiosissima, dedicata a coloro che "riposano in tombe sconosciute". Sono quasi quattromila i dispersi qui celebreati; ma il dato numerico diventa vivo, tangibile nella sua enormità quando mi accorgo che i nomi dei dispersi non lasciano un solo centimetro vuoto sulle alte pareti della cappella. E' come se un pugno in petto mi avesse tolto il respiro. Usciamo in fretta. Un militare ci ringrazia della visita.

Ripenso a Francis, a quella croce quasi muta. Avrà avuto vent'anni?

Francis spianò la strada verso la città dove mio padre aspettava.

Francis è morto per una città che non ha mai visto.

L'evidenza è dura come un macigno. Eppure sono simili macigni che rivelano che i cuori non sono ottusi, ma vivi, pulsanti e intelligenti.

4 giugno, sessantesimo anniversario della Liberazione di Roma, Freedom Day a Piazza Navona.

L'assalto della realtà - per citare Irving Kristol- è il più bello dei regali. Non tutti i giovani infatti sono dei forzati al sogno-il sogno di un mondo senza guerre, senza classi, senza la crudele America.

Oggi non è tempo di sognare. Oggi bisogna ricordare. ed è così che scelgo di partecipare al Freedom day, organizzato da Arturo Diaconale. Non il vuoto delle bandiere della pace, ma la pienezza di significati della bandiera americana. Nel cuore, anche di quella britannica e di quella polacca. Diversi uomini politici di spicco-tra cui Capezzone, La Malfa, Cossiga-si succedono nella maratona oratoria all'insegna di una confortante disobbedienza. Non quella "disobbedienza" tanto osservante dei precetti della Chiesa del Risentimento Antioccidentale, ma una disobbedienza alla fiacchezza morale diventata imperativo categorico per certi estremismi. Apprezzo in modo particolare il segretario del Partito Radicale Transnazionale, Sergio Stanzani, nel suo richiamo all'incessante divenire delle democrazie, il sempre esilarante Cossiga che con la sua affermazione "i pacifismi sono alla base di tutte le guerre" suscita risate e applausi e che non ha timore di denunciare quel politico "italiano ed europeo" che getta i ragazzi nelle piazze (anche quelli che invocavano le dieci, cento, mille Nassirya)senza partecipare egli stesso alla manifestazione. Capezzone elogia il ruolo svolto dalle forze dell'ordine. Teodori, esperto di antiamericanismo, lo definisce zattera di salvataggio degli sconfitti della storia, e, senza mezzi termini, un nuovo totalitarismo. Margherita Boniver constata lo stato "miserabile" della memoria storica di chi manifesta contro Bush. Nessuno sembra però trovare la risposta giusta alla domanda di Diaconale sul perché l'antiamericanismo e l'antioccidentalismo abbiano tanta presa sui giovani. Forse-e questa è la mia umile opinione- perché i giovani tendono spesso a confondere la raffinatezza con le fumisterie, l'analisi politica con le dietrologie. E quando cadono nella trappola dei cattivi maestri, dimenticano che la chiave di lettura della realtà è tutta nella sua osservazione. Così, la cultura si scinde con sorprendente faciltà dall'intelligenza. E la cultura scissa dai parametri della realtà è un vaniloquio inutile, un'impostura intellettuale spacciata per Verbo divino.

6 giugno. Sessantesimo anniversario dello sbarco in Normandia.

Il 5 giugno è morto Ronald Reagan. Il presidente della mia infanzia, l'uomo che ha restituito agli USA il prestigio internazionale perso ad opera di predecessori mediocri, l'uomo che ha sconfitto l'URSS, ci ha lasciati. L'ultimo grande eroe delle libertà americane se ne è andato proprio alla vigilia del D-Day. Di lui hanno detto qualsiasi male: stupido cowboy, rozzo Robin Hood al contrario, maccartista imbevuto di retorica.

In tutto questo, però, le vedove inconsolabili dell'URSS non riescono a spiegare il perché di tanto cordoglio, anche per buona parte del partito democratico. Come scrive Peggy Noonan, (articolo tradotto dal Foglio) se tutti i presidenti fossero stati stupidi come lui, sarebbero stati di gran lunga migliori. In attesa delle lacrime di coccodrillo dell'Europa, lascio che le immagini trasmesse dalla televisione (poche) commentino il D-Day da sole. Sono stupita e commossa dalla volontà di esserci dei veterani, e dalle loro lacrime. Anche dalle lacrime dei vinti. Chi intanto non sa astenersi dal protestare anche nei pressi di quelle spiagge-santuario è già perduto.

Il common sense fa sì che io renda omaggio a coloro che all'alba di quel 6 giugno 1944 incontrarono la Storia e la morte, e a coloro che nonostante l'età avanzata, continuano a testimoniare il sacrificio di una generazione. Se solo il common sense fosse considerato una virtù, la virtù del cuore intelligente, sarebbe più facile chiamare le cose con il loro nome- Impero del Male, per citare un esempio tanto vituperato dai comunisti. Sarebbe più facile indirizzare l'immaginazione in una prospettiva di dignità umana nella durezza della realtà. Sarebbe più facile scrollarci di dosso i situazionismi morali della poltiglia umanitarista e seguire l'esempio dei ragazzi del D-Day e di Ronald Reagan: ovvero, di chi non ha avuto dubbi inutili e la Storia, invece di subirla, l'ha vinta.

Daisymiller

posted by IloveAmerica | 08:49 | commenti

 

ONU : UNANIMITA'

Voto unanime del Consiglio di sicurezza
(ANSA) NEW YORK, 8 GIU - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità la nuova risoluzione che disegna il futuro dell'Iraq. I 15 membri del Consglio di sicurezza hanno detto si al testo presentato da Usa e Gran Bretagna.

Guarda caso Merde in France aveva chiuso con 4 giorni in anticipo .... (beh, chiuso ... si è spostato qui)

Paolo


posted by IloveAmerica | 00:03 | commenti



martedì, giugno 08, 2004
 

NO, NON E' NORMALE

L'elenco di Random Bits (di ieri) si è arricchito in serata da una bomba al comizio di Fini. Forse una bomba carta ma intanto sono sei i feriti. C'è un'ala estremista che sta diventando sempre più nervosa. Dati i proclami di solidarietà con il terrorismo islamista è lecito chiedersi se la cosiddetta mente della strage di Spagna fosse qui in fuga o per preparare qualcosa. E' prossimo infatti un 11 elettorale ....

Paolo

posted by IloveAmerica | 23:04 | commenti

 

GREEN BERETS, NON GINO STRADA

Sembra proprio che siano state le forze speciali (quindi i berretti verdi) americane, insieme a quelle polacche della New Europe, a liberare gli ostaggi. Non Strada. Sarà per questo che, mi si dice, qualcuno rosica.

Paolo

P.S. Nella foto John Wayne nel mitico film "The Green Berets"

posted by IloveAmerica | 20:52 | commenti



lunedì, giugno 07, 2004
 

L'ANGOLO DELLA POSTA

Ricevo per email e pubblico:

Da : xxxx @ xxxx
To: Iloveamerica
Subject: MILLE GRAZIE!

Hi! I'm an American serviceman who's been stationed in Italy for the last 12 years. I stop by your blog from time to time and enjoy it very much. Thank you from the bottom of my heart for your friendship and support. (E visto il tempo che ho passato in Italia fin' a mo', con l'aiuto di mia bravissima moglie italiana--siamo sposati da 11 anni, posso anche scrivere in lingua vostra.)

Communque, stavo guardando TG5 l'altra sera, e ho sentito qualcosa detto da Berlusconi; una cosa cosi' importante che non dev'essere perso. Percio' ho deciso di scrivere qualcosa di questo al mio blog.
Ecco il link

Spero che qualcuno di voi venga a lasciarmi qualche commento, soprattuto perche' sono sicuro che non ero capace di ricordarmi precisamente quello che ha detto. Sono piu' sicuro di aver capito la sostanza del suo discorso, pero. (Ritorno al inglese.) Let me put it this way: I have always liked Silvio immensely. I like a lot of people. But what he said Friday night earned him something I give to far fewer people than my affection, and that is my respect.

You are very blessed indeed to have such a courageous leader in times like these.

May our countries always be allies and friends.










posted by IloveAmerica | 14:05 | commenti



domenica, giugno 06, 2004
 

LETTURE

Fabio Spagnuolo mi scrive raccomandandomi due libri su Ronald Reagan. Reagan in His Own Hand: The writings of Ronald Reagan, che raccoglie anche gli scritti precedenti alla presidenza. E' poco noto, infatti, che Regan era un appassionato scrittore. Lettere, racconti, poesie, articoli e discorsi radiofonici. Ronald Reagan: An American hero è invece una splendida raccolta di immagini della vita del grande Presidente

Paolo

posted by IloveAmerica | 14:58 | commenti

 

" The United States remains the last best hope for a mankind plagued by tyranny and deprivation. America is no stronger than its people -and that means you and me. Well, I believe in you, and I believe that if we work together then one day we will say, ``We fought the good fight. We finished the race We kept the faith.'' And to our children and our children's children we can say, ``We did all that could be done in the brief time that was given to us here on earth Ronald Reagan

posted by IloveAmerica | 01:23 | commenti



sabato, giugno 05, 2004
 

LA COMODA POLTRONA DELLA PACE

E' una vignetta dalla grande potenza evocativa, quella di Altan su "la Repubblica" di oggi. Nulla importa se Altan abbia inteso o meno conferire questa evocatività alla propria vignetta. C'è un signore grasso, calvo, con il naso arricciato e gli occhi a palla, sprofondato in una comodissima poltrona, con una piccola bandiera arcobaleno tenuta in una mano che sembra, più che altro, la zampa di un suino. Ebbene, questo signore, che indossa un golf rosso, grugnisce: "Io, al Bush, lo lascerei solo".
Anche l'uso del condizionale è parte della grande evocatività di questa vignetta, oltre ai caratteri che ho elencato sopra, tipici delle vignette di Altan. Il senso di quella frase è, nel contesto della evocatività che sto cercando di far venire alla luce, che l'azione infastidisce e turba profondamente chi è sprofondato nella comoda pace della propria poltrona.
 
E tuttavia il condizionale con cui questo grande fastidio e questo grande turbamento - il fastidio ed il turbamento per tutto ciò che concerne la sfera del riconoscimento politico del nemico - che agitano le mandrie europee (delle quali lo scrivente è inevitabilmente parte) e ne definiscono quel che si usa ancora chiamare "etica", trova la sua espressione nella vignetta di Altan, sta a significare la condizionatezza della nostra suinità. "Io, al Bush, lo lascerei solo, MA...". Ma devo pur alzarmi dalla poltrona della pace e dalla pace della poltrona, se voglio continuare a starci seduto. Se voglio stare seduto, devo alzarmi: pare una contraddizione, che l'Europa sta tentando di risolvere cercando di conferire all'alzarsi i tratti dello stare seduti sulla poltrona della pace.
 
All'Europa preme di poter dire a sè stessa: mi sono sì alzata (ho dunque riconosciuto che esiste un pericolo, un nemico etc.), ma tutto sommato sono rimasta ancora seduta (infatti addito come strumenti della lotta non la potenza militare statuale, ma il dialogo, l'ONU, la legalità internazionale, l'attenzione per le "cause prime" dell'ostilità anti-occidentale, i valori universali dell'uomo, il dialogo interreligioso etc.)?
Da questo punto di vista, l'additazione degli strumenti che ho indicato tra parentesi, sarebbe essa stessa uno strumento per rendere apparenti l'essersi dovuti alzare e, dunque, il ricorso alla decisione politica che presuppone il riconoscimento del nemico. Il modo in cui la decisione politica del governo americano ha sol-levato l'America, non è compatibile con la volontà di rendere fittizio ed apparente il proprio sol-levarsi alla vista del pericolo, cioè di neutralizzarlo. Ci sono diecimila indizi - tutti contenuti nelle principali argomentazioni che la cultura europea ha elaborato per criticare la decisione politica americana - che avvalorano la tesi che, volente o nolente, la vignetta di Altan evoca.
 
 
Ho cancellato il mio commento. Lo so che non si fa ma non c'era bisogno di commenti all'ottimo post. Non si deve bloggare quando si è stanchi.
 
Paolo
posted by IloveAmerica | 00:50 | commenti



venerdì, giugno 04, 2004
 

VIVA LA MUERTE ?

Il blog è una gran perdita di tempo. Però sono ampiamente ricompensato quando gli amici scrivono cose come queste, e quando nuovi amici si fanno, come The Asylum. Grazie a voi e a tutti gli altri, amici miei. (Enzo l'ho citato due post fa, e faccio torto a non citare insieme tutti gli altri che leggo sempre).

Paolo

posted by IloveAmerica | 15:03 | commenti

 

LUI SI, LO VOGLIONO

I, II e III

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:01 | commenti

 

WELCOME IN ITALY

PRESIDENT BUSH

George W Bush with Italian President Carlo Azeglio Ciampi 

posted by IloveAmerica | 00:39 | commenti

 

HISTORY IS A BITCH

Le riflessioni di 1972 meritano di essere lette con attenzione. Dalla prima all'ultima riga le sottoscrivo e le sento come ciò che avrei voluto scrivere io. Grazie Enzo.

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:31 | commenti



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