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lunedì, maggio 31, 2004 PER GLI OGM RITORNO AL MEDIOEVO di Tullio Regge (La Stampa, 11/05/04)
Attivisti di Greenpeace hanno fatto irruzione negli stabilimenti di lavorazione della soia Ogm nella zona di Ravenna bloccando tutti gli ingressi, altri hanno assalito al largo di Chioggia una nave panamense con un carico di soia Ogm. Esistono in commercio numerose varianti di soia Ogm, le preferisco alla carne, mi forniscono proteine di alta qualità e costano anche di meno. Le consiglio a tutti ma non le impongo a nessuno. Continuo a chiedere a esperti di chiara fama internazionale se esistono controindicazioni a una dieta che contenga Ogm ma finora ho sempre ottenuto risposte negative. Ormai gli Ogm sono estesamente coltivati nelle Americhe e dilagano anche in Asia, fra pochi anni se ne nutrirà circa la metà della popolazione mondiale e soprattutto il Terzo Mondo dove il vero aggressore è la fame. La Cina ha già sviluppato circa 85 varietà geneticamente modificate non solo alimentari ma anche pioppi sterili che non si ibridizzano con culture autoctone; anche l'India è ben avviata in questa direzione. Esperti italiani hanno creato a Cuba in collaborazione con ricercatori locali la canna da zucchero Ogm. Contrariamente a quanto si crede un laboratorio di sintesi di Ogm costa pochissimo ed è alla portata del Terzo Mondo. La crescita della popolazione e una pratica agricola di infima efficienza sono la causa principale della deforestazione su scala mondiale. Giova anche ricordare che molte varietà di uso alimentare estese in Italia ma anche altrove sono in effetti varietà modificate da decenni con mezzi che oggi appaiono primitivi. Il grano duro Cappelli, inizialmente coltivato solo in Puglia per ragioni climatiche, fu geneticamente modificato nel 1974 da una équipe diretta da Scarascia Mugnozza che lo espose a radiazione gamma emessa da un reattore nucleare, bestia nera degli ambientalisti. Il Cappelli mutato, oggi denominato Creso, rende conto di circa il 90% della pasta venduta in Italia ma gli ambientalisti continuano a nutrirsene. La lotta contro gli Ogm non ha più basi razionali, è diventata di fatto una guerra di religione in cui i fatti contano nulla di fronte alle menzogne. sabato, maggio 29, 2004 HARVEY, O DEL SUBLIME
Roberto, su Windrosehotel, ci ha recentemente proposto il commento di Norm sul famoso film di Benigni, La vita è bella. C'è un grandissimo ostacolo al fatto che io prenda parola sul film. Non l'ho visto. Però penso che forse questo film di Benigni potebbe piacermi. Dalla storia mi sembra non troppo lontano nello spirito dal mio preferito (vedi oltre). Lo guarderò un giorno. Particolarmente interessante è quando si tocca il tema dell'impossibilità della rappresentazione. Ehi, guarda caso, un altro gran bel film interpretato da Stewart si chiama proprio It's a wonderful life ..... Paolo P.S. la versione italiana del più bel film giovedì, maggio 27, 2004 COSSIGA FILOAMERICANO Cossiga oggi a pranzo dal McDonald, e così tutti i giorni fino all'arrivo di Bush. Per solidarietà agli USA in polemica con Prodi. Paolo mercoledì, maggio 26, 2004
Paolo lunedì, maggio 24, 2004 GIULIANO FERRARA La guerra è fatta per difenderci, attaccando. Ma in Iraq, dopo la caduta di Baghdad, hanno immediatamente ripreso il sopravvento la politica e la diplomazia. Vi sembrerà strano che lo dica io, che sono stato e resto favorevole alla guerra in Iraq e milito per una difesa arcigna delle democrazie dall'attacco esistenziale del terrorismo nichilista, ma è vero e stravero, sacrosanto, che non esiste nessuna morale nella guerra e nessuna superiorità civilizzatrice nella democrazia. Paolo CAPEZZONE A FASSINO Capezzone su Fassino: Prima di manifestare davanti all'ambasciata americana, avrei un indirizzario di altre ambasciate da segnalargli: Cominciamo da Vietnam e Cuba ? Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani: Paolo domenica, maggio 23, 2004 NON SOLO FRANCIA
Chirac e Saddam ispezionano un impianto nucleare. Si legga LA FRANCIA E L'AFRICA, di Paolo di Lautréamont, di nuova pubblicazione su Iloveamerica, e i vecchi dati, mai abbastanza ricordati, a proposito di CHI HA ARMATO SADDAM. Paolo ORGANIZZAZIONE DELLE DITTATURE UNITE Sono le dittature unite delle UN a voler espellere il Partito Radicale Transazionale E' un'Organizzazione delle Nazioni Unite nelle mani delle dittature quella che potrebbe essere privata della presenza consultiva del Partito Radicale Transnazionale. Su iniziativa del Vietnam, ma con l'appoggio di alcune tra le peggiori dittature del mondo, quali Cina, Cuba, Iran, Sudan e Pakistan, il Comitato sulle Ong ha approvato la richiesta di sospendere per 3 anni lo status consultivo del PRT all'Onu. Inutile - perché minoritaria - la difesa delle democrazie, Stati Uniti, Francia, Germania, Romania, Turchia. Il Partito Radicale è ritenuto "colpevole" di avere dato diritto di parola, alla Commissione diritti umani dell'Onu a Ginevra, a Kok Ksor, il leader dei cristiani Montagnards perseguitati dal regime comunista di Hanoi, i quali "ancora di recente - ricorda la Bonino - hanno subito una durissima e sanguinosa repressione nel silenzio generale" [continua su New Blog New Blog ] Paolo sabato, maggio 22, 2004 NESSUNA SVOLTA "La lista Brodi è una minestra riscaldata". Silvio Pergameno rincara la dose di Panebianco su Quaderni Radicali. Paolo venerdì, maggio 21, 2004 STASERA Alle ore 20, Franco (Vette67stinger), contributor di ILA e di Legno Storto, sarà intervistato da Stefano Spadoni su Big Apple Radio. Non perdetelo. Paolo TEONAZISMO
Consiglio vivamente di guardare e ascoltare questo video del 14 febbraio 2003, di quando Saddam era ancora al potere dunque e trasmesso dalla allora televisione di Stato. Questo chiarisce anche i rapporti fra il regime di Saddam e l'estremismo religioso. Fino a che non metteva in discussione la propria leadership il terrorismo fondamentalista non era affatto un problema per Saddam, che anzi si premurava di utilizzarlo nella propaganda. La natura di questi criminali si svela nelle parole e nell'oratoria. Non perdetevi il finale, con l'esplicito incitamento a decapitare gli ebrei. Sia i contenuti che lo stile sono inequivocabilmente allineati al nazismo (non a caso parliamo proprio dell'islamismo alleato di Hitler durante la seconda guerra mondiale, divulgato da una televisione di un organo nazional-socialista). Questi nazisti vanno eliminati, e la loro eliminazione è la continuazione della liberazione dal nazi-fascismo della seconda guerra mondiale. La pena di morte è per me inaccettabile in tempo di pace, non in tempo di guerra. I civili che sono estranei all'estremismo, i padri di famiglia irakeni, davanti a una coalizione che abbia le mani legate da regole di ingaggio insufficienti, non possono che piegarsi a chi minaccia di più. Fino a che gli italiani non sentirono sulla loro pelle gli effetti della guerra la resistenza a Mussolini fu praticamente inesistente, e la base di consenso alla dittatura ampia.Come nella seconda guerra mondiale gli irakeni devono invece prendere atto che tollerare fra di loro l'estremismo significa subire lo scontro militare. L'amministrazione Bush sembra purtroppo non avere più la possibilità di liberare effettivamente gli irakeni da queste persone, e temo che il ricorso all'Onu o e il compromesso citato in uno dei post precedenti, possa risolversi in una presenza simbolica di truppe che non facciano altro che assistere allo spettacolo degli omicidi mirati di tutti i dissenzienti da parte degli squadristi fondamentalisti. Spero di sbagliarmi e che il nuovo governo irakeno, in qualsiasi modo venga raggiunto, possa aver ragione di questi criminali. Sulla guerra al terrorismo come continuazine della guerra al nazi-fascismo si ricorda la più volte citata opera di Paul Berman, un uomo di sinistra consapevole di quanto abbiamo di fronte. Ringrazio Hootinian per la segnalazione del video. Paolo giovedì, maggio 20, 2004 SINISTRA: DICCI QUALCOSA DI RIFORMISTA Fa onore a Biscardini (Sdi) esprimere il suo dissenso dal ritiro dall'Irak. Purtroppo l'area riformista, quella che, dice Biscardini, non si è fatta "condizionare dal pacifismo antagonista e antiamericano", è stata affossata da Prodi e dalla dirigenza, che all'antagonismo e all'antiamericanismo si sono venduti, probabilmente per non concedere voti a Bertinotti e Pecorari vari. L'isolamento dall'America è totale, basta pensare alla posizione della sinistra americana di Kerry, che se ne vuole andare dall'Irak entro 4 anni. E nell'isolamento dall'America rischiano di cacciarci l'Italia, che intanto, con il centro sinistra appiattito sulle posizioni estreme, ha la propria stampa pro-Ulivo invasa dalla propaganda antiamericana. Che fa e farà enormi danni al nostro futuro. Come sono lontani i tempi in cui D'Alema andava in pilgrimage alla City di Londra. Da leggere a riguardo Roberto su WindRoseHotel Paolo SEMPRE PIU' GUERRE CIVILI Ascolto da Radio radicale il dibattito sull'Irak...... Paolo di Lautréamont SITUAZIONE MILITARE E POLITICA E' appena andato online l'articolo di Gianandrea Gaiani in cui è analizzata la situazione militare irakena: Riprendere in forze il controllo di Nassiryah, neutralizzare tutti i guerriglieri di Sadr e catturare l’imam Aws al Khafaji, suo luogotenente nel Dhiqar. Dopo gli attacchi dei giorni scorsi al nostro contingente che hanno provocato numerosi feriti e il primo caduto in combattimento in questa operazione il contingente “Antica Babilonia” deve assolutamente riprendere l’iniziativa dando un segnale forte al nemico (è il caso di chiamare così i ribelli sciiti), agli sceicchi e alla popolazione che ha sempre contato sugli italiani per mantenere la sicurezza ma anche agli alleati angolo-americani che alcune notti or sono ci hanno tolto “le castagne dal fuoco” eliminando dal cielo le postazioni di mortai e alcuni veicoli dei guerriglieri. Un’operazione ad ampio respiro, ben più vasta della battaglia dei ponti combattuta a inizio aprile e tesa a strappare il controllo della città ai guerriglieri dell’Esercito del Mahadi e a stroncarne ogni possibilità di riprendere azioni militari. e fa chiarezza sulla questione delle dotazioni di armamenti : il contingente italiano è però un po’ troppo leggero per condurre operazioni tattiche su vasta scala in ambiente urbano, operazioni che assorbono un gran numero di militari e che richiedono molti mezzi pesanti per .... [Leggi l'intero articolo su Analisi Difesa] Si tratta di considerazioni che aveva sostenuto pure Otimaster. Da non perdere, in altro articolo, è infine la valutazione della situazione generale in riferimento agli sforzi dei terroristi per ostacolare il passaggio dei poteri al governo provvisorio: Nel centro sud sono le milizie sciite di Sadr a impegnare in violenti combattimenti le forze alleate: gli statunitensi a Karbala e Najaf, i britannici ad Ahmarah, Samawa e nei dintorni di Bassora, gli italiani a Nassiryah. Al di là dell’impatto determinato dall’uccisione di Salim, la situazione più esplosiva è attualmente quella meridionale. Le milizie dell’Esercito del Mahdi sono all’offensiva ovunque ma stanno subendo perdite elevatissime e non si può escludere che l’imam Moqtada al Sasdr abbia deciso di giocare il tutto per tutto per conseguire un risultato prestigioso da spendere all’interno della comunità sciita i cui leader moderati sembravano pochi giorni or sono pronti a prendere le armi contro di lui. Alla vigilia dell’instaurazione del nuovo governo iracheno i leaders sciiti non hanno però nessun interesse a scatenare una guerra intestina che indebolirebbe il ruolo potenziale della loro comunità che punta invece a guidare l’Iraq dopo le elezioni previste nel gennaio prossimo. Anche per questo negli ultimi giorni si è assistito a uno scambio di cortesie tra Washington e la dirigenza sciita. Powell ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero accettare anche un regime teocratico in Iraq, qualora legittimamente eletto mentre Sistani e altri imam hanno attaccato politicamente Sadr avvallando di fatto l’offensiva dei marines che negli ultimi giorni ha permesso di eliminare centinaia di guerriglieri a Serbala e Najaf, città sante nelle quali le forze alleate devono usare con molta attenzione la forza per non provocare l’ira delle gerarchie religiose [Bold mio. Leggi l'intero articolo su Analisi difesa] Le dichiarazioni di Powell non possono che essere sospette ai neoconservative. E' chiaro come si voglia prospettare degli incentivi per andare verso la normalizzazione e la pacificazione. Bisogna pero' stare attenti di non sostituire la dittatura alla dittatura e fare in modo che questo riferimento alla teocrazia possa al massimo tradursi in dichiarazioni di principio e in potere politico attribuito temporaneamente a cariche religiose, al contempo evitando che i codici legislativi siano soppiantati dal Corano, permettendo la libertà di parola, di stampa e di associazione politica (nei limiti della fedeltà alla nuova forma di stato), e infine che il potere esecutivo o giudiziario concreto non sia automaticamente collegato alla carica religiosa, bensì dipenda sempre dall'elettorato, cui siano date reali alternative. Creare quindi qualcosa di molto diverso dalle teocrazie musulmane dittatoriali (tipo Iran e Arabia Saudita). Il compromesso non puo' andare oltre questi limiti, anche se appare nella direzione che era stata auspicata in una analisi di Massivo Introvigne, il quale al momento ritiene indispensabile avvelersi del dialogo con l'Islam conservatore (non estremista). Sulla situazione della teocrazia in Iran si ricorda sempre, in italiano, l'associazione Apia e il sito Iranian. Sulla polizia religiosa dell'Arabia Saudita si segnala questo blog. Paolo
KERRY: ENTRO 4 ANNI Capita di vedere in giro blog di sinistra, fortunatamente non antiamericani, che mostrano il bannerino pro-Kerry. Dato che sono pro Kerry farebbero bene a ricordare il piano di Kerry: andarsene dall'Irak entro quattro anni. Quattro anni, altro che 30 giugno o ritiro immediato della nostra sinistra. A proposito di questa spiace moltissimo che la sua area riformista e moderata alla Blair sia schiacciata e zittita dagli accattatori di voti che si allineano sulle posizioini di estremisti. Paolo Mp3s Alzare al massimo il volume delle casse e andare da Brent, a pulirsi le orecchie dalle idiozie che sparano qui nel vecchio mondo. Io per un po' continuerò a bloggare poco, ma continuerò a farmi sentire.... Paolo mercoledì, maggio 19, 2004 FA MALE ALL'AMORE E' scientifico: Casarini e Agnoletto fanno ammosciare L'attivita' sessuale e il comportamento della popolazione genovese sono stati influenzati negativamente dal G8. Paolo martedì, maggio 18, 2004 TERRORISMO DELL'INFORMAZIONE Non senza ragione le menti più deboli cominciano a delirare in seguito alla azione direzionata dei media. Ad esempio il "professore" Vattimo (Toni Negri fu condannato per molto meno) così su Il Manifesto dei giorni scorsi incitava alla guerra: "Ci sarebbe un solo modo decente di restare in Irak: fare dei nostri militari il nucleo di una brigata europea che aiuti gli iracheni a cacciare via gli occupanti angloamericani. Sarebbe un importante rovesciamento di fronte, l'esercito italiano lo ha già fatto un'altra volta...". Vattimo si dichiara pacifista ed educatore dei giovani universitari? ----> Leggi l'articolo di Paolo di Lautréamont E la TRILOGIA e' compiuta. lunedì, maggio 17, 2004 LE WMD CI SONO E' Liapunov, se non sbaglio, cui dobbiamo l'anteprima della notizia fra noi blogger. Un proiettile al Sarin, modificato per farne una mina contro i convogli americani, e' stato rinvenuto. Saddam aveva, e ha nascosto, armi chimiche. Random Bits sottolinea le trenta tonnellate di sostanze rinvenute in Giordania. E' bene ricordare un articolo di poco tempo fa, segnalato da 1972, e parzialmente tradotto in italiano sempre grazie a Liapunov. Ancora. Paolo RICORDARE Insieme a questo, un post di Capperi che va ricordato: Trent’anni fa: 15 maggio 1973.
domenica, maggio 16, 2004 RELIGIONI E RELIGIONI Adesso se la prendono pure con la religione. Con quale ? Se si dicono certe cose della religione islamica, tutti, giustamente, ti dicono che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Giusto. Facciamolo per tutte, pero'. Pubblico la lettera di protesta inviata dal nuovo contributor di Iloveamerica, Paolo di Lautréamont, a Rai3. Invito tutti, credenti, cattolici, evangelici, atei, agnostici e mangiapreti, a protestare A RAI TRE La trasmissione andata in onda giovedi 13 maggio su Raitre dalle ore 23.30 alle 00.30, titolata "In nome di Dio" a cura di Silvestro Montanaro, era ignobile.
Parlo da parte in causa, essendo di confessione battista (la chiesa di Martin Luther King): mio nonno dovette scappare sulle montagne nel 1938, in quanto protestante.
Questo per chiarire.
Ora il tono della trasmissione era assolutamente inaccettabile, basterà soltanto questo particolare: le interviste a fedeli e pastori venivano "tradotte" con voci dal tono ironico e pazzoide, come quando si fa parlare un criminale, non come quando si riporta la voce di una persona umana. E già questo richiama brutti ricordi.
Quanto alla selezione delle domande e alle risposte, stesso rabbrividente orrore: si intervistava su problemi come il matrimonio dei gay o l'aborto o il terrorismo. Ora molte chiese evangeliche hanno opinioni diverse da quelle presentate, e non esiste una posizione politica comune nel mondo protestante, ciò per statuto biologico, non essendovi né autorità centrale né background di potere temporale. E comunque forse quello stesso tipo di risposte si otterrebbe anche dai preti e fedeli cattolici in Italia (quale cristiano può dire che il terrorismo è "un bene"?), ma l'intento qui non era informare bensì discriminare e disinformare volutamente, montando ad arte l'equazione CHIESE EVANGELICHE AMERICANE=BUSH=MALE. Ribadisco che sarebbe persino falso affermare che esiste una qualsivoglia posizione politica comune alle chiese evangeliche americane o mondiali.
Mi aspetto un richiamo agli obblighi del servizio pubblico. L'informazione o è corretta o muore.
In attesa di un sollecito riscontro mi riservo altri interventi e invio lo stesso messaggio mail alla federazione delle chiese evangeliche.
Paolo di Lautréamont
EUROPA ISLAMICA di Daniel Pipes, New York Sun, versione italiana. Paolo venerdì, maggio 14, 2004 MA CHE GIOIA ! Ma che bello, ma che bello. Scrive : Sta accadendo! Se qualcuno aveva un minimo dubbio che la commedia dei sentimenti di orrore per la prigione irakena non fosse altro che una manovra strumentale puo' indirizzare i propri occhi a questa immondizia di Jacopo Fo, dove capira' il titolo del post e leggera', fra l'altro: Trovo che sia affascinante capire come funziona quello che sta succedendo. Tutti i giornali del mondo, da due settimane, hanno in prima pagina lo scandalo delle torture. Perfino in Russia, in certi ambienti, si stanno chiedendo se non sia il caso di usare bastoni imbottiti nei pestaggi "Caso mai succeda anche da noi un'americanata..." Da leggersi insieme al post di poco fa, di Paolo di Lautremont (nuovo Contributor di ILA, non sono io), che ci riporta le parole di Vattimo che vuole la guerra armata all'America. Paolo SIAMO ALLA BEFFA Con l'inammissibile complicita' di stampa e politica europee. MASS anti- American march in Cuba Paolo REATI DI OPINIONE E REATI DI DECENZA
Forse vi è sfuggito un "articolo" del professore del (o dal?) "pensiero debole" Gianni Vattimo, sul Manifesto di martedi 11 c.m.
Riporto testuali parole (a parte i vari "gerarchi" riferiti a dirigenti politici Usa etc.):
..."Ora bisogna semplicemente ritirare le truppe italiane. Oppure avere il coraggio di rivoltarle contro gli invasori"
Poi (...) "..fino a quando i gerarchi [e dagliela!] della potenza occupante non saranno processati in una nuova Norimberga, fino allora la guerra non finirà".
E infine:
"Ci sarebbe un solo modo decente di restare in Irak: fare dei nostri militari il nucleo di una brigata europea che aiuti gli iracheni a cacciare via gli occupanti angloamericani. Sarebbe un importante rovesciamento di fronte, l'esercito italiano lo ha già fatto un'altra volta..."
Vi rendete conto? Se non sbaglio, qui si configurano -al di là di bestialità varie- anche alcuni reati, tra cui incitamento alla ribellione e diserzione, e persino incitamento alla guerra. Si può continuare con un glissons-nous persino su queste parole? Così si perde la battaglia sul fronte dell'informazione, il fronte fondamentale da sempre in mano ai totalitarismi.
Paolo di Lautréamont
giovedì, maggio 13, 2004 DON'T BLAME OCCUPATION FOR ARAB BRUTALITY "Some people still say that Palestinians act in this brutal and animalistic way because they are under occupation, but let us not forget that the lynching of Jews and the brutality against Jews and the bodies of Jews has been going on for over one hundred years," Foreign Minister Silvan Shalom told Israel Radio on Wednesday." [Truth News] Paolo mercoledì, maggio 12, 2004 SHAME ON THE NEWS MEDIA, TOO
Traduco di seguito l'articolo di Dennis Prager che compare sul Jewish World Review, a proposito della strumentalizzazione della stampa.
Shame on the news media, too
di Dennis Prager
Durante gli stessi 10 giorni durante i quali ogni giornale e notiziario televisivo del mondo ha riportato foto per foto, giorno dopo giorno, l'umiliazione dei prigionieri iracheni, un governo non molto lontano dall'Irak si è impegnato nell'opera di genocidio, violenza sessuale e pulizia etnica verso circa un milione di persone.
Non è quello più serio, più malvagio e più scandaloso di un pugno di americani che umiliano sessualmente dei prigionieri iracheni?
Non per i media del mondo.
Per i notiziari di tutto il mondo, compreso gli Stati Uniti, la pulizia etnica di stampo nazista e razzista ha avuto un miserrimo spazio, a confronto con l'umiliazione di qualche irakeno.
Perché?
La risposta è tanto ovvia quanto dolorosa.
I media di tutto il mondo funzionano, quasi senza eccezioni, secondo una preciso piano, programma. Non sono guidati dalle notizie, ma dall'uso di quelle notizie secondo i propri piani. I quali sono:
1. Filtrare le notizie con un obiettivo politico;
2. Massimizzare l'audience o i lettori;
3. Essere al centro dell'attenzione della società;
4. Non differenziarsi troppo dagli altri media. In qualità di lettore di una dozzina di giornali americani, ogni giorno, sono quotidianamente sorpreso come siano virtualmente identici gli articoli delle notizie internazionali. I reporter internazionali sono come giocatori di basket - tutti fanno la stessa cosa, solo in teams differenti.
Nel nostro caso di attenzione esclusiva dei media per il denudamento e l'umiliazione degli irakeni prigionieri, tutti e quattro i punti giocano un ruolo, ma il primo è quello predominante.
In che modo dunque si spiega la misera copertura da parte dei media del quasi-genocidio in Sudan (e Nord Corea, e del Tibet ...) in confronto al massiccio reportage, tutti i giorni per 24 ore al giorno, sulla vicenda dei prigionieri ?
La prima ragione è la distorsione a fini politici delle notizie. Praticamente ogni principale giornale del mondo è anti-Bush e la maggior parte è anti-americana. Il desiderio di umiliare l'America (o George Bush) ha profonde radici. L'America di coloro che appoggiano Bush si dipinge come un esempio morale che ha offeso l'autorità morale delle Nazioni Unite e della world opinion. Dunque coloro che avversano questo ruolo etico datosi dagli Stati Uniti non possono perdere l'occasione di dipingere l'America come niente di meglio o di peggio delle altre nazioni.
La praticamente monolitica ideologia che guida le agenzie giornalistiche del mondo dovrebbe essere una preoccupazione principale per coloro che ritengono importante l'indipendenza di pensiero, per non parlare della trasparenza morale e del benesse Americano. Per esempio, sebbene privi di controllo governativo, i reportage della BBC sono stati quasi predicibilmente di sinistra quanto i giornali sovietici di un tempo.
Le notizie dei media stanno stordendo la mente umana. Le notizie anti-americane e anti-israeliane che saturano i media Europei sono la ragione fondamentale dei risultati del recente sondaggio che mostra come gli europei guardino a Israele e agli Stati Uniti come la maggiore minaccia alla pace mondiale.
C'è una seconda e correlata ragione per questo stordente riportare in continuazione le vicende dei prigionieri irakeni. La sinistra, ovunque, compresi quella che ha seggi alle Nazioni Unite e ricopre i più alti ranghi nelle agenzie giornalistiche, è interessata alla sofferenza umana solo quando è causata da bianchi, cristiani o ebrei, soprattutto se sono americani e israeliani. Questo spiega l'indifferenza del mondo e dei media alla decimazione del Tibet - che fu perpetrata dai Cinesi; al genocidio in Ruanda - perpetrato da neri Africani; al genocidio dei neri in Sudan - perpetrata da arabi musulmani; al genocidio in Corea del Nord - perpetrata dagli stessi coreani. D'altra parte, quando gli israeliani attaccarono i terroristi a Jenin, causando anche la morte di civili, subito la BBC accorse a dichiarare il massacro.
Così pure le morti degli arabi per mano degli arabi - decine di migliaia in Algeria, centinaia di migliaia in Irak, le decine di migliaia in Siria, le migliaia di giovani donne arabe e musulmane eliminate per onore, tutti questi, sono di piccolo interesse per le agenzie di notizie del mondo, come per quelle del mondo arabo, così come sono di piccolo interesse per le Nazioni Unite e per la sinistra. Ah, ma i prigionieri nudi nelle prigioni americane dell'Irak ? Quella è la storia più importante del mondo.
E' essenziale notare che è proprio perché io credo che il ruolo dell'America debba essere quello di esempio morale nel mondo che queste fotografie dalla prigione di Abu Ghraib mi fanno infuriare. Gli americani non stano morendo in Irak affinché altri americani impilino uno sull'altro uomini nudi e sorridano vicino a loro in fotografia. Il danno che queste immagini hanno fatto alla buona causa può essere incalcolabile.
Eppure non è il ribrezzo morale, ancor meno il fatto che siano interessanti tanto da farne continuo reportage, che sta animando il giornalismo internazionale. Un giorno, un nero sudanese scorrerà gli archivi della stampa mondiale per trovare che cosa preoccupasse il mondo mentre la propria famiglia e centinaia di migliaia di altri sudanesi neri venivano rapiti, schiavizzati, soggetti alla pulizia etnica nelle loro terre, e uccisi. Imparerà che il mondo era profondamente preoccupato con una dozzina di uomini iracheni fotografati in umilianti posizioni sessuali.
VIDEO
Ho letto e mi sono detto: ha ragione. Poi ci ho pensato e ho dubbi. Il fatto che non vi sia stata l'ondata di indignazione per il Sudan, per il Tibet, o per le condizioni nelle carceri di Cuba, dipende dal fatto che chi filtra le notizie per i media non fa vedere. Inoltre io ho visto il video di Daniel Pearl sgozzato e per questo lo ricordo bene, e penso di non essere diventato come loro (anche se mi è servito per non andare a vedere questo video, fidandomi che sia identico). Poi però ho letto di nuovo, e ancora ho detto: ha ragione Giovanni. Certe volte non so qualsi siano le decisioni giuste.
Intanto, qualcuno che ha un blog di sinistra, davanti alla foto trova la vena per battute di spirito ("dovrebbe tenere la testa a posto"). Letto su Capperi. Tuttavia non penso che sia stato disumanizzato dal video. Era già così.
Paolo
NICK BERG Hootinian segnala che il padre di Berg, l'americano decapitato dalle "forze di resistenza all'occupazione" (è così che le chiamano, no ?) è, Paolo ANALISI DIFESA L'autorevole rivista italiana analizza la situazione in un editoriale di Gianandrea Gaiani (da leggere tutto, anche la seconda parte) e mette sul proprio server il video completo dell'uccisione del civile americano. Paolo NON C'E' ALTERNATIVA AL PROGETTO NEOCON Roberto, bravissimo, riportando un editoriale de Il Riformista, come al solito ci seleziona gli spunti di discussione piu' interessanti. Sarà inaspettato il fatto che trovi più azzeccata l'analisi di partenza, che ai neocons non dovrebbe piacere, piuttosto che le speranze finali, che, al contrario da quanto prospettato dall'articolo, risultano possibili solo se il progetto neocons dovesse riuscire. Nella prima parte l'editoriale sottolinea come l'amministrazione, per controllare meglio la situazione e allontanare la pressione dei media, abbia rinunciato alla de-baathificazione dell'Iraq e proposto posizioni più morbide verso l'Iran e la Siria, indebolendo l'eventuale democrazia irakena e rafforzando le forze antidemocratiche della zona, cui rischiamo di doverci rivolgere per riuscire a controllare il terrorismo. Un risultato, si nota giustamente, in contraddizione con le aspettative neoconservative. Aspettative, aggiungo io dando man forte all'editorialista, ulteriormente in difficoltà davanti alla popolazione irakena che (come dare torto ai padri di famiglia?) si schiererà sempre in modo da non attirarsi l'ira di chi fa più paura, come ha fatto sempre. E chi fa più paura, in Irak, sono al momento le forze nazional socialiste e quelle teofasciste. Nella chiusura dell'articolo, quella che dovrebbe piacere ai neocons, c'è invece un terribile, sciagurato non sequitur, una pia illusione che vorrei fosse vera, ma non lo è. Bisogna infatti tenere bene presente quali siano le conseguenze di un fallimento degli obiettivi neocons. C'è un chiaro aut aut implicato nella giusta tesi iniziale. La prima ipotesi è che si riesca a fare del nuovo Irak una vetrina della democrazia e della laicità che con una esplosione di libertà e di ricchezza economica contagi l'intera zona. Una ipotesi neocon che deve intendersi realizzata sia che avvenga grazie alle forze degli USA e della attuale coalizione da sola, sia che avvenga (ma è improbabile) attraverso una mediazione o un aiuto ONU che giochi insieme agli Stati Uniti alla vecchia strategia del poliziotto buono e quello cattivo. In altri termini il progetto neocon rimane fattibile se l'Irak non viene abbandonato dalle truppe occidentali e in qualsiasi modo si riesca a costruire un Irak democratico e laico. L'altra ipotesi alternativa, priva di tertium, è l'abbandono dell'Irak a sé stesso, o che è lo stesso, a truppe di altri regimi dittatoriali o teofascisti anche se sotto la bandiera azzurra delle UN. In questo caso la "lotta al terrorismo" finirebbe per essere solamente il pagamento in contanti e in armi ad un nuovo potere antidemocratico che in loco combatta il terrorismo con tutti i mezzi (assassinio, stragi, torture) che saranno tenuti questa volta lontani dai media, o comunque tollerati, perché la nuova teoria in voga sancisce che la violazione dei diritti umani sia intollerabile se fatta, per errore e con pentimento, dalle democrazie, mentre se fatta dalle dittature è cosa normale, da deprecarsi per il poco che se ne parla, ma in fondo da tollerare come il maltempo, insista alla natura delle cose. In qualche modo più accettabile. Sottolineo che appartiene a questa sciagurata prospettiva anche l'ipotesi di coalizione araba sotto egida internazionale, cioè di fatto una coalizione degli stati dittatoriali che si voleva destabilizzare attraverso la vetrina del nuovo Irak democratico. Parliamo degli Stati del medio-oriente che da una parte hanno interesse a reprimere il terrorismo fondamentalista (e non possono che ringraziare una eventuale Europa che li aiuti in questo) e dall'altra hanno tutto l'interesse che l'unica forza di opposizione al loro interno sia appunto quella fondamentalista, da fomentare con l'antiamericanismo che faccia odiare le democrazie occidentali e con il tollerare le scuole islamiche radicali. In tal modo questi governi potranno far sopravvivere i propri regimi senza avere una vera opposizione, quella democratica filo-occidentale, e vivranno - letteralmente - della guerra al terrorismo grazie a cui potranno mantenere rapporti diplomatici armoniosi con il mondo libero che intanto racconta a sé stesso che fa la lotta al terrorismo senza guerra. Quando sentiamo che nella guerra al terrorismo le parole vanno date al dialogo e alla diplomazia con gli stati arabi, sentiamo appunto le parole di questo progetto di sovvenzione dei poteri anti-democratici o teofascisti che facciano il lavoro sporco per noi. In altri termini il contrario di quello che dovrebbe volere una sinistra europea liberale e filoamericana. Tornando da Milano mi sono imbattuto in poster giganti su cui il faccione di Prodi campeggiava con accanto la scritta "Contro una guerra sbagliata". Siccome l'unica vera alternativa alla rimozione armata di Saddam era lasciare il baathismo al potere, è esattamente il progetto politico appena esposto. Se a questo aggiungiamo che una guerra può anche esser fatta diventare sbagliata, da buona che era, tramite il ritiro o altre ipotesi che si servano delle forze antidemocratiche locali, le prospettive per la sinistra liberale e riformista europea diventano sempre più tetre. Paolo martedì, maggio 11, 2004 GLI 11 Domani, cioe' nelle prossime ore, dato che posto nelle primissime ore del giorno, sara' un 11 di periodo pre-elettorale. L'Atm di Milano ha gia' perso milioni di euro per il timore del terrorismo e quindi la metropolitana dovrebbe essere poco affollata. Forse. Ve lo sapro' dire, perche' domani la prendero'. Paolo domenica, maggio 09, 2004 [TORTURE IN IRAK] Signatum est super nos lumen vultus tui, Domine
Primordiale Genitore Boscoso, di Federico Severino Ho atteso un po' prima di parlare delle torture in Irak. Ora, grazie anche al preziossimo scambio con Roberto su WindRoseHotel, penso di aver maturato il modo di esprimere cio' che, fra il primo doloroso ammutolire e la decantazione dei giorni successivi, faticava a prendere forma scritta. Paolo venerdì, maggio 07, 2004 DALLE GUARDIE ROSSE ALLE GUARDIE VERDI
Per leggere l'articolo inviato da Paolo di Lautrémont, cliccare qui. CORREZIONE Da una missiva appena giunta: Caro Collega alla Difesa, E' vero. Era stato indicato come titolare del Dicastero all'Innovazione tecnologica persona diversa dal legittimo Ministro. Che ora indichiamo con evidenza. Paolo P.S. I nuovi venuti, che non capiscono queste cose, possono leggere qui. giovedì, maggio 06, 2004 OSAMA'S WORST NIGHTMARE
Inhad Manji ha 33 anni, è un famoso personaggio televiso canadese, soprattutto scrittrice di bestseller. Nata in Africa ha studiato alla British Columbia University. E' musulmana devota. "What I want is an Islamic reformation," she says, leaning forward, her palms open. "Christianity did it in the sixteenth century. Now we are long overdue. If there was ever a moment for our reformation, it's now, when Muslim countries are in poverty and despair. For the love of God, what are we doing about it?" Segnalo un articolo di Johan Hari su di lei, pubblicato oggi dall'Indipendent. Il suo best-seller The trouble with Islam e il suo sito personale Paolo TORTURA Fra centocinquantamila person |