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martedì, febbraio 24, 2004 domenica, febbraio 22, 2004 TEHERAN: "ALL OF THE YOUNG BELIEVE THE US IS GOOD" Parola di guardia della rivoluzione, a Teheran :
Il tentativo del governo iraniano di influenzare le elezioni con l'americanismo è destinato a fallire. Anche la famosa ambasciata è stata trasformata in un tempio dell'antiamericanismo :
Non solo il regime teofascista iraniano usa l'antiamericanismo a fini elettorali. Anche alcune forze politiche italiane vogliono utilizzare quella che è evidentemente per loro la tragedia della caduta della dittatura genocida di Saddam ai medesimi scopi. Sarà per questo che gli attivisti iraniani per i diritti civili e la democrazia sono così poco degnati di attenzione e solidarietà dai nostri pacifondai e dalle loro organizzazioni ? In questo clima quale può essere il rapporto con la sempre crescente popolazione islamica occidentale ? Perchè non si favorisce la più importante opposizione possibile al teofascismo, ossia quella degli islamici moderati stessi ? A questo proposito segnalo l'ottimo articolo di Jeff Jacoby sul Boston News : The courage of Muslim Moderates Paolo PREPARAZIONE SPORTIVA Per le prossime edizioni delle olimpiadi gli atleti USA dovranno prepararsi a ciò che non ebbero mai bisogno di affrontare gli atleti cinesi per il Tibet o i russi per l'Afghanistan. Con la differenza che l'unica colpa del loro paese è aver impedito al tiranno Saddam di continuare il genocidio della propria popolazione, di quelle vicine, e degli oppositori politici.
Paolo sabato, febbraio 21, 2004 "EURO-BLOGS LIKE THESE ARE TERRIFIC"
Wow ! Grazie al caro Franco/Vette67stinger veniamo a sapere che siamo stati recensiti niente meno che dal Nationalreview online !! Denis Boyles nel suo articolo Three's a Madding Crowd cita : EURSOC , Merde in France , Europundits , Iberian Notes , A Fistful of Euros e anche noi :
Grazie. Siamo commossi. Ma voglio ricordare che non ci sono solo io a scrivere qui. Grazie, grazie ancora. Paolo lunedì, febbraio 16, 2004 MISTERI Secondo la misteriosa statistica di shinystat c'è gente che arriva su questo blog nientemeno che da questa pagina. Paolo L'OCCIDENTE DEL FUTURO ? AMERICA
Ripropongo per l'ennesima volta le proiezioni sulla morente situazione europea, con tutte le sue conseguenze sul sistema pensionistico e PIL. Ossia il futuro andamento della popolazione attiva (quella che lavora) e il numero di lavoratori per pensionato. Ma non è solo questione demografica. Oltre a questo c'è il fatto che gli Stati Uniti sono il luogo dove la ricerca scientifica e tecnologica ha saputo dare i suoi migliori frutti combinati con la tradizione illuministica e liberista. E' ancora una diversa concezione della libertà e del proprio ruolo, che lo storico Paul Johnson, nella pubblicazione della Stanford University, definisce The new Empire for Liberty. Tuttavia anche lui si sofferma sulla questione demografica :
Dunque le immediate differenze fra il futuro europeo e quello americano si profilano dal punto di vista della (1) demografia e (2) della produttività, ma non finiscono qui. Dobbiamo aggiungere ormai il completo distacco in (3) campo scientifico e tecnologico, che fanno degli Stati Uniti l'unico erede della tradizione scientifica occidentale. Infine, non meno importante, c'e' il quarto elemento differenziale : (4) la concezione dello Stato e dei diritti. Traduco sempre dalla Hoover institution della Stanford University da Differences in American and European worldviews, di Russel A. Berman :
Paradossalmente persino la sinistra europea si trova ad essere su posizioni di fatto e teoriche contrapposte a quelle della sinistra Americana. Negli Stati Uniti Kennedy diceva : Non chiedetevi cosa può fare l'America per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per l'America. In Europa invece non solo è minata la stessa fiducia di poter fare qualcosa a livello individuale (vedi sondaggio), ma non ci sono più nemmeno numericamente le risorse per poter contribuire a rinnovata produttività e benessere (vedi demografia e produttività). Tuttavia la classe politica indulge in una promessa di welfare che sa benissimo di non poter mantenere, e intanto tenta di avocare a sé tutto il potere in una concezione statalistica che vuole trapassare in un nuovo Superstato sovranazionale. Per noi vale l'opposto di quanto diceva Kennedy : Voi non potete fare nulla per l'Europa (non credete di poter fare nulla e anche credendoci non siete nelle condizioni di farlo) e l'Europa non può nulla per voi (non avendone le risorse). Paolo domenica, febbraio 15, 2004 venerdì, febbraio 13, 2004 Voto di pace? O una bella lapide con su scritto "riposi in pace il popolo iracheno"? Vedere qui . Coscienza civile veramente lillipuziana, senz'ombra di dubbio. Daisymiller lunedì, febbraio 09, 2004 NON CI RESTA CHE PIANGERE [humor e no]
Ogni tanto riceviamo mail strane. Non parlo di quelle ingiuriose o minacciose che cestino subito (probabilmente è la veste grafica a causarle e non il contenuto, perchè non ho saputo di amici neoconi che ne ricevono). Oggi vi racconto di una mail molto interessante dal punto di vista psicologico, o morale. Ebbene, mi scrive un tizio, usando la mail della propria ditta, che mi dice che la propria azienda di trentacinque dipendenti, un tempo florida, è stata acquistata due anni fa da un imprenditore americano che oggi sta per chiuderla con ovvie conseguenze per i dipendenti della stessa. La mail si conclude così :
Noi non mettiamo in dubbio che quegli americani siano cattivi. Non mettiamo in dubbio che questi si siano alzati un giorno nella loro villa in California e si siano detti : "Cosa facciamo oggi ? Ma si, con i nostri dollaroni andiamo ad acquistare una ditta italiana, la facciamo andar male, e poi licenziamo tutti quei macaroni mafiosi". Noi siamo fiduciosi nei nostri interlocutori e non mettiamo in dubbio che quelli non fossero imprenditori dabbene e abbiano voluto far fallire la ditta per scappare col marchio. Che ci interessa invece è la deduzione, il procedimento logico.
Se il licenziamento da parte di una ditta andata male sotto direzione americana giustifica bruciare bandiere e aderire al partito di Bin Laden, allora che cosa mai sarà stato legittimato a fare il padre californiano di Nicholas Green, il bambino di sette anni trucidato per rapina da criminali italianissimi sull'autostrada Salerno - Reggio C. mentre i suoi erano in vacanza ? Avrebbe dovuto iscriversi al Ku Klux Klan e combattere latini, negri e mafiosi che rovinano l'america ? Se giustifichiamo una reazione emotiva dobbiamo legittimare pure l'altra. Non c'e' proprio da giustificare alcunché. No, Reg, il padre di Nicholas Green ha donato gli organi del figlio a tanti italiani con cui mantiene profondo rapporto di affetto e presta il suo nome e la propria fondazione per promuovere la donazione degli organi anche in Italia, per la quale ha continuato a manifestare espressioni di simpatia. Perdere il lavoro è brutto. Perdere il figlio ?
Sono le reazioni, le deduzioni degli uomini, che mostrano le differenze di valore fra loro.Quelli che bruciano bandiere e i Reg Green. I primi sono coloro sui quali fanno affidamento i propagandisti dell'odio, che accorrono quando un un immigrato compie un delitto per alimentare la passione per l'autodafè e la condanna generalizzante dello straniero e del suo paese. Che arrivano per dire "eccoli, come sono cattivi gli albanesi, i marocchini, gli islamici". Sono sempre gli stessi per cui "le donne sono tutte puttane" e che "premetto che non sono razzista, però i negri puzzano, ma meno dei sionisti". Gli americani mi hanno licenziato - l'america è satana, bruciamo le bandiere. E' la stessa tartuferia logica, proveniente dalla stessa base nella quale pescano sempre i nazionalismi e i loro demagoghi per avere la colonna infame e il corteo cantante.
Quindi, il caro visitatore che ci ha scritto non è giustificato dalla perdita del lavoro. E io sono così buono che ho rifiutato subito il pensiero di intitolare (ironicamente, non si pensi male) questo post così : "Trovato il ladro del motorino di Alex Drastico" (vi ricordate la maledizione che Alex Drastico lanciava al ladro ? Ha fatto effetto solo per metà : non è diventato sordo e muto ma in compenso spara stronzate pazzesche). Anzi, dal momento che ha scritto quella mail in orario di lavoro con la mail della ditta, caso mai decidesserlo di tenerla aperta, potrebbero fare eccezione per lui, con giusta causa. Ma lasciamo perdere. Non è colpa sua. Anzi gli auguro di trovare presto lavoro da qualche altra parte e con soddisfazione. Quando uno è soddisfatto in genere ama l'America. L'antiamericano è essenzialmente e caratterialmente un rosicatore.
E poi il titolo giusto è un altro, perchè il nostro maccherone anti-americano alla fine ci risulta troppo simile alla formidabile satira dell'antiamericanismo offerta dal compiantissimo Troisi e da Benigni, in Non ci resta che piangere. I due cercano di impedire a Colombo di partire per la scoperta dell'america. Arrivati in ritardo, fallito il tentativo, è rivelativo il dialogo Saverio (Benigni) e Mario (Troisi). Saverio esclma sconsolato : " E adesso chi glielo dice a mia sorella ? - e che c'entra tua sorella ? - Mario, Fred, il fidanzato di mia sorella, è americano, se io arrivavo prima, Colombo non scopriva l'america e questo imbecille non nasceva" - "ma tu si pazzo ! Te desse dieci cazzotti n'capa, m'e fatto vin' fino a ccà, a rischio 'murì".
La genealogia di certe passioni politiche.
Paolo
mercoledì, febbraio 04, 2004 Di anime belle e mele marce Avvertenza: Nulla del seguente resoconto è stato inventato. Cosa significa per una warmonger impenitente recarsi alla presentazione dell’ultimo libro di Tariq Ali, Bush in Babilonia (Fazi), il giorno 2 febbraio presso la sala Capranichetta di Piazza di Monte Citorio, sapendo che i relatori saranno Giulietto Chiesa e Luciana Castellina? Significa aspettarsi discussioni quanto meno ideologicamente forzate, da sopportare a denti stretti. Ma significa anche voler studiare la dilagante tendenza dell’antiamericanismo, di cui si fa troppo spesso veicolo un’editoria tanto ambiziosa quanto sprezzante del decoro e dell’onestà intellettuale. Nella sua rapida storia dell’ Iraq moderno, il signor Ali infila un luogo comune dopo l’altro. L’Occidente avrebbe utilizzato gli islamisti contro il più grande partito comunista dell’area mediorientale- quello iracheno, appunto. Quando aggiunge che Saddam Hussein è stato “used and discarded”(come il povero Osama Bin Laden?), sembra quasi voler sostenere che il Baath sia stato né più e né meno che una creatura americana, e non una commistione funesta di nazismo e comunismo come è stato in realtà. Tenta di stupire, Ali, raccontando che Bush ha espresso subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca il volere di muovere guerra all’Iraq. Grazie, signor Ali, ma questo la sapevamo già è non è un progetto sinistramente machiavellico. I neocons, per la precisione i membri del PNAC- che molta stampa italiana continua a descrivere come creature di Bush, mentre lavorano alla luce del sole da decenni- avevano già inviato a Clinton nel ’98 una lettera in cui sostenevano la necessità di un’intervento risolutivo in Iraq. Ma è sul concetto di “resistenza” che le argomentazioni di Ali si fanno più appassionate. Ho avuto qui la decenza di mettere la parola resistenza tra virgolette; perché codarde azioni terroriste che non disdegnano l’uccisione degli stessi civili iracheni non meritano di essere chiamate atti di dignità e forza morale. Ma per il nostro “esperto” (qui ho avuto minor decenza) si tratta di eroismo, spontaneo, per giunta. E una menzogna tira l’altra. Di punto in bianco infatti, il discorso si sposta sull’occupazione israeliana dei territori palestinesi, con (obbligatoria) ennesima replica del ritornello che sentiamo ripetere ormai da da mesi, “è inaccettabile dare dell antisemita all’antisraeliano”. Non è stato usato neanche l’eufemismo più comune “contrario alla politica di Sharon”, ma “antisraeliano”; il che suggerisce una cattiva coscienza, una convinzione profonda dell’ illegittimità di Israele come stato. E quel che è peggio, è che la platea applaude, qualcuno persino con entusiasmo. Ancora più agghiacciante è l’accusa che Ali scaglia dopo meno di un minuto: Israele ucciderebbe i bambini e gli adolescenti palestinesi sistematicamente. Nessuno si alza per dire che l’accusa di azione premeditata è un’infamia senza il minimo fondamento, nessuno zittisce Ali ricordandogli dell’educazione all’odio, quella sì sistematica e accuratamente congegnata, che i piccoli martiri di Allah ricevono dai loro loschi sfruttatori. Neanche io ho detto nulla. A dire il vero, ho avuto la sensazione che lo spirito di Julius Streicher, inventore di nere fandonie sulla ferocia congenita alla razza ebraica, aleggiasse indisturbato. Giulietto Chiesa non aggiunge nulla; e quando mai un Giulietto Chiesa potrebbe aggiungere alcunché, anche alle menzogne? Bush impostore delle multinazionali. Occidente destinato a fallire. Neocons “gruppo semicriminale”[sic]. Noi del movimento della pace abbiamo provocato cospicui guasti all’Impero (quali, di grazia?). Bush ha bisogno di un’economia forte, e non sarà così (signor Chiesa, ha sentito dire che la crescita economica USA è al +4%?). Magdi Allam “vergogna nazionale” Menzogne un po’ banalotte e tiri bassi, signor Chiesa. Almeno inventi di meglio. Banal- nostalgica, piena di azzeccagarbuglismo comunista (guerra, no! Guerriglia, sì!), è l’argomentazione di Luciana Castellina. C’era un fuoco guevarista, in Iraq, dice con passione (dolore per il fuoco guevarista o per le fosse comuni, signora?)." L’ONU riconosce il diritto di resistere agli oppressori, dovevamo chiedercelo quando sono morti i nostri carabinieri a Nassirya". Strappa un applauso a molti dei presenti; noncuranti del fatto che hanno appena ucciso le vittime per la seconda volta. "Se il terrorismo è estraneo al movimento operaio, assistiamo a una continuazione della nostra storia recente nella resistenza irachena" (non sapevo che il nostro paese fosse stato liberato dai fascisti). “L’intervento contro la Germania è stato legittimo perché era un paese invasore”(deduco che per la Castellina l’introduzione del concetto di “crimine contro l’umanità” da parte dei giudici di Norimberga sia stato un particolare del tutto trascurabile. Bastava limitarsi a Bergen Belsen, Buchenwald e Dachau per mantenersi nei limiti della legalità. Quell’Hitler, che persona avventata). Se il movimento della pace non riuscirà nel suo intento, significa che la nostra democrazia è marcia: così conclude la Castellina. Apprendo in quel momento di essere una mela marcia. Ma è a Tariq Ali che spetta la geniale chiosa: “I can’t understand why capitalism has made thousands of mistakes , and it has always been given a second chance. Socialism has made one mistake, and it has never been given a second chance”. I venti milioni di morti del comunismo russo sono quindi un semplice “sbaglio”, i sessantacinque milioni di vittime del comunismo cinese un altro granello di polvere che insieme ai cambogiani, ai sudamericani e agli africani, vanno a unirsi a quello “sbaglio” originario. Come un granello di polvere da scuotersi via dalla giacca, con eleganza. Ma io sono una mela marcia, e non reggo il peso delle anime belle. Delle loro belle tesi apologetiche di crimini imperdonabili, del loro bell’appeasement,delle loro splendide lingue a sonagli. Daisymiller I DESAPARECIDOS CHE NON CONTANO (IRAN)
Riceviamo via email notizie da parte di Apiaweb.info e divulghiamo. Paolo lunedì, febbraio 02, 2004 IL COFONDATORE DI GREENPEACE SPIEGA Patrick Moore, cofondatore di Greenpeace, spiega perchè l'ambientalismo fondamentalista politicamente sfruttato può essere un modo (tra l'altro, tra molto altro) per lasciare centinaia di milioni di persone in Asia e in Africa in gravi carenze vitaminiche e per far perdere ogni hanno la vista a mezzo milione di bambini. Sarebbe da tradurre. Paolo domenica, febbraio 01, 2004 INFAMI Duecentomila Curdi erano stati sterminati da Arafat, fra cui ricordiamo i 5,000, fra donne, vecchi e bambini uccisi con il gas nelle stragi di Halabya. Più di un milione privati delle loro case (leggi anche qui). Oggi l'asse del terrore nazional-socialista e fondamentalista ha chiarito, con una nuova strage di Curdi, contro chi stanno combattendo gli Alleati guidati dagli Stati Uniti. Invito i lettori a inviare una lettera di cordoglio e di sostegno al Patriotic Union of kurdistan, al Kurdistan democratic party puk@puk.org, party@kdp.se (copia entrambi gli indirizzi separati da una virgola nel campo A: della posta elettronica) Paolo |