I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



mercoledì, giugno 25, 2003
 

non è che si cerchi di entrare nella storia. e non è che si abbia il complesso dei deus ex machina. e non è nemmeno che ci si accosti alla questione con spavalderia : anzi, siamo a che fare con del sano, legittimo pudore. ma, per farla breve, alcuni bloggers avrebbero pensato che se tutti quelli che frequentano questo mondo (e perchè no, chiunque navighi sul web) volessero sostenere una cosa che non so come definire (petizione ? movimento ? passaparola ? BATTAGLIA SACROSANTA ?), a favore della liberazione di Adriano Sofri : bè sarebbe bello, e credo farebbe tutti sentire un pò più degni di stare fuori da quel posto dove lui è rinchiuso. Per una volta, senza distinzione di idee politiche. Chiunque sia interessato, è pregato di copiare e incollare il post qui sotto, e di diffonderlo, cazzo, di diffonderlo dappertutto. Grazie.


Alcatraz, Italia


Noi blogger passiamo un sacco di tempo a parlarci addosso, a polemizzare tra noi e a pontificare su cose che non capiamo. Sì, qualcuno scrive bene e a volte scrive anche cose interessanti. Non so, però, se siamo davvero utili a qualcosa, oltre che all'espressione del nostro Ego ipertrofico. Ma per una volta ci possiamo provare.

Leggetevi questo articolo. Ecco un esempio di utilità dei blog: se non l'avessi trovato lì, da solo non me lo sarei andato a leggere. E avrei perso davvero qualcosa. Non solo perchè è scritto bene, ma soprattutto perchè è una cronaca efficace, dall'interno, di una realtà di cui noi persone cosiddette perbene, con la fedina penale pulita, sappiamo quasi nulla e perciò, quando ne parliamo, parliamo a vanvera.
E' importante anche perchè scritto da una persona che sconta una pena per un delitto che, stando a quanto sostiene da sempre, non ha commesso, a seguito di una condanna ormai definitiva, al termine di una delle vicende giudiziarie più travagliate e controverse della storia recente.
Questa persona sta quindi scontando una pena che ritiene ingiusta e lo fa con la massima dignità, senza mai aver chiesto nessun trattamento di favore né aver cercato di sottrarsi alla giustizia.
Questa stessa persona non nega neppure gli errori politici commessi in passato e si è assunta le responsabilità morali derivanti dalle sue scelte e posizioni.
Non costituisce alcun pericolo per la società, ma potrebbe anzi reinserirvisi dando un contributo ancora maggiore di quanto riesca a fornire già ora da dietro le sbarre.
Non c'è più alcun motivo per cui questa persona debba rimanere in un carcere. E' giusto che chi sbaglia paghi; ma se mai ha sbagliato, Adriano Sofri ha già pagato tutto con gli interessi.
Tenere degli esseri umani in gabbia è una scelta terribile, dolorosa, a volte necessaria, ma in questo caso assolutamente immotivata.
Per questo, noi ne invochiamo la revoca. Il posto di Adriano Sofri non è più - se mai lo è stato - nella cella descritta in quell'articolo, ma fuori, nella società civile di cui fa parte a pieno titolo.
Noi ne chiediamo la liberazione.













posted by IloveAmerica | 22:03 | commenti



lunedì, giugno 23, 2003
 

Dov'è la data di scadenza ?

Dunque, si fa un gran parlare di armi di distruzione di massa (wmd). Sembra davvero diventata la nuova bandiera dello scetticismo di chi non era favorevole alla liberazione dell'Iraq. Prima c'era l'articolo 2 della carta onu, poi la santificazione del consiglio di sicurezza, poi gli stati uniti vogliono controllare il petrolio, poi bush ha il complesso d'edipo, poi la guerra farà milioni di morti, poi le masse islamiche si rivolteranno, poi i pezzi del museo (devo dire che su questo il mio amico leonardo, che gode da parte mia di grande stima, ha fatto e sembra che continui a fare uno scivolone di quelli giustificabili solo dal caldo ... sempre a mio parere. ciao leo, un abbraccio per il tuo commento che ho particolarmente gradito. continua così : con te non sono d'accordo quasi su nulla, ma quello che scrivi mi affascina perchè ci vedo impegno, sincerità e onestà, lo dico sul serio. come direbbe enrico papi : sono un tuo fanS ... ). adesso è la volta delle wmd : non le trovano. devo dire che io come andrà a finire lo so già. dice : bum ! non è mai comodo, anzi spesso è controproducente, sbilanciarsi in previsioni : se si verifica quello che si è previsto, era troppo facile : se non si verifica, si fa la figura del tonno. vabbè, io mi butto, tanto del cretino già me l'hanno dato, che mi può accadere ? secondo me le troveranno, e a questo punto il mondo si dividerà tra coloro che diranno "avete visto ? c'erano, eccome " e quelli che diranno " ce le hanno messe gli americani ex post ". Per parte mia, starò nella prima categoria, onestamente non potendo confutare con certezza al mille per mille che non abbiano ragione quelli della seconda. Lo ammetto sinceramente, ma difenderò fermamente la posizione numero uno. Però c'è qualcosa che mi fa dubitare fortemente della buona fede di alcuni. Ora, alcuni blog che ogni giorno frequento hanno già linkato pezzi di Friedman e Kagan, mi pare, che descrivono benissimo come tutti, prima di febbraio, fossero d'accordo nel ritenere probabile che Saddam avesse le wmd. Nel 1998 cacciò gli ispettori ONU, da allora nessuno ha monitorato quello che faceva, si conoscono i rapporti che aveva con chi aveva e avrebbe tutt'oggi pochi scrupoli nell'aiutarlo a mettere insieme armi chimiche, batteriologiche, nucleari. Era il ruolo del fratello, ambasciatore all'ONU, altro che oil for food. La risoluzione 1441 minacciava l'uso della forza qualora Saddam non procedesse a mostrare le prove della distruzione delle armi in suo possesso, e dava a lui l'onere della prova : molti (in buona fede, alcuni in mala fede) scambiarono questo per un mandato senza scadenza a Blix e compagni (Blix è quello che con grande diplomazia ha definito bastardi coloro che siedono alla Casa Bianca, tanto per farsi un'idea, qualora ce ne fosse bisogno, di che tipo fosse e quanto fosse credibile il suo atteggiamento). Nessuno dava per certi che le wmd non ci fossero (e come avrebbero potuto, con il curriculum di Saddam ?) : il mondo si divideva tra coloro che pensavano utile (utile a loro stessi, non certo agli iraqeni) attendere e procrastibare ad libitum la finzione delle ispezioni di Blix, e quelli che chiedevano senza ottenere risposta perchè Saddam, qualora avesse distrutto le armi, non facesse i suoi interessi, mostrando le prove di tale distruzione. Poi c'era chi proponeva di spingerlo all'esilio, evitando così i morti di una guerra e interrompendo le porcherie di quel regime : ma evidentemente, quella posizione era troppo semplice, e urlava al mondo che il re era nudo, e così l'Italia non l'appoggiò, l'Europa divisa nemmeno, le Nazioni Unite si fecero una risata. Bravi tutti. Si arrivò all'ultimatum, nel terrore di quelli che si dicevano certi di una guerra epocale che avrebbe ucciso milioni di occidentali e ricompattato gli islamici, manco fossimo alle crociate (e non parlo del ministro dell'informazione iraqeno, ma dei vari colombo, serra, berlinguer, strada e altri previggenti simpaticoni, un pò ovunque e anche negli usa, certo che si) : sappiamo com'è finita. Gli iraqeni si sono più o meno squagliati nella domanda di perchè morire per il dittatore che li aveva massacrati per trent'anni, le vittime sono state una percentuale da prefisso di quelle previste, profughi non ce ne sono stati, qualcuno ha gridato allo scandalo perchè a Bassora non c'era l'acqua, omettendo di dire che non c'è mai stata a sufficienza. Insomma, obiettivamente per i pacifisti è andata un pò malino, anche perchè, oltre agli inevitabili colpi di coda, in tutto l'Islam si è avvertita la scossa, e l'effetto è solo cominciato (vedi Teheran). Che rimane ? Che diamine, rimangono le wmd. Ora, obiettivamente a me fa un pò schifo chi sostiene che, con i ritrovamenti di fosse comuni con dentro i ragazzini sepolti vivi, i superstiti che ringraziano gli americani ogni giorno di più, i racconti delle galere zeppe di civili innocenti, i medici e i giornalisti che finalmente confessano che erano tutte balle quelle che il rais faceva arrivare ai media occidentali (che se le bevevano volentieri) : bè, dover trovare una giustificazioni al fatto di aver interrotto tutto questo mi fa un pò schifo. A me interessa che gli iraqeni ricomincino a vivere, non mi sembra che nessuno del giornalismo pacifista militante abbia avuto la scellerata idea di andare da uno di questi sopravvissuti all'inferno a dirgli che si doveva incazzare perchè gli americani ancora non hanno trovato le wmd. Mi divertirebbe che lo facessero, per vedere quanti vaffanculo si beccano : a occhio e croce quanti se ne sono beccati quelli che erano andati lì per fare gli scudi umani, che poi sono scappati perchè era pericoloso. Ma quello che voglio dire è : ma quand'è che Bush e Blair hanno stabilito una data oltre la quale non sarebbe stato più opportuno, ai fini dell'inizio della liberazione dell'Iraq, trovare le wmd ? E qualcun altro lo ha detto al posto loro ? Chirac, Annan, Putin, Bertinotti, qualcuno l'ha fatto ? Blix, quello che dà del bastardo a Bush, disse che ci sarebbero voluti anni per garantire al mondo, qualora non avesse trovato wmd in Iraq, che veramente non c'erano e non ci fossero alla fine degli anni a sua disposizione. Anni. Comìè che adesso, dopo due mesi dalla fine della liberazione, con sacche di resistenza ancora vive, già si fanno i bilanci e si accusa gli americani di non averci mai creduto, manomettendo un'intervista di Wolfovitz mettendogli in bocca concetti che non gli appartengono, smentiti dalla registrazione della telefonata nella quale avrebbe detto quello che in realtà non ha detto ? Allora, voglio capire, questo termine chi l'ha dato ? Chi ha deciso che dopo due mesi basta, non le avete trovate, allora non c'erano e voi lo sapevate e quindi brutti stronzi imperialisti ? E ancora, se gli USA non avessero liberato l'Iraq, qualcuno ha la faccia tosta di dirmi che a metà giugno tutti, pacifisti e non, sarebbero stati d'accordo che le ispezioni avevano dato esito negativo, e non servivano più ? E non mi si dica che gli americani hanno più facilità di cercare, perchè l'Iraq è pieno di bunker dove si può nascondere di tutto, sottoterra, con riserve di cibo e acqua per anni, e perchè tutti i pacifisti si affannavano a garntire che Saddam dava e avrebbe dato piena collaborazione, sicchè il lavoro di Blix era agevolato dal rais : d'altronde, sennò che ce lo avrebbero mandato a fare, se non avesse goduto della piena collaborazione ? Insomma, chi ha deciso che il termine ultimo oltre il quale arrendersi e dichiarare che no, non ci sono wmd, in un paese grande come la Francia, ancora non del tutto sotto il controllo alleato, con armi che sono provette e composti chimici, e non missili di svariati kilometri : chi ha deciso che questo termine sia di due mesi ? I pacifisti (quelli senza se e senza ma ...) si guardino in faccia, e dichiarino che se gli USA non avessero attaccato sarebbero stati pronti oggi, a fine giugno, ad accettare che Blix non avrebbe potuto chiedere più tempo, perchè ne avrebbe avuto a sufficienza. Ci riuscite ? Ma davvero ? Ma siete sinceri ? E sempre che siete davanti allo specchio, ammettete che siete certi al 100 % che dal confine con la Siria, dal quale sono passati terroristi internazionalmente ricercati, figli di Saddam, suoi preziosi e fidati collaboratori, uomini del partito Baath : bè, da quel confine è passato tutto questo però voi siete dichiaratevi pronti a giurare che armi chimiche e batteriologiche non hanno potuto transitare. Me li vedo i siriani, lì al confine : accettiamo tutta la peggiore feccia con le mani ancora insanguinate, ma le armi no, quelle no. Io non posso avere la certezza che le wmd siano passate da quel confine, e non ce l'avrò mai, lo ammetto : dico solo che non mi sembra per niente inverosimile. Ma chi davvero può onestamente avere la certezza del contrario ? Chi davvero riesce a mentire a sè stesso tanto da affermare al 100 % l'impossibilità di questo passaggio ? Chi non capisce che a due mesi dalla fine della guerra, con il territorio ancora non del tutto sotto controllo, la ricerca è appena cominciata ?

posted by Mixumb
posted by IloveAmerica | 19:52 | commenti



domenica, giugno 22, 2003
 

Concordo con Francesco Merlo, sulla prima pagina del corsera di oggi. Non è la prima volta, e non sarà l'ultima. Siccome i links del corsera spariscono più velocemente delle manifestazioni pacifiste, ma per entrambi lo si può prevedere facilmente, riporto integralmente quello che scrive oggi, ringraziandolo molto per ieri, per oggi e per domani.

MA LA CIA NON ERA IL DIAVOLO?

di FRANCESCO MERLO

Tutto poteva venir fuori dalla guerra in Iraq, un nuovo Vietnam, il deflagrare della Jihad in Occidente, magari anche una vittoria degli iracheni. Tutto ci aspettavamo dall’attacco anglo-americano a Bagdad, persino un Bin Laden a presiedere l’Onu, ma non certo una Cia da oratorio salesiano, una sorta di confraternita di san Giovanni Bosco, una Cia trasparente e candida che non riesce a piazzare da qualche parte neppure un bottiglione di antrace, una scatoletta di botulino, una secchiata di uranio arricchito. Eppure qualsiasi brigadiere italiano sa infilare l’eroina nella tasca del reo che non confessa, del cantante che non canta, del Tortora da sbattere in prima pagina. Ebbene, non la Cia. Evidentemente quelli della Cia non danno più retta a Cossutta, non leggono gli articoli di Curzi e Vendola su «Liberazione», non guardano Bertinotti a «Porta a Porta», non conoscono se stessi perché si ostinano a non studiare i saggi di Tabucchi, le sapienze di Gino Strada, le expertise di Furio Colombo e le trovate di Nanni Moretti (è meglio sperare che trovino le armi per accusare la Cia di avercele messe? O che non le trovino per sbugiardare la Cia che diceva che c’erano?). Come si vede dalle tempeste e dal cicaleccio politico di questi giorni, gli Stati Uniti preferiscono rischiare la più devastante crisi istituzionale, una crisi che si fonda sull’orribile bugia di guerra, nulla a che fare con la bugia «pubica» di Clinton, una pesante bugia di sostanza, insomma gli Stati Uniti preferiscono la brutta figura e la pernacchia internazionale piuttosto che inventare o truccare le prove giustificative. Eppure dai confini con la Turchia o dal Kuwait o dalla stessa Arabia Saudita chissà quante armi di distruzione di massa la Cia potrebbe introdurre, ora che gli americani dominano il territorio. Ebbene: niente. Un po’ perché gli americani sono davvero sicuri di trovarle, quelle armi di distruzione di massa, e perciò sul serio le cercano, ne chiedono ai passanti, controllano ogni camion e si infilano dentro a tutti i pozzi. E un po’ perché sanno che la vera arma di distruzione di massa, quella per cui valeva comunque la pena, era Saddam Hussein, il dittatore becchino delle fosse comuni, il genocida dei curdi, l’avvelenatore del proprio popolo.
Ma soprattutto la Cia di Bush non usa più i vecchi trucchi da brigadiere, perché - pensate - è diventata politicamente corretta.
Eppure esistono una bibliografia e una filmografia enormi su questa sorta di creatura dostoevskiana che si chiana Cia, il servizio segreto degli americani, l’equivalente dell’ex Kgb sovietico, la kappa di Amerika. Ce la siamo coltivata, l’abbiamo immaginata in celle sotterranee e in nidi d’aquila, conte di Montecristo e diavolo conradiano, e non c’è bomba e non c’è delitto e non c’è scissione a sinistra che non siano stati attribuiti alla Cia, dalla morte di Enrico Mattei alla strage cosiddetta di Stato, dal sindacato giallo a Saragat, e poi i colonnelli greci e Allende... Ecco: parlare di Cia è evocare un gorgo, un maëlstrom di schifezze.
E invece ora l’Iraq ci dimostra che quella Cia non esiste, o che è andata in vacanza, oppure ancora, e la cosa è per noi più inquietante, che non è mai esistita, almeno in quelle forme mostruose che ci hanno rassicurato nella fede in altri mostri e hanno reso più leggera la nostra complicità intellettuale con gli eroi dell’anticapitalismo, da Castro a Mao, da Ho Chi Minh ad Arafat.
Dunque con umiltà, alla fine impariamo dall’Iraq di avere il mondo davanti agli occhi, che non ci sono doppi fondi e tripli Stati, che nessuno è più superficiale di chi non vede lo spessore della superficie, la profondità dell’apparenza. E che non esiste più l’America della guerra fredda, quella di Le Carré e di Forsyth che aveva come antagonista il comunismo, il più grande e più insidioso nemico dell’Occidente, il fratello cattivo del capitalismo, il Caino di famiglia. Ormai l’America siamo noi, una fragilissima grande potenza che si misura con la verità, noi che non abbiamo illusioni e rappresentazioni, noi che non abbiamo mai creduto a una Nuova Gerusalemme. E persino i nuovi spioni perbene della Cia si sono formati accanto a noi, è gente che non passa più informazioni per uccidere gli Allende ma magari per salvarli, spioni che sanno bene che Saddam è un criminale. Certo, è dura prendere atto che Mefistofele non esiste, che non si possono più addossare alla Cia le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre sottrazioni. E’ dura scoprire che il diavolo non esiste più, e che, troppe volte, il diavolo eravamo noi.

posted by Mixumb




posted by IloveAmerica | 09:54 | commenti (1)



lunedì, giugno 09, 2003
 
Prendo spunto dal post di 1972: "A scuola di odio. Nei sussidiari in Arabia Saudita si parla di crociate giudaico-cristiane per eliminare l'Islam dalla faccia della terra, dell'Occidente come di una società decadente, dei suoi popoli come di infedeli da combattere. Lo stesso, aggiungiamo noi, avviene ad esempio nei territori controllati dall'Autorità Nazionale Palestinese e in gran parte del mondo arabo. Dall'ideologia, dal pregiudizio, dal fanatismo totalitario nascono gli olocausti terroristi della nostra epoca. La riforma dell'educazione in quei paesi è parte della guerra al terrore."
Se questo viene insegnato ai ragazzi fin dalla più tenera età, se questo è quello che pensano le scuole coraniche ed i loro precettori, se questo è il risultato di una visione distorta del Corano, come ci si può meravigliare dei fallimenti di qualsiasi accordo di pace? Questo è il credo di migliaia di palestinesi governati da oltre 20 anni dall'uomo con la tovaglia in testa. Ad Arafat non andrà mai bene niente perchè qualsiasi accordo minerebbe il suo potere politico-terroristico (leggere le sue ultime dichiarazioni sulla Road Map). Bisogna avere il coraggio di metterlo da parte, di mandarlo in pensione in Libano a fumare l'arghilè. Bisogna che Abu Mazen sia sostenuto dai paesi arabi filoccidentali e dai paesi europei. Berlusconi oggi è in medioriente. Incontrerà israeliani, giordani ed egiziani. Se non incontrerà anche la delegazione paelstinese di Abu Mazen, sarà un errore madornale. Occorre legittimare questo premier palestinese agli occhi del mondo e sopratutto di Arafat. Non incontrarlo per i recenti attacchi di Amas sarebbe un errore gravissimo.
 
posted by IloveAmerica | 10:15 | commenti