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martedì, dicembre 30, 2003 [edizione straordinaria] ION MIHAI PACEPA
Il generale Ion Mihai Pacepa è stato direttore dei servizi segreti romeni durante il periodo comunista e ha speso la sua carriera a organizzare il terrorismo arabo negli anni '70 e racconta come il terrorismo, l'antisionismo e anche il movimentismo occidentale pseudo-pacifista, antiamericanista e filo-arafattiano sia stato direttamente finanziato e fomentato dai regimi comunisti. Presto di Ion Mihai Pacepa uscirà un nuovo libro dal titolo : Le origini dell'attuale Anti-americanismo (The Origins of Today's Anti-Americanism). Riporto una rassegna di suoi articoli la cui lettura è estremamente interessante.
Infine i libri di Ion Mihai Pacepa su Amazon. Buone letture per il 2004 Paolo giovedì, dicembre 25, 2003 TARTUFERIE NATALIZIE
Il 23 dicembre, l'altro ieri, sul
Grossa eh ? Sarebbe stata grossa perfino se gli incidenti sul lavoro in America, in rapporto alla popolazione, fossero maggiori che da noi. Tanto più che in tutto il servizio non si è fatto il minimo cenno agli incidenti sul lavoro italiani o europei. E' l'America, per loro, il luogo in cui lo sfrenato capitalismo ha licenza di uccidere. Ebbene, ho annusato la palla immediatamente, e appena di ritorno a casa ne ho avuto conferma. Basta andare a prendere un sito ufficiale in cui gli incidenti del lavoro siano riportati con gli stessi criteri statistici per ogni nazione, e per la precisione sul sito governativo della Britain's Health and Safety Commission, commissione deputata a legiferare in materia anti-infortunistica sul lavoro in Gran Bretagna. Più precisamente in un paper dove si mostra in comparazione l'incidenza degli incidenti sul lavoro nei paesi occidentali. Ecco la classifica che riporto dal pdf : Paese / Tasso incidenza di incidenti fatali / Tasso incidenza incidenti che causano sospensione dal lavoro per più di 3 giorni
Dalla tabella che riporta i paesi in ordine di numero di infortuni crescente, risulta lampante che gli USA hanno meno incidenti sul lavoro dell'Italia (un tasso di 2.7 contro quello italiano di ben 4.1) e meno della media europea (2.7 contro ben 3.5) e sono quarti in classifica per i più bassi incidenti letali e non letali dopo UK e due paesi nordici. E tenendo in considerazione la nota (2) che appare nella tabella accanto alla sigla USA, si viene a sapere che, contrariamente che nelle statistiche delle altre nazioni, il numero di incidenti non fatali riportato per gli USA comprende anche gli incidenti che hanno comportato sospensione al di sotto dei 3 giorni. L'America è dunque ai vertici mondiali nella sicurezza sul lavoro. E il TG3 viene a dirci : L'imprenditoria americana, tesa al massimo profitto ad ogni costo, ha ormai licenza di uccidere. In barba ai nostri - italiani - quasi 1500 caduti sul lavoro ogni anno. Tre volte tanti i soldati americani caduti per liberare un paese da regime saddamita. Questa è la menzogna sistematica e svergognata, basata su niente altro che la falsità e la calunnia, dei nostri media. Hanno pure il coraggio di dire che esiste propaganda filo-americana...... Il tutto esattamente analogo con quanto fanno per Israele, quando si inventano stragi o si parla di coloni uccisi e di "militanti" invece che di terroristi quando dei bambini di cinque o sei anni sono assassinati a colpi di pistola nel proprio letto. E qualcuno ha la faccia di venire a dire che tale uso dei termini (oltre che delle menzogne spudorate), è critica e non anti-semitismo ?? E' critica e non anti-americanismo ?? Vale quanto già ha scritto, sempre benissimo, il Griso a proposito, ma come non rimanere stupiti di qualcuno che viene a rivelarci che "non si può confondere il tutto con una parte". Complimenti all'intellettuale di sinistra che ha scoperto l'acqua calda. Ma rimane patetico negare l'evidenza, cioè il fatto che l'antisemitismo tipico dell'estremismo sia di sinistra che di destra, nella sinistra stia andando un po' oltre per fare proseliti nella base di chi dovrebbe essere di sinistra non estrema. Persino esponenti della sinistra, cui va il mio elogio, hanno preso atto di questo problema e cercato in qualche modo di porvi rimedio. Come Fassino quando ha appoggiato la Associazione sinistra per Israele, per averne in cambio attacchi e insulti. E i fondatori dell'associazione appoggiata da Fassino parlano chiaro :
Paolo P.S. Rinnovo a tutti gli amici gli auguri e sospendo i miei interventi per due settimane. posted by IloveAmerica |
11:44 | commenti (1)
giovedì, dicembre 18, 2003 L’arresto di Saddam Hussein la settimana scorsa ha creato una domanda fondamentale: “Dove sara’ processato?”
Le implicazioni della risposta saranno importantissime per la legge internazionale e il futuro di istituzioni internazionali come l’ONU.
Dal mio punto di vista negli Stati Uniti, pare che fra quasi dieci anni, dato il contesto della guerra contra il terrorismo, tribunali creati dall’ONU non avranno posto nel mondo.
Il tribunale di Slobadan Milosevic all’Aja, per esempio, segue oggi – il candidato del partito democractico per la presidenza americana Wesley Clark ci ha testimonianiato la settimana scorsa.
Nonostante la grande quantita’ di evidenza e testimonianza contra Milosevic, il suo processo continua oggi dopo piu’ di due anni.
Lo scopo del suo processo oggi, purtroppo, e’ piu’ politico che giudiziale.
Milosevic ha deciso all’inizio del processo di difendersi invece di usare un avvocato. Molte volte questa decisione, che e’ un diritto suo nel tribunale, ha lasciato libero Milosevic di accusare diversi membri del suo governo, soldati di governi di NATO, ed ufficiali di altri governi di aver causato – di esser colpevoli – per le uccisioni in Jugoslavia. E’ facile, dato questo, di spiegare la lentezza del processo.
Il fatto che un ex-dittatore, un assassino, puo’ fare queste tipi di accusazioni in mezzo di un tribunale internazionale e’ una tragedia. Fa schifo.
Non e’ una cosa di cui nessun governo o popolo che ha fatto parte di questo tribunale dev’essere orgoglioso. Le azioni di Milosevic in mezzo del processo non fanno parte della “giustizia”. Le sue azioni fanno parte di quello che chiamiamo negli Stati un “kangaroo court” – cioe’ un processo quasi finto, e sopratutto ridicolo.
Le sue azioni ci fanno pensare allo stato mentale di Milosevic – se lui capisce veramente quello che ha fatto o no, se lui capisce cosa significa una vita, se lui capisce che non si puo’ fare cosi’ in questo mondo, ecc.
La realta’, mi pare, sia che Milosevic, come Hussein, o non capira’ mai o non vuole capire le implicazioni delle sue azioni.
Milosevic non vuole credere – non vuole accettare – che e’ stato lui la persona colpevole per la morte di migliaia di persone. Non vuole credere – non vuole accettare – che e’ stato lui la persona culpabile per la distruzione di un paese e una cultura.
La retorica di Schroeder e Chirac su “Cos’e’ un tribunale legittimo?” riguardo a Hussein si mostrera’ fra poco, ne sono sicuro. Sono anche sicuro che un “tribunale legittimo”, secondo loro, non si manifestera’ mai in Iraq. Il tribunale, loro diranno, dev’essere all’Aja. Punto.
Non voglio diminiuire l’importanza di altri processi che hanno avuto posto all’Aja – il processo di Eichmann dopo la seconda guerra mondiale in particolare e’ stato molto importante – pero’ dato le somiglianze fra Milosevic e Hussein, sono convinto che un processo a Baghdad, invece all’Aja, sara’ indispensabile per il popolo iracheno.
Il processo di democratizazzione e’ lungo e difficile. Come abbiamo visto dopo la caduta dell’Unione Sovietica e in diversi paesi di Latinoamerica come l’Argentina, la capacita’ di un paese di aver un sistema giudiziale libero dalla corruzione che e’ anche intrecciato con altri elementi del governo per assicurare la sua legittimita’ e’ molto importante. Una democrazia vera non puo’ sopravvivere senza questo elemento critico.
L’Iraq di Saddam aveva un sistema giudiziale “finto”. Non esisteva la giustizia come la conosciamo.
Un processo a Baghdad avrebbe molte implicazioni positive:
1. Portarebbe piu’ legittimita’ al nuovo sistema giudiziale iracheno, particolarmente dal punto di vista della communita’ internazionale. Se si vede sulla televisione che gli iracheni possono arrangiarsi riguardo alla giustizia in modo giusto e positivo, piu’ governi del mondo avrebbero la voglia di contribuire al successo di un nuovo Iraq indipendente.
2. Portarebbe piu’ legittimita’ alle allianze “extra-ONU” – cioe’, come ha detto il Presidente Bush, allianze contra il terrorismo e per il benessere del mondo che esistono fuori del contesto dell’ONU. Servirebbe come un esempio publico del successo di un’allianza formata cosi’ in Iraq.
3. Sarebbe una vittoria per il popolo iracheno. Dopo tanti anni di disperazione ed orrore, loro potrebbero cominciare ad avere un senso di giustizia nelle loro vite. Loro potrebbero cominciare a contendere in modo pacifico con il dolore del passato. Loro potrebbero seguire con nuova energia nel processo di ricostruire il loro paese.
4. Un processo a Baghdad sarebbe molto piu’ “personale” per il popolo iracheno. Sarebbe un prodotto della loro energia, della loro capacita’ di pensare, e del loro coraggio di confrontare questo assassino. Penso che questo processo DEVE essere “personale” per gli iracheni – per il loro benessere, e per il loro futuro. Loro devono sapere che adesso, saranno LORO – non un dittatore – a determinare il loro futuro.
5. Non ci sarebbe posto per “scherzi” come nel processo di Milosevic. Sono convinto che un processo a Baghdad non avrebbe posto per accusazioni dalla parte di Saddam. Il processo sarebbe veloce, giusto, ed importantissimo per la storia irachena.
Vedremo fra poco dove avra’ posto il processo di Saddam. Nonostante il risultato, le implicazioni saranno gravi per il futuro della legge internazionale, l’ONU, le allianze come quella in Iraq, e dittatori dappertutto.
(Austen Givens e’ uno studente di quarto anno all’Universita’ della Virginia negli Stati Uniti e un collaboratore alla Fondazione per la Difesa delle Democrazie [Foundation for the Defense of Democracies], un’organizzazione privata di ricerca sul terrorismo internazionale a Washington, D.C. Lui chiede perdono per qualsiasi errore grammaticale in questo articolo.)
Blog: www.geocities.com/masmacanudos
Email: masmacanudos@yahoo.com
Prima di partire le ultimissime (e importantissime) dell'ultima ora. Fra coloro che scrivono su ILA si sono recentemente aggiunti, con mia grande gioia, Giolitti e Massimi Sistemi. E stasera annuncio un ulteriore collaboratore. Addirittura un Americano vero, Austen che studia alla Virginia University (e ha studiato anche italiano). Appena torno sistemo in ordine alfabetico la lista dei links associati. Un saluto a tutti. Paolo mercoledì, dicembre 17, 2003 Auguri di Natale e di buone feste a tutti. Io (Paolo) parto domani per un viaggio. Lascio nelle mani degli amici collaboratori il blog. Ci rileggiamo dopo.... martedì, dicembre 16, 2003 By the left... about turn
Nick Cohen commenta l'ultimo libro di Chomsky. Molto, molto bene.
Paolo ANDATEVENE Non rimane che Cuba. Almeno è un posto più divertente (per il turista) Via Asininity, sono riportate le nuove leggi cinesi che identificano il terrorismo. A parte il simpatico riferimento a chi danneggia la proprietà si considerano attività terroristiche quelle consistenti in offering funding assistance or support for terrorist activities, oppure anche solo inciting terrorist activities. In Cina non solo quelli del campo antimperialista e firmatari si troverebbero già dietro le sbarre (e che sbarre) ma molti altri .... Paolo lunedì, dicembre 15, 2003 IL BASTONE, LA CAROTA E KHATAMI
La politica americana dopo l'11/9, essenzialmente diretta ai regimi mediorientali per far capire cosa succede a non collaborare contro il terrorismo, sta dando frutti interessanti:
Non si sa quanto siano sincere queste affermazioni e quanto seguirà di fatto a quanto detto da Khatami contro il terrorismo. Intanto invito anche al sito Blog Iran, già evidenziato con un banner in questo sito, e l'interessantissimo articolo di Amir Taheri, che oltre a erudirci sul reale significato del foulard islamique, ci ricorda la natura totalitaria dell'islamismo fondamentalista. Paolo domenica, dicembre 14, 2003 venerdì, dicembre 12, 2003 SINISTRA AMERICANA E I “FALCHI TRADITORI” Grandioso Wesley Clark, uno fra i concorrenti del partito democratico alla Casa Bianca. Pensa di vincere le elezioni del prossimo anno spedendo Bin Laden in una prigione tedesca. Qui l’intervista completa. Ma l’altro candidato, Howar Dean, non è da meno. Infatti viene fuori, o meglio il suo collega Jonh Kerry fa uscire fuori ( sembrano i Prodi e D’Alema di tanto, tanto, tanto tempo addietro), che Dean aveva dato il suo sostegno ad un risoluzione del Senato, alternativa a quella poi approvata, che avrebbe lasciato il Presidente Bush libero di fare la guerra all’Iraq dopo una “mera certificazione al Congresso della serietà della minaccia irachena”. Mio Dio, il mondo capovolto! Proprio lui, Howard Dean, il più antiguerra fra i democratici, il Bertinotti americano, colui che era stato sollevato agli allori delle candidature democratiche per le presidenziali proprio in virtù della sua opposizione alla guerra. La sua abbozzata difesa? Questa: “Had the president done that, we would not have gone to war, because then he would have been forced to certify with his word ... all the claims he made that were not true”. E non è l’unico episodio nel quale Dean scivola malamente. Durante una intervista nel giungo del 2002, alla domanda su che cosa criticasse della politica di Bush, Howardino, dopo gli usuali rimbrotti, rispose che su un punto era d’accordo con il Presidente: “I think he's done a good job on the war on terrorism.” Eccolo qui, un’altra volta smascherato il nostro Bertinotti americano. Quale spiegazione darsi di questo apparente volta faccia? Michey Kaus riporta due teorie. La prima, sostenuta da Robert Kagan qui, secondo cui Dean complessivamente supporterebbe la guerra al terrorismo ma nel caso specifico considererebbe quella all’Iraq una “guerra sbagliata al momento sbagliato”. La seconda in base alla quale il candidato alle presidenziali sarebbe un anti-war man esclusivamente per motivi elettorali, avendo compreso che questo vuole la base elettorale dura e pura del partito democratico. Questa ultima non è esclusa neppure da Kagan, il quale afferma che Dean non avrebbe poi molto di diverso da proporre in politica estera rispetto all’odiato Bush. Seguendo questa interpretazione la guerra all’Iraq e le polemiche connesse non sarebbero state altro che un occasione per provare al partito e ai futuri elettori la propria tempra, il proprio carattere. Un operazione d’immagine insomma. mercoledì, dicembre 10, 2003 VIETNAM : L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Recentemente, quando 1972 parlò della Cambogia, mi venne in mente di raccogliere materiali per una analisi e riconsiderazione di quello che fu la guerra del Vietnam, consegnato a una dittatura che nonostante i suoi campi di prigionia, l'utilizzo della tortura, e la costante oppressione di ogni libertà di pensiero e di parola, rimane libera da ogni critica e rivendicazione da parte delle masse pacifondiste internazionali. Unica voce, come al solito, quella Radicale. Purtroppo non sono riuscito ad avere il tempo per comporre un quadro storico completo. Mi accontento quindi al momento di segnalare un contributo di Corti del 1975 :
Paolo Paolo da cliccare dopo aver letto il precedente post Paolo martedì, dicembre 09, 2003 LEONARDO E L'ARTE DELLA CITAZIONE Incredibile, mi accorgo dalle statistiche che Leonardo ha risposto. In effetti mi ha risposto come colui che di buon mattino, in una giornata di sole splendente, mi saluta con "buona notte". Sia per la volontà di liquidare la cosa che per la non corrispondenza ai fatti. Dapprima l'incredibile : Non si parla mai di soldi, si dice. Eppure davanti al fatto delle proiezioni [Proiezioni del Center for Strategic and International Studies su dati U.N. e I.M.F., grazie a CobraF e Phi-eu.net] che indicano un calo della popolazione in età lavorativa del 40 per cento e un rapporto che vede 0,7 lavoratori per ogni pensionato, se c'è qualcuno che scappa dal parlare di soldi, caso mai, sono Epifani, Pezzotta e Angeletti, Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, i quali asseriscono :
Davvero sono loro a non parlare con i lavoratori dei soldi che costoro non prenderanno per campare, grazie alla pensione del più equilibrato e sostenibile fra tutti i sistemi previdenziali possibili. Per conto mio più di parlare di soldi di così non potevo. Lo so, Leonardo voleva parlare dei soldi strappati dalle oil companies americane alla Totalfina francese & C, per un ricavo di 3 / 4 miliardi di dollari. Dato il costo della guerra per gli americani dagli 80 ai 200 miliardi di dollari (esclusi quelli della ricostruzione, ancora da aggiungere) sul tema lascio parlare la matematica. Ma capisco, Leonardo non fa il salumiere, è perdonato. Le vili realtà contabili e anche quelle statistiche sfuggono (tipo quella che la natalità calerebbe per il costo dei pannolini e della vita, in barba al fatto che ovunque pannolini e vita pesano più di qui sul miserrimo reddito percepito, ebbene lì si fanno più figli. Là dove il reddito è davvero miserrimo. Che questo non figliare dipenda invece da un egoismo edonistico/consumistico non si dice. Come si potrebbe rappresentare infatti gli italiani, dopo, come un popolo tanto amante dei poveri del mondo e della pace e inscenare sbandieranti fiumane inneggianti al volemose-bene ?). E' poi non è da salumiere, ma da consumato intellettuale l'arte della citazione che vorrebbe far passare chi scrive come sostenitore di chissà quale famosa teoria razzista. Capisco se avessi detto : basta immigrazione. Invece quello che ho detto - e sta scritto, è che :
E la preoccupazione stava non che gli Europei non siano più carne di noi europei (questo è il problema dei soldi da cui Leonardo è fuggito) , ma che gli Europei di domani non abbiano gli ideali di uguaglianza e libertà di pensiero e di vita, di laicità, tolleranza e separazione fra stato e religione tanto faticosamente guadagnati dai nostri padri. Lo dico perchè l'arte della citazione tenta di dare peso ai sostantivi usati, forte di parentesi quadre. Leonardo riporta :
Dove nell'oringinale le [...] risultano essere in grassetto :
Mal conciliante col tentativo di dipingere aure destrorse, andava collassato dalle parentesi quadre. E la morte degli Europei portatori di quella tradizione e di quegli ideali non e' qualcosa che sia rimediabile con un bel programma scolastico per i nuovi bambini dell'Europa a cui praticare il lavaggio del cervello per estirpare quanto insegnato in famiglia. Non lo è per il semplice motivo che per riempire quel 40 per cento di lavoratori in meno, e per aiutarli a sostenere lo sterminato numero di anziani , non si importeranno bambini, ma uomini fatti alla scuola delle scuole coraniche fondamentaliste e dei programmi scolastici nazional-arabo-socialisti, i quali peraltro dimostrano già di saper difendere ciò che portano (già in programma le scuole musulmane parificate), soprattutto davanti a corpi accademici che invitano i colleghi sauditi a magnificare la consustanzialità fra religione e stato. E poi ci sarebbe un discorso più lungo, anche se molto interessante, riguardo alla pulsione di morte nelle sue forme di annichilimento della diversità da parte dell'utopia di derivazione marxista o dell'esaltazione e attuazione della violenza fascista. Cosa che potrebbe persino far discutere sulle pretese di estensione democratica, se non fosse determinante che i figli di quella educazione stanno già portando distruzione e morte a noi e al mondo islamico stesso:
Paolo sabato, dicembre 06, 2003
Comanding Heights. Strepitoso, eccezionale. E' il migliore documentario che abbia mai visto. Un excursus della storia del ventesimo secolo, fino ai giorni nostri, svolto dal punto di vista delle teorie ecomoniche e di come queste abbiano influenzato i singoli eventi storici e la storia delle nazioni, dalle guerre mondiali e la grande depressione, fino alla caduta del muro e alla globalizzazione. Interviste di grandi economisti e politici. Il taglio e' pro-democrats, liberal, quindi di sinistra, ma una sinistra liberale. Comunque un capolavoro. E' un documentario ancora più facile da seguire perché è disponibile una trascrizione parola per parola che si può tenere a lato per controllare le parole che sfuggono. E' lunghissimo. Sei ore. Prendetevi un sabato o una domenica e guardatevelo. Ne vale la pena. C'e' la versione per chi ha l'adsl e quella meno pesante per la banda, anche se per le ottime riprese consiglio la banda larga. THE GATE Lungo reportage dall'Iraq, interessante.
Paolo venerdì, dicembre 05, 2003 Stopping a Bush hating campaign, thanks to The Ville. Anche se tutti i Presidenti americani, nessuno eslcuso, hanno diritto al nostro rispetto aderiamo anche noi piazzando, solo come contromisura per i conteggi di google, le parole opportune sul sito (Miserable failure) . Nessun intento denigratorio verso Carter e tutti i grandi Presidenti democratici e repubblicani degli Stati Uniti. Paolo END OF OCCUPATION Paolo giovedì, dicembre 04, 2003 RELIGIONE E STATO
Su un sito islamista registrato a nome di tale Bruce Kennedy, Canada, trovo un articolo dal titolo significativo : Vatican Joins the war on Islam . A parte il chiaro tentativo di voler presentare uno scontro di religione contro ogni evidenza e contro ogni premura vaticana, il punto saliente e illuminante dell'articolo e' il seguente :
I concetti sono chiari : E' un attacco all'Islam che giustifica la Jhad il solo tentare di avere un Islam moderato che consideri la religione una cosa separata dallo stato. Fare in modo che questa concezione dell'Islam sia cancellata da tutte le scuole e le moschee del medioriente (gli strumenti di indottrinamento e la vera fabbrica del terrorismo) è un obiettivo prioritario Paolo Massimi Sistemi ci aggiorna sul suo scoop riguardo a Iraklibero. Nota anche alcune implicazioni di politica previdenziale che risultavano dai grafici che avevo indicato. Paolo mercoledì, dicembre 03, 2003 L'OSSESSIONE La migliore descrizione dell'ossessione antiamericana che abbia mai letto. Grande articolo. Sempre di Jean Francois Revel è uscita ora una traduzione inglese del suo libro Anti-Americanism, da acquistare subito. Speriamo che qualche editore italiano se ne interessi. Paolo ASSIMILAZIONE Su Windrosehotel Roberto introduce il mio precedente post Pulsione di morte con alcuni interessanti riflessioni. Nonostante sia difficile un tentativo di definire l'Occidente in modo positivo, rimanendo sempre piu' efficace dire cio' che non e' Occidente e storicamente individuarne le sorgenti , Roberto, da filosofo, punta a cio' che vi è di identico (e maturato come identico) in quella diversita' chiamata Occidente : il lasciar essere. Un lasciar essere che comprende il lasciar essere dell'autocritica. Addirittura dell'odio di se stessi. Questo apre il discorso sulla questione : fino a che punto il "lasciar-essere" della libertà deve arrivare ? Il "lasciar essere" della diversità può ostacolare al limite la democrazia ? Il "lasciar essere" può spingersi fino a essere negazione della assimilazione ? A questo proposito riporto un brano :
Si tratta probabilmente della piu' famosa e citata profezia del XIX secolo, scritta nel 1835 da Alexis de Tocqueville, in De la democratie en Amerique
Innanzitutto abbiamo l'individuazione di quale sia la costruzione di una societa' multietnica e multistorica attraverso l'immigrazione. L'immigrazione è vincente se diviene assimilazione reciproca di popoli stranieri. E' l'assimilazione reciproca che alla fine nega che il risultato divenga una società spaccata in una pluralità di fondamentalismi (e hanno ragione coloro che dicono che è questo che sta accadendo in Europa e non solo, invece di una assimilazione reciproca). Assimilazione reciproca versus pluralismo fondamentalista. Un incontro che genera una nuova sintesi in cui tesi e antitesi ancora si riconoscono come sorgenti e in cui tale riconoscimento può essere al contempo un piano programmatico. Come dice Roberto :
lunedì, dicembre 01, 2003 PULSIONE DI MORTE Scrive Leonardo (rispondendo al Griso) :
Non è sogno, non è illusione, non è -soltanto- pavidità. E' grave malattia dello spirito. Tengo stretti con orgoglio e affetto la medaglia d'oro e la croce di guerra del nonno. I ricordi di Buchenwald di mio zio. Anche per quella memoria e per quell'affetto per loro che erano in grado di andare a combattere per difendere la liberta' del proprio paese e la propria, ho fatto il mio dovere quando sono stato chiamato. Non c'erano rischi quando era il mio turno ma, nell'accettare, accettai che il momento potesse presentarsi. A questa malattia dello spirito, a questa morte dell'energia vitale che ha spento creativita' e intelligenza europei, coincide il declino demografico di questa debole umanità al tramonto. Ogni coppia fa poco piu' di un figlio (1,2). Il che vuol dire dimezzamento della popolazione in una generazione. Riduzione a un quarto rispetto alla popolazione di partenza nel giro di due generazioni. Per capire che palle si stiano raccontando sul futuro dell'Europa (e la realta' matematica che e' tenuta nascosta) prima di continuare la lettura si guardino con attenzione queste proiezioni :
Ho riportato questi dati perche' sono queste pure realta' matematiche i motivi della guerra in corso (e anche le ragioni di certe aperture al voto degli immigrati per niente sorprendenti), altro che quanto vanno cianciando l'estrema sinistra e l'estrema destra sull'imperialismo. Il semplice fatto e' che, per tentare di arginare la rovina, le porte all'immigrazione islamica dovranno spalancarsi ancora e sempre di più (l'Est Europa, come noi, non fa figli ). E il problema che genera la guerra e' questo : Le porte che si devono spalancare accoglieranno un Islam moderato che, pur diventando ineluttabilmente maggioranza nel giro di poco più di mezzo secolo, abbraccera' vita e politica della tradizione europea, oppure accoglieranno un Islamismo fondamentalista teocratico desideroso di una repubblica islamica o un nazional-socialismo di stampo arabo da innestare sulle sue radici europee ? Il futuro dell'Europa, la sua storia e i suoi ideali di uguaglianza e liberta' di pensiero e di vita, la sua laicita' e tolleranza, tutto questo dipende da chi saranno gli Europei di domani. Ossia dipende da chi nascera' in medio oriente nei prossimi cinquanta anni. E qui sta il punto. Un popolo crede ciò che ai suoi bambini viene insegnato nelle scuole. Crede ciò che gli viene detto nei suoi media. Crede in ciò che i suoi strumenti di controllo sociale plasmano nelle menti e nei cuori. Ora : noi abbiamo nazioni teocratiche che non solo sterminano a milioni le minoranze(vedi Sudan e tanti altri paesi) , a gasano o massacrano gli oppositori politici. Il vero comune denominatore di queste nazioni è il plagio dell'infanzia sin dalla tenera età. L'instillazione del fondamentalismo tramite una religione asservita e consustanziale al potere teocratico, o l'instillazione dell'idealismo nazional-socialista inculcato con rigore assoluto. Altrettanto assoluto il nostro dovere di rovesciare quei regimi, di scardinare quel sistema di educazione e di plagio delle menti. Questa volta non si tratta di lasciar vivere gli altri come vogliono, o di non intervenire per fermare i massacri perche' non siamo intervenuti per tanti altri. Questa volta il nostro dovere di combattere deriva dalla volontà di difendere la libertà, la tolleranza, la democrazia dell'Europa di domani. Altrimenti ciò che oggi accade in Israele sarà la quotidianità di una Europa in rovina contesa da chi sogna una repubblica islamica o qualche altro incubo nazional-socialista. O i futuri europei incominceranno a credere in patria nella democrazia, o non cominceranno certo qui, dove il loro lavoro sara' utilizzato per sfamare un esercito di vecchi decrepiti, la cui storia, vita e ideali, e' stato loro insegnato a odiare. Già odiano. Lasciarli nelle mani dei loro educatori non porterà alcuna pace. Mai nessuna dittatura è caduta sotto le esortazioni verbali alla benevolenza e alla tolleranza. Tanto meno quando queste esortazioni (elargite generosamente perchè la demagogia buonistico-populista paga in termini di consenso elettorale e aiuta a fare branco) sono accompagnate dalla diffamazione e denigrazione di coloro che ci stanno difendendo e stanno difendendo il futuro dell'intera Europa, perche' dell'Europa gli U.S.A. sono gli unici figli vitali. Tutta l'Europa e' oggi vecchiaia e prossimita' di morte. Demograficamente e spiritualmente. Almeno il vecchio amasse se stesso nel proprio figlio. Invece la pulsione di morte e l'autodisprezzo è così forte da far rinnegare la propria carne. L'unica che è in grado di difendere i valori di democrazia, libertà e tolleranza che altrimenti si spegnerebbero con la fine dell'Europa. La pulsione di morte accomuna oggi l'estrema sinistra e l'estrema destra. La pulsione di morte ha disprezzo dell'occidente nell'immaginare un luogo-altro inesistente, diverso da quella imperfezione - perche' ogni cosa finita e' imperfezione - che è la migliore società fino ad ora apparsa su questa terra. Un indiamento nell'immaginario che mira al rifiuto di sé attraverso un teatro di buoni sentimenti popolato da "agitatori azzimati da eroi" che ora inscenano barricate e incendi ai McDonalds, ora fanno predicozzi sulla non-violenza in nome di valori umani o cristiani presi a prestito. Nell'estrema destra lugubri scenografie, nostalgia di morti e sepolti, di fondamentalismi illiberali al pari di quelli islamici, e anelito per non si sa quale futuro, mancando la stessa materia prima - la carne - per qualsiasi nuova societa' europea. In questo panorama funebre non mancano segni di speranza. Anche solo il fatto che ad apprezzare e ad essere vicini agli USA ci siano tante persone dalle posizioni politiche diversissime. Nei link qui accanto vi sono democratici di sinistra, di centro sinistra, radicali, irreligiosi e stranocristiani, forzisti, libertari e liberali, gente di destra, e anche alcuni non schierati. Tutti coloro che non hanno un nemico interno da eliminare per costruire la società perfetta, ma che apprezzano l'imperfezione dove si dissente su molti punti e si litiga anche, ma da questa dialettica si sintetizza la vita democratica. Il loro nemico è esterno. E' il rischio che i popoli destinati a far parte dell'Europa portino la negazione di questa vita democratica, così come negazione della vita democratica era il thanatos dell'annichilimento tramite l'uguaglianza assoluta di stampo marxista o il culto della morte nazi-fascista. La guerra sarebbe già obbligo per quello che stanno compiendo in una larga fetta del pianeta. A maggior ragione se a questa fetta rischia di appartenere la futura Europa. Chi critica la guerra perche' non sarebbe in grado di andare a combatterla ha già perso tutto. Ha perso gli ideali con la fine fisica prossima ventura dei portatori degli ideali stessi. Ha lasciato - pace e bene su di loro - che si allevassero alle porte schiere di conculcati e plagiati a credere nella Sharia e nella violenza terroristica. Permette che si demonizzi la patria dove ognuno può scrivere che il proprio governante e' un moron, nano, ladro, etc. e dove si può persino scegliere chi votare. Per finire, lascia di fatto in pace chi assassina coloro che non si conformano al pensiero unico (teocratico o nazional socialista). O peggio, ancor più ipocritamente, vuole raccogliere voti andando a dire che questi allevatori di terrorismo e fanatismo si possono far cadere con le buone parole, i predicozzi buonistici. Certo fare le guerre è pericoloso. Si può anche perderle. Ma la vita è rischio. Solo chi ama la vita può rischiare e combattere. Per gli altri non rimangono che gli ideali ascetici della propria pulsione di morte, ma non quelli onesti. Concludo con una citazione profetica. Non dedicata a qualche blogger ma ai tanti personaggi della nostra cronaca: missionari laici e non laici (ma preti sempre), associazioni che amano la pace con le bandierine, frati che accendono candeline con Aziz, altri che fanno appelli per la liberazione dei criminali o per la resistenza all'imperialismo, politici e sindacalisti che abbracciano e salutano con affetto Arafat (maestro dell'educazione infantile), o che fanno collette per la resistenza armata contro l'imperialismo (carabinieri, donne e bambini compresi), quelli della "palestina libera dal giordano al mare" che non sono antisemiti, e tanti altri. Tutti quelli dell'ideale ascetico disonesto, distinguibili da cristiani, progressisti, liberali, che se un ideale abbracciano, lo fanno con onestà.
Noi non vogliamo "esportare" nessuno. Del resto ci stiamo estinguendo da soli. Comunque a quel paese ce li mandiamo, volentieri, solo in senso figurato. Paolo Formidabile Il Griso. Paolo
Cartoonist : CHUCK ASAY Al posto di Mrs. Chirac is from France potevano benissimo scrivere The teacher is a pacifist |