venerdì, agosto 08, 2003
Non resisto, ultimo post prima delle ferie : da un po' di tempo scorgevo periodicamente sulle statistiche del sito un computer giapponese che veniva a visitare I love America. Ero curioso al punto da essere tentato a chiedegli chi fosse con un post. Ora scopro finalmente che si tratta del buroggu.
Ma i misteri restano fitti. C'e' per esempio un computer della DIA che viene periodicamente (sulle statistiche appare dia.mil). Ragazzi, ditemelo, anche in privato. Chi di voi e' della DIA ? 
Paolo
P.S. aggiunto il nuovo Iran Watch alla lista link. Segnalo pure il vecchio sito di Iran Watch
giovedì, agosto 07, 2003
STAR WARS E GLI ZEBEDEI DI ZARATHUSTRA
Compare su Legno Storto un articolo inatteso. Non sono al corrente delle policy di pubblicazione di Legno Storto ma temo di intuire che ci sia il pericolo che diventi una sorta di Indymedia della destra, con pieno accesso di Artamani e pulpito per la diffusione di estremistici amenicoli filosofici vari. Spero di sbagliarmi, che non si mettano pure loro a fare gregge, e di poter lasciare fra i links Legno Storto.
Nel frattempo, all'articolo, e' stato così replicato :
Il nostro autore ha ben motivo di rallegrarsi della pubblicazione perché neppure io mi aspettavo un intervento su Legno Storto di qualcuno che come occupazione dichiarata ha : filosofo-asceta, guerriero della luce
Perchè non mettere allora anche un link ad Holywar ?
Avendo una professione più fedele alla vita e non avendo tempo di grufolare puntigliosamente in cotanta summa, mi limito a osservare i notevoli dati di fatto preambolo del papiro in oggetto, tipo quello del complotto pluto-giudaico-massonico che controlla la Cnn o il Washington-post, o il semplice fatto che tale papiro non e' altro che un compendio di selezionati scritti antisemiti, non nascosti dall'averci ficcato in mezzo Rabin o la Arendt, firmati dalle penne del più triste ressentment, da Fisk fino a Said, il saggio "cristiano" nato a Gerusalemme (e ci sarebbe molto da raccontare su queste referenze) decantato saggio anche da quel Israel Shamir che ebbe l'impudenza di arrivare a scrivere che i palestinesi scrissero la Bibbia
E' effettivamente difficile negare i diritti storici di coloro che scrissero la Bibbia.
Non c'e' dunque molto tempo a disposizione per falsificazioni che hanno millenni di esperienza condensate da un cinquantennio di trasformismi, e che tacciono sul continuo "lavoro" antisemita delle nazioni arabe già prima e durante le guerre mondiali, in oscure alleanze che conosciamo, per ridurre e soffocare l'ininterrotta presenza Ebraica nella propria terra. Cosi' come i successivi eventi del 48 e le guerre di aggressione tese a cancellare l'esistenza di Israele e di cui pamphlet come questi sono la continuazione in coerenza di fini.
Ma visto che il nostro "guerriero della luce" si dichiara pure "filosofo asceta" facendo nomi precisi nelle preferenze filosofiche, vado a rileggere proprio Nietzsche, che lui ha osato citare :
"Tutto il mio rispetto per l'ideale ascetico, sempreché esso sia onesto! fintanto crede a se stesso e non ci vien fuori con delle frottole! Ma non sopporto .... non sopporto neppure questi nuovissimi speculatori in idealismo, gli antisemiti, che strabuzzano oggi i loro occhi alla maniera del cristiano-ariano galantomismo e mercé l'abuso, giunto al limite della pazienza, di un mezzo di agitazione a buon mercato, l'atteggiarsi moralistico, cercano di eccitare tutti gli elementi-da-bestiame-cornuto del popolo" [Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale, Terza dissertazione, par. 26]
Paolo
NEGRI, IL MARXISMO POSTMODERNIZZATO E LA PAX OCCIDENTALE
Prendo spunto da un frammento letto su it.cultura.filosofia :
Il fondatore di Potop [Potere Operaio] - tale Toni Negri - è stato recentemente a Ravello (venti km da casa mia) per sostenere un confronto pubblico con un tale Gore Vidal, scrittore americano ferocemente antiamericano nonchè proprietario di una fantastica villa. Ero quasi tentato dall'andarvi ma poi mi son detto: tra uno (di statura filosofica non nulla) che crede all'Impero ed un altro (di statura filosofica nulla) che crede che il mondo stia nel pugno della famiglia Bush non ne uscirà un colloquio granchè interessante, a meno che entramabi non identifichino Bush con l'imperatore. Ma volevo andare comunque. Leggendo poi una intervista a Vidal, nel quale l'intervistatore - tale Domenico De Mazi, barbuto dal tondo viso, sociologo da strapazzo convinto sulla base di letturine postmoderne che "l'estetica giochi un ruolo fondamentale nel mondo postindustriale" e che "la bellezza salverà il mondo" - si diceva d'accordo con Vidal nel dichiarare Kant l'*ultimo* filosofo europeo (che Nietzsche ed Heidegger e Wittgenstein gli tirino i peli della barba tutte le notti!), leggendo tutto ciò, preso già da crampi per le risate, ho dovuto desistere: non ce l'avrei fatta a guidare al ritorno e mi avrebbero ritrovato in qualche scarpata.
... Anche Negri ha postmodernizzato Marx credendo così di potere salvarlo dalla rovina dell'applicazione storica del marxismo. Si postmodernizza Marx dimenticando la sua appartenenza alla tradizione occidentale. Non per nulla tutto il suo libro è interpretabile come il tentativo di salvaguardare la "gioia di essere comunisti": Negri vuole semplicemente mostrare ai comunisti come questi siano tempi che possano essere vissuti, comunisticamente, con gioia e speranza; che cioè la distruzione tecno-economica della configurazione politica dello Stato-Nazione proceda nella direzione della creazione del comunismo mondiale. letto su it.cultura.filosofia
Anche il marxismo postmoderno, così come ben più moderate concezioni, mantiene la propria pia illusione di una futura europa comunista (o meglio, diciamolo, di un comunismo globalizzato, mai state no-global le idee comuniste) e si rifiuta di guardare all'evidenza. Date inevitabili parabole demografiche, anche prendendo i dati ottimisticamente, fra 70 anni la popolazione europea discendente dall'attuale sarà dimezzata. Un centinaio di anni e sarà la minoranza, visto che l'apparato tecnico industriale e l'economia ci impone di mantenere numericamente la popolazione. E qualcosa mi dice, guardando ai desideri teocratici dei nuovi italiani, che non sarà terreno fertile per una idea così visceralmente occidentale come il marxismo. Probabilmente anche per le altre idee.
Enduring Freedom, oltre a fare terra bruciata nei santuari dove il terrorismo può liberamente fare i suoi campi di addestramento e tessere i propri progetti, può costituire anche una speranza per il nostro futuro ? Il bravo e gentile blogger di Operaomnia, con cui ho avuto uno scambio privato, esprime dei dubbi :
la pax occidentale difficilmente attecchirà nei paesi arabo mussulmani. Il ceppo da cui è tratta è diverso culturalmente. Nonostante l’impegno più o meno sincero dei pacificatori, con ampie probabilità non riuscirà che a sortire violente reazioni di rigetto che potrebbero portare ad effetti devastanti non solo per i curati, ma anche per i curatori. [ Operaomnia ]
Eppure questa diversità culturale non è per nulla avvicinabile alla diversità giapponese di un tempo rispetto all'Occidente. La cultura giapponese era abissalmente diversa dalla nostra. Gli Islamici, per la cultura Cristiana, rimangono dei cugini primi, con l'Ebraismo come ascendente comune, e vi si ritrovano quelle formule (per es. che la vera libertà esiste solo nel compiere il bene, ossia la volontà di Dio) che sono esattamente quelle dei nostri vecchi catechismi. Il rapporto dell'attuale occidente con l'Islam (un occidente post cristiano che ha ereditato dal Cristianesimo una morale svestita da ogni fondamento e che ormai serve solo per le sue demagogiche nobili indignazioni e per la commedia dei buoni sentimenti), questo rapporto con l'Islam è sostanzialmente un rapporto con sé stesso come era qualche secolo fa. Un vero abisso era invece quello che separava la cultura occidentale a quella orientale giapponese (la dhimmitudine islamica non giunse mai a costringere i commercianti cristiani a sputare e calpestare il crocefisso per fare affari in giappone).
E' questo il motivo per cui ho particolarmente apprezzato l'intervento del Griso su Hiroshima, che chiarisce bene quali possano essere i risultati di una mano forte che porti democrazia dove ora vige il teofascismo (parole del Griso che gli strappo e riporto) :
Ma soprattutto, fu un messaggio efficace: voi avete rivisto traccia del militarismo prussiano, per caso? O di quello nipponico? Anzi, lo stesso termine kamikaze, ormai, più che alle immagini sbiadite dei film e documentari sulla guerra nel Pacifico, fa pensare ai seguaci di un altro fanatismo sanguinario, anch'esso teso alla conquista del mondo (o pensate che facciano tutto questo casino per dare una lezioncina ai cattivi yankee imperialisti? Sì, e Hitler voleva solo Danzica). Purtroppo, forse, anche in questo caso non basterà la sconfitta sul campo ma occorrerà la disfatta, per costringere i nazisti del 21° secolo ad abbandonare i loro folli propositi. E di nuovo ci sarà chi proverà a riscrivere la storia, a dire che sarebbe bastato molto meno, che in fondo non erano così cattivi - o se lo erano diventati, certamente era stato a causa di qualche grave torto subito. Anzi, i revisionisti sono già al lavoro: cianciano d'Imperi, blaterano di rivolta degli oppressi, farneticano di un bieco Occidente che raccoglie soltanto quello che ha seminato, biascicano i loro "si sarebbe potuto...". E di nuovo, sarà la storia a incaricarsi di smentirli e a condannarli al disprezzo e all'oblio. Per intanto, ci tocca starli a sentire. [ Il Griso ]
Paolo
NOVITA' SULLA LEGITTIMA DIFESA
Normalmente non affronto tematiche di politica interna. Questa e' una eccezione. In troppi casi il cittadino che si difende contro l'aggressione perpetrata fra le mura di casa propria o della propria attivita' incorre in accuse, procedimenti giudiziari o persino richieste di risarcimento da parte dei criminali. Una nuova proposta legislativa e' molto interessante e spero arrivi infine sulla Gazzetta :
Nuove prospettive in tema di legittima difesa Una proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati intende modificare l'articolo 52 del codice penale eliminando il difficile criterio della corrispondenza fra difesa e offesa e introducendo ipotesi di presunzione di legittima difesa [ Leggi tutto ]
Paolo
mercoledì, agosto 06, 2003
HIROSHIMA BACKGROUND

Encomio al Griso per il suo commento che condivido completamente. Non manca di sottolineare i collegamenti con realta' presenti.
Ma e' utile ricordare anche cosa significasse il ramo orientale dell'alleanza nazi-fascista. I crimini giapponesi avevano poco da invidiare a quelli tedeschi, ma nessuno li conosce. Non hanno dignita' di anniversario da noi, sebbene abbiano da soli fatto piu' morti della Bomba. Persone uccise una ad una. Anche seppellite vive. E date le considerazioni che si possono trovare qui e qui, la Bomba per me fu una tragica necessità.
Solo alcune stragi :
A japanese massacre : NANJIING MUSEUM , 300.000 morti:

Il museo di Nanjing curato dai cinesi : http://www.cnd.org/mirror/nanjing/
In December 1937, Nanjing fell to the Japanese Imperial Army. The Japanese army launched a massacre for six weeks. According to the records of several welfare organizations which buried the dead bodies after the Massacre, around three hundred thousand people, mostly civilians and POWs, were brutally slaughtered.
Over twenty thousand cases of rape were reported. Many of the victims were gang raped and then killed. The figure did not include those captives who were sent to army brothels (the so-called "comfort stations").
The actual Memorial Hall is built to commemorate the victims.
Gli esperimenti giapponesi sui prigionieri
Su una pagina curata da cinesi, dal titolo Demons from Hiroshima, in cui vengono segnalate le stragi Giapponesi di Changsha, e in cui e' scritto : : The bombs were dropped, and millions of lives saved. Aggiungono un link con un articolo preso dal WSJ: Why Truman Bombed Hiroshima.
Consigliabile anche la visita al sito della Princeton University :

Un'altra pagina dedicata ai crimini di guerra giapponesi.
Paolo
martedì, agosto 05, 2003
WELCOME BACK !!

E' tornato Filoamericano ! Siamo contentissimi che stia bene e sia di nuovo con noi
Tutti quelli di ILA
lunedì, agosto 04, 2003
venerdì, agosto 01, 2003
TEODORO ALMIGHTY

Teodoro Obiang Nguema sostiene di essere direttamente in contatto con Dio. Niente di speciale, già visto tante volte, uno potrebbe dire, se non fosse che si tratta del Presidente della Guinea Equatoriale. L'annuncio, dato alla Radio di Stato (unico mezzo di comunicazione di massa data l'assenza di giornali con uno share di ascolto dell'80 per cento della popolazione) precisa che il Presidente Teodoro, oltre ad avere onnipotenza su tutti gli uomini e le cose di questo mondo, può decidere di uccidere senza dover rispondere ad alcuno e senza andare all'inferno, dato che lui stesso e' Dio :
"He can decide to kill without anyone calling him to account and without going to hell because it is God himself, with whom he is in permanent contact, and who gives him this strength" a presidential aide announced on the show [ BBC NEWS ]
Su Rolli, poco tempo fa, qualcuno aveva il coraggio di tirare fuori il relativismo culturale .... puah ! Comunque qui la situazione della Guinea Equatoriale sulla mappa e riguardo agli abusi contro i diritti civili. I prigionieri politici, informa anche Christianity Today, sono normalmente torturati e talvolta uccisi. Teodoro segue la via e l'esempio di suo zio, dal quale ha ereditato il potere.
Pazzi tali e quali lui in Iran, che governano in nome di Dio e secondo le sue leggi, impiccando i dissidenti.
Paolo

IO LO VOGLIO NEL .... E TU ?
Non fraintendetemi. Inspiegabilmente mi ero perso il concorso dello Spino nel culo. Anche io nella lista a fianco avevo censurato l'ultima parola, ma era solo per timore che i link al di sopra o al di sotto ne avessero a male. A me le cose politically incorrect piacciono. Lo voglio dov'era, il nick dello Spino 
Paolo
OBIETTIVITA' ADDIO

Su segnalazione de Il Bersò un articolo sul Wall Street Journal :
... The opinion of the press corps tends toward consensus because of an astonishing uniformity of viewpoint. Certain types of people want to become journalists, and they carry certain political and cultural opinions. This self-selection is hardened by peer group pressure. No conspiracy is necessary; journalists quite spontaneously think alike. The problem comes because this group-think is by now divorced from the thoughts and attitudes of readers. To take politics as a test, in 1992, a sample of top Washington reporters and editors voted 89% to 7% for Bill Clinton over George H.W. Bush. [read the article]
E' difficile non rendersi conto che questo divorzio fra opinione pubblica e giornalismo sia un problema anche europeo.
Paolo
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