I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



mercoledì, marzo 31, 2004
 

ANTISEMITI EUROPEI

L'EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia) ha rilasciato oggi il risultato di un voluminoso studio che avverte della crescita dell'antisemitismo in Europa. Una cosa è interessante: Mentre si è sempre pensato che la principale componente dell'antisemitismo nostrano derivasse dalla nuova popolazione di provenienza islamica, questi risultati sembrano indicare invece un primato completamente nostrano:

The study identified “young, disaffected white Europeans” as the largest group of culprits, followed by “young Muslims of North African or Asian extraction” [Geoff Meade, News.scotsman]

Il che rende comprensibili le parole di Manfred Gerstenfeld, del Jerusalem Center for Public Affairs, che titola il suo articolo su Frontpagemag : Anti-Semitism: An Integral Part of European Culture.

Paolo

posted by IloveAmerica | 23:56 | commenti

 

Riporto di seguito l'ultimo post del sempre eccellente Marco V. su icfm, che analizza l'articolo di Pietro Citati su La Repubblica (versione cartacea).


L'OCCIDENTE SECONDO PIETRO CITATI

C'è un lungo articolo di Pietro Citati su "la Repubblica", a proposito della relazione tra Occidente e terrorismo islamico. L'articolo mi è piaciuto, anche se non mancano delle perplessità. Individuo qui sotto i punti salienti dell'articolo [in grassetto i brani originali dell'articolo]:

1."Quanto oggi regna nel Medio Oriente è la perversa arte della politica, che l'Europa ha elaborato nei secoli fino ad Hitler e Stalin....Essi [parla degli strateghi del terrorismo islamico internazionale] sono figli dell'Occidente: figli dei nichilisti e di Hitler, di Lenin e Stalin, e dell'immondezza ideologica che, nell'ultimo secolo, l'Europa ha rovesciato sull'universo".

Sic Citati. Problema: quel che andrebbe discusso è il senso dell'"essere figli" di cui parla Citati. "Lasciarsi interpretare da" significa "essere figlio di"?

2. "Un tempo, in Occidente, esisteva quella qualità atroce e incomunicabile, che Simone Weil chiamva "forza". Amava incarnarsi nel volto di Giulio Cesare: nel viso, stranamente femmineo, di Augusto: nelle piccole membra adipose di Napoleone; e nella massiccia e fintamente bonaria figura di Stalin. La forza si proponeva dei fini; e li conseguiva con qualsiasi mezzo, a costo di costruire i propri altari sopra mucchi di cadaveri e fiumi di sangue"

2.1 "Oggi, per nostra fortuna, nella civiltà occidentale la forza non esiste più...Così nessun occidentale sa più usare la forza; e quando vi ricorre, l'usa con inesperienza, goffagine, eccesso, oppure con un tale accompagnamento di cautele e di riguardi e di scuse e di precauzioni da renderla totalmente inefficace e dannosa. Così ci hano insegnato gli ultimi trent'anni di storia politica degli Stati Uniti d'America"

3. Poi Citati passa ad esporre il significato della resistenza del popolo inglese al nazismo. Dice: "se noi, oggi, siamo qui, se parliamo, scriviamo, passeggiamo, andiamo in vacanza, diciamo sciocchezze - tutto questo è *esclusivamente* [il corsivo è di Citati] dovuto alla pazienza, al coraggio e alla sopportazione di quel popolo fedele".

4. "Oggi sarà bene convincerci che la civiltà occidentale corre pericoli appena meno gravi di quelli corsi nel 1939 e nel 1940. I nemici sono intelligentissimi, senza scrupoli, senza incertezze, e posseggono una straordinaria forza di volontà. Difendersi dal terrorismo elevato a sistema è, per una democrazia, difficilissimo o quasi impossibile...Dovremo rinunciare a molti piccoli piaceri: piccole libertà, granzie giuridiche, ricchezze, assistenza. A volte, si ha l'impressione che molti non desiderano compieri questi sacrifici, e che per loro la civltà occidentale possa affondare senza rimpianti. Sembra che la pazienza, il coraggio e la forza di sopportazione - quelle che nel 1940 salvarono l'Inghilterra ed il mondo - siano impalliditi. Meglio Hitler, meglio Stalin, meglio Mao, meglio Pol Pot, meglio Bin Laden: gli Europei hanno già ripetuto moltissime volte, nelle università e nelle strade, queste frasi penose. Meglio restare in vita, a qualsiasi costo"

Dunque:
a). Per Citati esiste un nesso essenziale tra quella configurazione storico-ideologica dell'Occidente che si costituisce attorno alla "forza" - la capacità di perseguire assolutamente lo scopo, individuando di volta in volta il mezzo più opportuno - e la strategia del terrorismo islamico.

b).Citati dice che il nazismo - che negli anni 1929 e 1940 era sicuramente all'apice della sua potenza militare, e pareva destinato (non solo nella mente, in genere strategicamente vuota, del nostro Mussolini) alla *conquista del mondo* - ha costituito un pericolo per la civiltà occidentale.

c). Ma il nazismo appartiene, stando a quel che dice Citati, alla configurazione storico-ideologica dell'Occidente raccoltosi attorno alla "forza". Dunque Citati sta dicendo che una configurazione dell'Occidente costituisce un pericolo per la civiltà occidentale. Affermazione, questa, che chiaramente non è immediatamente contraddittoria, ma necessita di un'approfondimento che Citati non opera affatto.

d). Perchè tutto il discorso di Citati abbia senso e non si risolva in una gigantesca contraddizione, occorre che:

d.1) la rinuncia alla "forza", nella quale oggi si esprime l'Occidente, sia proprio ciò che il "fedele popolo inglese" ha inteso difendere, quando grazie alla sua (innegabile) *impressionante* capacità di resistenza, ha sventato quel pericolo per la civiltà occidentale costituito dall'ideologia hitleriana e dalla potenza che questa era riuscita a raccogliere sotto di sè (potenza che dunque era un mezzo per l'affermazione di uno scopo).

d.2) Citati abbia il coraggio intellettuale di prendere in considerazione la possibilità che la rinuncia alla "forza" si sia poi sviluppata in quella situazione che rende "difficilissima o quasi impossibile" la difesa della democrazia dal pericolo del terrorismo - dove questa difficolta si origina, in ultima analisi e come quasi mai viene riconosciuto, dalla pretesa che la democrazia sia non solo ciò che deve *essere difeso* (su questo nessuno ha dubbi) ma sia anche ciò che deve *difendere* (*). E questo perchè la rinuncia alla forza di cui parla Citati, non è altro che quella situazione data dalla
disponibilità di una gigantesca potenza - quella gigantesca potenza che *deve* esserci perchè tutto il contenuto della prassi occidentale, un sol
giorno della quale è sufficiente a totalizzare la prassi di una civiltà intera, possa esistere - a fronte del progressivo dissolversi di un *uno ed un unico* soggetto che renda per sè quella potenza. Occorre riflettere su questo: posto che - Citati lo pone - si debba parlare di "difesa della civiltà occidentale", una civiltà che si costituisce come tecnica può o non può difendersi? C'è o non c'è, ci può essere o non ci può essere, un soggetto occidentale che si raccoglie davanti al pericolo costituito dal terrorismo islamico internazione che Pietro Citati, senza pensarci sopra due volte, qualifica come volontà di distruzione dell'Occidente? E se c'è e ci può essere, come lo si deve determinare?

La conclusione getta luce sia sulla opportunità delle mie precisioni critiche e dei miei interrogativi, sia sul senso complessivo del discorso di Citati:
"La civiltà occidentali ha grandissime colpe, come qualsiasi civiltà. Ha violato e distrutto continenti e religioni. Ma possiede un dono che nessuna altra civiltà conosce: quello di accogliere, da almeno duemilacinquecento anni...tutte le tradizioni, tutti i miti, tutte le religioni, tutti o quasi gli esseri umani...Quante parole abbiamo assimilato! Quante immagini abbiamo ammirato! Quante persone sono diventate "romane"! Questo dono è così grande e incalcolabile, che forse vale la pena di sacrificarsi, *pro aris et focis*, per il diritto di passeggiare e fantasticare davanti alla cattedrale di Chartres, nel grande prato della Università di Cambridge, presso le colonne tortili della reggia di Granada"

(*) Su questo punto specifico - sul problema cioè di una democrazia che si innalza a soggetto che deve difendere - mi piacerebbe conoscere, tra le
altre, l'opinione di Alessandro *di* Fiore :-), cui vanno i miei saluti. Ha senso dire che è la democrazia a dover (e dunque, prima di tutto, a poter)
difendere il Colosseo etc. o le n migliaia di individui che prendono la metropolitana ogni secondo nell'Occidente etc.? Tutto il problema della legittimità *culturale* (e dunque anche etica, prima ancora della legittimità a livello giuridico) della azione americana, sta non solo nella definizione simpliciter della democrazia, ma anche nella specifica definizione della democrazia *come* ciò che deve difendere, e non solo come ciò che deve essere difeso.

Marco V. su it.cultura.filosofia.moderato




































posted by IloveAmerica | 16:48 | commenti

 

KAMIKAZE FAI DA TE - UPDATE

La lettera spedita dall'aspirante kamikaze Marocchino ha prodotto un nuovo giro di articoli sui nostri giornali. Arresi all'evidenza? Non proprio e non tutti. Esemplare l'Unità (immigrato suicida per protesta, si è dato alle fiamme, etc.). Il che non è ovviamente falso, come tipico. Ma non ha niente a che fare con i bonzi che si immolarono per protesta contro il governo sudvietnamita negli anni '70, come potrebbe pensarsi leggendo l'insistenza su quel "suicidio per protesta". Non sottolinea affatto che il gesto era stato volutamente preparato per ammazzare le 35 persone che si trovavano nel McDonalds, cioè per essere un attentato terroristico. Soprattutto perfettamente in grado di raggiungere lo scopo, non fosse stato per le modalità di attuazione e per la celerità dei Vigili del Fuoco:

"I vigili del fuoco avevano commentato con qualche preoccupazione l’accaduto: "Se fossimo arrivati dopo cinque minuti" - aveva detto il caposquadra - "non avremmo più trovato il Mc Donald’s" [Alberto Pellegrini sul Giornale di Brescia]

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:20 | commenti



martedì, marzo 30, 2004
 

KAMIKAZE FAI DA TE

I giornali nazionali minimizzano. A Brescia la pensano come il Griso. Suicida senza dubbio, ma anche aspirante martire contro il McDonald:

Il procuratore Tarquini: "Il quadro è simile a quelli che in questi tempi preoccupano il mondo intero".
Un kamikaze fai da te. Un povero disperato, con la mente sconvolta, che per un fenomeno di emulazione o qualcosa di simile, decide di diventare un martire. Di farla finita coinvolgendo altre persone, colpendo contemporaneamente un obiettivo emblematico come la multinazionale americana McDonald’s. Questa sembra essere l’ipotesi più seria a proposito della morte del marocchino rimasto carbonizzato l’altra sera nella sua automobile che lui stesso aveva riempito di bombole di gas delle quali aveva aperto i rubinetti rischiando davvero di provocare una strage .... I vigili del fuoco avevano commentato con qualche preoccupazione l’accaduto: "Se fossimo arrivati dopo cinque minuti" - aveva detto il caposquadra - "non avremmo più trovato il Mc Donald’s"

[Alberto Pellegrini sul Giornale di Brescia]

Paolo


posted by IloveAmerica | 15:05 | commenti

 

EURABIA

Fouad Ajami sul Wall Street Journal: Radical Islam finds a haven in Europe

Paolo

posted by IloveAmerica | 14:50 | commenti



lunedì, marzo 29, 2004
 

L'ONU DEI CRIMINALI

In tre anni e mezzo di attacchi terroristici, che hanno ucciso centinaia di civili israeliani inermi e ferito molte altre migliaia, questo Consiglio non si e' riunito nemmeno una volta per esprimere la condanna anche di un solo attentato. Non una risoluzione, non una dichiarazione presidenziale e' stata adottata da questo Consiglio per denunciare specificatamente il massacro deliberato dei nostri civili inermi. Nemmeno due mesi fa, il 29 gennaio, quando 11 cittadini sono stati assassinati in un'orribile strage su un autobus nel centro di Gerusalemme. Nella nostra tragedia, i nostri sforzi di ottenere una qualche reazione da questo Consiglio non sono stati ripagati nemmeno da una dichiarazione della Presidenza. Eppure oggi, seguendo un triste rituale ormai famigliare, il Consiglio si riunisce. Perche'? Non per condannare il terrorismo, non per onorare la memoria delle centinaia di assassinati, ma per difendere uno dei principali perpetratori, il padrino del terrorismo. [Dan Gillerman, ambasciatore d'Israele all'ONU]

Paolo

posted by IloveAmerica | 01:33 | commenti



domenica, marzo 28, 2004
 

BASTA FINANZIARE LA FABBRICA DEL TERRORISMO

Davide Giacalone la dice tutta, e giusta :

A spingere quel ragazzo è stata una propaganda fanatica e pervasiva, presente nelle scuole palestinesi con libri finanziati da noi europei, in istituti che abbiamo pagato noi, con diffusori di morte che paghiamo noi: certo, noi europei non finanziamo le armi dei palestinesi, ma finanziamo quelli che inducono gli Hussam Abdu a saltare in aria, a raggiunger i martiri in paradiso, a credere, come dice Arafat, che nessun martire è migliore di un martire bambino. [Leggi l'articolo su L'Opinione]

Paolo

posted by IloveAmerica | 18:47 | commenti



venerdì, marzo 26, 2004
 

POLL: GLI AMERICANI E L'ESECUZIONE DI YASSIN

Ben il 66 per cento dei cittadini americani ritiene che Israele fosse giustificata nel giustiziare Yassin. Ma ad una ulteriore domanda si mostrano ancora più a favore di Israele. Infatti addirittura il 74 per cento hanno rifiutato la seguente affermazione: "Sebbene lo Sceicco Yassin fosse a capo della organizzazione terroristica Hamas, egli avrebbe dovuto rimanere immune dagli attacchi israeliani in virtù del suo essere una guida spirituale, parzialmente cieca e costretta su una sedia a rotelle" [Melanie Hunter on CNSNews]

Paolo

posted by IloveAmerica | 17:38 | commenti

 

ATTENTI

Chi ha fondi, pensioni strane collegate agli andamenti azionari, chi giochicchia in borsa mettendoci liquidazione o pensione, stia attento. L'11M e l'aspettativa di qualcosa di grosso da parte di Al-Qaeda per influenzare le elezioni anche di altri paesi (dopo il successo spagnolo) fanno muovere la liquidità lontano dalle nostre borse europee. Qualcuno vede lungo il mercato giapponese e in genere asiatico. Più incerta la situazione USA. Bush tiene il numero di giri del motore economico alto, come consuetudine pre-elettorale.  Intanto Givanni Zibordi fa questa analisi sul terrorismo e i mercati.

Paolo

posted by IloveAmerica | 16:05 | commenti

 

ANCORA REVEL

Avevo già segnalato questo articolo dello storico francese Francois Revel, e suggerito il suo libro Anti-Americanism. Su l'Opinione oggi una recensione di Alessandro Lozzi.

Paolo

posted by IloveAmerica | 15:53 | commenti



mercoledì, marzo 24, 2004
 
posted by IloveAmerica | 19:58 | commenti

 

POLL: EUROPEANS AND UNITED STATES

Here, as in other questions, there are big differences among opinions in the five countries. In general, the Italians have the most positive views of the American system of government (50% positive, 20% negative), of American values (44% positive, 23% negative), and American justice (44% positive, 23% negative). The Germans and French are the most negative on these two criteria.

Very different attitudes in the five different countries

The average results for the five countries are based on very different responses in each country. In general, the Italians and, to a somewhat lesser extent the British, have the most positive attitudes to the United States, while the French and the Germans are the most negative. Spanish attitudes toward the United States (as measured just before the recent Madrid bombings) mostly fall somewhere in the middle, closer to the five-country averages. Some exceptions to this pattern are that the Spanish people feel as positively as the British and Italians toward the American people, American multinational companies and American movies and television.

[Yahoo news]

Il sondaggio conferma che in Europa l'Italia è il paese che ha la migliore visione degli Stati Uniti. Siamo quelli che più apprezzano il Presidente George Bush. Persino più degli Inglesi (che però ci battono nella disponibilità di mandare truppe). Record negativi, che abbassano la media, spettano al solito a Germania e Francia (soprattutto la Germania).

Riguardo all'Inghilterra, il dato più interessante che emerge dalle statistiche numeriche e non sottolineato nell'introduzione all'articolo, è il notevole consenso a Blair. Risulta infatti che solo il 14 per cento degli Inglesi hanno in simpatia Bush, e però ben il 47 per cento guardano positivamente l'utilizzo dei soldati britannici in Irak, dal che si deduce che è una considerevole parte della sinistra ad essere a favore.

Da notare anche l'alto numero di coloro che non si pronunciano. Se in Italia il 21 per cento ha in simpatia Bush, solo per il 52 per cento è antipatico (quindi abbiamo un 27 per cento che si astengono da ogni giudizio). Curiosamente chi si astiene dal giudizio in Inghilterra è ancora esattamente un 27 per cento, anche se Bush là è meno simpatico. I tedeschi sono quelli con meno dubbi (solo il 3 per cento di astenuti e una maggioranza bulgara contro Bush). I francesi invece hanno un 15 per cento di astenuti.

Per tutti gli altri giudizi spetta all'Italia il primato della simpatia verso gli USA. Notevole che fra gli Italiani sia una netta minoranza (solo il 20 per cento) a giudicare negativamente il sistema di governo Americano.

Paolo

posted by IloveAmerica | 18:02 | commenti

 

[U.N.] PAESI ARABI E TERRORISMO

Vediamo cosa è successo all'Onu:  l'Algeria ha proposto ai 15 membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, l'approvazione di una mozione di condanna di Israele per l'esecuzione di Yassin.
Su molti dei nostri giornali sarà succintamente riportato che non è stata accolta per il veto degli USA. Però, precisamente, ecco cosa è accaduto: Gli USA hanno detto, nel consiglio dei quindici, che avrebbero sì firmato la condanna, ma a patto che, contestualmente, fossero condannati anche gli atti terroristici di Hamas (che facendo la proporzione fra la nostra popolazione e quella di Israele, è come se avess ucciso diecimila italiani). A tale richiesta l'Algeria ha ritirato la mozione. [La notizia in Inglese]

Interessante. Pur di non incolpare Hamas, l'Algeria ritira la mozione contro Israele.  

Non è che dietro al terrorismo ci siano dei regimi Arabi,  con un popolo creato (e mantenuto nel triste stato in cui si trova) appositamente?

Paolo


posted by IloveAmerica | 01:20 | commenti

 

UNA DOMANDA AI PACIFISTI

E' da ringraziare Alessio, su Orestina, che riporta un articolo di un irakeno che dal suo paese pone una domanda ai pacifisti. Così ben fatta che ho voluto tradurla. Abbiate la pazienza di leggerla. Qui su Orestina il link al sito originale con l'articolo in Inglese. Di seguito la veloce traduzione italiana.

Paolo


UNA DOMANDA STUPIDA

Nell'assistere alle manifestazioni tenute in varie parti del mondo nell'anniversario della guerra contro Saddam, non ho potuto fare a meno di chiedermi perché lo stavano facendo ! In Irak ci sono state alcune manifestazioni, ma estremamente piccole (poche centinaia di persone guidate da qualche fanatico religioso, e nessuno avrebbe neppure saputo della loro esistenza se non ci fossero stati i media ad andare a scovarle), e che si suppone cosituiscano il paese che i pacifisti stavano difendendo.

Fu difficile per me capire i motivi per cui i pacifisti volevano fermare questa guerra e perché ora vogliono impedire, alla coalizione guidata dagli USA, di aiutarci, di ricostruire, e di proteggere la nascita della democrazia in Irak. E sono anche sicuro che molti di questi sono pagati, o semplicemente ingannati, anche se questo non può di certo riguardare la maggioranza dei pacifisti, che ho sempre ritenuto essere brave persone con un gran senso di umanità, abbastanza nobili di spirito per respingere ogni corruzione, intelligenti da non poter essere presi in giro.

La risposta a questa domanda si fece meno oscura man mano che il tempo e gli eventi rivelavano molto di ciò che, dal mio punto di osservazione in Irak, era difficile che percepissi. Il modo con cui la maggioranza dei pacifisti reagirono a tali eventi riuscì a fare luce su quanto non potevo vedere da qui. Ancora penso che si tratti di buone persone e non di stupidi, ma c'è una cosa che adesso so che non posso riconoscere loro. E' l'onestà. Mi spiace, amici miei, voi pensate che questo punto sia quello in vostro favore, così almeno credete, ma se mi consentite di andare avanti in questa mia indagine sulle coscienze, e avrete l'attenzione, la pazienza e la modestia di seguirmi in questo viaggio (cosa che mi aspetto da gente che si reputa onesta), allora forse possiamo chiarire con precisione dove siamo d'accordo e dove non lo siamo. Cosa che sarà di beneficio per tutti. Non c'è bisogno che vi dica che avete lo stesso diritto di chiarirvi con me e io sarò più che lieto di prendervi in considerazione.

Ora, perché il mio giudizio è così duro e quali sono i fatti, le evidenze, che mi inducono a giudicarvi in questo modo ?

Per iniziare penso che chiunque di noi sia d'accordo sul fatto che la guerra è qualcosa di terribile e molto spesso è una scelta disastrosa. Siamo anche d'accordo però che ci sono dei casi in cui essa è l'unica opzione diponibile. Questo ci permette di circoscrivere i principi dai quali guardare sia la guerra per rimuovere Saddam, sia il terrorismo che tutti aborriamo. Io penso che il fatto che due nazioni usino la guerra per risolvere i loro conflitti, al posto di una opzione diplomatica, sia da condannare, e ritengo che chi pensasse diversamente lo farebbe solo solo per soddisfare un sadico desiderio di sangue.

Però, dato che parliamo di voi pacifisti, andiamo al perché dei veri pacifisti si oppongono a questa guerra.

Penso che la maggior parte di noi è d'accordo che quando parliamo di pacifisti che manifestano, ci riferiamo a quelli che vivono nel mondo libero. Questo perché chi vive nel terzo mondo non ha possibilità di interessarsene, essendo troppo occupato a cercare di dare da mangiare ai propri figli e a proteggere le proprie famiglie, e ancora di tenersi il più lontano possibile dall'irritare i tiranni che tirano le fila del loro destino, e che possono costringerli a fare manifestazioni contro ciò che vuole il governo, oppure ancora costringerli a subire l'indottrinamento del fanatismo religioso o del nazionalismo Arabo. Nel mondo Arabo questo è il motivo per cui si manifesta contro questa guerra.

Pace è ciò per cui questi pacifisti autentici (abbiamo chiarito,occidentali) stanno lottando. E non può esserci fine più nobile. Ma qual'è la mia domanda a questo punto ?

Dove vivete ?
Una domanda stupida e irrilevante? Non penso proprio.

La pace DI CHI state cercando? La vostra o quella del mondo, e quale tipo di pace e ordine state cercando di mantenere? Quella dei vostri paesi o quella del mondo intero? Pensate davvero che questo sia un mondo meraviglioso e pacifico che nessuno dovrebbe permettersi di scalfire usando le armi? Ma che stupida domanda da parte mia! Certo che si, lo pensate, perché la maggior parte di voi non ha mai sentito un colpo di arma da fuoco da mesi o da anni, e alcuni di voi vivono in paesi che non sono stati vittime di una guerra da un secolo.

Le vostre vite avranno potuto anche non essere facili, ma avete mai avuto paura che i vostri bambini potessero morire di fame? O avete vissuto la vostra vita terrorizzati dall'idea che in un colpo sia buttata giù la vostra porta, nel mezzo della notte, e che voi o un vostro famigliare possiate sparire nel nulla? E ancora peggio di questo -cosa che per voi non sembra un grande problema- siete mai stati costretti ad abbassare il vostro capo, a guardare a terra con gli occhi, per il timore di incrociarli con quelli di una guardia che per vostra sfortuna li possa interpretare male!!? Mio Dio! Sto ancora facendo domande stupide. Naturalmente questo per voi non è un vostro problema, perchè se voi lo sentiste, questo problema, se davvero lo sentiste come una grande ingiustizia e umiliazione alla sacralità dell'anima di ogni creatura senziente di Dio, non solo degli esseri umani, allora voi non sareste stati COSI' pazienti mentre c'erano le sanzioni chiedendo che gli ispettori dell'Onu continuassero a fare il loro lavoro. Di sicuro questo non è un grande problema per voi, e sapete perché? Semplicemente perchè tutto quello accadeva a noi e non a VOI. Per voi è accaduto ad altri che vivono lontano, e questo lo rende meno reale per voi, al punto che potete buttarvi alle spalle la cosa quando vi mettete a discutere della guerra. E SOLO ORA, improvvisamente, vi preoccupate di come gli Americani si stanno comportando!!?
A questa vostra preoccupazione vi rispondo subito. Gli Americani non ci stanno "trattando"; stanno aiutando, proteggendo, insegnando, amando e stringendo amicizie. Con noi. Duro da masticare per voi, lo so, perchè vi fa sentire male con voi stessi. Ma fa così male come sembra perché noi tutti facciamo degli errori e persino GROSSI errori, e non è mai troppo tardi ammettere di essersi sbagliati.

Sono forse così stupido e ingenuo ad aspettarmi che voi cambiate le vostre idee? No, perché ancora credo che voi siate buone persone e faccio affidamento proprio a questo quando dico che ho una speranza in voi e non vi vedrò mai come nemici.

Ora basta che pensiate ancora tutto il dolore e la sofferenza nostra che abbiamo subito, e immaginiate voi stessi raccogliere le ossa dei vostri figli, figlie, fratelli, da una fossa comune, dopo aver perso le loro tracce 20 o 30 anni fa, e venendo per giunta a sapere che neppure morirono serenamente. NO. Sono stati torturati, violentati, trattati come animali, costretti a implorare pietà e ad averla nella forma di una pallottola in testa. Questo è accaduto, e non solo in Irak, e sta ancora accadendo da qualche parte in questo mondo meraviglioso. Pensate a quello e provate a dire al mio vicino - a titolo di esempio, lui sta ancora cercando nelle fosse comuni i resti dei suoi due figli che gli furono strappati 21 anni fa mentre erano in collegio, senza neppure saperne i motivi - provate a dirgli che voi state contro questa guerra. Provate a dire questo al mio altro vicino. Lui aveva convinto suo fratello (disertore durante la guerra contro l'Iran) di ritornare nell'esercito approfittando della promessa di perdono apparsa in TV e sui giornali, ed era persino andato con lui alla polizia a chiedere il reintegro nelle fila dell'esercito. Ebbene, il mio vicino si svegliò la mattina dopo trovando su un auto la bara del fratello, con scrito sopra a grandi lettere "TRADITORE". Per ricevere poi l'ordine che nessun funerale fosse tenuto, se non volevano celebrare anche quello dell'altro fratello. Eh si, ricevette pure una lettera, due settimane dopo, in cui era scritto che si era verificato un errore che aveva portato all'uccisione del fratello e di poche altre centinaia di uomini che avevano risposto all'appello per la riammissione nell'esercito, e che quindi era possibile celebrale il funerale !

Potrei parlare di queste cose per anni, e ce ne sono di MOLTO più dolorose, così dolorose che il mio cuore non ne regge neppure il ricordo. Spero che voi siate più forti quando dovrete spiegare a questa gente che voi siete stati contro la loro liberazione, e avreste permesso che la loro miseria continuasse in virtù del fatto che pensate che i vostri politici abbiano mentito sui reali motivi della guerra. Provate a raccontare a quelli che hanno sofferto tutto ciò, che i loro mali derivano da questa guerra dell'America e non da Saddam, e che siete stati contro l'America quando questa ha cercato di rumuovere Saddam, restituendo la libertà e la pace, la pace della mente e del cuore!!

Ancora la mia stupida domanda: dove vivete?
Noi appoggiamo questa guerra contro la dittatura e il terrorismo e viviamo in questo mondo, questo brutto mondo che stiamo tentando di cambiare. Se, mentre noi facciamo questo con insistenza, voi con la stessa forza e insistenza volete che smettiamo, mi domando: Voi, dove vivete?

Ali [da Iraqthemodel, english version]




posted by IloveAmerica | 01:02 | commenti

 

BEN CI STA

Questo post è una anticipazione di un argomento che tratterò in modo assai approfondito presto, con dati ed evidenze ben precise. L'antiamericanismo è antieuropeo, e chi ha tutto da perdere è proprio l'Europa, perchè gli USA hanno già chi può rimpiazzarci. E l'idea che la prossima volta (e ci sarà una prossima volta del bisogno) non ci aiutino a tirarci fuori dai guai (che saranno sociali ed economici proprio nel cuore dell'Europa), non è una bella idea.

But economics is what the trans-Atlantic alliance has going for it. The Europeans may not like American culture, but we're still their biggest customer. The Europeans have more to lose than we do from these disputes. And the bottom line is that free trade and healthy competition benefits Americans and Europeans alike. On a policy level, we need to rise above these recent provocations and stress our common interests and values.

In the meantime, I'd stay away from the developed European markets. Europe suffers far more than we do from high oil prices (though the strong euro has cushioned the effect so far). European central banks are afraid to lower interest rates because lower rates would weaken the euro. There's a reason European markets have so badly lagged behind the rest of the world's exchanges: Growth is anemic. Spain is only a small part of the European economy and has scant impact on global trade, but the recent election is a sobering reminder that Europeans may vote with their passions rather than their pocketbooks. [James B. Stewart, Smartmoney]

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:39 | commenti



martedì, marzo 23, 2004
 

ISLAM MODERNISTA

Esiste ? Sembra di si. E forse è il caso di far sentire la sua voce. Non a noi occidentali, per tranquillizzarci, ma agli islamici.

Carol Giacomo, su Reuters.

Paolo

posted by IloveAmerica | 01:17 | commenti

 

TERRORISTI DIVERSI ?

C'è da meravigliarsi dei toni e della tolleranza fino a qui mostrati da Israele nei confronti dell'Europa. Cosa farebbero gli spagnoli se sapessero che dietro i terroristi del 11M, e dietro gli attentati di varia origine, ci fosse Israele che sovvenziona scuole, colonie estive, e campi di educazione dove persino i bambini vengono plagiati e allevati per essere futuri martiri fra i caffé e le discoteche della Spagna ? Eppure è questo che fa l'Europa con Israele.

Poi l'Europa condanna l'eliminazione del leader terrorista Yassin. Forse quando individueranno i terroristi che colpiscono l'Europa li lasceranno andare pregandoli di non falo più ?

Qualcuno, negli USA, per lo meno è esplicito, senza moralismi ipocriti, nel condannare l'esecuzione per non essere colpiti :

Charles V. Peña, director of defense policy studies, made the following comments today on Sheik Yassin: "This only underscores the paramount importance of the United States focusing its terrorism efforts on al Qaeda and not conflating the threat to include other terrorist groups--such as Hamas--who do not attack the United States. This in no way justified Hamas' or any other anti-Israeli terrorism, but simply recognizes that the United States cannot afford to make other countries' terrorist threats our terrorist threat. Hamas has now vowed revenge against both Israel and the United States. With Hamas now holding the U.S. responsible for the death of its spiritual leader and founder, the U.S. may have taken on a new terrorist enemy. This is exactly the opposite of what we need to do." [Cato Institute]

Peña is mistaken. Il grave errore è credere che si tratti di terroristi diversi.

Paolo

posted by IloveAmerica | 01:03 | commenti

 

EUROPA VISTA DA FUORI (Putting tolerance to the test)

Ma dopo il bando dei veli, il Dr. Dalil Boubakeur, il principale portavoce dei musulmani moderati francesi, ha riferito a un giornale che i musulmani francesi sono divenuti dei pariah sociali, e ha previsto violenza nelle strade. Persino prima il bando del velo non era raro che dimostrazioni arabe finissero in sollevazioni...

Con un tasso di natalità degli immigrati triplo di quello degli europei, l'Europa si avvia ad avere un futuro multi-culturale. Ma potrebbe non essere pacifico.

[CBN news]

Fatti i conti non ci sono ottime prospettive per le quali il mondo possa guardare con fiducia, per lo meno economica, all'Europa. I problemi sociali completano il quadro. Soprattutto quando la Cina si avvia a sostituirci nei rapporti con gli USA, anche come consumatore.

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:29 | commenti



lunedì, marzo 22, 2004
 

HONORIS CAUSA

ILA ha il suo primo contributor "honoris causa", Il Griso, che se anche non ha mai materialmente contribuito, verrà nominato tale per indiscussi meriti e attestata appartenenza. Può anche rifiutare il titolo, tenendo presente che la nomina viene offerta dal suo fan numero uno.

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:55 | commenti

 

LE MONDE

Grog ci riferisce che Le Monde incomincia a pensare a cosa pensano gli Irakeni :

La politica francese rimane aspramente criticata dagli irakeni. Contrariamente a quanto spesso credono gli europei, l'essersi opposti all'occupazione americana non fa in alcun modo aumentare la popolarità dell'Europa, di nessun Paese d'Europa, in Irak [continua su Grog]

Paolo

posted by IloveAmerica | 01:18 | commenti

 
posted by IloveAmerica | 00:51 | commenti

 

CACCIARI E IL POPOLO DEL CACCHIO

Finamente buone notizie: La sinistra che ci piace, dissidente, si indigna, approfondisce (tutti gli ultimi post), infine parla atttraverso Cacciari, che riporto grazie a un thread su icfm:

Romano P., in una lettera pubblicata su "la Repubblica" di oggi:

"Il popolo europeo nella sua interezza è stato parte integrante del movimento della pace, anzi ha posto la pace nella identità stessa della nuova Europa". Romano P. parla anche di "tramonto della cultura del nemico". Romano P. conclude perentoriamente che "non c'è Europa senza la pace". Romano P. non ha dubbi.

E si potrebbero fare tante belle deduzioni, riguardo all'uso che si fa qui sopra di "popolo europeo", e riguardo all'ultima affermazione, in quanto essa esclude l'esserci della Europa "senza la pace", riguardo cioè al significato di questa "pace" che sarebbe condizione necessaria dell'esserci dell'"Europa" . Il resto della lettera è un inutile orpello alle affermazioni riportate sopra, che sono dunque quelle che contano. A Romano P. sembra quasi rispondere Massimo Cacciari, che dice, intervistato (da Goffredo De Marchis) sempre su "la Repubblica" di oggi, otto pagine prima:

"Il no al terrorismo è tanto scontato quanto ovvio. Come dire che siamo democratici. Sarebbe ora di smetterla con le dichiarazioni di buona volontà che dicono tutto e nulla".

Prosegue:
"Che la guerra non serva a nulla è una barzelletta del cavolo, una pura amenità dal punto di vista storico e politico. Bisogna dire piuttosto che in questa situazione specifica cessa di essere una funzione efficace della politica perchè la guerra tradizionalmente intesa, contro la nuova forma di terrorismo, rischia di portare a delle vittorie impotenti. Ma il semplice "no" non aiuta gli amici americani a capire chre la situazione è diversa anche dall'Afghanistam....Escludere a priori la risorsa bellica, però, appartiene alla concezione religiosa ed etica, non alla politica."

Interrogato a proposito degli (parole dell'intervistatore) "slogan per il ripudio della guerra, per il disarmo globale", risponde:
"Sono parole fuori dal mondo, in questa lotta è impossibile negare in assoluto il ricorso allo strumento militare. Zapatero non ha vinto su questa linea, come vogliono far credere".

Il geofilosofo dell'Europa Cacciari sembra quasi non poterne più. Egli ha qualche dubbio in più. Infatti, secondo le sue parole, il "popolo" del "la guerra non serve a niente" è il "popolo" di una barzelletta (del cavolo). Anche le barzellette (del cavolo) esigono un consenso. Anche le barzellette hanno un "popolo". Un "popolo" del cavolo?

Marco V. su it.cultura.filosofia.moderato

P.S. Ukase l'ho letto dopo, e lo aggiungo con piacere ora

Paolo















posted by IloveAmerica | 00:18 | commenti



domenica, marzo 21, 2004
 

FASCISTI IN PIAZZA

Qui.

Anzi, fascipisti (Ipse dixit il 21 marzo), così possono dire che noi neoconi siamo dei pecoroni. Loro intanto restano fascisti, fascisti-pacifisti, fascipisti.

Paolo

posted by IloveAmerica | 19:30 | commenti

 

Avviso tecnico: rinnovo l'avviso per coloro che avessero visto scomparire il proprio banner o i propri link. Non siete stati depennati. Il blog è in fase di ristrutturazione e ci saranno ulteriori variazioni di template fra una decina di giorni almeno. Lo dico perché so che magari qualcuno pensa male. I post continueranno comunque con frequenza giornaliera.

Paolo

posted by IloveAmerica | 11:44 | commenti



sabato, marzo 20, 2004
 

L'APPEASEMENT COL TERRORISMO CONTINUA

Il gruppo terroristico Hezbollah è responsabile di feroci attacchi terroristici, come quello suicida che uccise 200 soldati americani in Libano, il sequestro di aerei di linea e il massacro di centinaia e centinaia di civili. Sostiene di combattere per la distruzione di Israele cui nega il diritto di esistere.

Ebbene, il movimento Hezbollah non verrà inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea.

Eppure gli Hezbollah sono stati chiari: "We are not fighting so that you offer us something. We are fighting to eliminate you"

Paolo

posted by IloveAmerica | 23:42 | commenti

 

SEPULVEDA E IL MANIFESTO

C'e' stato un certo movimento nella blogosfera riguardo al pezzo di Sepulveda, originalmente apparso sul Manifesto, riportato da Daisymiller. Poichè la versione originale dell'autore non faceva riferimenti politici, soprattutto alla politica italiana, qualche fedele di sinistra aveva parlato di sciacallaggio del Manifesto, pensando che le aggiunte fossero tutta farina del sacco italiano. E' poi emerso, dalla stessa fonte, che Sepulveda aveva preparato un testo per tutti, e previsto personalmente le variazioni a seconda dei paesi in cui l'articolo veniva tradotto.

Quindi avete proprio ragione. Si tratta di sciacallaggio premeditato, prodotto in catena di montaggio just in time a seconda del paese di destinazione. Una prostituzione intellettuale e politica a monte con franchisees locali, sulla pelle dei morti.

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:46 | commenti

 

UNA LUCIDISSIMA ANALISI

"Oh, com'è onesto Luis Sepulveda, con che sguardo lucido commenta i fatti di Madrid".

Posto che considerare "lucido" un uomo la cui vista è afflitta da cataratte iridate all'ultimo stadio è un controsenso, leggete qui sotto, tanto per sapere di che pasta è sia l'occhettiana superiorità morale del popolo della pace. Nella schiera dei cattivi figura l'immancabile Demone Capitalista Nordamericano, l'alfiere del Progetto di Rapina Mondiale, El Maléfico Embustero Aznar e dulcis in fundo... Berlusconi. Enjoy.


Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid. Erano donne, uomini, bambini, anziani, la semplice e pura umanità che cominciava un altro giorno, un giorno di lavoro, di sogni, di speranze, senza sapere che la volontà assassina di qualche miserabile aveva deciso che fosse l'ultimo. Venite a vedere il sangue per le strade di madrid, Questa città amata in cui tutti arrivano e tutti sono benvenuti. Venite a vedere gli appunti, i libri, le cose sparse fra i resti del massacro. Venite a vedere un giorno morto e il dolore di una società che ha gridato mille volte il suo diritto di vivere in pace. Scrivo queste righe mentre ascolto i notiziari e posso solo pensare alla tristezza delle aule, delle tavole, delle case a cui non ritorneranno più quelle centinaia di cittadini, di fratelli e sorelle le cui vite sono state stroncate in un miserabile atto di odio, perché l'unico obiettivo del terrorismo è l'odio contro l'umanità, perché non c'è causa che possa giustificare l'assassinio collettivo, perché non esiste idea che valga un genocidio, perché non esiste giustificazione alcuna di fronte alla barbarie.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, assassini, e verificate che sebbene è certo che ci avete sprofondato nel dolore, lo è altrettanto che con questo crimine inqualificabile una volta di più non avete conseguito nulla. Il valore dei madrileni che immediatamente si sono riversati a soccorrere i feriti, a donare il sangue, a facilitare il lavoro delle forze di sicurezza e di salvataggio, è stata l'immediata risposta morale di una città fraterna, di una cittadinanza responsabile e solidale. Mentre scrivo queste righe so che gli assassini stanno nelle loro tane, nei loro ultimi nauseabondi nascondigli perché non ci sarà luogo sulla o dentro la terra dove possano nascondersi e  fuggire al castigo di una società ferita. So che guardano la televisione, ascoltano la radio, leggono i giornali per misurare i risultati della loro codardia, l'infame bilancio di un atto che ripugna e che ha trovato solo la condanna dell'umanità intera.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, venite a vedere il giorno inconcluso, venite a vedere il dolore che lascia allibiti, a sentire come l'aria di un inverno che si ritira porta il "perché?" per i parchi amorosi, le fabbriche, i musei, le università e le strade di una città il cui unico modo di essere è e sarà sempre l'ospitalità.
Assassini; la vostra zampata d'odio ci ha causato una ferita che non si chiuderà mai, però siamo più forti di voi, siamo meglio di voi e l'orrore non interromperà né piegherà quella normalità civica, cittadina, democratica che è il nostro bene più prezioso e il migliore dei nostri diritti.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, anche il cinismo di quelli che hanno provato a lucrare sul dolore di tutti, di quelli che manipolano le lacrime e la disperazione, di quelli che non vedono orfani, vedove, esseri mutilati ma solo voti.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, di questa città che ha gridato "pace" con voce unanime, e il suo grido è stato ignorato da un servo dell'imperialismo nordamericano, da un lacché del signore della guerra che pretende di governare il mondo ed è solo riuscito a portare l'orrore in Europa.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, il lavoro sereno di medici e infermiere, il gesto triste dei governanti solitari e anche il sorriso infame di un buffone italiano, l'unico al mondo ad assecondare Aznar con le sue menzogne.

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, bagnateci le vostre mani e scrivete "pace" su tutti i muri della terra.

Daisymiller



posted by IloveAmerica | 15:00 | commenti



venerdì, marzo 19, 2004
 

FAZZINI risponde

Il condirettore di Mondo e Missione, Gerolamo Fazzini, risponde all'iniziativa nata grazie a Gino e seguita da altri amici, anticipando per email l'editoriale del prossimo numero della rivista, dall' apprezzabile contenuto che si distacca da tutte le posizioni estreme. In particolare prende atto che le forze militari non possono abbandonare l'Irak ai terroristi. Copio solo un passo:

Ma contrapporre all’aggressività dei falchi un atteggiamento da colombe ingenue non porta lontano. Quel «pace senza se e senza ma» che tanto fa fortuna nei cortei è un «ombrello» nobile sotto cui rifugiarsi in momenti tempestosi come questo e, però, dimentica di fare i conti con la realtà. Che è piena di «se» e di «ma». Pensare che il ritiro delle truppe della coalizione schiuda all’Iraq un futuro senza ombre è – nel migliore dei casi – da sprovveduti.

Peccato che, sempre nello stesso editoriale, si voglia ancora dire la disapprovazione per l'intervento in Iraq, non risconoscendo il fatto che una dittatura nazional-socialista che ha fatto milioni di morti e viveva della morte, non potrà più continuare a sopprimere oppositori e a gasare interi villagi, ma si avvia ad essere sostituita da una forma di governo democratica. Cosa che non sarebbe avvenuta continuando ad accogliere il macellaio Tareq Aziz ad Assisi. Ancora Fazzini, di cui apprezzo lo sforzo, sicuramente sincero, non è riuscito a prendere completamente atto della realtà.

Paolo

posted by IloveAmerica | 17:54 | commenti

 

SOFRI di Stefano De Luca

Adriano Sofri, intervenendo su Repubblica a proposito del terrorismo, si è confermato come una delle menti più lucide della sinistra italiana. Affermazioni come “l’occidente è la nostra parte” o “l’Europa deve cantare meno il coro angelico della pace e misurarsi con le guerre che ci sono ed impegnarsi a fare le paci” sono la migliore risposta, la più intelligente alla sinistra massimalista, antiamericana, populista, pauperista ed impotente.

[Continua su L'Opinione]

Paolo

posted by IloveAmerica | 16:00 | commenti

 

INIZIATIVA

Segnalo l'ottima iniziativa ad opera di Gino, degli Stranocristiani e del Fromboliere.

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:27 | commenti



giovedì, marzo 18, 2004
 

Avviso tecnico: Per un disguido (propriamente aver lavorato senza backup ed aver cancellato per errore la nuova versione) buona parte dei lavori ultimamente fatti sul sito sono andati persi. Purtroppo anche link che avevo spostato. Spiacente (molto).

posted by IloveAmerica | 23:11 | commenti

 

TRADITA DALL'EUROPA

Nidra Poller è una scrittrice Americana trasferitasi in Francia nel 1972 sull'onda della contestazione giovanile cui aveva aderito. Dopo più di trenta anni vissuti a Parigi scrivendo e traducendo in inglese le opere di Emanuel Levinas, si risveglia in un incumbo e scrive uno splendido articolo.

... That is what it boils down to. Things have gone from shouting "death to the Jews" to firebombing schools and synagogues, to persecution, attacks, even murder. We have Muslim rage in schools, hospitals, and courtrooms. Police headquarters are attacked, hospital personnel beaten, judges threatened. The Republic is under siege, and what are the French doing about it? They are trashing America.

This, it seems, is their new Maginot line: the sneer of hatred. Hand in hand with the government and the intellectual classes, the French media are channeling the national dismay over lost grandeur into contempt for America. Watch these suave Europeans, snickering to themselves because American soldiers are getting killed in Iraq. Is that (they sneer) any way to risk your life? Go on a crusade to fight incurable disease, cross in front of a moving car, smoke a cigarette. But fight to defend your own country? It’s indecent!

For me, the monuments are crumbling. The glistening golden dome of Les Invalides. The châteaux and the triumphal arches, the obelisks, the bux om fountains, the wrought-iron balconies, the slightly tipsy 18th-century apartment buildings, the rivers winding through those darling towns and cities. How can so much beauty cover such deep cowardice? I lash myself to the mast and close my senses to the sirens, while my heart rings with pride for "the land of the free and the home of the brave."

We are not free in France. I know the difference. I come from a free country. A rough and ready, clumsy, slapped together, tacky country where people say wow and gosh and shop at Costco. A country so vast I haven’t the faintest idea where I would put myself. A homeland I would have liked to keep at a distance, visit with pleasure, and leave with relief. A native land I walked out on with belated adolescent insouciance. A foreign land where I was born because Europe vomited up my grandparents as it is now coughing up me and mine.

If only the accusations bandied about so mindlessly by the French talking heads were true: American imperialism, Washington’s insatiable drive for hegemony, the Yankee need to dominate the world, and all the rest, the whole stars-and-stripes version of the Protocols of the Elders of Zion. Just look at the American eagle spreading its wings, asserting its dominion: look at those sharp claws, that crafty eye, that hooked nose. If only it were true. Give me empire, my dear Yanks. Come over here and colonize this place so that I can put my suitcases back on top of the closet, keep my swishes and furbelows, my fanfreluches and baubles, my adopted family jewels and Continental airs, and live to a ripe old age here in the center of Paris, in the middle of nowhere.

[Read the full article here]

Volevo tradurlo ma io l'avrei rovinato. So che fra i miei amici c'è chi scrive bene oltre a sapere bene l'inglese, e spero voglia aiutarmi a fare una traduzione italiana.

Paolo

posted by IloveAmerica | 19:14 | commenti

 

SIAMO AL DELIRIO

Oggi il Consiglio regionale della regione Toscana ha respinto una mozione F.I. a favore della permanenza della base americana regionale (base di Camp Derby). Luciano Ghelli (Pdci) ha proposto la chiusura immediata della base USA. L'assessore alle Infrastrutture Riccardo Conti, pur ritenendo velleitario nel contesto internazionale pensare a una completa rimozione, pensa invece dapprima a un ridimensionamento. Il consigliere regionale Erasmo DAngelis (La margherita) adduce come motivi il fatto che la base potrebbe ospitare campi di addestramento neofascisti e che crescendo l'importanza della base aumentano i rischi di un attacco terroristico.
A questo punto, per evitare con sicurezza problemi, consiglio la loro conversione in massa al wahabismo e la dichiarazione della regione islamica. Come stupirsi se si cerca di dirigere con il terrore il corso degli eventi all'interno delle nostre società ? Potevano risparmiarsi l'ipocrisia di specificare (sempre in Consiglio) che "essere contro il governo Bush non significa essere contro gli Stati Uniti" (una variante del fenomeno per cui cui nessuno è mai antisemita o per cui si pronuncia le fatali parole : Premetto che non sono razzista).
Davanti alla base, oggi, manifestazione di pacifinti. Su Nove da Firenze.

Paolo



posted by IloveAmerica | 00:06 | commenti



mercoledì, marzo 17, 2004
 

E L'IRAK ?

Mentre giornali, mass media e politici europei gridano a gran voce che l'Irak è un pantano e un disastro, un fiasco (come dice Zapatero), vediamo un po' di dati, per di più da una fonte che non brilla certo per essere pro-americana: la BBC.

Alcuni punti interessanti di questo sondaggio :

Alla domanda di quale sia la forma di governo che più desiderano, così rispondono scegliendo fra le alternative :

- Un governo costituito da leaders religiosi : 27,4 %
- Un governo di transizione sotto l'egida dell'Onu : 15,1 %
- Una democrazia : 72,2 %
(pag. 18)

Lampante come il mito dei musulmani desiderosi della teocrazia sia completamente falso. Le teocrazie, come le dittature, sono oggi imposte ai musulmani dal teo-fascismo o dal nazional-socialismo arabo.

Richiesto loro se ritenessero accettabili gli attacchi da parte di altri irakeni contro le forze militari americane e alleate (stiamo parlando solo contro militari alleati e quindi sono eslcusi gli attentati che coinvolgono i civili):
- li ritengono accettabili solo il 17,3 %
- li condanna il 78 % (!)
-
e solo il 4,7 non sa.
Gli attacchi invece contro le nuove forze di polizia irakene sono approvati solo dall' 1,5 %
(pag. 25)

Questo già dimostra la mostruosità di quanto vanno asserendo molti nostri pacifondai e quei media che chiamano resistenza il terrorismo irakeno, contro il volere degli irakeni stessi, il cui 78 per cento condanna il terrorismo anche quando sia rivolto esclusivamente contro i militari alleati. Dimostra la falsità dei nostri media che vuole presentare il popolo irakeno che odia le forze alleate (sappiamo bene come anche le riprese televisive siano fatte andando a cercare i dimostranti più faziosi).
Per tutti i nostri filo-fascisti la cosa giusta sarebbe stato lasciare quel 78 %, che desidera la democrazia, alla dittatura di Saddam. Rileggere qualcosa come questo sarebbe opportuno.

Vediamo invece la domanda : siete favorevoli alla presenza delle forze alleate in Iraq ? (pag. 25) In questo caso il 39,5 rispondono di si, il 9,6 non sanno, e il 50,9 non desiderano questa presenza, segno che gli irakeni vogliono governarsi e controllare da soli il proprio territorio. Cosa ovvia e legittima che non coincide affatto con l'appoggiare la resistenza contro le forze alleate e neppure (importante) con il ritiro immediato delle truppe. A riprova la successiva domanda :

Quanto a lungo devono rimanere in Irak le forze americane e alleate ? (pag. 27). Rispondono :
- Fino a che non ci sarà un effettivo governo irakeno : 35,8 %
- Fino a che la sicurezza non sarà garantita e ripristinata : 18,3 %
- Non dovrebbero andarsene mai 1,5 %
E questo fa già il 55,6 % !
- Dovrebbero rimanere per più di un anno 4,3 %
Solo il 15,1 per cento vuole che se ne vadano subito e l'8 per cento desidera solo pochi mesi di permanenza. Altre piccole percentuali si distribuiscono su tempi intermedi. Interessante che solo il 15 per cento voglia una immediata partenza delle truppe alleate. Guarda caso una cifra simile a quella che ritiene accettabile il terrorismo contro le forze militari alleate e che rappresenta evidentemente la parte della popolazione coinvolta nel regime di Saddam.

Questo conferma come la richiesta dei nostri politici del ritiro immediato dall'Irak non solo è contraria alla volontà irakena ma è allineata con quella dei fedeli del regime nazional socialista baathista. La componente islamista fondamentalista delle società arabe è una minoranza. Quella minoranza fa parte dell'islamismo responsabile degli attentati in Europa come in Irak, i cui ricatti sono accettati anche a costo di abbandonare la stragrande maggioranza degli irakeni alla violenza dei fanatici. Questo non è amore per la pace. E' puro calcolo elettorale.

Grazie a WogBlog per la segnalazione del sondaggio. Anche su Nazory.

Paolo
















posted by IloveAmerica | 16:38 | commenti

 

ISLAMISMO

Mentre esultiamo per la meritatissima attenzione del The American thinker, Rolli ci ricorda alcuni interessanti  brani presi da sermoni che si tengono in medioriente (e non solo). Qualcuno potrà pensare che si tratti di isolate esternazioni di pochi folli. Proprio per niente. Era Arafat a dire che il palestinese San Pietro fu inviato dai palestinesi a Roma, e che Gesù era il primo fedayin. Ma a lui è concesso, così come è concesso all'autorità palestinese di commemorare come eroe e martire uno schifoso assassino che ha ucciso a sangue freddo due bambini di quattro e cinque anni insieme alla loro madre nel proprio letto. Il tutto sovvenzionato dall'UE. E mentre Arafat è accolto fra baci e abbracci da certi nostri politici, ci si scandalizza per il bacio a Riina o per l'amicizia con i Gambino. Intanto si continua a rifiutare la realtà che, senza neppure nasconderlo, minaccia ed estorce.

Paolo

posted by IloveAmerica | 11:56 | commenti

 

DENIAL (versione italiana)

I Jihadisti vedono l'Europa e gli Stati Uniti come un comune nemico che sperano di dividere e poi conquistare. Quanto più l'Europa aspetterà a far parte comune nella causa Americana, tanto più la violenza crescerà e si diffonderà all'interno dell'Europa stessa. Più presto l'Europa scenderà in campo, tanto prima questi massacri finiranno e la causa della libertà e dei diritti umani potrà fiorire.

Camillo, Andrew Sullivan ed Esperimento hanno segnalato questo editoriale del Jerusalem Post. Spero fare cosa gradita nel mettere on-line una veloce traduzione italiana.

Ancora su Esperimento si segnala L'ERRORE.

Paolo

posted by IloveAmerica | 00:13 | commenti



martedì, marzo 16, 2004
 

[Grazie a Tim Blair] QUANDO UNO CAMBIA IDEA

può capitare che abbia anche delle buone ragioni. Ahmed Abdel Razzaq era partito dal suo povero paese a nord del Libano, dove la militanza nell'islamismo sunnita è molto sentita, per andare in Irak a combattere gli Americani e morire come martire. E' finito invece in una prigione americana dopo che gli Irakeni che era andato a difendere l'hanno catturato e venduto per 100 dollari.

"Sono andato laggiù come martire in nome di Allah", dice Razzaq, "ho abbracciato la Jihad per gli irakeni, ma sono tutti dei traditori; la gente, i soldati, i Curdi. Dicono che Saddam era malvagio, ma gli Irakeni se ne meritano dieci, di Saddam". [Reuters article]

Paolo

posted by IloveAmerica | 16:10 | commenti

 

SPAGNA / EURABIA - RASSEGNA STAMPA

Scott Atran, sul The New York Times, ricorda che lo scorso anno lo storico israeliano Reuven Paz aveva analizzato le pubblicazioni e gli scritti islamisti riguardanti la Spagna. Uno di questi si soffermava proprio sull'intervento del governo spagnolo in Irak, e diceva :

Per costringere il governo spagnolo a ritirarsi dall'Iraq abbiamo il dovere di servirci delle elezioni generali. Due o tre attacchi assicurerebbero la vittoria del partito socialista e il ritiro delle forze spagnole.

Particolarmente interessante sarà seguire gli studi di Reuven Paz, in particolare il suo Project for the study of islamist movements.

Louis Rene Beres, sull' Indystar, sottolinea come tutti (tranne le televisioni italiane da quello che ho visto) che i risultati spagnoli retribuiscono l'azione terroristica garantendo per l'Europa un futuro segnato dall'estorsione. I paralleli storici sono inevitabili e corretti : appeasement was Europe's naive and unforgivable response to Nazism. Per cui gli europei dovranno subire e arrendersi alla progressiva escalation terrorista, pronta ad arrivare alle armi chimiche e biologiche. Nota interessante, quando Beres osserva :

L'attuale popolazione islamica nelle nazioni della Comunità Europea va dai 12 ai 22 milioni. Questo significa che vi sono più musulmani in Europa che Norvegesi, Svedesi, Danesi, Greci, Cechi e Ungheresi. In Inghilterra oggi vi sono più musulmani che cattolici e sempre i musulmani costituiscono la seconda manggiore comunità religiosa della Francia. La cosa che rende queste statistiche importanti è che una porzione significativa di questa popolazione aderisce alle forme di wahabismo o fondamentalistico più antisemite, antiamericane, se non anticristiane.

Qualcosa mi dice che se è stato facile rifiutare al cristianesimo il riconoscimento nella costituzione europea, non sarà altrettanto facile porre rifiuti all'islam in futuro.

Michael Radu, su Frontpagemag, preso atto that mass murder pays, ripercorre l'immediata strumentalizzazione politica dell'attentato e ricorda come uno degli obiettivi dichiarati di Bin Laden sia il ritorno all'islam della Spagna. Il cedimento all'estorsione terroristica, soprattutto, se dilagasse negli altri paesi, avrà pesanti conseguenze anche economiche sugli europei. Anzi, scrive Radu, l'undici marzo è più importante dell'undici settembre. Il secondo rimane solo un vile attacco che ha avuto una reazione giusta e vitale. Il primo, in terra spagnola, segna la sconfitta di una nazione, forse di un continente.

Paolo