|
venerdì, gennaio 30, 2004 IN LIBRERIA Qualcuno ha fatto due passi davanti alla libreria islamica di Milano :
Ribadiamo per chiarezza : La del veltro è una casa editrice di estrema destra il cui direttore è pronto a candidarsi come dissidente lepenista nelle liste della Fiamma tricolore alle venture prossime elezioni. Si veda anche un interessante e apprezzabile articolo del Manifesto dal titolo : L'antiamericanismo collante dell'estremismo. Fra le opere del catalogo, oltre alla "difesa" della verità degli infami protocolli, si può trovare nel libro di Galoppini "Fascismo e Islam" una esplicita e sincera confessione dell'intimo legame fra fascismo e fondamentalismo islamico . In particolare molto eloquente è questo articolo, firmato dall'editore della casa editrice del Veltro, il quale sottolinea i legami e la profonda simpatia fra Mussolini e l'islam. Se ne consiglia vivamente la lettura, ma basterebbe la citazione della cosiddetta "Sceriffa di Massaua, Aleuia el-Morgani :
Queste parole chiudono l'articolo :
Il quadro complessivo è lampante. Ne traggo alcune considerazioni :
Paolo giovedì, gennaio 29, 2004 SU GROG : NON FACCIAMO GLI STRUZZI
Segnalo l'ottimo post su Grog che sottolinea un problema di cui avevamo già parlato e che passa nel quasi assoluto silenzio dei nostri media e nelle nostre discussioni politiche ed economiche. Grog parte da un articolo del The weekly standard per poi ricordarci i nostri dati demografici e le conseguenze sulla popolazione lavorativa del futuro. Dopo aver letto il post di Grog consiglio di riguardare le proiezioni statistiche su tale incombente e preoccupante realtà :
E Massimi sistemi ricordava che Epifani, Pezzotta e Angeletti, Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, dicono : "non c’è nessuna emergenza previdenziale, il nostro sistema è in equilibrio ed è tra i più sostenibili in Europa" .
Curiosità : Nonostante si dica comunemente di non mettere la testa nella sabbia come gli struzzi sembra che nessuno abbia mai visto uno struzzo mettere la testa sotto la sabbia. E' scientificamente appurato che loro non lo fanno. Paolo lunedì, gennaio 26, 2004 ANCORA REPRESSIONE IN IRAN Grazie all'APIA e al sito Iranian veniamo a conoscenza di una nuova repressione in Iran nella stessa regione della città terremotata di Bam. La tensione è iniziata come protesta sindacale (in Iran i sindacati non hanno alcun ruolo e non esiste diritto di sciopero) ed è diventata manifestazione contro il regime islamico teofascista soffocata nel sangue. Le guardie della rivoluzione e unità speciali del regime hanno aperto il fuoco dagli elicotteri, come testimoniato dalle stesse forze di polizia locali e da membri del partito di Kathami, uccidendo 7 persone. Bruciano banche, la sede della regione, tutti gli istituti governativi e i distributori di benzina, e qualunque cosa che porta il segno della repubblica islamica. Maggiori informazioni su Iranian . Domanda : perchè il mondo sindacale italiano, nogglobal & affini non hanno attenzione per il regime iraniano dove non esiste alcuna libertà neppure sindacale e le sommosse popolari non vengono neppure degnate di cronaca ? Manifestazioni per gli iraniani liberi ? No. Le manifestazioni sono per l'Irak libero dagli americani. Dittatori nazional socialisti e teofascisti possono governare in PA-CE. Paolo sabato, gennaio 24, 2004 DENUNCI LE FALSITA' ANTIAMERICANE ? LICENZIATO Nel suo nuovo libro, La Guerre a Outrances, il giornalista francese Alain Hertoghe ha accusato i media francesi di mancanza di obiettività. Nel riportare le notizie della guerra in Iraq, accusa Hertoghe, i giornalisti hanno non si sono attenuti ai fatti e alla verità, quanto piuttosto al loro sogno di una sconfitta americana. Hertoghe ha analizzato anche cinque quotidiani di ampia diffusione : Le Monde, La Croix, Liberation (di sinistra), il conservatore Le Figaro, e infine il Ouest-France. Nell'arco di tre settimane vi erano 29 titoli di condanna per la dittatura di Saddam e ben 135 di condanna verso Bush e Blair. Se sei un dittatore che elimina la dissidenza e stermina col gas i propri villaggi niente di più conveniente che avere la stampa francese (e noi possiamo dire europea) a diffondere le vicende. Tanto più se la Francia (e gli altri paesi europei che si sono opposti alla dittatura) ha armato in passato la dittatura più di chiunque altro e soprattuto ben più degli USA [ vedi qui e qui ]. Anzi, Hertoghe denuncia il permanente rapporto fra Francia e dittature, che :
Conseguenze ? Alain Hertoghe è stato licenziato dal suo giornale, the Catholic daily La Croix, per aver criticato la sua linea editoriale sull'Irak. Se accade a un giornale americano tutti a parlare di regime. Se accade in europa tutti zitti. Complici del vero regime falsificatore. Altri articoli sulla vicenda su Newsmax, l'Herald Tribune, Msnbc , e altri Paolo venerdì, gennaio 23, 2004
Paolo RICORDANDO Ricordando la manifestazione per la pace e la democrazia in Iraq, per la quale è ancora presente il banner su Iloveamerica, postiamo il commento della rivista The New Criterion sul silenzio stampa che l'ha nascosta :
In europa non è lo stesso. E' peggio. Ovviamente poi chi controlla davvero la stampa, attraverso quel controllo ideologico e culturale, cerca di difendersi sostenendo che sono gli altri a controllarla. Convince molti della sua innocenza proprio grazie alla sua colpevolezza. Paolo LO, THE POOR TERRORIST L'uomo che rapì Daniel Pearl, il giornalista barbaramente ucciso davanti a una telecamera per il solo fatto di essere ebreo, fu rapito da un inglese di origine pakistana, Ahmed Omar Sheikh. Sheikh aveva studiato nelle migliori scuole inglesi, compresa la London School of economics, e i suoi genitori avevano pagato la sua educazione più di ventimila dollari l'anno. Non era una vittima della povertà. Si tratta di un fatto che pone seri interrogativi sul pericolo costituito da una nuova ideologia che può resistere anche nei nostri atenei con la involontaria (o meno involontaria) complicità dell'estremismo nostrano, e che è anche l'ideologia che eredita il ruolo di quelle che, nefaste, hanno insanguinato il nostro recente passato con la follia del nazifascismo prima e del socialismo reale dopo. Theodore Dalrymple attacca la grave indulgenza delle nostre sinistre verso la violenza assassina contro Israele e, quindi, contro l'occidente, nonchè l'errore di non riconoscere la responsabilità ideologica di questa violenza, nascondendola dietro i falsi e ormai ridicoli pretesti della ditribuzione delle ricchezze o della discriminazione. Se fosse, aggiungiamo, avremo i suicidi assassini anche nella davvero miserrima Africa non-islamica. Paolo Non è altruismo Paolo giovedì, gennaio 22, 2004 Bella idea www.alumitalia.com è un nuovo sito destinato agli americani che hanno visitato o studiato in Italia. Un punto di incontro e di scambio esperienze. Una bella idea per tenere vivi ricordi e contatti. Paolo domenica, gennaio 18, 2004 News : Il Bersò video è ora disponibile anche per noi che abbiamo windows. Ed è venuto proprio bene. Bravo. Paolo L'ARTE DELLO SCIACQUONE
Piero Manzoni E se fosse arte non solo un materiale e plastico manufatto ma fosse espressione artistica l'azione diretta contro le finte manifestazioni d'arte contemporanea in cui la mancanza di qualsiasi capacità e abilità tecnica si accompagna alla banalità e offensività del simbolismo ? Vogliono l'arte contemporanea astratta, povera e simbolista ? L'escremento da museo ? Se la tengano. Ma almeno anche tirare lo sciacquone sia espressione artistica. Curiosità : l'ambasciatore israeliano Mazel si è limitato a gettare nell'acqua la lampadina che illuminava quel coso. Per l'Unità :
Completamente distrutta ? Che si tratti di un'acqua speciale in cui rimane il buco ? E' una questione da dibattere. L'Agi invece dice che il lancio del faretto ha messo in repentaglio la vita dei presenti. Ma allora qualcuno stava facendo il bagno nel coso ? Tiriamo lo sciacquone pure noi. Paolo posted by IloveAmerica |
19:28 | commenti (1)
giovedì, gennaio 15, 2004 Ciao a tutti, Questo articolo e' una risposta ad una lettera alla redazione del giornale 'The Bulletin' del Texas. Si tratta della morte tragica dei carabinieri in Nassiriya, Iraq qualche mese fa. Questo articolo e' anche disponibile nella sua forma originale sul The Bulletin. Austen Givens ******************** All Our Heroes Jim Hightower’s article yesterday raises an important point regarding the treatment of our fallen soldiers returning from Iraq – they are not greeted with the same wide-scale mourning that was afforded the fallen Italian carabinieri following the attack on their police station in Nassiriya. This is absolutely true. It’s important however, to look at the tragic deaths of the Italian soldiers and police from the Italian point of view – these brave young men and women were part of the absolute worst military disaster in Italy since World War II. This bears repeating – THE ABSOLUTE WORST military disaster in Italian history since World War II. Italy has simply not been exposed to as much death as a result of terrorism – or war – as the United States of America. The deaths of the carabinieri in Iraq reminded many here in the United States of the terrorist attacks of September 11th, 2001 in New York, Pennsylvania, and Arlington, Virginia. Hundreds of thousands of mourners took to the streets. Top state officials visited the families and friends of the fallen soldiers. Italy took a day off for grieving and remembrance. Major Italian newspapers La Repubblica and Il Corriere della Sera , among others, covered memorials for the victims and government announcements extensively. Flowers were laid. Tears fell. Italians expressed anger, sadness, frustration, and pride in the same breath. It was, in many respects, the Italian September 11th. While the United States may not be bringing its dead home with the same public emotional outpouring that the Italians do, that does not at all mean that the people of the United States are uninterested or unsympathetic to our brave young men and women in Iraq. On the contrary – you need only to look at any major news outlet – including this one – for a reference to the war in Iraq each and every day. Similarly, just because government officials don’t put themselves in front of the television cameras at fallen soldiers’ funerals, or meet their caskets on the tarmac at Andrews Air Force Base, it does not mean that they are indifferent to the horrible tragedy of our soldiers being shot and blown up by terrorist thugs virtually every day. President Bush’s visit to Iraq for Thanksgiving brought these remarks: “On this Thanksgiving, our nation remembers the men and women of our military, your friends and comrades who paid the ultimate price for our security and freedom. We ask for God's blessings on their families, their loved ones and their friends, and we pray for your safety and your strength, as you continue to defend America and to spread freedom.” These are not the words of an indifferent politician. These are not the words of a man simply paying “lip service” to his soldiers. These are the words of a strong leader who cares, who knows that his soldiers – our soldiers – are making an incredible sacrifice in Iraq each and every day. These are the words of a leader who knows that many terrorists on the ground in Iraq would not hesitate to target him and his aircraft with Stinger missiles – and yet he decided to proceed with his plan to visit the troops in Iraq under a cloak of extreme secrecy anyway. This is a President who understands that our troops in Iraq sacrifice time away from their families and friends, endure incredibly tough conditions, all in order to fight a ghostly terrorist threat – foreign fighters from state sponsors of jihad terrorism like Syria and Iran, in addition to Baa’thist party leftovers from Saddam’s regime – while at the same time rebuilding a broken-down nation from the ground up. Mr. Hightower also briefly mentions in his article that “one of the blathering GOP congress critters, George Nethercutt of Spokane, recently went to Iraq on the taxpayer's dime for four days” and on his return, asserted that the positive things going on in Iraq are more important news than the deaths of soldiers. Mr. Nethercutt is perfectly entitled to believe this. Mr. Nethercutt is neither ignoring nor downplaying the deaths of soldiers by any means, he mentions them directly. Mr. Nethercutt is pointing out that wonderful things are going on in Iraq besides the death and destruction that saturates most major news outlets. The United States Agency for International Development (USAID) website gives public testament to this fact each day – as USAID points out, “Potable water accessibility is 21.3 million liters as of November. The pre-war level was 12.9 million liters and the post-war level was 4 million liters.” This is but one example of the many accomplishments in all sectors being listed and updated on the website. Unfortunately, many news outlets fail to cover accomplishments such as these – schools opening, oil flowing, people going shopping – because they don’t deem them newsworthy. A quick look at statistics such as those made available from the U.S. State Department and Department of Defense speaks volumes, however, about the great strides being made in Iraq. The terrorist threat to the free world – the world that embraces democracy, liberty, and freedom – will be defeated. Iraq’s stabilization will serve as an anchor for further democratization of the dictatorship-dominated Middle East, and defeating the jihad terrorist threat. Remembering our troops’ sacrifice in Iraq, in addition to supporting them openly and regularly, is critical to ensuring their success and quick, safe return. Drawing parallels and developing criticism between the way our nation treats its fallen soldiers and the way another treats its fallen soldiers serves very little toward this end. Austen Givens is a fourth-year Foreign Affairs major at the University of Virginia and an undergraduate fellow with the Foundation for the Defense of Democracies, a non-profit non-partisan anti-terrorism research institute based in Washington, D.C. He can be reached at masmacanudos@yahoo.com. venerdì, gennaio 09, 2004 Varie - con UPDATE
Paolo giovedì, gennaio 08, 2004 GIACOBINISIMO
Approfitto del fatto che gli Stranocristiani riportano dal Foglio interessanti notizie sul neo-giacobinismo reazionario francese per richiamare l'attenzione sulla classica virtù giacobina e forcaiola di tutti i tempi. Si tratta di quel particolare parlar bene, addirittura santamente, e razzolar male, tipica della commedia dei buoni, perfetti sentimenti che servono sempre a raccogliere i consensi popolari. E' accaduto poco fa col complice silenzio verso le stragi del socialismo reale (o di regola per tutte quelle compiute da un tiranno che si dica nemico degli Stati Uniti ). Accadeva quando dalle prediche libertarie si passava alla legge del sospetto della francia rivoluzionaria (che fu il modo di ghigliottinare chi, per semplice sospetto o antipatia personale, era in qualche modo scomodo. Altro che tirannicidio). Per questo raccomando vivamente la lettura del discorso sulla pena di morte di Robespierre, presentataci dal già Giudice di Cassazione Edoardo Mori. Qui per leggere Il discorso sulla pena di morte di Robespierre. Paolo mercoledì, gennaio 07, 2004 VIOLENTATA ? 100 FRUSTATE Secondo la sentenza una quindicenne viene violentata dal padre. Dal titolo dell'articolo si nota solo la sorte dell'uomo. Lapidato. Eppure leggendolo si notache: His step daughter, who accused him of rape, has been sentenced to 100 lashes 100 frustate. Tra l'altro, che senso ha ? [thaks to Hootinian] A proposito di leggi strane. Essendo gran parte della sinistra italiana così affettuosamente amica di Arafat ci si poteva immaginare una ben diversa legislazione da parte dell'ANP. Maggiori info su Giolitti. Paolo |