I LOVE AMERICA




OH FREEDOM !
Il Diario di Daisy Miller



mercoledì, aprile 30, 2003
 
Un militare americano impegnato in guerra scrive una lettera aperta di al presidente francese Chirac. Trovo il testo molto indicativo dello stato delle relazioni transatlantiche dopo i recenti sviluppi. L'originale in inglese e la mia traduzione in italiano.
posted by IloveAmerica | 01:11 | commenti



domenica, aprile 27, 2003
 

Pare che un paese occidentale abbia passato informazioni riservate al regime di Saddam nella fase prebellica, tenendolo al corrente degli sviluppi. Indovinate chi è stato a fare la spia? (la risposta è qui)

Antifranza

posted by IloveAmerica | 13:45 | commenti



venerdì, aprile 25, 2003
 

La caduta degli "dei" (stanno arrivando...)

 

 

L'ultima notizia "clou" della guerra è questa:

E', da Mercoledì, sotto la custodia delle autorità militari americane Tarek Aziz, vice premier dell'Iraq, e volto più noto al mondo, di tale regime, dopo quello di Hussein.

Aziz era Ministro degli Esteri durante il periodo dell'invasione del Kuwait e membro del Governo quando il Rais allegramente gasava i curdi con le sue armi chimiche.

Mi aveva fatto, quindi, un pò impressione che egli, senza aver rinnegato il suo passato ma, anzi, anzi riaffermando la sua lealtà al Rais, dopo aver incontrato il Papa, Formigoni, Frattini etc..si fosse recato, quasi pellegrino di pace, in quel tempio della vera Pace che è Assisi.

Lui si dichiarava Cattolico, ma a me, cattolico, vederlo ad Assisi mi faceva venire la pelle d'oca, conoscendo il suo passato ed il suo presente.

Era il volto diplomatico dell'Iraq ed uno dei maggiori 55 ricercati per gli Stati Uniti.

Il cerchio si sta sempre più stringendo intorno a Saddam e speriamo che nei prossimi giorni anche lui sia preso e chiamato a rispondere dei suoi innumerevoli delitti.

Gli dei stanno cadendo, al più grande ci stanno arrivando...

I Support USA

posted by IloveAmerica | 02:05 | commenti



giovedì, aprile 24, 2003
 

Pacifismi e parallelismi

Allora, per prima cosa un grazie a Paolo di Legno Storto che pubblica qui un articolo da me totalmente condiviso sulla democrazia americana. Raccomando di leggerlo a tutti coloro che non l'hanno fatto.

Non ho capito, da cretino quale devo essere se così sono stato descritto, una cosetta sul rapporto tra la sinistra italiana pacifista e Cuba. Ora, io considero positiva qualsiasi ammissione di erronea valutazione, anche la più piccola. Ammettere di avere sbagliato non è mai facile, anche quando siamo quasi gli unici a sapere di averlo fatto, figuriamoci quando l'errore lo si è sbandierato ai quattro venti per decenni e ci si è costruiti miti e leggende tramandati di padre in figlio. Certo, si tratta in questo caso di ammissioni con milioni di se e di ma, tardive e parziali, condite da giustificazioni spesso davvero pietose. Ma a coloro i quali da sinistra oggi ammettono di aver dato un giudizio errato nei confronti di Castro va la mia personale stima, sia a quelli che lo fanno con convinzione ( tanta stima ) sia a quelli che lo fanno per convenienza ( poca stima ). Molti, tuttavia, stanno sostenendo la formula del " salviamo il Che, e buttiamo Castro ". Trattasi di concetto in base al quale se la rivoluzione cubana è degenerata nella dittatura castrista, questo non si deve all'idea iniziale, che rimarrebbe validissima ; e che dagli errori di Castro va salvagauardata l'icona di Che Guevara. Benissimo. Non capisco una cosa, però. Se si esalta il rivoluzionario guerrigliero che ha combattuto per la libertà del suo popolo e poi ha rifiutato di accomodarsi sugli allori ma è andato a combattere per gli ideali di libertà da un'altra parte, e si condanna l'indigeno che ha usato la lotta del Che per poi martoriare il suo popolo già reduce da una precedente dittatura annullandone i diritti civili ( il tutto davanti alla solita impotenza della solita ONU ), perchè poi si nega la giustezza dell'intervento armato per la liberazione del popolo irakeno e si sostiene che i liberatori, lungi dal dover rimanere per garantire una ripresa democratica e guidata della vita di un popolo non abituato a decidere del proprio destino, devono andarsene di corsa lasciando al caos senza controllo la probabilità ( certezza ) di instaurare un altra dittatura al posto della precedente al cospetto della solita, impotente ONU ? Si esalta la lotta armata del Che ? Si rimpiange che non sia rimasto a evitare la deriva castrista ? Si prende le distanze ( con grande ritardo ... ) dalla degenerazione cubana colpa di un dittatore al quale si è lasciato fare quello che voleva in base all'articolo 2 della carta ONU ? E perchè poi si condanna la lotta armata degli USA, li si vuole fuori dall'Iraq immediatamente e si preferisce l'instaurazione di un governo che, senza la possibilità di far crescere la pianta della democrazia grazie anche ad una guida, quasi certamente degenererebbe in un'altra dittatura ? Che succederebbe poi, tra quarant'anni qualcuno rinsavirebbe e chiederebbe scusa ?

posted by mixumb

posted by IloveAmerica | 14:03 | commenti



mercoledì, aprile 23, 2003
 

Balla-rò

Riuscitissimo esperimento di "Negazione dell' evidenza" ieri sera durante la trasmissione cabarettistica Ballarò. Il famoso (?) giornalista Gianni Mina, è riuscito per ben due ore, a far cadere tutte le colpe del governo castrista di Cuba sugli Stati Uniti. Unica sbavatura l'essersi dimenticato di addossare agli Usa anche la colpa per la presenza dei fastidiosissimi mosquito sulle spiaggie cubane. Soddisfafione espressa dal presentatore Giovanni Floris, il quale, anticipa per la prossima settimana, un nuovo esperimento di "Negazione dell'evidenza" invitando in trasmissione nientepopòdimenochè l'inafferrabile Ministro dell'informazione Mohammed Said al Sahaf (Al secolo Alì il comico). Il Ministro iracheno, si esibirà in uno dei suoi famosissimi voli pindarici e dimostrerà come non solo gli americani non sono presenti sul territorio iracheno, ma addirittura che Bush è un personaggio virtuale. Telekabul, grazie a questi interventi, ha conquistato gli share d'ascolto nel segmento comico-demenziale sbaragliando avversari quali Zelig e Le Iene. Lucia Annunziata ha dichiarato che Santoro può tranquillamente continuare a godersi le vacanze. A Cuba.

Filoamericano

posted by IloveAmerica | 15:11 | commenti



martedì, aprile 22, 2003
 

Gli Iracheni tornano a leggere

Ennesima prova di democrazia da parte degli Stati Uniti d' America. A Bagdad tornano i quotidiani in edicola ed il primo giornale stampato nel paese post Saddam è comunista. La notizia è della televisione libanese Al Manar che fa sapere che: " Il Partito Comunista Iracheno (PCI) ha stampato un giornale di otto pagine che si chiama Tariq al-chaab (La voce del popolo), distribuito gratuitamente per le strade di Bagdad". Gli ultimi giornali stampati in Iraq erano di regime, questa è la prima testata indipendente di un paese finalmente libero. Il giornale è dovuto passare sotto la censura Angloamericana (la guerra è tecnicamente ancora in atto) la quale non ha tovato niente da censurare, anzi ha spronato altri a seguire l'esempio. Il titolo di apertura del nuovo giornale e: "Caduta la dittatura". In prima pagina il titolo dell'editoriale recita: " Il nostro popolo vuole un Iraq democratico, federale, indipendente e unito". Le speranze irachene sono garantite dall'azione politico-militare statunitense. Grazie a ciò tutto sarà possibile. God Bless America.

Filoamericano

posted by IloveAmerica | 18:03 | commenti

 

Mala stirpe. È inutile, i Santori fanno sempre e solo danni: dopo questo, questo e questo adesso ci si mette anche questo.

posted by IloveAmerica | 17:32 | commenti



lunedì, aprile 21, 2003
 

Srebrenica

Per noi che leggiamo e vediamo i media italiani, le sparate di Fassino corrono il rischio di passare per verita'. Per fortuna c'e' qualcuno che ci ricorda i fatti. Gia' da ringraziare Camillo e  Wittgenstein   ma anche le rivelazioni dall'Olandese de  Il Griso  sono da non perdere.

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:43 | commenti



domenica, aprile 20, 2003
 

DI NUOVO CARPI

Pubblico di seguito un messaggio apparso nei gruppi della gerarchia .it a riguardo della nota mostra :

Ho visitato il museo del deportato il 17.04.03 e il campo di fossoli il 16.04.03. Le foto si trovano nel gruppo yahoo amicidisraele.

Il museo ora é "pulito".
Alla ragazza all'ingresso ho ciesto della mostra e mi ha detto che é terminata.

Mia considerazione sulla FORMA della mostra:
Adesso che ho visto il museo ho capito diversi aspetti. Le pareti del museo sono coperte di graffiti con frasi. Tutte le pareti sono
na vera e propria opera d'arte (politica) con un messaggio preciso.

Premesso questo, qualsiasi operazione di modifica di questa opera rappresenta una violenza ideologica, indipendentemente dal messaggio
che si vuole esprimere.

Incollare alle pareti qualsiasi cosa é quindi gia di per se una violenza.
Se si vuole fare una mostra si devono mantenere ben distinte le opere le une dalle altre. Direi che questo é un minino di correttezza comprensibile da tutti, anche dai piu limitati intellettualmente.

Sarebbe come se un fotografo esponesse le sue foto nella mostra di un collega, e le appiccicasse sopra a quelle del collega!

Mia considerazione sul CONTENUTO della mostra:
Non ho potuto vedere di persona la mostra per cui non ho un quadro completo. Ho allora riguardato bene le foto pubblicate nel sito
www.amicidisraele.org

Anche voi potete vederle qui:
http://www.amicidisraele.org/images/museocarpi01.jpg
http://www.amicidisraele.org/images/museocarpi02.jpg

Si vede chiaramente che le foto sono incollate sulla parete di intonaco vicino alle parole "mamma" e "figlia". (manipolazione di un'opera preesistente).
Si nota anche che per la mamma il viso dietro al velo é maturo, mentre nel caso della figlia é di un'adolescente.
Quindi é chiaro che si tratta di una precisa intenzione di trasferire le fasi graffite nella bocca di arabi. Le frasi originali sono espresse da ebrei e collocate temporalmente 60 anni fa circa. Si tratta infatti di un museo della memoria.

Paolo




























posted by IloveAmerica | 19:06 | commenti



sabato, aprile 19, 2003
 

Eccoli...

I Pacifisti, soprattutto nostrani, li aspettavano come l'acqua in un periodo di siccità....

Ma chi sono? Sono quelle poche migliaia di persone che ieri hanno protestato per le vie di Baghdad brandendo slogan del tipo nè con Bush, nè con Saddam ma con l'Islam.

A queste persone vorrei innanzitutto dire che, senza Bush, questa loro manifestazione sarbbe stata inimmaginabile e che, senza Bush, è destinato a rimanere utopico il voler vivere in uno stato democratico, che tenga conto della stragrande maggioranza degli abitanti di fede musulmana e dell'importanza della loro fede ma che voglia avviarsi verso una modernizzazione ed un benessere degni di questo nome.

A questi amici, la cui voce, come democratico, mi batto perché sia ascoltata e giudicata, chiedo di fermarsi un attimo a pensare a cosa vogliano, realmente, per se e per i loro figli. Pensano davvero che, adesso, possano farcela da soli? E se anche lo pensassero, non ritengono di dover ringraziare gli USA e gli alleati per le opportunità che da ora essi hanno e avranno?

La storia giudicherà. Spero che questa frattura si ricomponga e, comunque, voglio far notare che 10000 persone sui 6 milioni di abitanti di Baghdad, non sono poi la maggioranza.

Cari amici pensateci bene. Gli USA e gli Alleati sono lì per voi!!!!

I Support USA

posted by IloveAmerica | 02:19 | commenti



venerdì, aprile 18, 2003
 

Sono oltre cento milioni le vittime dei regimi comunisti nell' Unione sovietica e nel mondo. Venticinque milioni quelle del nazismo. Ancora oggi almeno un quarto della popolazione mondiale è privata della libertà. Di qui la proposta di affiancare al 27 gennaio, dedicato all' Olocausto, una giornata per il " Memento Gulag ". Viene proposto il 7 novembre, giorno in cui venne a compimento la rivoluzione sovietica scoppiata nell' ottobre del 1917. Le adesioni vanno inviate a: COMITATUS PRO LIBERTATIBUS-COMITATI per le Libertà - Freedom Committees, via Daverio 7 - 20122 Milano. e-mail comitatus@libertates.org

Filoamericano

posted by IloveAmerica | 17:28 | commenti

 

Il medico sempre più politico

Un articolo senza fronzoli e mezzi termini. Gino Strada affonda il bisturi e dà istruzioni alle Camere. Srive un articolo a tal proposito il bravo Giorgio Gandola su "Il Giornale" di ieri. E si perchè il padre di Emergency ha deciso d'inviare a tutti i parlamentari italiani, alla vigilia del voto sugli aiuti umanitari, una bella letterina. Essa dice: " ..un invio di militari non potrebbe in nessun modo configurarsi come operazione di pace: sarebbe una partecipazione alla guerra in svolgimento, una partecipazione che non si è riusciti a compiere nella fase iniziale". Il prode Gino (non il pollo di My.tv anche se..) arrivato a Baghdad, trova una città allo stremo e sanguinante. Ci si aspetterebbe da lui un "rimboccarsi le maniche" per due mani esperte (a giusta ragione) come le sue. Ma lui, invece di indossare il camice, che fa? Scrive una lettera per condizionare il Parlamento. Per il medico, inviare i nostri soldati in Iraq significherebbe "Smentire decisioni già assunte e già contraddette e rinnegate, con la partenza di combattenti dal territorio italiano. Si tratterebbe di un ulteriore violazione di un principio fondamentale della Costituzione". E' praticamente la posizione nota di S. Cofferati, del progressismo radicale e dell'antiamericanismo pacifista, che mette sullo stesso piano l'attentato alle TWC alla guerra afghana contro i talebani. Gino Strada, a cinquantatre anni, è una delle nuove icone della sinistra "che cammina". E' anche l'unico pacifista al mondo finanziato da un petroliere (Massimo Moratti è lo sponsor più munifico di Emergency), detesta due cose su tutto: "Prendere soldi dallo Stato e quindi dalla politica, perchè poi dalla politica devi prendere anche oridini" (Ma l'ospedale di Kabul è stato costruito grazie ai fondi della Cooperazione italiana, eppure Strada resta un uomo libero). La seconda cosa detestata è la politica stessa. "Perchè è in mano non a gente che la pensa diversamente da noi, bensì a una banda di criminali". Ebbene proprio lui quindi, scrive una lettera ad una banda di criminali. Sappiate comunque che Emergency non è un'associazione, ma un partito. Piccolo e ricchissimo. Le cifre? Nel 2002 le "donazioni" hanno superato i trenta miliardi di vecchie lire. La sede è nel centro di Milano, 700 metri quadri in affitto (pagati da Telecom). con la lettera alle Camere, Gino Strada ha deciso di candidarsi per il prossimo Parlamento. I soldi non gli mancheranno di certo.

Filoamericano

posted by IloveAmerica | 17:06 | commenti

 

Elevated

Un cauto ottimismo pervade, attualmente, l'amministrazione americana, in fatto di probabili attacchi terroristici.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha portato il livello di rischio di attentati terroristici a Elevato, facendolo scendere dal livello di Alto, cui era rimasto dall'inizio delle operazioni belliche.

Il Presidente Bush ha, nel frattempo, chiesto ufficialmente all'ONU, la revoca dell'embargo contro l'Iraq, deciso in seguito all'invasione di quest'ultimo del Kuwait, nel 1990. Lentamente la Nazione tornerà alla normalità.

Dagli USA sono in partenza esperti per ritrovare gli arsenali di armi chimiche ed esperti giuristi per aiutare nella ricostruzione della legalità in un Paese che, da più di 20 anni, aveva smarrito il senso di tale concetto.

La Cattiva Notizia: si è dimesso il responsabile culturale della Casa Bianca, per protestare contro la mancata difesa dal saccheggio del Museo di Baghdad nei giorni della liberazione. E' una protesta che io condivido fermamente. Non si può salvare un popolo senza preservare la memoria del suo passato: forse però, essendo cominciati i saccheggi nel pimo giorno di guerra e con tutti i pericoli e le emergenze umanitarie in corso, non era la cosa più semplice difendere il Museo.

La Buona Notizia: un gruppo internazionale di esperti di storia dell'arte si è riunito a Parigi, presso la sede dell'UNESCO, da dove ha annunciato che verranno fatti tutti gli sforzi per restituire ai musei iracheni il maltolto, con l'aiuto delle milizie della coalizione. Mi sembra un atteggiamento molto più costruttivo del primo.

Mi auguro che si possa recuperare il più possibile dei reperti delle antiche e gloriose civiltà Mesopotamiche.

I Support USA

posted by IloveAmerica | 02:16 | commenti



giovedì, aprile 17, 2003
 

The first Muslim secretary of State?

Si parla di lui come di un possibile futuro Segretario di Stato USA. Fareed Zakaria, musulmano, nato in India, educato ad Harvard, conservatore, avrebbe le carte in regola. Potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con la sfida di cui si parlava nel post precedente.

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:59 | commenti

 

UNA SFIDA PER IL FUTURO DELL'ISLAM

Non solo liberazione dal nazional socialismo nasseriano e saddamita. C'e' una ulteriore sfida. In un interessante articolo del washingtonpost si parla di due libri di Bernard Lewis : The Crisis of Islam e What Went Wrong? Le responsabilita' dell'Arabia Saudita nella diffusione del fanatismo wahabita e nel mantenimento dell'intero mondo islamico in uno stato di arretratezza e rifiuto reazionario della modernita' che i musulmani pagano sulla propria pelle.

Paolo

posted by IloveAmerica | 22:55 | commenti



mercoledì, aprile 16, 2003
 

"Io sono vegetariano non perché amo gli animali, ma perché odio i vegetali" è la risposta che mi è subito venuta in mente quando sono stato invitato a scrivere su ILO. Perché un antifrancese come me dovrebbe automaticamente voler scrivere su un blog filoamericano? Fino a che punto le due cose sono simmetriche e/o complementari, tanto da far supporre una coincidenza di posizioni?

Però, pensandoci bene, ho poi concluso che effettivamente il mio antifrancesismo, così come il filoamericanismo degli altri che postano su questo blog, è presumibilmente il frutto di uno stesso schema mentale che, declinato nelle varie situazioni contingenti (la nuova dottrina statunitense, l’economia, l’atteggiamento della Francia, la politica italiana, la questione mediorientale, l’ONU, il terrorismo, ecc.), si concretizza di norma in posizioni molto simili.

Ringrazio quindi per l’invito e mi propongo di postare di tanto in tanto il mio umile contributo.

posted by IloveAmerica | 19:39 | commenti

 

I nostri ragazzi in Iraq

Adesso tocca a noi, non c'è più tempo per le manfrine e i giochi politici. Le Camere danno il via libera ai nostri soldati in Iraq. Sicuramente un contingente importante, si parla di 3.000 uomini che avrà compiti di ordine pubblico, e scorterà medici e tecnici specializzati. La maggioranza vota compatta, l' ulivo come al solito, si spacca ed una parte vota contro gli aiuti umanitari. Non hanno combattuto l'invasore imperialista? E che crepino allora. Ecco il pensiero di comunisti e verdi. Ma come si fa, dico io ad essere così incoerenti? Manifestano contro il "criminale" Bush e la sua presunta sete di petrolio a discapito del povero popolo iracheno, bruciano le bandiere americane, sventolano quelle del Che e la falce e martello. Parlano di interventi immediati dell'Onu a sostegno del popolo affamato e ammalato, e quando si può fare qualcosa di tangibile ed immediato, dicono no. Questa è la conferma ulteriore che dietro al pacifismo dei Bertinotti, dei Pecoraro Scanio e dei Cossutta c'è solamente l'odio verso l'America (e Berlusconi). Forza ragazzi dei Carabinieri e degli Incursori (considerati da tutto il mondo tra i migliori), della brigata Julia e del 10° reggimento guastatori e deglio oltre 1.000 tra medici e paramedici. Siamo fieri di Voi e, lasciatemelo dire, Viva l'Italia libera e democratica.

Filoamericano

posted by IloveAmerica | 10:09 | commenti

 

Tutti i nodi.....

....prima o poi vengono al pettine.

I soldati USA, in un casolare vicino Baghdad, hanno arrestato una vecchia conoscenza, Abbu Abbas, terrorista palestinese, da noi condannatto all'ergastolo per il sequestro della nave da crociera Achille Lauro nel 1985, e l'uccisione di un suo passeggero, l'ebreo-americano Leon Klinghofer.

Ma Saddam non era quello che non supportava i terroristi?

Chi dei tanti pacifiti si ricorda ancora il sequestro dell'Achille Lauro? Già ma lì erano coinvolti gli americani, i feroci israeliani etc...che poi sia successo su una nave italiana è stata una quisquilia, poi l'equipaggio italiano era stato pure trattato bene.......ancora c'è da dire che tristezza

Il Pentagono ha annunciato che la fase "acuta" della Guerra è terminata, anche se resta ancora molto da fare.

Ieri a Nassyria, c'è stata la prima riunione pubblica, dopo decenni, dell'opposizione irachena che, come è giusto, avrà un ruolo rilevante nel dopo Saddam.

Speriamo che la Siria, membro del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, si decida a collaborare e a non ostacolare il lavoro alleato ed internazionale.

Oggi ancora bella prova della Sinistra italiana che ha mostrato di essere sempre più spaccata sull'invio di nostri soldati per aiutare la ricostruzione dell'IRAQ.

I duri e puri dell'Ulivo et similia dicono: che muioano pure quei "fetenti" di iracheni a noi spetta solo contrastare sempre e comunque USA e Berlusconi. Applausi....(smile che vuol dire VERGOGNA!!!!).

Ringrazio pubblicamente l'owner di I Love America per l'opportunità datami di postare anche sul suo bellissimo e frequentatissimo Blog. Il movimento filoamericano in Internet cresce e si unisce. Non può che essere una bella notizia.

I Support USA

posted by IloveAmerica | 01:24 | commenti



martedì, aprile 15, 2003
 

Agnoletto, la voce stridula dei pacifisti

Ho visto in questi giorni Agnoletto in televisione, marciava con i soliti pacifisti. Questo signore, del quale non ricordo mai il nome, mi genera, alla sola vista, due enormi fastidi. Uno mentale e uno fisico. Sul primo c'è poco da dire, basta sentirlo parlare e il fastidio, in chiunque abbia un minimo di capacità di discernimento, si auto alimenta da solo. Il problema fisico invece è serio. Con quella sua faccia banale da sacrestano scappato dalla parrocchia sotto casa, con quella voce stridula, con quel velo di sudore che gli cola per la fronte per me che sono un lombrosiano di ritorno è davvero un fastidio. Insomma, per dirla fuor di metafora Agnoletto fa schifo oltre la misura consentita. E in un caso abbastanza raro, è repellente fuori e dentro. A Torino si dice, o meglio lo scrissero in uno straordinario romanzo Fruttero e Lucentini, che quando uno ha la faccia di un picio è un picio. Ecco Agnoletto è così, un picio autentico. L'altro giorno ha detto che gli americani sono un esercito di occupazione e che devono andarsene. Lui, che non sarebbe degno nemmeno di lucidare le scarpe ad un soldato americano.

Sal Il Bersò.

posted by IloveAmerica | 21:43 | commenti



lunedì, aprile 14, 2003
 
La guerra di Fidel. A Cuba è in corso da 44 anni una guerra. Quella di Fidel Castro contro il suo popolo imprigionato nell'isola dei dépliants turistici dalla dittatura del Partito Comunista Cubano. Questa guerra continua subisce a volte delle accelerazioni particolarmente clamorose che, quando accadono, sembrano risvegliare l'attenzione di un mondo generalmente assopito quando non soggiogato (fatte salve alcune lodevoli eccezioni) di fronte al carisma rivoluzionario di una delle ultime cariatidi dell'ideologia: il criminale Fidel Castro. Stavolta il dittatore pare averla fatta un po' grossa: forse troppo sicuro di sè, come spesso capita ai tiranni, ha approfittato di un momento storico delicato per arrestare e condannare 74 esponenti della società civile cubana (tra scrittori, giornalisti, intellettuali, ex prigionieri politici) per delitti contro lo stato e condotta controrivoluzionaria (le formule più usuali con cui nei regimi comunisti veniva e viene condannata la dissidenza). Castro e Cuba sono icone ancora assai in voga nei cortei di mezzo mondo. E anche molti politicanti sembrano nonostante tutto ancora poco propensi ad aprire gli occhi sulla realtá che si nasconde dietro al paradiso dei turisti e al bordello degli europei in vacanza (ricordate quando della Cuba di Batista si diceva che fosse il bordello degli americani?). Oggi sul tema c'è una bella lettera di Emma Bonino pubblicata da La Stampa. Se questo grottesco episodio di repressione otterrà il risultato di rivelare una volta per tutte la natura del regime cubano si potrà almeno dire che sarà servito a qualcosa. Se al contrario, come spesso è successo, all'indignazione momentanea seguirà l'oblio e le icone castriste seguiteranno a sventolare tra le mani di chi si riempie la bocca di pace e tolleranza ad ogni fine settimana avremo la conferma di quanto l'onda lunga dell'ideologia continui ad influenzare comportamenti e politica all'interno delle nostre società.
 
Da 1972
posted by IloveAmerica | 15:24 | commenti



domenica, aprile 13, 2003
 

Human shields

Una manifestazione d'affetto da parte Irakena. Grazie a Matt di Stars and Stripes.

Postato da Paolo

posted by IloveAmerica | 11:36 | commenti

 

Abu Ali

Himmler passa in rassegna la 13ma Divisione "Handzar" delle SS islamiche. Qui maggiori informazioni

Honest Reporting ci fa notare l'ultima prodezza di Igor Man, ormai senza pudore. Ma non e' un articolo che suscita rabbia, piuttosto profonda tristezza e preoccupazione. Scrive Man su La Stampa (editoriale 11 aprile) :

OR è tant’anni, nel 1974, parlando con Saddam, allora «vice», colsi l’impressione ch’egli fosse un uomo d’apparato, presuntuoso ma niente affatto banale. Puntualizzò che l’istiraki era soltanto il sedicente «socialismo di Nasser», il socialismno arabo vero essendo il Baas. Vale a dire quel partito-idea, alquanto simile al nazionalfascismo epperò proteso verso l’unità dell’Umma, la rissosa famiglia araba, nel segno d’un welfare islamocristiano......... [Nasser] era un laico-credente, formatosi sul Corano e sui modesti libri di Storia dell’Accademia. Fu l’amicizia con Heykal, grandissimo giornalista e uomo di rara cultura, a dirozzarlo. Nel gennaio del 1952, quando i Liberi Ufficiali formalmente guidati da Neghib, in fatto da Nasser, scacciarono Re Faruk prendendo il potere, uno dei congiurati, Ali Sabri, andò all’Ambasciata d’Italia. Per chiedere in prestito il volume CAT-DET della Treccani dov’era la voce Corporazioni. Il «socialismo» di Nasser nacque, dunque, da quella costola.

E leggendo questo uno potrebbe addirittura essere contento che vengano ricordati i legami fra certi "partiti" medio-orientali (appunto quelli di Nasser e di Saddam) e il nazionalsocialismo tedesco. Peccato che si debba poi leggere, neppure fra le righe, l'ammirazione di Man per Nasser, che nell'articolo descrive come : " Nasser, soldato da cima a piedi, duro persino implacabile ma profondamente onesto " Cosa vuol dire per Man "onesta'" ? E' una parola che ha ancora a che fare con la giustizia e la giustizia ha a che fare con il nazionalsocialismo ? Che la risposta sia quella che Man attribuisce alle "masse arabe" ? Scrive ancora Man :

Non importa ch’egli fosse stato sconfitto: «è» comunque Gamal il vittorioso. Un buono. Saddam non ha avuto il coraggio terribile di Nasser. Al Cairo, allora, nessuno abbatté la statua di Nasser. Quando morì il popolo lo pianse e ancora c’è chi lo ricorda e lo benedice.

Per chiarire ulteriormente la figura di Nasser, senza il filtro della simpatia per lui di Man, che traspare dalle righe, leggiamo invece qualcosa da Israele Dossier :

Nel 1943, Heinrich Himmler, il capo delle SS, parlò della "naturale alleanza che esiste fra il nazional- socialismo della grande germania e i musulmani amanti della libertà in tutto il mondo". Partiti filotedeschi e movimenti giovanili "intonati" con gli ornamenti del nazional-socialismo vennero alla luce in Siria, Marocco, Tunisia ed Egitto. Perfino gli slogan nazisti venivano tradotti in arabo. Una canzone mediorientale diffusa verso la fine degli anni '30 dice: "Niente più 'monsieur', niente più 'mister'. In paradiso allah, sulla terra hitler". Il fuehrer stesso fu perfino islamizzato sotto il nuovo nome di abu ali. L'amore per il nazismo si propagò come un incendio in tutta la regione. Fra i molti simpatizzanti nazisti del periodo ricordiamo Haj Amin al-Husseini (Gran Muftì di Gerusalemme), Ahmed Shukairi (primo presidente dell'organizzazione per la liberazione della Palestina), Gamal Abdel Nasser e Anwar Sadat (entrambi futuri presidenti dell'Egitto), i capi dei fondamentalisti islamici, e i fondatori del partito socialista arabo "ba'ath", che al momento governa in Siria ed Iraq. (Un leader del partito "Ba'ath" raccontò orgogliosamente: "eravamo razzisti, ammiravamo il nazismo, leggevamo i loro libri e le fonti del loro pensiero. Siamo stati i primi a tradurre 'mein kampf'")

Non ci sono dubbi. E' chiaro come il parallelo fra l'odierna operazione Iraqi freedom e la liberazione dell'Euorpa dal fascismo e dal nazionalsocialismo non e' solo una analogia. Il lavoro che sta compiendo questa amministrazione Americana e' la continuazione e il dovuto compimento di quello compiuto tanti anni fa. Ed e' chiaro che vada di traverso a tutti i fasci-nazi di destra e sinistra, e non solo a quegli  Arabi che ancora oggi chiamano affettuosamente Adolf Hitler con il nome Abu Ali

Postato da Paolo

posted by IloveAmerica | 11:21 | commenti



giovedì, aprile 10, 2003
 

Braccia rubate all'agricoltura : and the winner is ...

Strepitoso Pecoraro Scanio : dichiarazione a quel campione di obiettività che è il Tg3 " Sono contento che l'Iraq sia liberato, ma non doveva andare così. Bisognava farlo liberare dagli ispettori. Ispettori che tra l'altro non avrebbero trovato nulla, perchè non ci sono armi chimiche ". Cioè, capiamoci, a ragionare con le sinapsi dell'ex ministro pecoraro doveva succedere questo : seguite il ragionamento. Prologo ( come 007, prima della sigla ) : Bush e Blair si telefonano e si chiedono se è il caso di ammassare truppe alla frontiera. Comune sentire : nossignori, manco un soldatino di piombo. L'11 settembre non è avvenuto, eppoi stiamo buoni sennò s'incazza Cofferati. Scena 1 ) Un bel giorno, così, qualcuno ( qualcuno dei democratici con diritto di veto in consiglio di sicurezza, chessò : Putin, o il cinese che non so come si chiama, o Chirac che fa affari in Iraq dalla mattina alla sera con la totalfina ) si alza e fa a Saddam : " A Saddà, ma perchè non li fai tornare gli ispettori, quelli che hai cacciato nel 1998. E jamme, jà ( tipo Cannavaro al citofono che chiede di ridargli il pallone) ". Scena 2) Saddam, naturalmente, gli risponde : " Siii, eccome no. Accomodatevi. Nessuno mi obbliga ( fate, fate una risoluzione, tanto fa la fine delle altre sedici ), ma oggi mi sento buono e per festeggiare il milionesimo morto da quando mi sono venute le emorroidi, vabbè mandatemi 'sti ispettori. Mò andate, che devo gasare un pò di curdi, sennò si abituano bene. " Scena 3) Arrivano gli ispettori, che cominciano a fare la moina manco fossero Amleto davanti al teschio ( sai quanti ne trovano, in Iraq ... ) : " E non lo so, Saddam non collabora, però sotto sotto è buono, forse c'è qualcosa, forse no, non lo so, ma che volete da me, certo che c'era qualcosa, potrebbero fare dippiù, non mi scrive, non mi telefona, e mi si nota di più se dico che collabora o se non collabora, ma che volete da me ... datemi altro tempo, quanto ? non lo so ... tanto. Ma che vi costa ? Come dite, la gente muore ? Ecchemifrega a me, mica sono l'ispettore Derrick ". Scena 4) A questo punto, sempre senza la guerra, per carità ; senza ammassare truppe, per carità ; senza minacciarlo, per carità. Insomma, senza se(nno) e senza ma(turità), si arriva al risultato agognato da tutti i pacifisti, pecorari e non : la caduta del regime. Come ? Non si sa, forse per implosione. Forse interviene l'uomo ragno. Forse gli alieni con Fox Mulder. Fatto sta che il salto logico passa dagli ispettori di Hans " ponzio pilato " Blix, che non troveranno mai nulla ( perchè, guerrafondai che non siete altro, ma che scherzate, mica ci ha le armi chimiche Saddam ), alle statue di Saddam che cascano, così, come se avessero tagliato una scena fondamentale nel film. Adesso, c'è qualcuno che mi sa ricostruire quello che mi sono perso ? Perchè secondo la logica che conduce il mio cervello di cretino, dopo il fallimento dell'impresa di un gruppo di svogliati ispettori intenti a far tutto tranne che prendersi una responsabilità che è una, inviati inopinatamente con la missione di trovare provette di gas tossici in un'area grande come la Francia : bè, a quel punto il simpatico baffone si trova come un pisello in un baccello, come dicevano Stanlio e Ollio ( antesignani di Schroeder e Chirac ). E invece no, per il prode pecoraro da lì in poi, senza manco una miccetta, la caduta del rais è tutta in discesa. Perbacco, altro che Michael Moore : dovrebbero dargli l'oscar per la migliore sceneggiatura di fantasia. A furor di popolo : c'è un sacco di gente che gli dà retta. Titoli di coda.

Posted by Mixumb

posted by IloveAmerica | 20:21 | commenti

 
Quelli che non sanno gioire. I pacifisti dicevano di non volere questa guerra. Oggi quindi dovrebbero coerentemente festeggiare nelle loro manifestazioni di piazza. E allora perchè non c'è sollievo, allegria, sorriso sui loro volti?
Il fronte del no aveva programmato da tempo le iniziative di protesta previste nei prossimi giorni. Però ieri è successo qualcosa. Un qualcosa che avrebbe dovuto consigliare l'inizio di una riflessione almeno a quelli il cui buon senso non era stato completamente soppiantato dalle sirene della propaganda. Che avrebbe dovuto imporre loro di fermarsi un momento per rivolgere a se stessi qualche domanda e soprattutto cercare qualche risposta seria. Inutile dire che questo non è successo. D'altronde cosa volete che sia un regime che crolla con tutti i suoi simboli tra il giubilo della popolazione. C'è chi ha certezze troppo radicate per essere scalfite da simili dettagli. E così il fronte pacifista ha visto come tutto il mondo le immagini del 9 aprile 2003 di Baghdad. Ma le ha prontamente rimosse, perchè oggi c'era da rispettare il programma. E il programma prevedeva per esempio in Spagna due ore di sciopero generale «contro l'aggressione imperialista» e manifestazioni studentesche nel centro delle principali città. Per chi passava di lì la scena aveva un qualcosa di surreale. Da una parte le prime pagine dei giornali annunciavano la fine di una dittatura e l'inizio di una nuova vita per gli iracheni che si liberavano da un incubo e lo gridavano finalmente senza paura. Dall'altra migliaia di ragazzi ed adulti dell'Occidente democratico che ancora una volta non avevano saputo nè voluto pensare la realtà. Contro che cosa protestavano oggi? Contro una guerra che non c'è più? Contro la liberazione di un paese da una tirannia? Sembra incredibile ma la risposta è sì.
Fuori dallo spazio, fuori dal tempo, fuori dalla storia. Ancora una volta, più che mai. Oggi (e, immaginiamo, nei prossimi giorni nel resto d'Europa) abbiamo assistito alla rappresentazione visiva di una dissociazione dalla realtà di dimensioni colossali. Colossali quanto quelle della statua in bronzo del Raìss che da ieri fa parte del museo degli orrori della storia. Quello che qualcuno non visiterà mai.

Da 1972



posted by IloveAmerica | 15:10 | commenti

 

Il treno della storia ? Disobbedite pure, quello non lo fermate certo

Dunque dunque, bisognava dare tempo agli ispettori. Dunque dunque, continuerà la guerra di resistenza del valoroso popolo irakeno. Dunque dunque, ma che ci frega delle altre guerre ?

All’indomani dell’ennesima riprova che la storia sta dando a chi fa sua l’ideologia della pace senza se e senza ma ( una volta si diceva historia magistra vitae, ma a voi scivola tutto, eh ? ), come si dice qui a Roma, “ e nun ce vonno stà ”. Eccitati dal fulgido esempio del ministro per l’informazione irakeno, che può essere eletto a nuovo idolo dei pacifinti di sinistra ( altro che Schifani, questo è un professionista con le palle : è capace di sostenere che Castro manda all’ergastolo 75 dissidenti cubani ma commette solo un errore di lieve e perdonabile entità … ah già, quello già lo dice Rizzo dei comunisti italiani ), vi preparate ad organizzare una manifestazione contro la guerra quando la guerra sta finendo. Splendida metafora per indicare che il treno della storia passa, e vi trova fermi con lo sguardo della famosa mucca al passaggio al livello : poi un giorno farete autocritica e vi muterete in riformisti, intanto il mondo corre e non aspetta voi. Sostenevate, sostenete e continuerete a sostenere che bisognava lasciar fare a Blix, che ha ammesso di non aver mai assicurato di riuscire a garantire che non ci fossero armi chimiche, nemmeno in un milione di anni. Questo significa che la liberazione degli irakeni, se si fosse dato retta a voi, avrebbe potuto tranquillamente aspettare anni e anni, durante i quali Saddam avrebbe continuato ad ammazzare molte migliaia di civili, molti ma molti in più di quelli caduti nella guerra dei 21 giorni ( sulla labile possibilità di distinzione tra civili e militari in Iraq hanno già scritto meglio e prima di me, e non mi dilungo ). La vostra linea, come volevasi dimostrare, avrebbe portato più morti e più sofferenze, e avrebbe lasciato dov’era l’ennesimo dittatore che si sarebbe fato forza delle vostre a volte ingenue ( e in buona fede ) e a volte per niente ingenue ( e per niente in buona fede ) manifestazioni per la pace : nel corso degli anni Hitler, Stalin, Ho Chi Minh, Pol Pot, Castro, Ceausescu e tutta la simpatica brigata dell’est europa, Milosevic, i talebani, Saddam Hussein … ma ne dimentico alcuni.

Giustamente da più parti si sottolinea che la guerra non è finita, che bisogna prestare attenzione, e procedere con cautela nelle celebrazioni. Tutto vero, tutto saggio. Ma oggi a chi farebbe comodo che riprendessero violentemente gli scontri ( fermo restando che qualche combattimento ci sarà ancora, ma la presa di Baghdad è fondamentale, e storica ) ? Non a noi filoalleati, che abbiamo sempre sperato, a differenza dei vari Cofferati e Ingrao e Epifani, che la guerra finisse al più presto con la liberazione del paese. Farebbe gioco ai pacifisti, che troverebbero un motivo per continuare a manifestare e a posticipare il confronto con la verità. Io invece voglio festeggiare con grande giubilo qui la fine della guerra, simbolicamente con la caduta della statua di Saddam. Il capogruppo dei ds al senato oggi ironizzava sul fatto che secondo lui gli alleati hanno fallito : non avrebbero ancora trovato armi chimiche ( il che non è del tutto vero, visto che ci sono soldati contagiati : e comunque il paese è grande, e non è detto che non siano state portate in Siria ) e Saddam è fuggito ( magari ha trovato rifugio in cambio delle armi chimiche, non mi sembra così campata in aria come ipotesi, e non è mia ma di Al Jazeera e dei servizi segreti russi ). Insomma, avete sostenuto in mala fede sin dall’inizio che agli americani non fregava niente degli irakeni, e quando questi festeggiano quelli che li stanno liberando invece di ammettere che avevate torto continuate a negare l’evidenza : l’obiettivo più importante di trovare le armi chimiche, più importante di trovare Saddam era ed è quello di liberare il paese, e da ieri è realtà. Continuare a far finta di non capirlo è da bambini in fasce che davanti all’evidenza guardano dall’altra parte e negano sempre. Non è vero che li mangiate, li prendete ad esempio quanto a maturità.

Tra poco in Italia saremo invasi dalla retorica in parte giustificata del 25 aprile, giorno in cui si festeggia la nostra liberazione. Allora rendetevi conto, pacifinti di sinistra, che da ieri il 25 aprile degli irakeni si chiama 9 aprile. E quando nel corso dei prossimi anni lo festeggeranno per ricordare la loro libertà, tutti si dovranno ricordare dove stavano gli alleati e come la liberazione sia merito loro e di dove stavano i pacifinti senza se e senza ma, e cosa hanno fatto loro per cacciare Saddam : niente, assolutamente niente. Anzi, è sempre più certo che se aveste evitato di rafforzarlo con le vostre manifestazioni, se aveste contribuito a farlo sentire in pericolo e senza altre alternative, se aveste partecipato a dare il senso di un occidente compatto a difesa della democrazia e non dello status quo, la sua fuga oggi probabilmente concertata con qualcuno sarebbe potuta avvenire prima con un esilio che non gli avrebbe risparmiato un giusto processo, e anche senza il sacrificio di vite umane fatto nella guerra dei 21 giorni. E ora, preparatevi a togliere le bandiere della pace : la guerra, l’unica guerra di cui vi siete interessati, sta finendo. Delle altre, cosa vi è mai importato ?

posted by mixumb

posted by IloveAmerica | 11:50 | commenti



lunedì, aprile 07, 2003
 

I pacifisti chiedano scusa

In queste ore si sta alzando il velo su quello che di Saddam si era sempre saputo, ma mai toccato con mano. Restiamo interdetti di fronte alle immagini che arrivano dalla capitale dell'Iraq. Quei palazzi presidenziali, i sotterranei dell'aeroporto, i lavandini d'oro, i marmi, le vetrate, gli arredi, le piscine, i parchi, la maestosità degli edifici. In una parola, il potere. Ecco chi era Saddam, non solo un dittatore, Ceausescu sembra un dilettante, un carnefice, un torturatore del suo popolo. Ma anche un ricco arrogante, falso e presuntuoso. Lui nell'ozio delle sue fortezze foderate di platino, il popolo alla fame, allo sbando, nella miseria. Osservo quei ragazzi americani in divisa che si guardano attorno stupiti, allibiti, ne ho visto uno passare una mano sullo stipite di una porta dorata quasi a non credere a quello che stava vedendo. Adesso mi aspetto che i pacifisti, che nelle settimane scorse, hanno insultato, dileggiato e aggredito gli Usa chiedano scusa. Di fronte a quello che stiamo vedendo non c'è altro da fare. E' l'unico modo per non coprire più Saddam, come è stato in tutti i cortei. Devono però farlo subito. E' la Storia che lo vuole. Ogni nuova ristrosia peserà per sempre sulle loro coscienze.

Sal Il Bersò

posted by IloveAmerica | 13:42 | commenti



venerdì, aprile 04, 2003
 
Il giulivo Giulietto. Ci eravamo ripromessi di non parlarne mai. Ma il suo Diario pacifista di oggi è troppo succoso per non tuffarcisi. Dopo aver gareggiato nei mesi scorsi con Gino Strada a chi lanciva più invettive contro tutto quello che fosse a stelle e strisce oggi Giulietto Chiesa tenta di spiegarci che, caspiterina, non avevamo capito niente come al solito. E lo fa usando il comodo espediente con cui molti antiamericani provano a mascherare le loro vere intenzioni: prendiamocela con Bush e diciamo che non rappresenta l'America. Il che riferito ad una democrazia già è un bel paradosso. Detto poi dai pacifisti ideologici alla Giulietto Chiesa suona veramente come un insulto all'intelligenza di chi legge. Anche per fare i furbi peraltro occorre una certa eleganza. Giulietto si muove invece come un elefante in cristalleria. Vediamo qualche esempio: «...come qualcuno ha scritto, molto saggiamente, George Bush sta all’America (intendendosi con ciò gli Stati Uniti) come Silvio Berlusconi sta a questa Italia pacifista». Il dettaglio che il 75 % degli americani appoggino il Presidente sembra non scalfire le certezze del nostro. «...Io sono dalla stessa parte dell’americano Michael Moore e di tantissimi altri americani, con i quali ho condiviso e condivido i valori fondamentali di democrazia che hanno nutrito gli Stati Uniti per decenni, ma che ora sono schiacciati dalla propaganda di guerra di Fox Tv». Il che scritto da un apparatchik coi baffi fa una certa impressione. Poi il clou: i pacifisti come lui antiamericani? Ma quando mai, ma a chi sarà venuto in mente, attenti a cosa dite, guerrafondai, reazionari al servizio dell'Impero. Finale stellare: «Che c’entra dunque l’antiamericanismo? Niente, naturalmente. E’ solo un mito artificiale, un lenzuolo da sepolcri imbiancati, da mercanti nel tempio, la cui temperie morale è descritta efficacemente dall’impresa - in cui sono impegnati allo spasimo - senza gloria e senza rischio, di difendere il più forte. Che non significa affatto che sia il più saggio». Mito artificiale, sepolcri imbiancati, mercanti nel tempio senza morale. Come osate. Ma non è finita: «Impresa molto simile, per coraggio e dignità, a quella di bombardare dall’alto popolazioni innocenti. Vittime. Come vittime sono quegli americani che, a milioni, sono privati di una informazione corretta sullo stato del mondo». Che sia perchè non hanno Giulietto? O Lietta?

Da 1972.


posted by IloveAmerica | 13:52 | commenti



mercoledì, aprile 02, 2003
 

A TELECAMERE SPENTE

Arabnews non é sicuramente una fonte favorevole all'America :

Iraqis are being subjected the "wrath of invading forces" by a "power that has come to occupy and conquer" and aims for the "wholesale destruction" of Iraqi society, "criminal enterprise--unjustified, unprovoked, illegitimate, catastrophic." Iraqis "do not believe for one moment a word of the marauders' promises."


eppure i suoi corrispondenti stanno proprio dicendo a chiare lettere che gli irakeni, appena spenta la telecamera (mentre e' accesa inneggiano a saddam), incominciano a raccontare tutta un'altra storia :

On camera, the general feeling among the crowd was sorrow at losing Saddam. Off camera, the citizens of Umm Qasr and Basra appeared genuinely exhilarated at the prospect of a brighter future, after Saddam had been removed.

E ancora :

He said: "There are people from Baath here reporting everything that goes on. There are cameras here recording our faces. If the Americans were to withdraw and everything were to return to the way it was before, we want to make sure that we survive the massacre that would follow as Baath go house to house killing anyone who voiced opposition to Saddam. In public, we always pledge our allegiance to Saddam, but in our hearts we feel something else."

E molto altro materiale interessante riguardo al reale sentimento degli irakeni. Qui l'ottimo articolo di James Taranto con i link a tutti gli articoli relativi di arab news.

Postato da Paolo




posted by IloveAmerica | 21:47 | commenti

 

Mamma mamma, chi sono questi cattivoni nuovi nuovi ?

Questa guerra è anche una guerra online. Su internet ci sono i portali delle più famose emittenti all news, e quelli dei quotidiani ormai letti da tutto il mondo, in diverse lingue. Sono online i siti degli inviati di guerra, e quelli dei soldati al fronte o di irakeni in esilio che raccontano cosa fosse il loro paese sotto Saddam. C’è il diario quotidiano di un irakeno rintanato in casa ad aspettare che il lavoro sporco dia i suoi frutti e l’Iraq inizi la sua nuova vita, fatta di possibilità di dissentire, e di opposizione con la lingua libera di parlare e non tagliata e gettata via. Esiste un sottobosco di siti personali chiamati blogs, dove molte persone di opposte idee si fronteggiano a colpi di links, di citazioni, di documenti, di scambi di accuse e argomentazioni spesso esposte in maniera più puntuale di quelle degli ospiti di nostra signora televisione. E’ una comunità virtuale popolata di pacifisti senza dubbi, intelligenti scettici, invasati sgrammaticati, pragmatici mal di pancia di chi comprende che lo status quo non poteva essere definito “pace”. Si trovano bandiere della pace e ribbons in onore dell’undici settembre, contatori più o meno affidabili di morti civili e accese discussioni su eventi capitati cinquant’anni fa. Ci sono reciproci riconoscimenti di buona fede, molti insulti gratuiti, nessun cambiamento dalla propria originaria posizione. Ci sono domande senza risposte e affermazioni senza fonti, e fonti senza affidabilità. C’è tutto un mondo, insomma.

Si trovano, in questo strano paese di posteggiatori abusivi, persone in grado di giustificare con lo stuzzicadenti in bocca lettini di tortura e bambini che giocano con cinture di tritolo. C’è gente che si lamenta di vivere in un regime perché gli hanno tolto il pluralismo incarnato da Biagi e Santoro ( sic ) e però pronta a fare spallucce davanti ai partiti unici di Cuba e dell’Iraq da non toccare. Incontri e discuti con illuminati pacificatori che dall’alto del loro trespolo ti spiegano perché non ci si debba indignare di prigionieri di guerra giustiziati con un colpo alla testa e di leaders di sinistra che stringono la mano e si fanno fotografare con gente che ha sulla coscienza centinaia di migliaia di morti. Ti ammoniscono che no, non è possibile che sia stato Saddam a buttare bombe nei mercati per dare la colpa agli alleati ( come se quell’uomo e i suoi accoliti avessero degli scrupoli ) ma poi son convinti che gli aerei nelle torri ce li abbia pilotati la CIA. Sei reputato ingenuo, se cerchi di spiegare con tono pacato che sminare un porto per portare aiuti umanitari non è esattamente un atto di ostilità, e ti compatiscono quando ricordi che in Kosovo gli alleati americani hanno difeso gente di religione musulmana. Ti viene detto che hai male interpretato, se riporti le parole del loro idolo Hans “ Ponzio Pilato ” Blix che ammette di non aver mai dato la certezza di riuscire a garantire l’assenza di armi chimiche in Iraq nemmeno in cent’anni di ispezioni e che solo ora chi interrogherà gli scienziati troverà interlocutori non terrorizzati dall regime che minacciava loro e le loro famiglie ; e quelli che con la bandiera della pace a nascondere il viso spaccano vetrine, fermano treni, creano disservizi e rompono tutto non vengono definiti nemmeno più compagni che sbagliano, perché ti viene rivelato che sono i servizi segreti che si intrufolano tra di loro per metterli in cattiva luce. Ti suona strano che la pace venga proclamata, difesa, santificata da persone che indossano magliette raffiguranti un noto combattente barbuto che avrà ammazzato centinaia di persone, quando lo stesso Gandhi si dichiarava teorico della nonviolenza, non del pacifismo, e solo a determinate condizioni, che certo non comprendevano il massacro di civili inermi con i gas o a colpi di mitra ( per non parlare dei kamikaze ). Ti si rivoltano le budella quando da un quotidiano che si definisce di sinistra anziché solidarietà per tutte le vittime ti arriva in faccia il messaggio che ci si augura una guerra lenta con più morti possibili da parte degli alleati. Ti domandi come sia possibile solo pensare di delegare la sicurezza, la giustizia e la democrazia nel mondo intero ad un organismo che concede la presidenza delle commissioni per i diritti civili e per il disarmo a Libia ed Iraq, che permette spregevoli abomini come la conferenza di Durban e che è sistematicamente bloccata in qualsiasi decisione di una minima importanza da signori che fanno affari con dittatori africani, sterminano civili in Cecenia nel silenzio colpevole di qualsiasi sbandieratore multicolore, nascondono alla propria popolazione il flagello dell’AIDS e continuano ad occupare il Tibet senza una sola ragione difendibile dal diritto internazionale. Questi, ci viene detto, sono coloro ai quali dovremmo chiedere di rendere il mondo un posto migliore. Senza appello, senza alternative, senza se e senza ma. Domandi in che modo lasciare al suo posto Saddam possa dare pace e giustizia a 20 milioni di irakeni sottomessi alle crisi isteriche di un pazzo che si crede onnipotente, e non ottieni uno straccio di risposta sensata. Perché non esiste una risposta sensata.

Allora, visto che avete già venduto o distribuito queste belle bandiere della pace, che la macchina delle marce senza se e senza ma ( quelle che “ gli organizzatori di questa manifestazione spontanea non si aspettavano tutto questo successo ” … ) si è già messa in moto ed è ben oliata, vi sfidiamo a fare qualcosa di inedito.

Sono quarant’anni che manifestate sempre e solo contro gli Stati Uniti. Nessuno di voi si professa antiamericano, ma giudica da sempre provocatoria la bandiera a stelle e strisce. Marciate con chi le brucia, ma non avete il coraggio di ammetterlo con voi stessi. Trent’anni fa vi interessava la sorte dei vietnamiti, oggi non vi importa più nulla di loro e il motivo è evidente. Dunque, per dimostrare a noi maliziosi che non ce l’avete con gli USA, per una volta organizzate una bella manifestazione oceanica contro le altre 35 o più guerre che vengono combattute nel mondo. Per una volta, solo per una volta, scrivete i nomi dei dittatori che ammazzano la loro gente al posto del nome di Bush, schieratevi a difesa delle loro vittime innocenti, esponete le vostre bandiere per una causa che non potrebbe non essere definita pacifista. Se non vi costa troppo spiegate a chi vi segue con fiducia e senza farsi troppe domande che quel giorno si protesta contro altri satrapi, poi dal giorno dopo si riprende a dare contro all’Amerika kattiva.

Scommettiamo che non lo farete ?

posted by mixumb

posted by IloveAmerica | 08:58 | commenti